ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 25 ottobre 2015

Il dimenticato

"Regnerò malgrado i miei nemici e tutti coloro che si oppongono" (Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque) - IN FESTO D. N. JESU CHRISTI REGIS


ACTUS DEDICATIONIS HUMANI GENERIS JESU CHRISTO REGI

in sollemnitate D.N. Jesu Christi Universorum Regis
(Indulgentia plenaria)

JESU dulcissime, Redemptor humani generis, respice nos [ad altare] [ante conspectum]tuum humillime provolutos.
Tui sumus, tui esse volumus; quo autem tibi coniuncti firmius esse possimus, en hodie sacratissimo Cordi tuo se quisque nostrum sponte dedicat.

Te quidem multi novere nunquam; te, spretis mandatis tuis, multi repudiarunt. Miserere utrorumque, benignissime Iesu, atque ad sanctum Cor tuum rape universos.

Rex esto, Domine, nec fidelium tantum qui nullo tempore discessere a te, sed etiam prodigorum filiorum qui te reliquerunt; fac hos, ut domum paternam cito repetant, ne miseria et fame pereant.

Rex esto eorum, quos aut opinionum error deceptos habet, aut discordia separatos, eosque ad portum veritatis atque ad unitatem fidei revoca, ut brevi fiat unum ovile et unus pastor.

[Rex esto eorum omnium, qui in tenebris idololatriae aut islamismi adhuc versantur, eosque in lumen regnumque tuum vindicare ne renuas.

Respice denique misericordiae oculis illius gentis filios, quae tamdiu populus electus fuit: et Sanguis, qui olim super eos invocatus est, nunc in illos quoque redemptionis vitaeque lavacrum descendat.]*

Largire, Domine, Ecclesiae tuae securam cum incolumitate libertatem; largire cunctis gentibus tranquillitatem ordinis; perfice, ut ab utroque terrae vertice una resonet vox:

Sit laus divino Cordi, per quod nobis parta salus: ipsi gloria et honor in saecula! Amen.

* Decretum S. Paenitentiariae Apostolicae 18 Julii 1959 a formula consecrationis omittur ex publico pars quae ab Rex esto ut descendat.

* * * * * * * *

CONSACRAZIONE 
AL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ

nella festa di Cristo RE
(Indulgenza plenaria)

O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, riguardate a noi umilmente prostrati innanzi al vostro altare.
Noi siamo vostri, e vostri vogliamo essere; e per vivere a voi più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi, oggi spontaneamente si consacra al vostro sacratissimo Cuore.

Molti, purtroppo, non vi conobbero mai; molti, disprezzando i vostri comandamenti, vi ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia e degli uni e degli altri e tutti quanti attira al vostro Sacratissimo Cuore.

O Signore, siate il Re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da voi, ma anche dì quei figli prodighi che vi abbandonarono; fate che questi, quanto prima, ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame.

Siate il Re di coloro che vivono nell’inganno e dell’errore, o per discordia da voi separati; richiamateli al porto della verità, all’unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.

[Siate il re finalmente di tutti quelli che sono avvolti nelle superstizioni dell’Idolatria e dell’Islamismo; e non ricusate di trarli tutti al lume e al regno vostro.

Riguardate finalmente con occhio di misericordia i figli di quel popolo che un giorno fu il prediletto; scenda anche sopra di loro, lavacro di redenzione di vita, il sangue già sopra di essi invocato.] *

Largite, o Signore, incolumità e libertà sicura alla vostra Chiesa, largite a tutti i popoli la tranquillità dell’ordine. Fate che da un capo all’altro della terra risuoni quest’unica voce:

Sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salute; a lui si canti gloria e onore nei secoli dei secoli. Amen.

* Per decreto della Sacra Penitenzieria Apostolica del 18 luglio 1959, dalla formula di consacrazione va omesso dalla proclamazione pubblica, il brano che va da Siate il re a di essi invocato.

tratto parzialmente da

Cristo Re


In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.
Talvolta qualcuno chiama la Chiesa "trionfalista", come se fosse una società mediocre, puramente umana, centrata sul mero uomo, una società che non abbia niente di cui gloriarsi, come se dovesse prendere un posto modesto vicino alle altre religioni e, modestamente, tacere.

La realtà, però, carissimi fedeli, è ben diversa: la Chiesa è una società perfetta, è animata dallo stesso Spirito Santo, è santificante, infallibile, tutta pura, è l'immacolata Sposa di Cristo.
Le altre religioni sono tutte false, i loro seguaci devono convertirsi, devono essere evangelizzati, catechizzati, battezzati e santificati, sottomessi al dominio di Cristo Re, Re di tutti gli uomini.
Non c'è un’altra via di salvezza, perché Cristo è Dio, l'unico Dio, Uno simile a Figlio d'uomo - dice san Giovanni - con occhi fiammeggianti come fuoco, la voce simile al fragore di grandi acque, che nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio, il Suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza e mi disse: “Io sono l'Alfa e l'Omega, il Vivente, Io ero morto ma ora vivo per sempre ed ho potere sopra la morte e sopra gli inferi”.
Dunque Nostro Signore Gesù Cristo, che è già Re dell'Universo - Pantocrator - sia da Dio sia da Uomo, in virtù dell'unione ipostatica fra la Sua divinità e la Sua umanità, è anche Re di tutti gli uomini in virtù della Sua Passione e Morte in Croce.
La Santa Chiesa Cattolica non si vergogna di Lui, che altrimenti si vergognerà di Lei davanti al Suo Padre e ai Suoi Angeli, bensì esulta, soprattutto oggi nella Festa di Cristo Re, quando ricorda il trionfo di Nostro Signore Gesù Cristo su Satana, sul peccato e sulla morte; esulta per Lui ed anche per sé stessa, perché sa con certezza assoluta che, seguendo il suo Re sul campo di battaglia di questo mondo, trionferà anche Lei.
Quaggiù facciamo parte della Chiesa Militante, militante contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti, e “ci gloriamo di combattere sotto i vessilli di Cristo Re” - nelle parole dell'ultima preghiera di questa Santa Messa - “per poter regnare con Lui dopo come Chiesa Trionfante in Cielo, per sempre”.
La parola "trionfalista" come la parola "tradizionalista" sono parole moderne inventate da persone moderniste per presentare come falso e male ciò che è vero e bene.
La Chiesa ha sempre visto la nostra vita terrena come una lotta dura contro i nemici della nostra salvezza, che sono il mondo, la carne, il diavolo.
Il mondo, ossia tutto ciò che ci circonda e che sia male, come le cattive compagnie, le pubblicità, i fiori del male sparsi attraverso i tratti interminabili del computer; la carne, cioè tutti i desideri, gli istinti, le emozioni che lottano contro la ragione; il diavolo, che aumenta i nostri disagi in tutto, obnubilando la nostra fede e la nostra fiducia in Dio, insinuando pensieri cattivi, negativi, meschini nella mente, ingannandoci e seducendoci.
Contro questi nemici, noi lottiamo insieme a Nostro Signore Gesù Cristo, in una collaborazione che culminerà nella Sua gloriosa vittoria sul mondo.
Questa è la visione della Chiesa, la visione tradizionale che, come tutto ciò che è tradizionale nella Chiesa, è da accettare da noi come pienamente cattolica.
Gloriamoci, dunque, di combattere sotto i vessilli di questo Re, vestito di una Corona e di una Porpora più gloriose di quelle di tutti i re che abbiano mai vissuto su questa terra, e di essere noi gli strumenti dell'opera del Suo Divino Amore; gloriamoci nel Nostro Re, per cui saremo onorati di versare la nostra vita, come Lui ha versato la Sua per noi fino all'ultima goccia del Suo preziosissimo Sangue; gloriamoci di seguirLo in questa vita non con l'arroganza e la superbia, bensì nella profondissima umiltà, rinnegandoci e portando la nostra croce dietro a Lui, consapevoli solo della Sua infinita maestà e della nostra iniquità, che l’ha messo in Croce.
Così, vinceremo nella battaglia contro i nostri nemici, e trionferemo e regneremo con Lui per sempre nella gloria della Patria Celeste.

Padre Konrad Zu Loewenstein 

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