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martedì 20 settembre 2016

Emerito, chi era costui?

Tornano i raduni di Assisi, senza traccia delle correzioni ratzingeriane

Martedì il papa alla Giornata mondiale di preghiera per la pace. Una spettacolarizzazione che Joseph Ratzinger aveva avversato e soppresso

Assisi, Basilica di San Francesco Superiore (foto laPresse)
Roma. E’ un ritorno alle origini, al modello impostato trent’anni fa da Giovanni Paolo II e condiviso da Francesco, che del dialogo ecumenico e interreligioso è assoluto sostenitore, anche considerato l’attuale scenario globale segnato da conflitti e tensioni anche a sfondo religioso. Il programma della visita di martedì del Papa ad Assisi, per la Giornata mondiale di preghiera per la pace, è più simile allo schema del 1986 che a quello di cinque anni fa, con le correzioni volute da Benedetto XVI.
Soprattutto perché si torna al momento di preghiera “in diversi luoghi” pubblici, e cioè a una spettacolarizzazione che Joseph Ratzinger aveva avversato, disponendo che la preghiera post prandiale dei partecipanti si svolgesse in modo riservato: “A ciascuno dei partecipanti sarà assegnata una stanza nella casa di accoglienza adiacente al Convento di Santa Maria degli Angeli”, si leggeva nel programma del 2011. Benedetto XVI aveva declinato l’invito che gli era stato inoltrato nel 2006, un anno dopo l’elezione a Pontefice, nel ventennale del primo incontro. In un messaggio inviato al vescovo di Assisi, scrisse che “per non equivocare sul senso di quanto, nel 1986, Giovanni Paolo II volle realizzare, e che, con una sua stessa espressione, si suole qualificare come ‘spirito di Assisi’, è importante non dimenticare l’attenzione che allora fu posta perché l’incontro interreligioso di preghiera non si prestasse a interpretazioni sincretistiche, fondate su una concezione relativistica”.

ARTICOLI CORRELATI Assisi e la fiera campionaria del sacro Il complesso naturale della chiesa La cortina di ferro di Ratisbona Papa: "Quanto piacerebbe che tutte le religioni dicessero che uccidere in nome di Dio è satanico"In un passaggio di “Ultime conversazioni”, il recente libro intervista curato dal suo biografo Peter Seewald, il Papa emerito conferma lo scarso entusiasmo per quell’evento, tanto che fu una delle poche questioni che lo fecero dissentire da Giovanni Paolo II. “E’ vero – dice a Seewald – ma non abbiamo avuto contrasti perché sapevo che le sue intenzioni erano giuste e, viceversa, lui sapeva che io seguivo un’altra linea. Prima del secondo incontro di Assisi mi disse che avrebbe comunque gradito la mia presenza e io ci andai. Quello fu anche un incontro meglio organizzato. Le obiezioni che avevo sollevato erano state accolte e la forma che la manifestazione aveva assunto mi permetteva di partecipare”. Sempre nella lettera inviata al vescovo della città umbra, Benedetto XVI aggiungeva che “è doveroso evitare inopportune confusioni. Perciò, anche quando ci si ritrova insieme a pregare per la pace, occorre che la preghiera si svolga secondo quei cammini distinti che sono propri delle varie religioni. Fu questa la scelta del 1986, e tale scelta non può non restare valida anche oggi. La convergenza dei diversi non deve dare l’impressione di un cedimento a quel relativismo che nega il senso stesso della verità e la possibilità di attingerla”.

Nel programma del trentennale, degli appunti ratzingeriani non v’è traccia. Dopo il “Momento di preghiera per la pace”, come detto in “diversi luoghi”, si terrà la preghiera ecumenica dei cristiani, seguita dall’incontro dei partecipanti “con i rappresentanti delle altre religioni, che hanno pregato in altri luoghi”. A concludere, una teoria di messaggi, da “un testimone vittima della guerra” al Patriarca Bartolomeo I, da un rappresentante musulmano a uno dell’ebraismo, fino all’intervento del Patriarca buddista giapponese e, a seguire, di Andrea Riccardi, che precederà le parole del Papa. Nessuna traccia della “monizione” finale, che cinque anni fa fu tenuta dal cardinale Kurt Koch. Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala stampa del sacro convento, ha definito “profondamente significativa la presenza di ventisei delegazioni islamiche dall’Egitto all’Indonesia, della comunità italiana e di sei premi Nobel per la pace che seguiranno di persona l’evento”.
di Matteo Matzuzzi | 18 Settembre 2016 

In occasione del 30 anniversario della giornata di preghiera inter-religiosa di Assisi, commemorata e ripetuta il 20 settembre dall'attuale Pontefice, pubblichiamo la lettera di S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre, inviata a sette cardinali per condannare pubblicamente quel drammatico evento.
Lettera di S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità San Pio X, inviata a sette cardinali per la condanna della giornata di preghiera per la pace promossa da Giovanni Paolo II ad Assisi per il 27 ottobre 1986
Ecône, 27 agosto 1986
Eminenze,
Di fronte agli eventi attuali nella Chiesa e di cui Giovanni Paolo II è autore, in previsione di ciò che si propone di fare a Taizé e a Assisi nel prossimo mese di ottobre, non posso fare a meno di indirizzarmi a voi per supplicarvi, in nome dei numerosi sacerdoti e fedeli, di salvare l’onore della Chiesa umiliata come non lo è mai stata nel corso della sua storia. 
I discorsi e gli atti di Giovanni Paolo II al Togo, in Marocco, in India, alla sinagoga di Roma, suscitano nei nostri cuori una santa indignazione.
 
Cosa possono pensare di questo i Santi e le Sante dell’Antico e del Nuovo Testamento? Cosa farebbe la Santa Inquisizione se esistesse ancora? 
È il primo articolo del Credo e il primo comandamento del Decalogo che sono derisi pubblicamente da colui che è seduto sulla Cattedra di Pietro. 
Lo scandalo è incalcolabile nelle anime dei cattolici.
 
La Chiesa è scossa nelle sue fondamenta.
 
Se la fede nella Chiesa Cattolica, unica arca di salvezza sparisce, è la Chiesa stessa che scomparirà.
 
Tutta la sua forza, tutta la sua attività soprannaturale ha per base questo articolo della nostra fede.
Giovanni Paolo II continuerà a rovinare la fede cattolica, pubblicamente, in particolare ad Assisi, con il corteggio delle religioni previsto nelle strade della città di San Francesco, con la ripartizione delle religioni nelle cappelle e nella Basilica perché vi esercitino il loro culto in favore della pace come è concepita all’O.N.U. 
È questo che è stato annunciato dal Cardinale Etchegaray, incaricato di questo abominevole Congresso delle Religioni.
 
Come è possibile che nessuna voce autorizzata si elevi nella Chiesa per condannare questi peccati pubblici?
 Dove sono i Maccabei? 
Eminenze, per l’onore del solo vero Dio, di Nostro Signore Gesù Cristo, protestate pubblicamente, venite in aiuto ai vescovi, ai sacerdoti, ai fedeli rimasti cattolici. 
Eminenze, se mi sono rivolto a voi è perché non posso dubitare dei vostri sentimenti in proposito. Questo appello lo indirizzo ai Cardinali di cui troverete i nomi in questa lettera, in modo che, eventualmente, possiate agire insieme.
Che lo Spirito Santo vi venga in aiuto Eminenze, e vogliate gradire l’espressione dei miei sentimenti fraternamente devoti in Christo et Maria.

+ Marcel LEFEBVRE, Arcivescovo-Vescovo emerito di Tulle.
Lista dei Cardinali destinatari:

S. Em. Cardinale Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova

S. Em. Cardinale Paul Zoungrana Arcivescovo di Ouagadougou

S. Em. Cardinal Silvio Oddi, già Prefetto della Congregazione del Clero, Roma

S. Em. Cardinal Marcelo González Martín, Arcivescovo di Toledo

S. Em. Cardinal Hyacinthe Thiandoum, Arcivescovo di Dakar

S. Em. Cardinal Alfons Stickler, Bibliotecario della Biblioteca Vaticana, Roma

S. Em. Cardinal Édouard Gagnon, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Roma.

2 commenti:

  1. Chiedono di pregare ma non nominano Dio....io pregherò in riparazione di questa vergognosa scandalosa "ammucchiata"!Signore pietà soccorrici presto non tardare amen!

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    1. San Pio X diceva che "l'ecumenismo è l'anticamera dell'ateismo" e San Massimiliano Kolbe disse che l'ecumenismo è nemico dell'Immacolata. Tanto mi basta per anatemizzare queste blasfeme ammucchiate.

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