ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 21 luglio 2015

La Chiesa continua ad adattarsi ai tempi?

Gesù e Papa Francesco. Differenze in chiave ironica.


<> on April 20, 2014 in Vatican City, Vatican.
Ieri riflettevo su un “fatto“, quello che più di altri ha influito sui successivi eventi dell’umanità, “la venuta di Gesù in terra”.
Il riferimento è qui al Gesù storico, per cui ci permettiamo, con l’attenzione dovuta al caso, un pizzico di ironia. Un pò, con le debite proporzioni, come gli “omeridi”, maestri nella capacità di venerare e nel contempo prendersi gioco degli Dei.
Ma veniamo alla venuta.
Tutti si aspettavano un Re, un condottiero che avrebbe salvato l’umanità da un degrado sociale, che rispetto al nostro era “poca roba”, invece in groppa ad un asinello, “nu sceccu”, senza spada, ma con un ramoscello di ulivo, si presentò un povero Cristo.
Ma le apparenze ingannavano anche allora, mica solo adesso.
A quei tempi, in pochi capirono il significato reale del suo messaggio, perfino Pietro, poi diventato Santo, colui che pose la prima pietra della Chiesa, diffidava del Signore.
Non appena arrivò in piazza, “scacciò tutti quelli che vi trovò… e disse loro: voi ne fate una spelonca di ladri…”
In buona sostanza si scagliò contro la corruzione della Mafia Capitale di Gerusalemme, in mezzo ai Carminati ed ai “politici corrotti”. Qui si verificò il “miracolo”, la Standing Ovacton del popolo.
Ma quando, sorpresero una donna accusata di adulterio, e chiesero a Gesù: “… Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?, lui rispose, “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. Ebbene, quel popolo, quello stesso popolo, si ritirò… “uno dopo l’altro, cominciando dai più anziani”.
Quel buon uomo di Gesù, predicava anche il contrario di quello che chi “lo ascoltavadesiderava sentire”.
Talmente il popolo non capì questo aspetto della questione, che nel corso della storia successiva, non ha fatto altro che lanciare pietre, essendo senza peccato, verso il “potereladro”.
Ma c’è bisogno oggi, nel 2015, che ritorni un Gesù? 
Da una storia all’altra.
Quando Jorge Mario Bergoglio fu nominato Papa, non nego che ho pensato ad uno che avesse potuto rivoluzionare la Chiesa, nel nome di Gesù.
Certo cambiare la Chiesa è più difficile di cambiare un paese, anche se un Papa non havincoli di maggioranza, non deve tener conto dei sondaggi, non ha bisogno di porre laquestione di fiducia.
Eppure, la gestione degli equilibri all’interno della Chiesa è complicata, talmente complessa al punto che sembra il Parlamento Italiano.
La Chiesa è “l’impero” più longevo della storia, ha attraversato momenti difficili, ma da 2000 anni, il suo potere è, quasi, del tutto immutato.
Ebbene, questo Papa al contrario di Gesù “annuncia”- esempio compiuto di annuncite– “soltanto quello che chi lo ascolta desidera sentire”.
La Chiesa continua ad adattarsi ai tempi?

4 commenti:

  1. Mi son cascate le braccia. !!!!!!!!! jane

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    1. Perché le braccia?
      In fondo dice cose giuste e alla domanda finale, purtroppo, bisogna rispondere sì.
      O no?

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    2. Proprio così . jane

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    3. A me questo Bergoglio ha fatto cadere oltre alle braccia anche qualche altra cosa.

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