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giovedì 28 gennaio 2016

“Solo un Dio ormai può salvarci”

LA RELIGIONE SOTTO ATTACCO

    Profondamente credente Blondet ha accettato di condividere con i lettori alcune sue opinioni sul tema della religione: non vedo alcun futuro per questa società finirà in qualche orribile guerra mondiale o deflagrazione globale 
di Ceoldo e Blondet  




In un mio precedente articolo ho cercato di affrontare assieme al filosofo italiano Diego Fusaro il tema della Religione sotto attacco, prendendo spunto dal risultato di una recente ricerca pubblicata dalla rivista Current Biology secondo la quale i bambini atei sarebbero più altruisti di quelli credenti. Mi è sembrata una conclusione assurda ma in linea con altre affermazioni contro la Chiesa ed ogni Religione in particolare. Ritorno qui sull’argomento perché se le risposte di Fusaro riflettevano il punto di vista di un filosofo allievo indipendente di Marx e Gramsci (come lo stesso Fusaro si definisce) è altresì interessante cercare risposte anche in altre direzioni.  
Maurizio Blondet, noto giornalista italiano, è stato fra i primi in Italia a non credere alla versione ufficiale sull’attentato alle Torri Gemelle, individuando la causa in un colpo di stato interno alla società americana. Cattolico, profondamente credente, Blondet ha accettato di condividere con i lettori alcune sue opinioni sul tema della religione.
Maurizio Blondet, secondo lei perché qualcuno ha sentito il bisogno di analizzare una caratteristica dell’animo umano come l’altruismo in un’ottica di “credenti Vs. atei”?
Non so se capisco bene la domanda. Fra l’altro, non sono così sicuro che l’altruismo sia “una caratteristica dell’animo umano”, ossia un dato naturale. L’uomo non nasce buono, come predicava Rousseau.  L’ “altruismo” e le altre virtù, sociali e spirituali, devono essere sviluppate, educate,  con l’educazione.  In questo senso vale l’ottica “credenti contro atei”: chi non  crede in Dio, perché dovrebbe essere “altruista”? Conviene molto di più  l’egoismo. Dostojevski diceva: “Se Dio non c’è, tutto è possibile fare all’uomo”. Infatti le società secolarizzate sono anche quelle dove l’egoismo domina nelle anime e l’altruismo (anche sotto forma di socialità) scompare: il capitalismo globale terminale è il regno delle massime ingiustizie: guerre, furti, sfruttamento dei poveri.
Ma che senso ha dividere i bambini in atei e credenti?
La fede non è “per adulti”. I fanciulli anzi capiscono meglio che cosa è e cosa implica. Non è a caso che Cristo dica: “queste cose, nascoste ai sapienti, sono note ai bambini”. Fino all’eroismo:  si vedano i santi-bambini che “si sono offerti” per la salvezza delle anime dei miscredenti da Fatima in poi.
La Chiesa Cattolica, ma anche quella Ortodossa di Grecia, ha subito attacchi eccezionalmente virulenti di solito diretti contro una, vera o presunta, egoistica opulenza ecclesiale. Le faccio quindi una domanda vecchia come il nostro mondo: Chiesa ricca o povera?
La Chiesa ricca  c’è  stata soprattutto in passato: sa quanto è costato il colonnato del Bernini, quanto i papi han pagato Michelangelo e Raffaello? Ciò avveniva in tempi in cui la Chiesa era una potenza mondiale, divideva il mondo fra Spagna e Portogallo, arrivavano ambasciatori, offerte dal mondo fedele.  Questa Chiesa ha attratto ai suoi vertici gerarchici personalità affamate di potere e   godimento  – è logico, dove ci sono i soldi: papa Borgia, coi suoi scandalosi vizi, ha dato il pretesto alla rivolta di Lutero ed allo scisma fatale d’Occidente. La Cappella Sistina ispira tutto, tranne religiosità: lo capì Dostojevski quando  la visitò  e scrisse che al Cristo di Michelangelo mancava solo la sciabola per essere  “un soldato tedesco”.  Ebbene: nonostante ciò, ci furono allora i più grandi santi, miracolosi.  Un papa può essere privatamente indegno, ricco, assetato di potere ma quel che conta è la sua “presenza” assiale, di successore di Pietro,  tramite e canale di grazia. Certo è meglio se è una  degna o santa persona. Ma allora  la fede del popolo tollerava di più ciò che oggi (forse giustamente) non tollera: vescovi carrieristi per un posto in Vaticano, per quattro soldi, per un amante gay, vescovi opportunisti verso il mondo per una comparsata in televisione. Precisamente questi dicono di essere “per i poveri”, oggi  vanno alle “periferie del mondo” per farsi vedere dal papa. Il male è più profondo del dilemma semplicista e demagogico  “chiesa povera – chiesa ricca”.
I cristiani, i cattolici in particolare, sembra stiano chiedendo il permesso del mondo per praticare la loro fede, timorosi di non sembrare abbastanza al passo di tempi sempre più liberali e disinibiti. E’ un errore?
Ovviamente  molti hanno un complesso d’inferiorità verso la “Modernità”: sono evoluzionisti, scientisti, modernisti.  Ma questo  atteggiamento è stato provocato, precisamente, dal Concilio e dai suoi vescovi ed esperti.  Prima, col Sillabo  di Pio IX, la Chiesa aveva dichiarato guerra alla modernità. Era orgogliosamente anti-progressista, antimoderna e perciò conservava intatti i  dogmi e i riti. La liturgia in latino diceva questo, anche a non credente: noi siamo qui, immutati da duemila anni. Avvolti nella bellezza  del romanico,  delle vetrate  gotiche  e del gregoriano, perché conserviamo ciò che è eterno:   il giorno in cui avrai voglia di immutabile certezza, tu ci troverai, la Chiesa-madre che ti porterà in alto. Non sa quanti inglesi e americani colti si avvicinarono a quella Chiesa proprio per a sua “antichità”, per la sua liturgia. Tutto questo è stato buttato via da vescovi e cardinali  con la scusa d “andare incontro all’uomo moderno”.
Si potrebbe dire che è nata una Chiesa “troppo moderna”, cagione dei suoi stessi mali attuali perché stranamente inerme di fronte al dio pagano del mercato?
Il Concilio fu concepito – lo ha ammesso recentemente Ratzinger – per seppellire il Sillabo, “dichiarazione di guerra alla modernità”. La Chiesa non era tanto inerme di fronte al mercato, ma – allora – di fronte al comunismo, all’uomo sulla Luna, all’evoluzionismo da rotocalco. Verso il comunismo, perché credevano che sarebbe durato millenni e che, in fondo, era  un cristianesimo che si realizzava nel sociale (l’uguaglianza, tutti poveri) senza  bisogno della trascendenza. C’erano prelati per la “teologia della liberazione”: marxismo pur tinto di cattolicesimo. Una moda travolgente, oggi è quasi impossibile capirlo – il sovietismo è crollato dopo 70 anni, da sé . In poche parole,  il Concilio fu una crisi di fede: della gerarchia, più che del popolo. Appena  il Concilio fu proclamato, se ne andarono 50 mila preti e suore,  la  partecipazione alla Messa domenicale si dimezzò  di colpo. Don Giussani ha detto: “E’ l’umanità che ha abbandonato la Chiesa, o è la Chiesa che ha abbandonato l’umanità?”.
Che cosa rimane della fede, cristiana ma non solo, in un mondo che ha chiuso i propri confini grazie alla tecnologia, ai trasporti, ad una industria capace di inventare sempre nuovi bisogni oltre che di soddisfare quelli che già esistono?
La Fede cristiana è la Presenza Reale di Cristo, corpo, sangue anima e divinità, nel Pane consacrato. Questo rimane.  Anche se tutta l’umanità le voltasse le spalle (è stato predetto da Gesù) è lei che si danna. Il mondo allarga i propri confini? Guardi meglio: il “progresso” tecnico e scientifico, l’economia, la socialità senza Dio, sta rivelando sempre più il grugno feroce e oppressivo, è a un capolinea, non ha più da offrire che eutanasia ed aborto facilitato. La gente si fa sedurre perché  il Sistema toglie i diritti ad un salario giusto, però gli “concede” le nozze fra sodomiti e il telefonino da 600 euro.  Gli sottrae l’Amore e gli dà la pornografia.  Ma tutte le speranze nell’aldiquà sono, ad un occhio esercitato al Bello, dozzinali, mortuarie, volgari, vuote.  Per  questo il Sistema ha diseducato le masse alla Bellezza, perché non possa fare il confronto.
Vi è forse una regia, occulta ma diffusa, dietro tutti gli attacchi che subisce attualmente la Religione, cristiana o musulmana?
Gli attori del male, i protagonisti sulla scena del mondo, sono ovviamente dei burattini. Il Regista sta fuori dal mondo, anche se è chiamato Princeps huius Mundi.
Come vede il futuro tra venti o trenta anni? Quali soluzioni si sente di proporre per arginare la deriva materialista nella quale stiamo affogando?
Non vedo alcun futuro di questa società. Non è immaginabile che possa ancora esistere fra 20 o 30 anni.  E’ la generazione che s’è scritta la propria condanna,  per aver inseguito un falso bene e finirà in qualche orribile guerra mondiale, deflagrazione globale. Siccome l’uomo è stato creato per Dio,  l’umanità che volge le spalle a Dio viene semplicemente cancellata – perché occupare la Terra?  E’ già accaduto molte volte e di queste umanità la cancellazione è stata così totale, che non hanno potuto tramandarci la loro storia, ma solo qualche traccia nel mito: Atlantide, il Diluvio, le razze imperfette del mito pre-colombiano.  “Solo un Dio ormai può salvarci”.
  

La religione sotto attacco

di Maurizio Blondet - Costantino Ceoldo 
Sponda Sud 


Fonte: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=53115 del 25/01/16 in redazione il 28 Gennaio 2016

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