ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 1 agosto 2016

Il violento cattolico chi é?

Mondo sottosopra. I cattolici uccidono la suocera, i musulmani vanno a messa

galantino
É stata più breve del solito la conferenza stampa di papa Francesco sul volo di ritorno da Cracovia a Roma. Ma è bastata per riascoltare la sua personale lettura del terrorismo islamista, lettura di cui è evidentemente arciconvinto.
Questa volta, anzi, ha addirittura equiparato in forma più che mai esplicita "il piccolo gruppetto fondamentalista" dello Stato islamico al "fondamentalismo" che anche "noi cattolici abbiamo", quello "che uccide la fidanzata o la suocera", se non col coltello "con la lingua", per cui "se parlassi di violenza islamica dovrei parlare anche di violenza cattolica, di cattolici battezzati".

E ancora una volta il papa ha additato "il primo terrorismo, il terrorismo di base contro tutta l'umanità", nel "mettere al centro dell'economia il dio denaro".
Di fronte a simili, ripetute, incorreggibili asserzioni, non resta che arrendersi. E meno male che nessuno ha interpellato il papa su ciò che era accaduto la mattina stessa in varie chiese di Francia e d'Italia, dopo l'invito rivolto da alcuni musulmani ad altri musulmani di entrarvi ad assistere alla messa, in segno di solidarietà per l'uccisione di padre Jacques Hamel.
Gli elogi e le adesioni a tale gesto si sono sprecati, anche da parte di alte autorità della Chiesa (nella foto, il segretario della CEI Nunzio Galantino).
Nessuno ha notato il rigoroso silenzio in cui si è chiuso, al riguardo, il cardinale Robert Sarah, il grande custode della liturgia cattolica autentica, nella sua qualità di prefetto della congregazione per il culto divino.
Ma per fortuna, qualche voce assennata ha rotto il coro dei plaudenti, semplicemente per rammentare che la messa non è una riunione fraterna come tante ma è "culmen et fons" della fede cristiana, è il "mysterium fidei" a cui neppure i catecumeni avevano accesso.
Il filosofo e teologo Antonio Livi:
Il vaticanista Aldo Maria Valli:
La destrutturazione del sacramento dell'eucaristia è in atto da tempo nella Chiesa cattolica, in forma consapevole o meno. Il gesto di domenica 31 luglio è stato l'ennesimo colpo.

Settimo Cielo di Sandro Magister 01 ago  http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/08/01/mondo-sottosopra-i-cattolici-uccidono-la-suocera-i-musulmani-vanno-a-messa/Il Papa: "Se parlassi di violenza islamica dovrei parlare anche di quella cattolica"

Francesco in aereo: "Sfoglio i giornali e vedo violenze commesse da cattolici. Il fondamentalismo può uccidere con la lingua o con il coltello"

"Quanti giovani noi europei abbiamo lasciato vuoti di ideali?", s'è domandato il Papa (LaPresse)
"A me non piace parlare di violenza islamica. Tutti i giorni sfoglio i giornali e vedo violenze. In Italia, uno uccide la fidanzata, un altro la suocera. E questi sono cattolici battezzati, sono violenti cattolici. Se parlo di violenza islamica devo parlare anche di violenza cattolica". Così si è espresso il Papa nell'ormai consueta conferenza stampa in aereo, mentre tornava dalla Giornata mondiale della gioventù di Cracovia, chiusasi ieri.
"Ma non tutti gli islamici sono violenti, non tutti i cattolici lo sono, non facciamo una macedonia. Una cosa è vera: in quasi tutte le religioni c'è sempre un piccolo gruppetto fondamentalista. Noi ne abbiamo. Il fondamentalismo arriva a uccidere e può farlo con la lingua, la chiacchiera (come dice l'apostolo Giacomo) o con il coltello. Ma non credo sia giusto identificare l'islam con la violenza. Non è giusto e non è vero".

ARTICOLI CORRELATI Guerra di religione, ma non per il Papa. La chiesa dopo Rouen La guerra di religione che Papa Francesco non vede L’esercito dei martiri Provare a capire (e aiutare) Papa Francesco sull'islamFrancesco poi ricorda l'incontro avuto qualche tempo fa con il Grande imam di al Azhar, Ahmed al Tayyeb, che all'indomani dello sgozzamento di padre Jacques Hamel aveva annunciato la volontà di continuare a "combattere l'estremismo" di matrice religiosa. "So come la pensano loro, cercano la pace e l'incontro", ha sottolineato Bergoglio. "Il nunzio di un paese africano mi raccontava dei musulmani che attraversavano la Porta santa giubilare e pregavano davanti alla Madonna. In Centrafrica, l'imam è salito sulla papamobile con me. Si può convivere bene. Certo, ci sono gruppetti fondamentalisti e io mi domando, anche quanti giovani che noi europei abbiamo lasciato vuoti di ideali, senza lavoro vanno a cercare la droga, o si arruolano in gruppi fondamentalisti? Sì, possiamo dire che il cosiddetto Isis si presenta come uno Stato islamico e come violento, questo è un soggetto fondamentalista che si chiama Isis. Ma non si può dire, non è vero e non è giusto dire che l'islam sia terrorista", ha precisato il Papa.

A ulteriore domanda, circa le iniziative possibili per contrastare il fenomeno, il pontefice ha risposto che "il terrorismo cresce anche quando non c'è un'altra opzione in un mondo che mette al centro dell'economia il dio denaro e non la persona, l'uomo e la donna. Questo è già il primo terrorismo, un terrorismo di base contro tutta l'umanità. Pensiamoci".
di Redazione | 01 Agosto 2016 


Per gli islamici le nostre chiese NON sono un luogo santo. Al Clero cattolico non importa perchè cerca protezione in cambio della 'dhimmitudine' (sottomissione)


Comprendiamo come i grandi poteri (i cosiddetti poteri forti) sono preoccupati che non riescono più a fare gli affari come un tempo a causa della dilagante "guerra di religione" uniteralmente provocata dagli islamici che si riconoscono nel cosiddetto Stato Islamico (ISIS). Spietati atti terroristici che stanno insanguinando 
con atroci ed inumani attentati l'Europa, l'Asia e l'Africa.
grandi poteri, che hanno attualmente ridotto la Chiesa come una specie di succursale secondaria dell'ONU, si sono inventati , Gerarchia cattolica compiacente, una specie di preghiera comune cattolico-islamica all'interno delle chiese di Francia e d'Italia in questa domenica.
La foto che abbiamo postato è icona parlante della  profanazione avvenuta oggi delle Basiliche e delle Chiese : il prete che officia nella Basilica di Santa Maria in Trastevere incensa personalmente gli ospiti musulmani seduti in prima fila.
Questa volta non si tratta della solita infausta "creatività liturgica" ma di un atto blasfemo scientemente meditato. 
L'incenso, che nella Messa deve essere rivolto solo a Dio, Croce, Altare, Oblate, Clero, Reliquie dei Santi, Celebrante (in persona Christi) e alla Comunità dei credenti (battezzati), è il più elevato simbolo liturgico rivolto alla Divina Maestà.
Oltretutto le norme liturgiche prevedono che all'Offertorio dopo l'incensazione della Croce, delle Oblate e dell'Altare l'accolito , preso il turibolo, incensa il Celebrante (in persona Christi) e l'Assemblea dei Fedeli.
Vediamo invece il prete che gira per la navata incensando fedeli e infedeli...(che, non essendo battezzati, non dovrebbero neppure assistere alla Messa dal Credo in poi... come facevano i primi Cristiani... ma i primi Cristiani fanno comodo solo all'occorrenza... progressista...)
Esiste uno scopo di questa umana  adulazione nei confronti degli islamici ... lo leggeremo sotto e non ha niente di spirituale (come del resto quasi tutti gli atti scaturiti da questo pontificato iper-sociale, iper-materialista ammantato di bolsa demagogia).
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Entrando in moschea, anche se tu fossi papa devi toglierti le scarpe. Le foto e i filmati mostrano oggi che i musulmani presenti in Chiesa si tengono  il loro bel cappellino senza che nessuno gli dica niente.
Questo non è mancanza di rispetto verso il luogo Sacro e Chi lo abita?
Difatti per loro NON è un luogo santo, perché per loro lì non c'è Nessun Santo. 
Allah sta da tutt' altra parte. 
Ecco perché non si sono levati il cappellino. 
Oltretutto "laddove i musulmani si ritrovino a pregare, diviene automaticamente un loro "luogo santo" (che possono, comunque e sempre, rivendicare per tale), dove vigono esclusivamente le loro regole e non certo quelle altrui ..."
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Oggi e' un giorno di lutto per i fedeli cristiani e' il giorno dell'abiura , dell'abbandono di Gesu' Cristo .
«Beati coloro che lavarono le loro stole nel Sangue del­l’Agnello, per avere diritto all’albero della vita e ad entrare per le porte della Città eterna» (Apoc.).
Gesu' aveva chiaramente comandato di battezzare tutte le genti nel nome del Padre , del Figlio , dello Spirito Santo, invece i nostri pastori si stanno facendo battezzare dal principe di questo mondo .
Oggi sono state consegnate le nostre Chiese su un piatto d'argento .
Piu' chiaro di così !
Non hanno piu' fede !

Se avessimo fede quanto un granello di senapa ci batteremmo per i diritti di Dio , per difendere la nostra Fede.

La Chiesa purtroppo ha smesso di insegnare , non e' piu' Mater et Magistra . 
Oggi la Chiesa " accompagna " e noi siamo suoi complici , la nostra voce e' troppo flebile .
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La tremolante e supina Gerarchia è alla ricerca di 'protezione' e dimostra così assai chiaramente la propria 'dhimmitudine' (sottomissione).
Quanto mai ripugnante.
Ormai siamo già a questo punto. ( Leggere Articolo QUI )
La cosa più difficile è far entrare in testa ai creduloni, che sono i più, la realtà della dissimulazione e il rischio che stiamo correndo.

Ma il Signore di certo non ci abbandona e saprà Lui cosa trarre da tutto questo.
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Il breve articolo che postiamo è significativo nella sua estrema pericolosità: gli islamici, come noto, rivendicano i luoghi dove hanno pregato che DEBBONO trasformare in Moschea...  per questo i Vescovi da anni hanno messo in guardia i Parroci di NON concedere agli scopi di culto gli spazi delle loro parrocchie.
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Messa in Santa Maria in Trastevere, viene cantato versetto del Corano
Di Flavia Amabile. (La Stampa)

Per la prima volta durante una Messa in Italia è stato cantato un versetto del Corano dall’altare. 
E’ accaduto nella chiesa di Santa Maria in Trastevere durante la cerimonia in ricordo del sacerdote di Rouen ucciso dai terroristi dell’Isis. 
Durante la cerimonia, mentre i cattolici recitavano il Credo, un delegato della moschea di al-Azhar del Cairo ripeteva sottovoce una preghiera islamica per chiedere la pace.
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Chiarissime sono le parole del Teologo Mons. Antonio Livi "E se qualcuno, leggendo queste poche righe, penserà che qui si dà troppa importanza al dogma e che quello che conta è la pastorale e l’azione ecumenica, ebbene, sappia che è vittima di accecamento prodotto dalla falsa teologia e dai cattivi pastori.
La fede della Chiesa è quella che ho ricordato; nessun Concilio e nessun papa l’ha voluta cambiare, né avrebbe potuto.
E sappia che nessuna pastorale e nessuna iniziativa ecumenica raggiunge i suoi veri scopi se ignora o contraddice il dogma". (QUI)
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Concludiamo questo triste post con la citazione di un Vescovo veramente Pastore del Gregge che gli è stato affidato che ben conosce i musulmani, non i tremolanti tromboni dei tiepidi uffici CEI: "L'islam non dice che gli uomini sono tutti uguali.
I vostri valori non sono i loro valori.
Se non lo capite in tempo, diventerete vittime del nemico che avete accolto in casa vostra" (mons. Amel Nona, arcivescovo caldeo, -cioè cattolico- di Mosul, in Iraq)

Preghiamo e ripariamo per la profanazione che si consuma oggi in molte Chiese in Francia e anche in Italia


(fonte Chiesa e post concilio)
Siamo ridotti proprio male se ammettiamo ai Santi misteri i non battezzati. Vogliamo ricordare quando la Chiesa faceva uscire i catecumeni prima della consacrazione?
Significa non conoscere o non prendere sul serio cosa accade sull'altare, cosa significa, e cosa produce... Per me è una vera e propria profanazione. Mi diranno esagerata, retriva, bigotta; ma questo è quello che il mio cuore e la mia fede, ricevuta dalla Chiesa, mi dicono.
In ogni caso la Chiesa è un luogo sacro, un luogo di culto e non di incontro o di intrattenimento, anche se molti preti della neo-chiesa sembrano essersene dimenticati. Ma non ce ne dimentichiamo noi. 


I media ignoranti, stamane, l'hanno addirittura definita "Messa interreligiosa"! Un abominio, peggio che la communicatio in sacris con i luterani [vedi]... e nessuno reagisce. Abbiamo da offrire anche questa sofferenza per questa offesa al Signore. C'è molto da pregare e riparare.
Inoltre questo gesto, solo apparentemente conciliatore, non deve farci dimenticare che i musulmani applicano la 'taqiyya' (dissimulazione). E dunque ostentano una falsa solidarietà che diventa inesorabilmente 'sharia' quando sono in maggioranza. Continuare ad ignorarlo o minimizzarlo è da irresponsabili suicidi o comunque vergognosi calabraghe. È vero che noi siamo quelli del dialogo e del perdono. Ma non si può dialogare con chi ha nel dna spirituale e giuridico la nostra sottomissione o annientamento. E il perdono non è in svendita né esclude l'autodifesa. Non dimentichiamo che sono una teocrazia anche quelli cosiddetti 'moderati' i quali, senza alimentare un odio che non ci appartiene sono anch'essi da tenere fermamente a bada in casa nostra. 
Completo con una riflessione del nostro lettore Parvus:

Per loro Gesù non è morto in croce, è stato sostituito da un simulacro (eresia docetista, accolta nel Corano), Gesù non è Figlio di Dio, e comunque Dio non può essersi incarnato in un uomo ed esser morto in croce; la croce è per loro un simbolo blasfemo e diabolico, così gli insegnano sin da piccoli. La Comunione un atto idolarico dei cristiani, che "mangiano il loro dio", atto per il quale sono predestinati all'inferno... Con questi presupposti, difficile che vengano in chiesa domani "per solidarietà". Vengono invece ad assistere dimostrando così che ci prendono sotto la loro protezione dai loro correligionari assassini. Cornuti e mazziati, dunque, noi cattolici! Il terrorismo paga. Ha fatto sì che adesso si debba andare a Messa con la "protezione" dei musulmani, primo passo del nostro asservimento. Il secondo potrebbe essere (non mi stupirei) il pagamento del tradizionale tributo, quello imposto dal Corano agli infedeli sottomessi e quindi "protetti". Cattolici, Italiani, Europei, quando ci svegliamo?Se la presenza di musulmani in Chiesa è inquietante e sacrilega, la profanazione è peggiore perché amplificata dai media e dalla Chiesa come 'gesto enorme' di pace, mentre per noi diventa un 'gesto enorme' di profanazione e pericolo, anche se probabilmente i musulmani presenti in Chiesa non hanno poteri, o intenzioni, di dhimmitudine (ancora...). In ogni caso continuiamo a vivere la vita nel Signore che la nostra fede ci dona copiosa, mettendo tutto nelle Sue mani. Auxilium Christianorum, ora pro nobis!
Riprendo, condividendo toto corde la conclusione di mons. Livi [qui] : "E se qualcuno, leggendo queste poche righe, penserà che qui si dà troppa importanza al dogma e che quello che conta è la pastorale e l’azione ecumenica, ebbene, sappia che è vittima di accecamento prodotto dalla falsa teologia e dai cattivi pastori. La fede della Chiesa è quella che ho ricordato; nessun Concilio e nessun papa l’ha voluta cambiare, né avrebbe potuto. E sappia che nessuna pastorale e nessuna iniziativa ecumenica raggiunge i suoi veri scopi se ignora o contraddice il dogma".


Documenti: Invasione islamica: mentirci non è peccato (per loro)

Taqiyya o Kitman: mentire nell’interesse dell’Islam


Il concetto islamico di taqiyya per infiltrarsi nei paesi kafir e conquistarli 
Secondo la taqiyya, ai musulmani viene concessa la possibilità di infiltrarsi in Dar-al-Harb (la “casa della guerra”, ovvero i territori non islamici), fingendosi “moderati” per insediarsi nelle città e nei luoghi vitali dei nemici al fine di aprire la strada all’islam. Questi dissimulatori agiscono spesso per conto delle autorità musulmane, e di conseguenza non sono da considerarsi come apostati o come nemici dell’ortodossia islamica.
Costoro sono legittimi mujaheddin, la cui missione è quella di fiaccare la resistenza del nemico e il loro livello di mobilitazione. Uno dei principali obiettivi è quello di causare divisioni tra gli avversari sminuendo le responsabilità dell’Islam (“Oh, ma io non sono religioso”, “Oh, ma quello non è il vero Islam, ti stai sbagliando, c’è così tanta disinformazione”, “oh, ma quella è un’interpretazione sbagliata”, “fratello, l’Islam significa pace, amore”, “hey, leggi questo versetto pacifico“).
La taqiyya è infatti la pratica di mentire nell’interesse dell’Islam.
Lo scopo è quello di ingannare i miscredenti, convincendoli della bonarietà dell’Islam attraverso l’eliminazione di dubbi e preoccupazioni su questa religione, incoraggiando la loro conversione. La taqiyya è alla base della propaganda musulmana presente oggi in Occidente. UNo degli argomenti principali di chi pratica la taqiyya é quello di un Islam che promuove l’uguaglianza dei diritti per le donne.
Tutto questo è concepito con lo scopo di portare più persone possibili alla conversione. Su questo articolo l’Imam Durham ci fornisce un classico esempio di taqiyya, giacché afferma di sentirsi obbligato dalla sua religione a impedire a un vandalo di distruggere le proprietà di una chiesa o di una sinagoga.
Questo genere di affermazioni vengono diffuse in pubblico con l’intento di presentare aspetti della religione islamica che non riflettono la realtà.
Certamente l’atteggiamento storico dei musulmani verso le chiese e le sinagoghe NON E’ stato quello di proteggerle dal vandalismo ma anzi, piuttosto è stato il contrario.
Simili menzogne, quando i musulmani sono minoranza e deboli politicamente, devono essere proferite in pubblico per presentare l’islam in una luce positiva e tollerante in modo da risultare appetibile agli occidentali e poco criticabile, in modo da far loro credere che l’immagine dell’islam come religione intollerante e violenta è soltanto un mito creato dai razzisti o più semplicemente da che vuol diffamare la Vera Fede.
Questa sorta di santificazione della disonestà è anche giustificata agli occhi di molti musulmani sulla base della diffusa convinzione che chi si oppone all’Islam sta mentendo, perciò è legittimo usare la stessa arma.
Per la maggior parte dei musulmani è assolutamente inconcepibile rifiutare l’Islam, anche se lo si fa sulla base di ragionamenti razionali.
Di conseguenza l’insistere nella miscredenza denota una mancanza di intelligenza o di moralità da parte dell’infedele.
Frithjof Schuon su questo atteggiamento dei musulmani dice:
“Le basi intellettuali e quindi razionali dell’Islam hanno l’effetto nel musulmano medio di provocare la curiosa tendenza a credere che i non musulmani o sappiano che l’Islam è la verità e quindi la rifiutino per pura ostinazione, o siano semplicemente ignoranti riguardo ad esso e quindi possano essere convertiti da spiegazioni elementari; il fatto che qualcuno possa volersi opporre all’Islam con coscienza pulita eccede di gran lunga l’immaginazione musulmana, precisamente perché l’Islam coincide nella loro mente con l’irresistibile logica delle cose.”
Questa testimonianza ci fa capire molte cose che possono essere facilmente osservate da chi ha regolarmente a che fare con i musulmani.
Ci fa capire perché gli argomenti degli apologeti dell’islam sono elementari, quasi fanciulleschi, e perché molte volte questi apologeti si riducano ad insultare l’infedele che li ha confutati.
Ci fa capire inoltre del perché molti musulmani lodino pomposamente la “logica” e la “razionalità” dell’Islam mentre allo stesso tempo difendono la loro fede con ragionamenti circolari e spesso contraddittori.
E’ per questo che i musulmani possono, senza alcuna apparente ironia, affermare che l’Islam è una “religione di pace”, anche quando la testimonianza della storia e delle cronache odierne contraddicono nettamente questa affermazione.
Per molti musulmani l’idea che un infedele possa rifiutare l’Islam a causa di una sincera ricerca della verità è assolutamente inconcepibile.
Per loro la verità dell’islam è evidente, quindi un rifiuto di fronte all’evidenza è motivato dal fatto che l’infedele, con i suoi argomenti confutativi, stia mentendo, ed è persino molto abile a farlo dato che risulta impossibile controbattere in maniera logica a queste “menzogne sull’islam”.
Ed é anche in quesi casi che subentra il ricorso alla taqiyya, per deviare le “menzogne dell’infedele” così che la logica della verità, definita a priori come esclusivamente islamica, possa prevalere.
La taqiyya va al di la del semplice scopo di propaganda.
L’origine etimologica della parola significa “per proteggersi da, per mantenere (se stessi).”
Include quindi anche la dissimulazione da parte dei musulmani nel dare l’idea di non essere religiosi, in modo da non creare sospetti.
Sotto queste mentite spoglie un musulmano, se necessario, può mangiare carne di maiale, bere alcolici, e persino rinnegare verbalmente la fede islamica, fintanto che “non lo intenda nel suo cuore”.
Se il risultato ultimo di una menzogna è percepito dai musulmani come utile per l’islam o utile per portare qualcuno alla “sottomissione” ad Allah, allora la menzogna può essere permessa attraverso la taqiyya.
Il concetto di taqiyyah si trova anche nel Corano:
Che i fedeli non prendano per amici o protettori gli Infedeli al posto dei fedeli: se qualcuno lo facesse, in nulla vi sarà aiuto da Allah: eccetto come precauzione, così che possiate guardarvi da loro. Ma Allah vi avverte di ricordarlo; perché l’obiettivo finale è Allah.” Corano 3:28
In questo versetto si sconsiglia ai musulmani di prendere gli infedeli per amici, a meno che farlo possa essere utile a difendere l’Islam dai suoi nemici (o percepiti come tali), possa prevenire perdite o possa proteggere i musulmani da chi li minacci per la loro fede.
In altre parole, il fine giustifica i mezzi.
Se un musulmano deve dare l’apparenza di non credere nell’islam,  ad esempio andando contro il principio generale di non avere infedeli per amici, in base alla dottrina della taqiyya ció è accettabile.
Teniamo presente che tutto ciò che un musulmano praticante considera come “buono” è tutto ció che contribuisce alla diffusione e il trionfo dell’islam. Un esempio di qualcosa di “buono” é il numero e la posizione dei membri musulmani nelle forze armate Americane, alcuni dei quali sono stati arrestati mentre cercavano di trasmettere informazioni ad al-Qaeda e altre organizzazioni terroristiche islamiche.

da: http://islamicamentando.altervista.org/160/