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lunedì 20 luglio 2015

Dalla via Francigena a quella tedeschigena

Pellegrinaggio ambientale

A piedi dal confine danese alla capitale francese per portare un messaggio ecumenico ai protagonisti della conferenza Cop21 sul clima

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In dodici tappe, tra Flensburg - sul confine tra Germania e Danimarca - e Parigi, percorreranno 1470 chilometri a piedi i partecipanti al pellegrinaggio ecumenico per la giustizia climatica denominato "Andate!". Partiranno il 13 settembre e saranno nella capitale francese il 27 novembre. A promuoverlo è un'ampia rete ecumenica di associazioni. Un vero e proprio breviario composto ad hoc accompagnerà i passi dei pellegrini lungo il cammino scandito in tappe dove si stanno organizzando incontri e attività di varia natura, laboratori socio-politici, azioni di sensibilizzazione, proposte di impegno concreto. A Parigi il 28 novembre si svolgerà una celebrazione interreligiosa conclusiva e verrà affidato un messaggio ai leader del mondo che il 30 inizieranno le discussioni del Cop21.
Sarah Numico ha intervistato per Sir Europa Karin Kortmann, vice-presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), madrina dell'iniziativa insieme ad Annette Kurschus, presidente della Chiesa evangelica in Westfalia, Heinrich Bedford-Strohm, presidente del Consiglio dell'Ekd, Ludwig Schick arcivescovo di Bamberg e responsabile della commissione "Chiesa universale" della Conferenza episcopale tedesca. Dalla recente enciclica di Papa Francesco sull'ambiente giunge ai cattolici d'Europa un ulteriore slancio ecologico.

Quale messaggio portano i pellegrini al Cop21? 

"Si sta preparando un messaggio internazionale congiunto. Tra le richieste di fondo si vorrebbe che emergessero impegni vincolanti per tutti i Paesi, che ci siano norme per il monitoraggio, che l'obiettivo dei 2 gradi sia raggiunto e non ci sia un aumento delle emissioni fino alla fine del XXI. Rivolgiamo queste richieste anche all'economia, alla società civile e a noi stessi".

Come si potrà rendere europea questa iniziativa delle chiese tedesche? 
"L'invito del Consiglio mondiale delle chiese a un decennio di pellegrinaggio per la giustizia e la pace è stato accolto in tante regioni del mondo. Alcuni esempi: nel Regno Unito lavorano insieme gruppi ambientalisti interreligiosi e aconfessionali. Dalle Filippine arriverà un gruppo internazionale di pellegrini, che camminerà da Roma a Parigi, e si spera che coinvolga tante persone di Paesi diversi. Attraverso il Forum europeo dei laici abbiamo invitato i nostri fratelli e sorelle in Europa a camminare con noi o a suscitare attenzione su Cop21 con iniziative nelle varie comunità e diocesi. C'è un sito web che documenta già numerose proposte su scala mondiale: http://peoplespilgrimage.org/".

In che relazione è il pellegrinaggio ecumenico con altre iniziative della società civile e del mondo laico verso Parigi? 
"Ricordo bene le immagini del 'Peoples Climate March' al summit sul clima lo scorso settembre a New York. È stata la più grossa manifestazione per il clima mai avvenuta negli Usa. Pellegrini motivati dal punto di vista religioso insieme a molte altre organizzazioni chiedevano più giustizia climatica. Il 'processo conciliare per la giustizia, la pace e l'integrità del creato' degli anni '80 ha strettamente legato i cristiani agli attivisti per il clima e l'ambiente e i confini ideologici sono stati superati. Mi auguro che molti gruppi religiosi e comunità parrocchiali arrivino a Parigi accanto ad attivisti del clima di tutto il mondo. Anche se forse gli obiettivi non corrispondono sempre al 100%, la direzione di fondo è la stessa: abbiamo bisogno di un accordo globale dei capi di Stato e di governo vincolante, ambizioso e giusto".

Quanto è diffusa tra i cristiani tedeschi la sensibilità ambientale? 

"I cristiani non sono automaticamente i migliori ambientalisti, anche se la salvaguardia del creato fa parte del nostro mandato fondamentale. Anche per noi i disastri ambientali nel Sud-Est asiatico, l'inquinamento delle acque a causa delle miniere d'oro in Guatemala o le inondazioni costiere del Bangladesh sono ancora lontane. Come in molti altri settori, la prevenzione è meno spettacolare e visibile degli aiuti in caso di catastrofe. In tutte le diocesi tedesche vi sono però responsabili per l'ambiente, associazioni cattoliche e protestanti organizzano giornate d'azione… Bere il tè o il caffè del commercio equo e solidale non basta più come dichiarazione di solidarietà e molti cristiani hanno avviato dibattiti sull'economia sostenibile, denunciano strategie di vendita avide e investono, come comunità e associazioni, in fonti di energia rinnovabili. Finché il concetto di crescita resta legato all'aumento delle vendite, del rendimento e dei redditi, abbiamo bisogno di molti esempi di buone pratiche che dimostrino che una vita migliore è possibile".

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