ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 31 ottobre 2015

Noi non smetteremo di importunarti

Preghiera per la Chiesa
 Dominus iudex noster, Dominus legifer noster: Dominus Rex noster, ipse salvabit nos.
Signore Gesù Cristo, non sei Tu forse nostro giudice, nostro legislatore, nostro Re, come la Tua santa Chiesa Ti acclama da sempre? Non Ti professiamo forse arbitro delle menti e dei cuori? Nonostante la turba scellerata vociferi scomposta che non vuole lasciarti regnare, noi continuiamo osannanti a proclamarti, qual sei, Re supremo di tutti gli uomini. Perché, o Principe portatore di pace, non sottometti al Tuo soavissimo impero le menti ribelli, raccogliendo in un unico ovile le genti disgregate dal peccato e quanti han deviato dal tuo amore? Perché non sentenzi e legiferi più, a salvezza dei mortali dannati in eterno dalla loro stessa disobbedienza, per bocca di colui che dovrebbe sedere quale roccia di certa dottrina e pascere le Tue pecorelle nei pascoli salubri dei Tuoi comandamenti? Perché lasci che chi ha il compito di guidarci sconcerti continuamente chi ancora conserva la fede e al contempo trascini nel baratro quanti, pur credendo di averla, in realtà non la conoscono più? Perché, Immagine vivente dell’Altissimo, Luce da Luce, Dio, permetti che sia coperta e vituperata l’eterna verità che salva riunendo gli uomini nella pace della Tua signoria?
Eppure proprio per questo hai voluto pendere, le braccia distese, dal legno insanguinato; proprio per questo, facendolo aprire dalla lancia, hai mostrato il cuore, ardente d’una fiamma d’amore; proprio per questo Ti nascondi, sull’altare, sotto l’apparenza del pane e del vino, riversando sui figli, dal Tuo petto squarciato, la loro eterna salvezza! Quando sarai di nuovo esaltato con pubblico onore, com’è giusto, dai governanti delle nazioni, obbedito da giudici e maestri, espresso dalle leggi e dalle arti, Verbo divino che reggi l’universo? Quando stenderai di nuovo il Tuo mite scettro sulla nostra patria e su ogni casa, liberandoci dagli orrendi flagelli abbattutisi su questa società pervertita che ha rigettato la Tua signoria e, con essa, ogni forma di bene, di onestà e di giustizia? Quando svelerai l’enorme inganno dei cosiddetti diritti umani, mutevoli e cangianti ad ogni tiro di vento, diabolico pretesto per distruggere l’essenza dell’uomo creato a Tua immagine? Quando smaschererai la sottile menzogna del bene fatto per il bene anziché in nome di Dio, che è il sommo Bene, in ottemperanza a fragilissimi imperativi categorici che non trovano il proprio fondamento in Te, ma nella coscienza individuale offuscata dal peccato originale?
Tu non puoi abbandonarci. Certo, noi scorgiamo ancora le Tue tracce in ogni sorriso, in ogni gesto gentile, in ogni azione caritatevole di cui pur sono ancora capaci le Tue creature rinate dall’acqua e dallo Spirito, per quanto in buona parte private dello stato di grazia dai loro peccati. Molte di esse sono ancora toccate dal passaggio di uomini e donne a Te consacrati in verità, il cui sguardo e parola può ancora risuscitare, come brace coperta dalla cenere, la fiammella della grazia seppellita nei loro cuori. L’immane plagio collettivo esercitato dai mezzi di comunicazione non li ha ancora resi completamente ciechi e insensibili alla Tua presenza e alla Tua tenerezza; forse attendono soltanto un cenno credibile che non rinnovi ulteriormente la delusione provocata da chi, anziché assecondare i richiami della loro coscienza, li ha abbandonati in balia del peccato, rifiutandosi di somministrare loro la cura necessaria… Perché allora li lasci vagare lontano da Te? Come puoi permettere che siano ulteriormente ingannati con una falsa idea di misericordia, anziché ricondotti ad ascoltare la Tua voce, dolce e severa ad un tempo, che li chiama a conversione per la loro felicità presente e futura? Perché non ci mandi qualcuno che parli davvero in Tuo nome per riaffermare la vivificante Verità immutabile che sei Tu stesso?
No, al contrario Tu stai lasciando che la barca di Pietro vada alla deriva, che la Tua vigna diletta sia devastata dalle bestie selvatiche, che il Tuo gregge, acquistato a prezzo del Tuo sangue, sia sviato da falsi Pastori che Ti hanno tradito, che la Tua Sposa amatissima si prostituisca con il mondo incredulo, governato da Satana e dai suoi miserabili sgherri… Ti pare che il peccato mortale di adulterio, per giunta continuato, possa esser valutato caso per caso ed eventualmente legittimato? Puoi forse ammettere che persone in stato di adulterio permanente svolgano funzioni nelle comunità cristiane, smentendo così, nei fatti, ogni insegnamento o dottrina in qualsiasi ambito? Lascerai che innumerevoli peccatori, riabilitati senza emendarsi dal “discernimento” improvvisato di un chierico qualunque o fittiziamente sciolti dal sacro vincolo del matrimonio, mangino e bevano ripetutamente la propria condanna? La loro coscienza oscurata e ingannata basterà forse a scusarli, salvandoli così dal fuoco eterno? Non li hai forse richiamati innumerevoli volte con infinita pazienza per trattenerli dalla loro funesta decisione o per riportarli sulla retta via? E per quanto tempo ancora i Tuoi ministri fedeli, che si battono ogni giorno per la salvezza delle anime, dovranno sentirsi insultare come farisei duri di cuore, doganieri attaccati alle formule astratte, controllori insensibili ai drammi del prossimo e senza pietà per le sue sventure, di cui è generalmente responsabile?
Sì, sappiamo bene che hai tolto la siepe alla Tua vigna perché non ha portato i frutti che attendevi, nonostante le Tue ininterrotte e straordinarie cure. Con i torrenti di grazia che per due millenni hai riversato su di essa e le moltitudini di santi che vi hai suscitato, dovrebbe oggi brillare tutta di santità eccelsa, tale da attirare irresistibilmente a sé tutti gli uomini che ancora non credono in Te: ebrei, musulmani, induisti, buddhisti, scintoisti, animisti… tutti sarebbero liberati, chi dalle catene della sua disobbedienza, chi dalle tenebre delle sue credenze, tutti dal dominio del diavolo, sotto il quale soggiace chi non è rinato da Dio e dalla Vergine, venendo così incorporato a Te. Dobbiamo confessarlo: non abbiamo ascoltato i Tuoi profeti, per questo ora taci; non ti abbiamo dato l’onore che ti spettava, per questo ci hai messi in mano ai nostri nemici; non abbiamo reso testimonianza alla luce, per questo siamo avvolti dalle tenebre. La nostra tranquilla indolenza ha lasciato fare ai Tuoi avversari senza opporre sufficiente resistenza nella società civile; la nostra pia sottomissione ha ingoiato tutte le eresie e accondisceso a tutti gli abusi perpetrati nella Chiesa: e adesso abbiamo il coraggio di lamentarci?
Ma, poiché Tu sei e sarai sempre il nostro Salvatore, abbiamo ancora l’ardire di gridare a Te per ottenere perdono e implorare il Tuo intervento. Se non vuoi ascoltare noi, che troppo ti abbiamo offeso e disgustato, porgi l’orecchio – te ne supplichiamo – alla voce della purissima Madre Tua e nostra, che da sempre ci fa da avvocata e ci raccoglie sotto il manto castificante della Sua verginità, guarendo le nostre reiterate infedeltà. Ricorda l’amore ineguagliabile con il quale Ti ha messo al mondo come Capo del Corpo che noi formiamo. Ricorda i Suoi inenarrabili dolori, sopportati per noi sul Calvario nell’atto di offrirti al Padre, formando con Te un’unica ostia, per la nostra rigenerazione. Ricorda le ardentissime preghiere con cui, quale Figlia di Sion, ha ottenuto per noi l’effusione dello Spirito promesso, che ha adornato la Tua santa Sposa di doni svariati e mirabili carismi per la conversione dei pagani. Ricorda le inesauribili grazie da Te elargite attraverso di Lei a questi figli ingrati, per i quali pur continui a sanguinare negli innumerevoli martiri del nostro tempo, portando ancora la croce flagellato le membra e il capo coronato di spine. Ricorda – te ne scongiuriamo – la perseverante preghiera del tuo servo nascosto e silente, che ha fatto quanto ha potuto per allontanare la nave dagli scogli, prima di esser messo in condizione di dover lasciare il timone.
La nostra fiducia è più viva che mai, o nostro Maestro, Sacerdote e Signore: abbiamo Te prigioniero nel candore del Tabernacolo; abbiamo la candida Madre della Chiesa; donaci ancora un bianco Padre che salvi il vascello dirigendolo tra le due colonne alle quali deve ancorarlo per sempre. Noi non smetteremo di importunarti finché non sarai intervenuto.
P.S.: in vista dell’8 dicembre, data dell’entrata in vigore del motu proprio sulle cause di nullità matrimoniale e inizio del giubileo della misericordia, propongo di recitare quotidianamente questa preghiera per trentatré giorni a partire dal 5 novembre prossimo. Gridiamo al cielo con la certezza di essere esauditi, in un modo o in un altro.

 

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