ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 11 novembre 2015

Niente arcikommissari qui!

Montecassino, indagato l'ex abate Pietro Vittorelli: "Sottratti all'Abbazia 500mila euro destinati alle opere caritatevoli"VITTORELLI

Arci truffa all'arci abbazia. Il soldi dei fedeli, quelli destinati alle opere caritatevoli e alle finalità di culto, finivano direttamente in tasca all'abate. "Sua Eccellenza" Pietro Vittorelli, oggi abate emerito, che guidò Montecassino dal 2007 e 2013 è indagato e accusato di essersi appropriato di 500mila euro che appartenevano ai conti dell'Abbazia.

Un prelievo costante ottenuto con l'aiuto del fratello Massimo: gli importi sottratti sarebbero stati riciclati in varie tranche attraverso passaggi su vari conti correnti gestiti da Massimo, intermediario finanziario, per poi tornare nella disponibilità del prelato.
La Guardia di Finanza oggi ha eseguito diverse perquisizioni e sequestri di beni nei confronti dei Vittorelli. Il sequestro "per equivalente" è stato disposto dal Gip del Tribunale di Roma Vilma Passamonti, su richiesta del pm Francesco Marinaro ed è eseguito da militari del nucleo speciale di polizia valutaria delle Fiamme Gialle.
Vitorelli, oggi 53enne, fu nominato 191esimo abate dell'Abbazia da Papa Ratzinger nel 2007 e, proprio come Benedetto, nel 2013 lasciò l'incarico per "motivi di salute" e si trasferì a Londra dove strinse rapporti con la chiesa anglicana.
Degli anni alla guida dell'Abbazia (di cui dovrebbe essere in prossima uscita un suo libro) restano noti i suoi primi giorni in cui, con una lettera aperta inviata a diversi sacerdoti, proponeva "parroci di frontiera", pronti a lasciare e partire a servizio degli altri.
Curiosamente, a seguito di quelle parole, in una intervista al Corriere Vittorelli dichiarò che "noi non siamo proprietari dei beni che possediamo, ne siamo soltanto gli amministratori. Il potere della Chiesa è un servizio per gli altri. Mai per se stessi".
In partica, l'esatto opposto delle accuse mosse dagli inquirenti. Secondo la Procura, l'ex abate Vittorelli, che governava in una delle Abbazie più famose d'Italia (fino a qualche anno fa toccava quota 1 milione di visitatori l'anno) aveva infatti accesso illimitato ai conti dell'Abbazia da cui avrebbe continuato a prelevare denaro per "uso personale".
 
http://www.huffingtonpost.it/2015/11/11/montecassino-indagato-lex_n_8530828.html?utm_hp_ref=italy

Altre carte su Ior e immobili, Vatileaks 2 potrebbe allargarsi

Indagini su ricatti e favori ottenuti per non divulgare notizie riservate













Gli investigatori sono convinti che, oltre ai documenti pubblicati nei libri di Nuzzi e Fittipaldi, ci sia dell'altro, altre carte sullo Ior e sugli immobili del Vaticano pronte a uscire, con una rete di contatti per i «corvi» molto più ampia di quanto si possa immaginare e con il coinvolgimento anche di altre persone. E infatti dai primi di novembre la «polizia vaticana» ha effettuato altri interrogatori, ha sentito diversi laici come persone informate dei fatti, ma nessun cardinale, come ha fatto sapere Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana. È vero però che un anziano cardinale, diversi mesi dopo la nascita della Cosea, si era premurato di far sapere «ai superiori» che alcuni documenti della commissione erano misteriosamente spariti nel nulla. E in quell'occasione il porporato aveva chiesto ad alcuni componenti della Cosea (tra cui Balda) «maggiore prudenza» nella gestione di «documenti così importanti». Evidentemente il consiglio del porporato non era stato ben recepito o forse, se la magistratura vaticana accerterà delle responsabilità precise per gli arrestati, non era stato volutamente ascoltato. Il timore quindi adesso sarebbe legato a una nuova pubblicazione di documenti, un secondo capitolo del Vatileaks 2, con in mezzo anche ricatti e favori ottenuti in cambio della non divulgazione delle carte. Si tratterebbe di documenti sottratti riguardanti lo Ior con elenchi di titolari di conti cifrati. E poi ancora carte segrete e liste di inquilini eccellenti delle case di proprietà dell'Apsa, l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, una sorta di Banca centrale del Vaticano che dispone appunto di un cospicuo patrimonio immobiliare e per il quale si è combattuto un agguerrito braccio di ferro (tra Apsa e Segreteria per l'Economia) per deciderne la gestione.
Nel frattempo l'ufficio del promotore di giustizia vaticano, Gian Piero Milano, che ha in mano l'inchiesta d'Oltretevere, sta studiando le carte per valutare eventuali responsabilità fuori dal Vaticano e nel caso chiedere, dopo la pubblicazione dei libri, delle rogatorie internazionali, in particolare per ciò che potrebbe emergere dall'inchiesta di Terni, i cui faldoni con le intercettazioni sono già finiti in procura a Roma. Il Vaticano, però, sempre per bocca di Padre Lombardi, smentisce che ci siano stati contatti tra un porporato e le autorità italiane.

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