ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 20 settembre 2016

Moccoli americani per la pace assisiana

“Il raid Usa non è stato un errore”

In tanti lo avevano ipotizzato: il raid americano che ha ucciso più di novanta soldati siriani e feriti oltre cento non è stato un errore. A sciogliere ogni dubbio, ci pensa il vescovo di Aleppo per i cattolici di rito latino, monsignor George Abou Khazen che, all’agenzia Fides, ha detto: “Di certo, qui nessuno crede che la strage di soldati siriani provocata dal bombardamento Usa su una caserma sia stata un errore”.
Il giudizio di Khazen è molto duro nei confronti degli americani: “Quel raid aereo, che ha ammazzato almeno novanta soldati sembra confermare l’ambiguità delle scelte degli Stati Uniti nello scenario siriano, e anche i sospetti di chi dice che gli Stati Uniti hanno creato lo Stato islamico (Daesh) e lo stanno utilizzando. Con tutti gli strumenti e le ‘armi intelligenti’ di cui dispongono, quel raid aereo non può essere stato un incidente, visto che quella caserma non era lì da ieri”. Questa opinione, che vede gli Stati Uniti tra i sostenitori dei terroristi, era stata in passato condivisa anche dal vescovo caldeo di Aleppo, monsignor Antoine Audo in un’intervista a Il Giornale: “Questa guerra è organizzata per interessi economici e strategici ad alti livelli da Usa e Israele, secondo un accordo ben orchestrato. Ma sono loro dietro tutto: hanno i loro interessi, che difendono tramite intermediari come la Turchia, l’Arabia, il Qatar”. Parole molto forti, certo, ma pronunciate da una delle massime autorità cattoliche siriane che quotidianamente si trova a dover fare i conti con l’estremismo di Daesh.
Ma Khazen, in una conversazione con AsiaNews sispinge ancora più in là, affermando che l’attacco americano “sembrava una copertura aerea per i jihadisti, tanto che questi – prosegue il vescovo – “hanno contrattaccato” sfruttando i bombardamenti Usa “come se ci fosse un accordo, un’intesa”.

La bufala per far dimenticare l'eccidio di 62 

soldati siriani da parte dell'aviazione Usa

La bufala per far dimenticare l'eccidio di 62 soldati siriani da parte dell'aviazione Usa

Ma perché mai Assad dovrebbe far bombardare un convoglio di aiuti umanitari, organizzato dalla Croce Rossa e diretto verso i -finalmente liberi dell’assedio jihadista - abitanti della periferia di Aleppo?  Si direbbe non se lo chieda nessuna TV o  giornale padronale, che con questa bufala, cercano di far dimenticare l’eccidio intenzionale di 62 soldati siriani da parte dell’aviazione USA.

Ma cosa è successo veramente al convoglio umanitario? I Russi, da parte loro, annunciando la pubblicazione di foto satellitari, negano non solo un coinvolgimento dell’aviazione siriana o russo ma anche l’ipotesi del bombardamento, considerando che non vi è traccia dei tipici crateri ad imbuto conseguenti ai bombardamenti aerei. E le ancora poche foto in circolazione si direbbero attestare che a colpire il convoglio siano stati RPG o missili a spalla, verosimilmente sparati da qualche tagliagole o “ribelle” che dir si voglia.

Ma che importa?!

Francesco Santoianni
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_bufala_per_far_dimenticare_leccidio_di_62_soldati_siriani_da_parte_dellaviazione_usa/6119_17152/ 

Riconoscere negli Usa l’Anticiviltà

Per giunta   il doppio attacco aereo era stato preceduto da tiri di artiglieria turca   su posizioni siriane a Latakia,  coordinate  con la superpotenza,   a conferma del ripugnante voltafaccia di Erdogan.
I media italiani hanno trattato l’accusa russa – gli americani aiutano apertamente Daesh – come un’accusa balzana e incredibile.   Washington ha detto che è stato “un errore”, non basta? Washington è la democrazia, la civiltà, Putin   è un dittatore.
Ovviamente hanno taciuto una informazione perfettamente accessibile che rivela la vera natura di tale civiltà.

Era il 9 agosto, e l’ex direttore  della Cia Michael Morell, in un’intervista alla Fox (dove ha sostenuto Hillary contro Trump) ha spiegato chiaramente quel che sarebbe avvenuto: bisogna far pagare “un grosso prezzo” a Putin e Assad, chiarendo che intendeva: uccidere  soldati russi e siriani. Bisogna “spaventare Assad” colpendo la sua guardia nazionale, “bombardare i suoi uffici nel cuore della notte”.  Ha aggiunto: bisogna “ammazzare russi e iraniani di nascosto”.  Ha chiarito: “Proprio come abbiamo fatto pagare un prezzo ai russi in Afghanistan”, evocando la guerra del 1978 .  “Aiutando i mujaheddin?”, ha chiesto l’intervistatore. “Esattamente” ha risposto Morell.

Dunque non ci vuole molta fantasia per  collegare la minaccia di Morell con la strage di soldati siriani, in atto di appoggio aereo americano ai tagliagole.  Ciò che rende particolarmente odioso  l’eccidio, e indegno di un paese  civile,   è che Washington ha violato la tregua  che esso stesso aveva sottoscritto: comportamento da assassino, e disonorevole gesto di doppiezza.

Malafede americana

L’accordo di tregua è stato firmato da John Kerry e Lavrov durante colloqui a Ginevra; doveva entrare in vigore lunedì;   cessate il fuoco di sette giorni, da rinnovare ogni 48 ore nella misura in cui si constatasse un calo della violenza. Era inteso che le forze russe e americane avrebbero cominciato a coordinare le loro operazioni in Siria, e  condividere informazioni sui bersagli, che dovevano essere lo Stato Islamico, e  il Fronte al Nusrah, cioè Al Qaeda, che ha recentemente cambiato di nuovo nome, ora si chiama Jabhat Fatah al-Sham, Fronte per la Conquista della Siria.
Ma   il Pentagono  – così la narrativa – non ha accettato la tregua. Secondo  il New York Times,  Ashton Carter, il ministro della Difesa,  avrebbe  litigare al telefono  per ore  con Kerry che non è riuscito a fargli accettare l’accordo di tregua appena firmato. Poche ore dopo, in una teleconferenza, il generale Jeffre y Harrigian, il comandante del Comando centrale delle Forze Aeree, quello appunto che dirige i  bombardamenti in Irak e Siria, ha detto: “Sarebbe prematuro dire che ci entriamo dentro in pieno” (si riferiva alla tregua). Non dico che mi fido dei russi.  La decisione delle forze armate dipenderà da quello che sarà il piano”.  Immediatamente sostenuto da Philip Breedlove, il generale  che è stato fino a marzo comandante supremo delle forze NATO.   Fattosi intervistare anche lui dal New York Times, ha dichiarato: “C’è molta preoccupazione su ciò che faremo là dove si trovano i nostri”.  Per “nostri”, Breedlove  intende, ovviamente, le milizie islamiste addestrate e pagate da Usa ed alleati regionali, Arabia, Turchia e Katar.  Ovviamente impossibili da distinguere sul terreno dallo “Stato Islamico”  e Fonte al Nusrah che Kerry s’era accordato  con Lavrov a considerare comuni nemici.  Forse perché sono la stessa cosa.  Inoltre, mercoledì, in un discorso all’Istituto per la Guerra di Washington,   il generale dell’esercito Joseph Vatel, capo del  comando Centrale degli Stati Uniti, esprimeva la stessa contrarietà all’accordo firmato da Kerry.
Se  invece della più grande e civile democrazia e superpotenza mondiale  ciò fosse avvenuto  in  un paese sudamericano, i nostri valorosi giornalisti avrebbero  parlato di “pronunciamiento”, insubordinazione dei gallonati  nei confronti del potere politico civile.
Ma niente   paura: era un gioco delle parti.  La prova: il Dipartimento di Stato si   era rifiutato di pubblicare i particolari degli accordi raggiunti con Mosca; non aveva fatto niente per separare”, come promesso, i ribelli ‘moderati’ da quelli terroristici.  “Gli Stati Uniti e i cosiddetti moderati sotto il loro controllo non attuano nessuno degli obblighi che hanno assunto  nell’accordo di Ginevra”, aveva denunciato  il generale russo  Viktor Poznikhir. Ora è chiaro perché: aspettavano che la “loro gente”  si raggruppasse approfittando della tregua per sferrare l’attacco.
La   superpotenza modello di civiltà  ha firmato in perfetta malafede quegli accordi che  Mosca ha firmato e mantenuto in lealtà.  La Democrazia Morale  guida dell’Occidente  gioca sporco.  Pentagono o Casa Bianca non hanno alcuno scrupolo a spingere il mondo alla guerra, e il motivo c’è.

3600  miliardi di dollari spesi in guerre

In questi 15 anni di ‘guerra al terrorismo globale’ scatenata col pretesto dell’11 Settembre, il Pentagono ha avuto a disposizione, e speso,  3 mila e 600 miliardi di dollari per il mantenimento delle operazioni militari in paesi terzi,  e anzi 4.700 miliardi se vi si aggiungono tutte le  spese complementari (come le pensioni per i reduci fino al 2053): lo ha appurato un serio istituto di statistica,  il Watson Institute della Università Brown,
“Per le guerre in Irak, Afghanistan, Pakistan, Siria ed altre operazioni estere, 1,7 trilioni dal 2001 al 2016, con altri 103 miliardi  richiesti per il 2017.
“I costi di prevenzione del terrorismo della Homeland Security,  548 miliardi di dollari” nel quindicennio.

“Il bilancio base del Pentagono, 737 miliardi (l’anno),  2132 miliardi per i reduci. Interessi incorsi per prestiti connessi alla guerra, 453 miliardi. Costi stimati per le necessità mediche dei reduci  fino al 2053,   mille miliardi di dollari”.  Chi ha pazienza, legga il rapporto qui:
Quello che conta è apprendere che la con la cifra di 4,7  trilioni d dollari, l’America ha superato il costo della seconda guerra mondiale,  che superò  di poco  – in dollari attuali – i 4,1 trilioni.    Ma quella fu una guerra vera, questo un conflitto sostanzialmente fittizio, contro un “nemico”  indefinito  (il terrorismo globale) che come abbiamo visto la stessa superpotenza ha allevato,  addestrato ed armato.
E l’autrice del rapporto, Nesta Crawford,  ammette di non aver nemmeno provato a valutare il costo di queste guerre devastatrici per gli altri paes colpiti, e  nemmeno a dare un valore in dollari alle vite perdute o mutilate, ai profughi  fuggiaschi, alle miserie infinite prodotte da quell’immane stanziamento.
Una cifra che la relatrice dice “quasi incomprensibile” per le dimensioni.


Difficile infatti comprendere l’immensità della  pioggia d’oro   che cade  su alti gradi, industrie militari, addestratori,  centrali d’intelligence e di informazione e propaganda (e giornalisti) in questi anni.  E’ chiaramente in questa cifra cosmica-astronomica che si  giustificano non solo le volontà di continuare la guerra e le guerre, ma   dove si annidano  la corruzione, le ruberie più inaudite, infiniti clientelismi, tangenti miliardarie, sovraccosti  mostruosi … tutto  commesso  per di più al sicuro, sotto il comodo usbergo del segreto militare, insindacabile.   Se la corruzione in Italia si annida nelle grisaglie del parassitismo pubblico, specie di quello locale, e si può valutare in 200 miliardi di euro l’anno di sprechi, clientelismi  e ruberie, negli Usa la corruzione è 20 volte più grande ma  ha colore delle   mimetiche – verde oliva, o più precisamente il blu delle uniformi di gala  dei generali, che magari appena in pensione finiscono nei consigli d’amministrazione delal Lockhed o della Raytheon.
Un  titanico porcaio, e una gigantesca torta a cui  nessuno dei parassiti vuol rinunciare.   E  i parassiti giustamente paventano che alla fine possano essere chiamati a rendere conto di come hanno speso quei 4 mila e più miliardi.   Soldi, ricordiamolo, sottratti alle infrastrutture che stanno disfacendosi, alla società che implode. A Chicago, dove avvengono oltre tra 80 e 90 omicidi al mese (più di quelli che avvengono a Losa Angele s e New Yok insieme) da qualche settimana  scoppiano incendi dolosi,  la popolazione negra affamata si ribella in una spaventosa autodistruzione.





L'oleodotto perde
L’oleodotto che  perde

In tre stati – Tennessee, Alabama, Georgia, i governatori hanno dichiarato lo stato di emergenza per una catastrofe ambientale inaudita:  l’oleodotto  lunghissimo che da Houston arriva a New York portando milioni di tonnellate di greggio alle raffinerie del Nord,  perde decine di migliaia di litri di oro nero al giorno.  La  tubatura, chiamata Colonia Pipeline, è stata costruita nel  1962: dopo oltre mezzo secolo, avrebbe bisogno di decisivi restauri.  Invece i soldi – i miliardi che vengono sottratti alla manutenzioni delle infrastrutture cadenti, ai disoccupati che vivono in tenda o nelle bidonville,  ai 567 mila senzatetto, alla gente che non può curarsi i denti né pagarsi unna visita meica, all’assistenza sociale mancante, all’istruzione dei giovani negri abbandonati alla criminalità,  sono assorbiti dal Pentagono e dai complici.  Adesso comincia a mancare la benzina anche in North Carolina.
E’ urgente capire che questa pioggia d’oro non ha dissolto e distrutto solo  Irak e Siria, Afghanistan e Libia; ha destrutturato e dissolto gli stessi Stati Uniti, ne ha  deformato la identità, ha ridotto la dignità delle sue classi dirigenti al livello di gangster che possono discutere apertamente dei prossimi assassini in tv, e metterli in atto; o violare trattati appena firmati; e corrompere tutti nel corrompere se stessa.
Per esempio: le autorità russe hanno giustamente fatto calare il silenzio s sull’arresto di un alto funzionario russo, Dmitri Zacharcenko, ai primi di settembre.   Gli hanno trovato nell’appartamento, intestato alla sorella, 120 milioni di dollari e due milioni di euro. In contanti. E non solo in contanti: nuovissimi, intonsi,  in pacchetti cellofanati con le fascette della  Federal Reserve.
Non si trattava certo di mazzette di un colonnello corrotto. L’entità della cifra e la natura fresca di stampa dei dollari giustifica il sospetto che si trattasse del finanziamento, da parte americana, di un  “cambio di regime” a Mosca  – il che giustifica il segreto che è calato sull’affare, altrimenti Mosca dovrebbe dichiarare guerra a Washington  (ciò che la “Washington” della pioggia d’oro, ardentemente desidera).
Nemmeno  nascondono tali propositi, in quell’Occidente. Mikhail Khodorkovski,   il giovine oligarca che  ai tempi di Eltsin s’era accaparrato la Yukos (oggi Gazprom, la maxi-petrolifera) con 250 milioni di dollari prestatigli da Rotschild di Londra, oggi graziato da Putin in esilio in Svizzera,  ha postato un sito in cui esibisce “i nostri candidati”, ossia le personalità con cui conta di rimpiazzare Vladimir Putin alle elezioni presidenziali del 2018.
Fra tali candidati spiccano: Mikhail Kassianov, già primo ministro sotto Eltsin, dove si guadagnò il nomignolo di “Micha 5%” per le  tangenti che pretendeva su ogni affare, oggi ospite frequente del’ambasciata Usa a Mosca e visto con personalità della NATO a Strasburgo.  Ovviamente, Andrei Navalny,   che i media nostrani amano dipingere come  il “leader dell’opposizione democratica”  perché organizzatore di qualche manifestazione di piazza con gente elegante. Aleksei Kudrin, ex ministro delle  Finanze, ammiratore del  globalismo liberista; Grigory Yavlinsky,  fondatore del movimento Yabloko,  con un figlio che lavora alla BBC di Londra…

Sembra una lista quasi farsesca di spettri del passato eltsiniano  – detestato dall’opinione pubblica russa –  senza alcuna possibilità  reale  di vincere la partita.  Ma i pacchi di 120 milioni di dollari in contranti e nuovi di zecca della Federal Reserve trovati in casa del colonnello (quasi una tonnellata di banconote) può rendere il gioco assai più serio e grave.


I dollari appena stampati in casa di Zacharcenko
I dollari appena stampati in casa di Zacharcenko







Continuare a chiamare questo mostro destabilizzatore “democrazia” e accettare le sue menzogne come verità,  significa rendersi complici del totalitarismo maligno del nostro tempo – colpa   di cui un giorno le generazioni future accuseranno noi europei.












Soros esce allo scoperto ed ammette di finanziare l’ondata migratoria
George Soros al vertice ONU
di L.Lago
Ci voleva il summit dell’ONU sulle migrazioni per ascoltare le dichiarazioni ufficiali del grande “sobillatore”, il finanziere ultra miliardario e speculatore George Soros, il quale, dopo aver riconosciuto di essere partecipe e sponsor dell’ondata di sollecitanti asilo che sono entrati in Europa nell’ultimo anno e mezzo, ha voluto presentarsi nelle vesti del “grande benefattore” ed ha assicurato che attualmente il suo obiettivo è quello di “creare imprese e prodotti” per migliorare le condizioni di vita dei migranti e rifugiati.
George Soros ha approfittato dell’occasione del primo vertice delle Nazioni Unite sulle migrazioni per annunciare un investimento di 500 milioni di dollari sulla “crisi dei rifugiati”. Il magnate, che in passato aveva finanziato anche il traffico degli aborti, ha riconosciuto già da alcuni mesi di essere lui dietro il finanziamento dei flussi migratori che nel corso dell’ultimo anno e mezzo hanno alterato il panorama dell’Europa.
L’ammissione di Soros d’altra parte conferma quanto era trapelato in precedenza già da oltre un anno grazie ad indagini svolte anche dai servizi di intelligence austriaci e da altri organismi che avevano trasmesso un rapporto informativo da cui si evince che i trasferimenti dei migranti, sia quelli dalla Turchia verso l’Europa, sia quelli dall’Africa sub Sahariana verso la Libia e poi in direzione dell’Italia, venivano cofinanziati dalle ONG, che in buona parte fanno capo al finanziere ebreo ungherese George Soros. Come pubblicato da controinformazione.info. (Vedi: Migrazioni di massa come arma geopolitica)
“Si pretende che questi investimenti possano avere successo, tuttavia il nostro obiettivo prioritario è quello di creare prodotti e servizi che davvero apportino beneficio ai migranti ed alle comunità di accoglienza”, ha dichiarato solennemente Soros.
“Consegnare tanto denaro senza garanzia di successo risulta quanto meno sospettoso”, hanno assicurato vari osservatori. Tuttavia, secondo Soros, il quale aveva anche ammesso di aver finanziato il Golpe avvenuto in Ucraina, come anche il secessionismo catalano in Spagna, il suo vero e grande obiettivo è quello di “creare una coscienza sociale”, dice l’ultra miliardario.
Questo finanziere dalle molte attività, lo stesso che  si fece conoscere a livello mondiale nel 1992 come “l’uomo che affondò la lira sterlina” (ed anche quella italiana), rappresenta uno dei volti più visibili del globalismo e del mondialismo progressista a livello transnazionale. Occorre sottolineare la sua speciale avversione a qualsiasi sentimento nazionale, incluso quello statunitense, paese dove il magnate emigrò negli anni ’50.
Gli investimenti (si è annunciato) saranno canalizzati dalle ONG di Soros, organizzazioni prive di fini di lucro, – principalmente la Open Society- ed i benefici finanzieranno i programmi dell’istituzione. Relativamente a questo Soros e le sue ONG, con il loro staff, si riprometteno di collaborare con organismi come l’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite e l'”International Rescue Committee”.
Occorre ricordare che l’ONU ha affidato l’incarico più importante nella Commissione dei Diritti Umani all’Arabia Saudita, un paese che applica la sharia allo stesso livello dello Stato Islamico e che quest’anno ha superato ogni record di esecuzioni pubbliche (mediante taglio della testa). Inoltre il regime di Rijad si è rifiutato in numerose occasioni di accogliere i rifugiati mussulmani, nonostante disponga di immense tendopoli climatizzate nella zona della Mecca che rimangono vuote in pratica per tutto l’anno.
A livello domestico, Soros, che nel vertice dell’ONU si vuole accreditare come “difensore dell’uguaglianza”, negli USA promuove il movimento “Black Lives Matter” che è sorto dopo l’uccisione di un giovane nero a Ferguson per opera di un poliziotto bianco, avvenimento che aveva dato luogo a rivolte, disordini e saccheggi a Ferguson ed a Baltimore.
Le fondazioni create dal multimiliardario (uno degli uomini più ricchi del mondo) hanno finanziato il movimento fondamentalmente diretto a mantenere in attivo la guerra razziale, con l’apporto di circa 33 milioni di dollari.
Per comprendere meglio le trame di Soros occorre verificare quanto risulta dalla pubblicazione delle mail di Soros, avvenuta tramite Wiki Leaks, si tratta di circa 2500 e-mail riservate fra Georges Soros e i dipendenti delle sue fondazioni. Da queste era emerso che lui aveva dato direttive ad Hillary Clinton, quando era segretaria di stato, su una crisi in Albania e su come risolverla: direttive che Hillary aveva seguito alla lettera. Tutte le informazioni venute alla luce in questa corrispondenza, avvenuta fra la Open Society Foundation e i riceventi delle sue donazioni, sono messe sotto silenzio dai media , perché sono ovviamente imbarazzanti. Si evince ad esempio che lo stesso Soros ha versato 30 milioni di dollari per la campagna di Hillary Clinton, cosa che lo rende il maggior donatore singolo.
Non solo la Clinton è beneficiata dai finanziamenti di Soros ma fra i beneficiati dell’ultra miliardario ci sono anche volti noti del giornalismo negli USA ed in altri paesi e di conseguenza si comprende la “riservatezza” sulle informazioni che lo riguardano.
Quello che più viene messo in evidenza da queste mail, è il carattere megalomane di questo personaggio. Non c’è area del mondo dove Soros non finanzi attività (sovversive, o ‘filantropiche’); ovunque ci sia una politica pubblica che si proponga di ‘riformare’ nel senso di abbattere le tradizioni e la cultura locale, là troviamo la mano di Soros sganciando soldi ai locali ‘riformatori’, che sono sempre legati alle ideologie della sinistra mondialista e libertaria. Un megalomane e insieme, micro-gestore di tutta la realtà.
Come da informazioni precedenti, Soros finanzia Arcigay in Italia, e Planned Parenthood (in Usa (l’ente pro-aborto che l’hanno scorso s’è scoperto faceva commercio di organi di feti); il miliardario ha finanziato rivoluzioni colorate e l’opposizione ad Orban in Ungheria; lui stesso istiga tuttora la giunta di Kiev a fare la guerra alla Russia; Soros ha riconosciuto di essere implicato nella gestione (attraverso apposite ONG) dell’ ondata migratoria in Europa, e nello stesso tempo incentiva organizzazioni di minoranze etniche come i latinos in Usa, allo scopo di far cambiare la demografia dei collegi elettorali in modo da favorire Hillary contro Trump.
Soros ha inoltre finanziato ripetuti tentativi di manifestazioni LGBT a Mosca, pagando le trasferte di celebri travestiti e sodomiti; in Europa, ha ‘gestito’ certe elezioni, facendo eleggere candidati favorevoli all’immigrazione senza limiti, oltre ad tante alte iniziive che sarebbe lungo enumerare.
L’obiettivo finale che persegue Soros con le sue attività : la dissoluzione di ogni ordine tradizionale, la destabilizzazione di società conservatrici, l’imposizione di una ideologia multiculturalista e la rimozione di ogni vincolo religioso tradizionale.
Il nemico dichiarato di Soros è Vladimir Putin il quale, a seguito delle attività di destabilizzazione finanziate in Russia, ha assicurato che, se il finanziere metterà piede sul territorio della Fedrazione Russa, risulta già pronto un mandato di arresto a suo nome.
http://www.controinformazione.info/soros-esce-allo-scoperto-ed-ammette-di-finanziare-londata-migratoria/#



BREVE RIASSUNTO DELLE ATTIVITÀ DEI ROTHSCHILD IN MEDIO ORIENTE E NEL RESTO DEL MONDO


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È già stato scritto così tanto sui Rothschild e sui loro crimini in giro per il mondo per coloro che fanno parte del grande movimento del “risveglio della coscienza”, che sarebbe facile rimanere confusi da ulteriori informazioni. È mia intenzione, tramite questo articolo, svelare questi particolari alla gente comune, e non solo all’élite intellettuale come solitamente si fa.
Prima di iniziare, voglio dire con forza la seguente affermazione: per quegli “architetti massoni” del controllo totale, il cui obiettivo è sempre stato quello di mentire e confondere le masse intorbidendo la verità, quello che sto per discutere in questo articolo non è una “teoria della cospirazione”- espressione ingiuriosa utilizzata comunemente quando si ha bisogno di ridicolizzare un dibattito articolato. No, siamo degli accademici, degli studiosi; noi non siamo interessati a “teorie cospirazioniste”. Tuttavia siamo molto interessati all’analisi dei singoli atti cospirativi! E vi ricordo il vecchio adagio cristiano secondo il quale il più grande inganno che il demonio abbia mai esercitato [nel corso della storia umana] è quello di convincere le masse che egli non esiste. Con questo presupposto nella mente, vado ora al nocciolo della questione.
Per circa 250 anni, la poliedrica famiglia sionista – e criminale per molti aspetti – dei Rothschild, con le sue  spiccate tendenze “luciferine” e  anticristiane e con marcate aspirazioni globaliste, si è sviluppata e trasformata in una struttura di potere finanziario globale ed in un gigantesco apparato di “lavaggio del cervello” delle masse, tramite quelli che in Occidente chiamiamo correntemente “media mainstream”.
E,  finora, ci sono sostanzialmente riusciti. Negli ultimi due decenni però, pur se lentamente ma inesorabilmente, le cose finalmente si stanno rivolgendo contro di loro, grazie soprattutto al grande movimento di “risveglio globale” facilitato da una proliferazione senza precedenti di conoscenze e informazioni, grazie alla rivoluzione tecnologica e informatica.
Se ci proponiamo di esporre veramente l’agenda satanica degli ”Illuminati” e i meccanismi sottesi al “Nuovo Ordine Mondiale”, preparato e messo in atto per secoli, dobbiamo analizzare i fatti tenutici nascosti finora e non solo la storia ufficiale che ci è stata insegnata dai cosiddetti sistemi di istruzione, e invece rivolgerci alla versione “alternativa” e “nascosta” della storia che è conosciuta soltanto in alcuni circoli occulti diffusi in tutto il mondo, soprattutto presso la cosiddetta “civiltà occidentale”. Ed è quasi impossibile approfondire tali questioni senza inciampare nel nome dei Rothschild. Sì, l’informazione ha sempre a che fare con il potere.
George Orwell ha reso al meglio questo concetto nel suo libro leggendario ”1984” : “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”. I Rothschild sono parte di quelli che io chiamo i più recenti, i più ossessivo-compulsivi “architetti del controllo” – così meticolosi che ce ne sono pochi esempi nella storia.
Nota: non allarmatevi nel leggere la parola “occulto” in questo articolo, essa significa letteralmente ” ciò che è [o è stato) nascosto” . Nel far luce sulla questione, questa conoscenza finora nascosta non sarà più occultata ma resa manifesta ed evidente. In questo modo la priveremo del suo involontario fascino occulto e della sua natura apparentemente diabolica. Lasciamoci confortare dalla Parola di Dio, come espresso dall’apostolo Giovanni:
“La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” – Vangelo di Giovanni, capitolo 1 versetto 5.
Ecco alcuni brevi e rapidi fatti che riguardano i Rothschild:
Nel 1917 il ramo britannico della famiglia dei Rothschild ha minacciato e costretto il Governo britannico a promettere che esso avrebbe concesso ai Rothschild stessi il possesso della Palestina in cambio del coinvolgimento degli Stati Uniti nella Prima Guerra mondiale al fianco della Gran Bretagna, e dunque a garanzia della vittoria britannica sulla Germania. Quesa è la genesi della “Dichiarazione Balfour”. Si tratta di una lettera ufficiale di una pagina (nello stile asciutto di una lettera commerciale) indirizzata dal Ministro degli Esteri britannico, all’epoca sir Arthur James Balfour, al barone Rothschild, in cui si affermava che: “Il Governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adopererà per facilitare il raggiungimento di questo scopo”.
Si è posto un grosso problema a seguito di questa ipotesi: non è mai stato nelle disponibilità della Gran Bretagna il territorio della Palestina. Essa giustamente apparteneva agli arabi palestinesi, che vi abitavano da secoli – da circa 2.000 anni per la precisione! – fino all’arrivo dei sionisti Rothschild, che hanno usurpato i loro diritti, come è loro solito poiché è loro tradizione fare così da tempo immemore. Lentamente ma inesorabilmente hanno iniziato brutalmente e con forza a sgomberarne il territorio e a subentrare al posto degli autoctoni. Negli ultimi decenni  i sionisti hanno ucciso e soggiogato milioni di palestinesi. Anche ai giorni nostri essi stanno commettendo un genocidio con la piena benedizione di Washington, naturalmente.
Secondo lo storico inglese Simon Schama, i Rothschild possiedono l’80% di ciò che hanno opportunisticamente chiamato “Israele” – una bestemmia in sé stando al vero Giudaismo della Torah (secondo l’interpretazione biblica del Giudaismo cioè) che sostiene che, dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme del 70 d.C., il “popolo di Israele” può essere raggruppato SOLO dal Messia stesso al suo ritorno e dunque da nessun’altra autorità terrena.
La creazione dello Stato sionista di Israele è stata profondamente ingiusta fin dal principio: un’entità concepita in un clima di tradimenti e giustificata dal male offerto in sacrificio, altrimenti noto come “Olocausto”. Questa profonda ingiustizia continua a generare tuttora numerosi conflitti. Non è esagerato affermare che la fondazione di questo Stato sionista voluto dai Rothschild, insieme all’appoggio cieco e assoluto nonché al sostegno finanziario e ideologico attuato da Washington, potrebbero pericolosamente essere dei precursori per lo scoppio della Terza Guerra Mondiale, di cui siamo tutti testimoni come possibile sviluppo degli avvenimenti in Medio Oriente.
È difficile capire che questo gracile Stato sionista creato dai Rothschild e che misura non più di 8.019 miglia quadrate – tutto illegale e frutto di furto, naturalmente – praticamente indichi le linee di politica estera da attuare in Medio Oriente ai governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, del Canada, della Francia e di molti altri Paesi. Apparentemente, per ora, non contano le dimensioni geografiche. Ciò che conta è che i Rothschild siano sempre stati pienamente alla base di questo mostruoso “Frankenstein”. In realtà essi sono il Frankenstein stesso.
In ogni caso, qui citiamo alcuni dei fatti che dimostrano l’ampio raggio d’azione della famiglia Rothschild:
I Rothschild possiedono la Reuters e la Associated Press (AP), le due più grandi agenzie di stampa che forniscono notizie ai “media” in tutto il mondo, che naturalmente sono ossequiosi verso i punti di irradiazione della propaganda voluti dai propri padroni. I Rothschild hanno anche una quota di controllo nella Royal Dutch Oil Company, nella cosiddetta “Banca d’Inghilterra”, nell’LBMA (London Bullion Market Association), nella Federal Reserve [la Banca Centrale degli Stati Uniti, ndt], nella Banca centrale europea (BCE), nel Fondo Monetario Internazionale, nella Banca Mondiale e nella Banca dei regolamenti internazionali. I Rothschild hanno anche la proprietà della maggior parte delle aziende che forniscono oro fisico prodotto nel mondo. Possiedono il mercato di scambio dell’oro di Londra  (Gold Exchange) che fissa il prezzo dell’oro ogni giorno! Si stima che i Rothschild possiedano più della metà della ricchezza di tutto il pianeta – stimato da Credit Suisse in 231.000 miliardi di $, ricchezza controllata dall’85enne Evelyn Rothschild, attuale capo della famiglia.
Nel 2005 il settimanale “Forbes” ha classificato Mayer Amschel Rothschild, il  capostipite della famiglia vissuto tra metà 18° e inizio 19° secolo, come il numero sette nella sua lista dei “20 uomini d’affari più influenti di tutti i tempi”. Per inciso, Mayer Amschel Rothschild è indicato come il “padre fondatore della finanza internazionale”!
I Rothschild sono stati direttamente coinvolti nel finanziamento degli inglesi nella loro guerra del 1812, quando l’Inghilterra invase lo Stato di Washington e bruciò la capitale di quella nazione fin nelle fondamenta. Tre anni più tardi (nel 1815) i Rothschild presero il controllo completo della Banca d’Inghilterra.
I Rothschild sono stati anche direttamente coinvolti nel finanziamento dei secessionisti del Sud durante la Guerra civile americana (1861-1865). L’assassino del Presidente Lincoln, John Wilkes Booth, era in realtà un agente dei Rothschild.
Dopo la loro ostile scalata alla Banca d’Inghilterra nel 1815, i Rothschild hanno espanso il proprio dominio bancario in tutto il mondo. Il loro metodo si basa su: pressioni su politici corrotti dei vari Paesi per accettare prestiti massicci, che non potranno mai rimborsare e dunque per sottomettere quei Paesi ad una forma di “schiavitù del debito” gestita dalle banche dei Rothschild stessi. Se un leader si rifiuta di accettare un prestito è spesso estromesso dal potere o assassinato. E se questi metodi non funzionano, possono seguire delle invasioni. Questo vi suona familiare?
Come detto sopra, i Rothschild esercitano anche una forte influenza sui mezzi di informazione tradizionali più importanti del mondo. Tramite la continua ripetizione dei concetti e delle informazioni, le masse sono indotte a credere nelle storie di orrore  che riguardano i “dittatori” – Saddam Hussein in Iraq, Muhammar Gheddafi in Libia, ora Bashar Al Assad in Siria ecc.. Ancora una volta, non vi suona familiare tutto questo?
La famiglia dei Rothschild ha avuto un ruolo nel fomentare quasi ogni guerra europea (due delle quali sono state progettate per poi diventare guerre mondiali) nel corso degli ultimi 250 anni. Essi hanno inoltre insediato presidenti e Primi Ministri, insediato e detronizzato re (sostituiti in seguito da burattini agli ordini della Massoneria), mandato in bancarotta nazioni attraverso guerre e minacce di guerra, insieme a coercizioni economiche (il loro strumento preferito), come le manipolazioni dei tassi di interesse, bolle economiche artificiali seguite da crolli finanziari, recessioni e depressioni economiche, oltre alle manipolazioni del cambio delle monete, e l’elenco potrebbe andare avanti a lungo.
Indirettamente, in un ambito non strettamente economico, hanno sempre lavorato di gran lena (da dietro le quinte, naturalmente) utilizzando le moderne logge massoniche immorali e senza Dio per corrodere i valori morali a lungo costruiti, per diffondere in tutti i modi le perversioni sessuali, espandere il relativismo morale e l’ambiguità attraverso i moderni sistemi educativi secolarizzati, per creare e fomentare divisioni sociali, etniche, culturali, politiche e geopolitiche, separazioni e settarismo.
Loro hanno lo scopo di distruggere la cristianità occidentale (cattolici e protestanti non fa differenza) e, purtroppo, in una certa misura ci sono riusciti. Ma dobbiamo essere grati per la rinascita e il ritorno del cristianesimo ortodosso orientale come  di una forza morale, etica e politica da non sottovalutare, che trova ascolto soprattutto tra i giovani della Russia e dell’Europa dell’Est. In queste aree del mondo i loro tentativi stanno tutti fallendo. Questo è una delle ragioni per cui le loro campagne di stampa sono così infarcite di “russofobia”.
E per quanto riguarda il vero, rivoluzionario e moderno Islam, i Rothschild lo percepiscono come la loro più grande minaccia, e impegnano tutto il tempo nel provocare e finanziare le versioni più brutali e selvagge del falso Islam, come il Wahabismo e il Salafismo, tramite i loro rappresentanti sauditi e qatarini e i mercenari dell’ISIS.
La situazione è tale perché il loro obiettivo geopolitico ultimo nella grande regione mediorientale è di liberare prima grossi pezzi del territorio (fomentando caos, illegalità e guerre che generano poi crisi dei rifugiati come quella attuale, come in Siria e in Iraq ecc .) al fine di attuare una volta per tutte il loro cosiddetto “progetto di un Grande Israele” (che va dal Nilo all’Eufrate) per controllare direttamente e sfruttare spiritualmente il patrimonio esoterico di queste terre molto antiche e cariche di spiritualità. E la loro carta vincente è la cosiddetta “Opzione Sansone”, la strategia di deterrenza che consiste in  una massiccia rappresaglia da farsi con armi nucleari contro qualsiasi Paese il cui esercito possa attaccare difensivamente Israele. Questi sono solo alcuni esempi noti delle loro malvagie strategie.
Tornando ad alcune delle strategie geo-economiche utilizzate dei Rothschild, ecco che arriva il “dossier Iran”. È forse per ottenere il controllo della Banca centrale dell’Iran (CBI) uno dei motivi principali per cui l’Iran è stato preso di mira e demonizzato dai media occidentali e dei guerrafondai di Washington e Tel Aviv? Ricercatori imparziali sottolineano che l’Iran è uno dei soli tre Paesi al mondo la cui banca centrale NON sia sotto il controllo dei Rothschild. Prima dell’11 settembre 2001 ve ne erano sette: Afghanistan, Iraq, Sudan, Libia, Cuba, Corea del Nord e Iran – e non si tratta di grosse somme dal punto di vista globale macroeconomico.
Nel 2003, tuttavia, l’Afghanistan e l’Iraq sono stati completamente inghiottiti dal sistema Rothschild e poi a partire dal 2011 hanno seguito Sudan e Libia. In Libia è stata già istituita una banca Rothschild a Bengasi mentre il Paese era ancora in guerra!
Anche in questo caso, ricercatori imparziali sostengono che l’Iran non sia demonizzato perché costituisce una minaccia nucleare, dato che i fatti hanno dimostrato più e più volte che l’Iran NON costituisce chiaramente una minaccia nucleare. Eppure, i media mainstream controllati dai Rothschild continuano inesorabilmente a ripetere questa menzogna, anche dopo la firma del JCPOA, la sigla che indica il Piano Globale di Azione Comune tra i P5 + 1 e la Repubblica islamica dell’Iran.
Qual è dunque il vero obiettivo di questi attacchi? Sono le migliaia di miliardi da ottenere dai profitti della vendita del petrolio (=furto di petrolio), o le migliaia di miliardi da intascare in profitti di guerra (per secoli una specialità dei  Rothschild), o si tratta di trovare un pretesto per iniziare la Terza Guerra Mondiale con qualsivoglia diabolico incentivo finanziario, o si tratta  semplicemente di distruggere la CBI (Banca centrale dell’Iran) in modo tale che nessuno sia lasciato libero di sfidare il racket del denaro gestito dai Rothschild? Potrebbe essere uno qualsiasi di questi motivi o peggio, potrebbero essere tutti insieme!
Per riassumere, quella che era definita in termini spregiativi come “teoria della cospirazione” è oggetto di aperte discussioni tra accademici credibili, think-tank indipendenti e all’avanguardia e, infine, tra i governi delle nazioni di tutto il mondo.
Per ultimo, una vecchia idea di John Maynard Keynes e di E. F. Schumacher per istituire una “moneta globale” chiamata Bancor può essere ancora un’idea riconducibile ai Rothschild, come anche la creazione della corrispondente banca centrale globale.
Il padrino criminale Mayer Amschel Rothschild ha pronunciato la famosa frase: “Datemi il controllo del denaro di una nazione e non mi interessa chi farà le sue leggi”. Chiunque continui a controllare il sistema monetario del mondo sarà in effetti il controllore in ultima istanza delle scelte politiche e sue delle leggi – parlando a livello globale. Qual è la strategia dei Rothschild nel raggiungimento di questo obiettivo? Una delle misure preliminari necessarie per creare una moneta globale è quella di distruggere tutte le altre valute in circolazione nel mondo al fine di giustificare appunto la sua introduzione.
Come è stato detto, le richieste per l’istituzione di una valuta globale sono cominciate subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando John Maynard Keynes e il governo britannico proposero il Bancor come valuta di riserva mondiale. L’attuale crisi economica in atto, soprattutto a partire dalla grande recessione del 2008, ha posto le basi per la scomparsa del dollaro come valuta di riserva mondiale al fine di rendere possibile la nascita di questo Bancor o come si vuole chiamare quello che intendono ottenere con la loro propaganda.
Una cosa è certa, Washington e la Fed eseguono i loro piani, poiché la Fed continua a svalutare il dollaro attraverso operazioni di massiccio“quantitative easing” , per meglio collocare e stampare sempre più carta moneta. Washington continua a crescere spendendo sempre di più solo per aggravare il problema. Forse tutto ciò fa parte del piano dei Rothschild per distruggere il dollaro una volta per tutte. Timothy Geithner, ex presidente della filiale di NewYork della Fed, già segretario di Barack Obama al Tesoro dal 2008 al 2012, ha apertamente appoggiato la creazione di una valuta unica mondiale. Guardate questo breve video:
Alcuni sostengono che la bolla del mercato immobiliare statunitense, il quasi collasso del settore delle auto degli Stati Uniti e il successivo salvataggio operato dal Governo, i salvataggi di Wall Street e dei banchieri, così come la drastica riduzione nella produzione Negli Stati Uniti sono tutti gli eventi programmati per schiacciare sistematicamente l’economia degli Stati Uniti e il dollaro, costituiscano l’anticamera per aprire la strada alla “fase 2” del disegno dei Rothschild cioè quello di acquisire i sistemi monetari di tutto il mondo e completare così il disegno di una dittatura feudale chiamata “Nuovo ordine mondiale”. L’idea è sicuramente in cantiere.
Ora, lasciate che la rivoluzione sociale, politica, economica e soprattutto spirituale della gente vera abbia inizio. Siamo sulla soglia – e qualcuno potrebbe dire nel bel  mezzo – della nascita di questa nuova grande umanità!