ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 30 settembre 2015

La botte e il cerchio?

Se un attivista gay legge alla Messa con papa Francesco

Infiamma la polemica in America. La prima lettura della Messa a New York affidata a un militante per il matrimonio gay. E in Italia la notizia è stata nascosta

"Non sto scherzando, Mo Rocca sta aprendo per il Papa - esulta la comica Paula Poundstone, gay molto nota negli States - o mio Dio!".
L'America è divisa.
C'è chi osanna papa Francescoe chi lo critica apertamente."Sì,era Mo Rocca alla messa del Papa", ha titolato la Cnn. E la Nbc le è andata dietro: "Mo Rocca apre la messa del Papa".
Per capire lo stupore bisogna andare al viaggio apostolico di papa Francesco negli Stati Uniti. Venerdì scorso ha chiamato Mo Rocca (attore, scrittore satirico e, soprattutto, icona del mondo omosessuale statunitense) a leggere la prima lettura della Santa Messa al Madison Square Garden di New York. Una scelta di campo che non lascia ombra di dubbio. Perché Mo Rocca non è semplicemente un gay dichiarato, ma un vero e proprio militante per nulla fedele alla dottrina della Chiesa cattolica. Tanto che nel 2011, quando lo Stato di New York legalizzò le nozze tra persone dello stesso sesso, aveva scritto sul sito gayStonewall Riots"Bisogna esserci per un pezzo di storia come questo... Era indimenticabile e emozionante, un grande posto in cui stare".


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Se in America la scelta di papa Francesco di avere un attivista gay a leggere la prima lettura ha scandalizzato l'ala più ortodossa della Chiesa cattolica, in Italia la notizia è stata messa sotto silenzio. Avvenire, per esempio, non ne ha scritto una sola riga. E il vaticanista della Stampa, Marco Tosatti, è stato costretto a scriverla sul blog San Pietro e dintorni. Censura preventiva? Difficile a dirsi. Sta di fatto che lo stesso Tosatti conosce bene la portata della presenza di uno come Mo Rocca alla Messa del Papa. "Fino a questo momento - scrive il vaticanista sul blog - Mo Rocca è noto per la sua opposizione all'insegnamento cattolico sui rapporti omosessuali ed è favorevole alle nozze fra persone dello stesso sesso".
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/se-attivista-gay-legge-messa-papa-francesco-1177329.html

Il Papa ha incontrato a Washington Kim Davis: "Sii forte"

Colloquio riservato tra Francesco e la funzionaria del Kentucky incriminata per non aver firmato i certificati di matrimoni omosessuali
di Matteo Matzuzzi | 30 Settembre 2015 ore 09:42

Kim Davis, la funzionaria incriminata in Kentucky, ha incontrato il Pontefice giovedì scorso a Washington
Roma. Il Papa ha incontrato segretamente a Washington Kim Davis, la funzionaria del Kentucky incriminata per non aver voluto apporre la propria firma sui certificati di matrimonio per coppie omosessuali. Giovedì pomeriggio, prima della partenza di Francesco per New York, Kim e suo marito Joe sono stati ricevuti nella nunziatura della capitale americana. Il colloquio è durato quindici minuti, ha spiegato il suo avvocato, Matthew D. Staver. Erano presenti anche dei fotografi ed è probabile che presto – ha proseguito il legale – le immagini saranno rese pubbliche. Il Papa ha donato alla donna qualche rosario e le ha detto di "essere forte".

ARTICOLI CORRELATI Il caso Kim Davis, la dittatura dei diritti Il pugno del Papa: “Anche la libertà di coscienza è un diritto umano” Il ritorno di Kim Davis dopo la “grande svolta ideologica” La lunga caccia dell’inquisizione liberale ai Kim Davis d’AmericaE' così confermato che il riferimento – già peraltro chiaro – del Papa alla libertà di coscienza fatto durante la consueta conferenza stampa in aereo, di ritorno a Roma, era proprio al caso della funzionaria del Kentucky. Lunedì, infatti, Francesco aveva sottolineato che "l'obiezione di coscienza è un diritto umano, e se a una persona viene negata l'obiezione di coscienza, le si nega un diritto. In ogni struttura giudiziaria – aveva aggiunto Bergoglio – deve entrare l'obiezione di coscienza". Quindi, in modo netto, il Papa aveva affermato che "se un funzionario di governo è una persona umana, essa ha un diritto".

Il tema della libertà religiosa era stato affrontato con forza da Francesco in uno dei suoi più importanti (ma al contempo meno enfatizzati) discorsi tenuti durante la sua permanenza negli Stati Uniti. Sabato scorso, al Philadelphia Mall, aveva infatti denunciatoquelle "forme di tirannia moderna che cercano di sopprimere la libertà religiosa o cercano di ridurla a una sottocultura senza diritto di espressione nella sfera pubblica". La libertà religiosa, aveva aggiunto il Papa, "é un diritto fondamentale". Sempre a Washington, Francesco aveva visitato le Piccole sorelle dei poveri, da tre anni in lotta con l'Amministrazione Obama, che ha imposto anche alle istituzioni religiose di offrire ai dipendenti l’accesso gratuito ai contraccettivi e, più in generale, ai servizi abortivi.


Il Papa incontra la funzionaria contro le nozze gay: «Brava, continua così»

Durante il viaggio negli Stati Uniti incontro tra Bergoglio e Kim Davis, la donna incarcerata per non avere concesso la licenza per i matrimoni omosessuali

Kim Davis, l’impiegata di Rowan, in Kentucky, incarcerata per cinque giorni per obiezione di coscienza alle nozze gay (Reuters/Duggan)


«Chi sono io per giudicare i gay?», disse papa Francesco. La frase resterà scolpita nella storia di questo pontificato, e forse della Chiesa, ma se qualcuno si era illuso di poter arruolare Bergoglio nella battaglia per gli «equal rights», il clamoroso retroscena del Guardian gli farà cambiare idea.
IN CARCERE PER L’OBIEZIONE DI COSCIENZA
Il giornale inglese rivela infatti che il Papa, durante la visita in America, ha incontrato Kim Davis, la funzionaria del Kentucky diventata l’eroina dei conservatori Usa per aver passato cinque giorni in prigione dopo essersi rifiutata di rilasciare licenze omosessuali. L’incontro - svelato dal sito Inside the Vatican - è avvenuto giovedì all’ambasciata della Santa Sede a Washington: il Papa ha visto la signora Davis con il marito, l’ha elogiata - «stay strong», sii forte - e le ha regalato un rosario.
«CHI SONO IO PER AVERE UNA SIMILE OPPORTUNITÀ?»


La funzionaria ha raccontato al Pontefice di sentirsi «umiliata» dalla sua esperienza, e ha poi dichiarato di averlo trovato «gentile, sinceramente preoccupato per lei e molto amichevole». Kim era incredula: «Chi sono io per avere una simile opportunità? Sono solo un’impiegata di contea che ama Gesù».
IL RITORNO A ROMA


Il Papa le ha chiesto, com’è suo costume, di pregare per lui. Sull’aereo che lo riportava a Roma, Francesco aveva difeso l’obiezione di coscienza dei funzionari pubblici. Chi avesse dubbi sul fatto che si riferiva al caso Davis se li deve togliere: questo Papa è fermamente contrario alle nozze gay.
Redazione Online

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