ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 7 ottobre 2016

Caso strano?

Lo strano caso dell’«educazione di genere». Di cui nessuno sa dimostrare l’utilità

giocattoli
 «Si cerca solo di lottare contro le discriminazioni e il bullismo di cui sono vittime innocenti le persone omosessuali e trans, che non hanno scelto niente, appunto, esattamente come le persone eterosessuali», ha scritto ieri su Repubblica Michela Marzano, filosofa eletta parlamentare tra le file del Pd, in risposta alle recenti e pesantissime critiche di Papa Francesco alla teoria del gender.
Analogamente, qualche tempo fa, sempre a difesa dell’«educazione di genere», Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, aveva dichiarato che «educazione di genere significa educare al rispetto delle differenze per prevenire violenza o discriminazione». Ora, tanta enfasi sull’argomento lascia intendere che davvero l’«educazione di genere», non a caso oggetto di diverse proposte di legge parlamentari, abbia risvolti se non propriamente miracolosi quanto meno d’indubbia efficacia; peccato che la realtà sia che finora, nonostante molteplici sperimentazioni, non si è stati in grado di stabilirne l’effettiva utilità.
Al punto che, ogni volta che si tenta di saperne di più sui risultati raggiunti con queste lezioni all’avanguardia, difficilmente se ne cava qualcosa. Significativo, a questo riguardo, è il caso del Trentino dove, – dopo aver promosso, lo scorso anno, percorsi di educazione alla relazione di genere in una ventina di scuole – la Provincia ha scelto, per l’anno scolastico 2016/2017, di sostenere nuovamente l’iniziativa dato che, come si legge nella Deliberazione di Giunta provinciale n° 712 del 6/5/2016, è emersa chiaramente l’«efficacia dei percorsi». Quando però un Consigliere dell’opposizione, Claudio Civettini (Civica Trentina), ha pensato di formulare un’Interrogazione – la n. 3085/XV – per sapere «sulla base di quali rilievi empirici, studi, ricerche o valutazioni rigorosamente non soggettive si è potuta riscontrare l’”efficacia dei percorsi” riproposti», si è visto sostanzialmente ignorato benché, all’atto ispettivo, abbia fatto seguire pure un sollecito di risposta. E pensare che non si trattava di chissà quale minaccioso quesito, ma solo di una pacata richiesta d’informazioni.
Ad ogni modo, per iniziare a sospettare che l’osannata «educazione di genere» sia fuffa ideologica e nei fatti serva a poco, al di là degli enormi dubbi che comunque solleva nel momento in cui viene impartita, come non di rado è accaduto, in assenza di preventivo consenso da parte dei genitori, basta dare un’occhiata alle relazioni di coloro che ne hanno messo in pratica alcuni assaggi. Per esempio, leggendo quanto riferito da un’insegnante che ha seguito lo svolgimento di un gioco presso la Scuola dell’infanzia Andrea del Sarto (Fi), durante il quale maschi e femmine si sono scambiati i grembiuli rispettivamente azzurri e rosa, si scopre quanto parziali ed evanescenti siano stati gli esiti di quell’esperimento: «Non tutti sono d’accordo, alcuni decidono di tenersi il proprio […] Si guardano, si sorridono e si compiacciono…poi dopo un po’ qualcuno si stanca e tutto ritorna come prima» (Educazione alla cura e contrasto degli stereotipi. Inizio di una sperimentazione, Firenze 2008, p. 41).
Curiosamente, che l’«educazione di genere» e la lotta agli stereotipi sessisti, in prospettiva oltre che in tempi brevi, abbiano un’utilità molto dubbia è ammesso dagli stessi studiosi dell’argomento. La psicologa Cordelia Fine, per esempio, ha dedicato alla demolizione dell’idea che esistano differenze significative tra uomini e donne un intero volume, la cui edizione italiana è significativamente intitolata Maschi=Femmine (Ponte Alle Grazie, 2011). Pure lei, tuttavia, ha dovuto ammettere che allo stato «non esistono ricerche che riconducano il mercato dei giocattoli e dei libri di genere alla successiva discriminazione occupazionale o alla condivisione delle faccende domestiche» (Internazionale, 1049, 1.5.2014, p.94). Sulla stessa scia si colloca un altro fatto significativo vale a dire il dietrofront norvegese sull’«educazione di genere», concretizzatosi con la sospensione dei finanziamenti del Nordic Council of Ministers al Nordic Gender Institute. Accanto questo, c’è da considerare un altro dato interessante, che vede la percentuale di giovani italiani tra gli 11 ed i 15 vittima di bullismo (5%) assai più bassa della media europea (11%) e ai livelli della Svezia.
Chiaramente anche un solo caso di bullismo rappresenta qualcosa di inaccettabile e nessuno intende, qui, discutere l’importanza dell’educazione al rispetto tra i giovanissimi. Ma siamo sicuri che questa spetti anzitutto alla scuola anziché alle famiglie? E soprattutto, che senso ha intestardirsi con l’«educazione di genere» in assenza di ogni minimo riscontro sulla sua reale efficacia in termini di prevenzione alla violenza? Non sarebbe più saggio e lungimirante ripensare il tutto alla luce delle evidenze poc’anzi riportate? La sensazione è che vi sia un certo imbarazzo, quasi un senso di fastidio da parte dei sostenitori dell’«educazione di genere» ogni volta che vengono avanzate delle semplici domande. Come se non le idee ma i fatti stessi, nel momento in cui essi dimostrano l’infondatezza di alcune iniziative, svelandone il retroterra ideologico, fossero scomodi. Viene in mente una celebre frase di Hegel (1770-1831): «Se i fatti non si accordano alla teoria, tanto peggio per i fatti».
Giuliano Guzzo6 ottobre 2016

Omosessuali si nasce. Chi lo dice?

1° Perchè non legalizzare la poligamia?- 2° La sana filosofia sulla legge naturale- 3° Gay si nasce o si diventa? 4° Come si cancella o si inserisce una malattia mentale nel manuale diagnostico?- 5° La parola agli psichiatri- 6° Cosa ci impedisce adesso di legalizzare anche la pedofilia e le altre aberranti pratiche sessuali?


A cura di Floriana Castro Agnello
1° PERCHE’ NON LEGALIZZARE LA POLIGAMIA?
Le unioni civili tra coppie dello stesso sesso introdotte dal governo Renzi come si diceva prima della loro approvazione sono state un fiasco tremendo: si contano sul palmo di una mano le coppie gay che subito dopo l’approvazione della legge hanno deciso di coronare il loro “sogno d’amore”, insomma pochi omosessuali, (per motivi che conosciamo tutti) decidono di rimanere assieme “finchè morte non li separi… Possiamo affermare che con l’approvazione della legge questo tabù è stato sdoganato e adesso agli occhi dello stato civile una coppia formata da individui dello stesso sesso ha acquisito i diritti di una coppia, composta uomo/donna, regolarmente sposata (acquisizione del cognome, diritti successori, assistenza morale e materiale, possibile comunione dei beni, alimenti in caso di scioglimento dell’unione, pensione di reversibilità e, per via giurisprudenziale, anche l’adozione dei figli del convivente grazie alla magistratura). La legge infatti serviva non tanto per far felici gli omosessuali, (che mai si sono privati della soddisfazione dei loro piaceri), ma tanto alla piena legittimazione di questo tipo di unione anche tra i più conservatori. Ma la guerra ai valori etici e morali dell’uomo non è finita, possiamo dire che è appena iniziata.
(A fianco “Husband for the hour”. Il concetto di matrimonio secondo alcuni manifestanti dei gaypride)
Sin dall’indomani dell’approvazione delle leggi sulle unioni inCivili la comunità musulmana dei poligami di tutta Italia si chiede, anche legittimamente a questo punto: perchè gli omosessuali possono sposarsi, mentre i poligami sono perseguiti per legge se hanno più di una consorte? Una domanda che, effettivamente meriterebbe una risposta. Sul fronte delriconoscimento della poligamia, ribattezzata “Poliamore” abbiamo in Italia Hamza Piccardo, fondatore dell’Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii) e padre di Davide Piccardo, figura di spicco del Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano (Caim). (1) Uno dei primi combattenti per il riconoscimento dei diritti dei poligami – ispirato dalla sentenza che ha legalizzato i matrimoni gay- è stato Nathan Collier, 46 anni, un americano mormone e poligamo del Montana, urlche subito dopo il riconoscimento delle coppie gay in USA, si è dichiarato pronto a fare causa allo Stato se dovesse rifiutare di di riconoscere la sua situazione poligamica. Sposato regolarmente con Victoria dal 2000, nel 2007 si è sposato anche con Christine con una funzione religiosa, senza chiedere il riconoscimento civile dell’unione per non essere accusato di poligamia. I tre hanno in tutto sette figli. Quando lo stato poligamico di Collier divenne noto, i mormoni l’hanno scomunicato e ora l’uomo non appartiene a nessuna chiesa riconosciuta.Secondo Collier, infatti, è un problema di «uguaglianza». “Ispirato” dall’ultima sentenza della Corte suprema», che ha legalizzato il matrimonio gay in tutti gli Stati Uniti, Collier ha deciso di battersi perché venga riconosciuta la poligamia. (2)
2° LA SANA FILOSOFIA SULLA LEGGE NATURALE
LEGTB LENINAncora molti anni prima della nascita del Cristianesimo vi furono filosofi le cui idee furono accolte ed integrate nelle società pagane per molto tempo. Aristotele analizzando i primi elementi costitutivi di una qualunque società, affermava che il primo nucleo di una comunità è costituito dalla famiglia, il secondo il villaggio, il terzo dalla città. Secondo il pensiero aristoteliano le leggi dello stato devono trarre origini e trovare fondamento nelle leggi naturali in quanto è essa che genera forza per la società: la forza lavoro. La famiglia è stata quindi per anni sostenuta e agevolata anche prima della fondazione del Cristianesimo. La famiglia viene poi definitivamente affermata dalle parole di Cristo medesimo, che senza mezzi termini ha invita ad avere una sola moglie, e… per sempre! Con l’avvento della società cristiana la famiglia diventa quindi una piccola Chiesa domestica nata con la stessa comparsa del genere umano sulla terra. Un valore non più riconosciuto dalla Illuminata società odierna che opprime le famiglie addossando su loro un assurdo peso fiscale che rende difficile, se non impossibile la produzione di nuovi esseri umani. La campagna contro la famiglia naturale inizia attivamente negli anni ’70 e i pionieri di questa nuova visione dell’individuo e del mondo furono come è noto, compagni comunisti e fratelli massoni che invitavano i cittadini a non sposarsi. Veramente singolare come oggi quella stessa forza politica sia diventata propagandista del matrimonio, ma… quello tra persone dello stesso sesso, e guai ad opporsi alla dittatura del pensiero unico!Marc Rameaux cita al proposito Ludwig Wittgenstein , si domanda: “Siamo a tal punto regrediti in Europa, che il nostro mondo che si pretende ‘civilizzato’ nonché ‘moderno’ non riesce più a far vivere questo universo elettrico del pensiero”, perché coloro “che si vantano di incarnare la civiltà, l’apertura e il progresso” in realtà sopprimono ogni tensione nella proposizione spocchiosa di una verità ufficiale e mediocre che non bisogna sfidare” 11960158_168943920104554_3998442786905344150_nLe preoccupazioni di Rameaux partono da un motivo radicalmente filosofico:costoro, dominando il dibattito come fanno – ossia schiacciandolo sotto la loro boria – hanno spento la libertà e vivacità del pensiero che è stata la gloria d’Europa fin da Socrate e Platone, dalle scuole d’Atene quando si imparava che “ogni vera discussione comincia con una aporia, una impasse che pare insolubile fra due termini da qui cui il giovane discepolo apprende che un vero concetto– ciò che dà a pensiero il suo valore- non può essere mai nominato: un concetto essendo la tensione che risiede fra due tematiche contraddittorie, non è mai una sola di queste due. (3)
3° GAY SI NASCE O SI DIVENTA?
MARIO MIELISulla condizione pseudoscientifica dell’omosessuale che afferma che essa sarebbe una condizione ineluttabile della natura umana, oggi è in atto una vera e propria dittatura ideologica: nessuno può esprimere un parere differente da quello proposto, senza venire ingiustamente umiliato, offeso, stigmatizzato. Impossibile affermare che il gene dell’omosessualità non esiste e quindi la questione non può ritenersi “scientifica” . Una  ricercatrice affermata, che collabora con l’American Psychological Association (APA) e attivista lesbica, ha riconosciuto che omosessuali non si nasce, ma si diventa. La dottoressa Lisa Diamond, co-redattrice del Manuale APA su Psicologia e Sessualità,  uno dei membri più rispettati dell’APA, afferma che l’orientamento sessuale è “fluido” e modificabile. La battaglia per confutare la tesi che omosessuali si nasce, la born gay theory”, secondo la Diamond è conclusa. Tipicamente, infatti, gli omosessuali – soprattutto maschi – sostengono che sono nati così e che non possono cambiare. Che questa tesi fosse puramente ideologica lo dimostra il fatto che sono migliaia le persone che hanno “recuperato” la loro identità eterosessuale (così come molti etero a un certo punto diventano omo). Sono pochi quelli che hanno il coraggio di dirlo ad alta voce, come Luca Di Tolve, perché rischiano l’ostracismo, lo stigma sociale degli attivisti LGBT e “derivati”, e in molti casi una vera persecuzione violenta e intollerante. È sulla scia di questa ideologia che in America e poi in Italia sono stati presentati progetti di legge (tipo quello di Lo Giudice) per vietarecriminalizzare addirittura le terapie riparative. A nostro parere per dirimere certe questioni è sufficiente la ragione naturale e il buon senso, ma quelli che hanno sempre pronta la citazione di “ciò che dice l’APA” (l’Associazione degli Psicologi Americani) – come se gli psicologi americani fossero dei padreterni – forse dovrebbero prendere atto delle ricerche della Diamond e ridimensionare a ideologia ciò che sta nell’ambito dell’ideologia, appunto e non della scienza. (4) 
L’emblematico video in basso, girato in occasione del gaypride in Brasile -oramai introvabile e più volte e rimosso da youtube mostra un bambino dell’età di circa 7/8 anni “twerkare” con movenze omosessuali. Tale atteggiamento mostra chiaramente che si può benissimo educare un ragazzino ad avere inclinazioni omosessuali. La comunità gay insorse affermando che il video fu in realtà girato al Carnevale di Rio de Janeiro. Giudicate voi…
Anche Sally Kohn, una commentatrice lesbica della CNN che da anni convive con la compagna Sarah Hansen e una bambina, Willa di sei anni, ha espresso il desiderio che sua figlia possa diventare omosessuale!
Per molti questa teoria potrebbe sembrare inaccettabile, perchè la condizione omosessuale è stata ormai per lo più accettata come biologica, eppure l’incremento del numero degli omosessuali, insieme all’aborto, all’incoraggiamento ad avere meno figli e alla diffusione su vasta scala di contraccettivi fa parte di un progetto di lunga data e perfezionato dall’ebreoFrederick S. Jaffe vice-presidente dell’International Planned Parenthood Fedration (I.P.P.F.) del 1969 il quale arrivò sulla scrivania del presidente degli Stati Uniti.
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Oggi ciò alla quale mirano coloro che tirano i fili del potere è un progetto molto ambizioso, ma ormai di facile realizzazione:ottenere in 20 anni un omosessuale su 2. Non vi è alcun dubbio: mentre le masse sono state convinte che la condizione omosessuale non sia modificabile, i potentati sono invece convinti del contrario.
Il vescovo di Cordoba, Demetrio Fernandez ha affermato nel suo sermone che il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia del Vaticano, gli aveva detto “pochi giorni fa a Saragozza che l’Unesco ha previsto per i prossimi 20 anni di ottenere che la metà della popolazione mondiale sia omosessuale”. E, secondo il curioso ragionamento di Fernandez, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura utilizza “vari programmi” per “introdurre l’ideologia di genere, che è già presente nelle nostre scuole”. (5) L’obiettivo di ogni lobby gay, presuppone l’eliminazione delle nazioni identificando i gay con il One World Order. L’LGBT è fortemente coinvolta nel minare il concetto di famiglia, di patria, e le radici di ogni credo (spirituale e religioso)….
L’attivismo gay è un burattino nelle mani delle lobby ebraiche e dei massoni. La formula è matematica; più potenti sono le lobby ebraiche e massoniche, più forte è la lobby gay, e la promozione della bisessualità, dell’ideologia femminista, dell’aborto, dell’immigrazione e così via. In altre parole, vi è un attacco di vastissima portata alla salute delle società e alla loro coesione.
4° COME SI CANCELLA O SI INSERISCE UNA MALATTIA MENTALE NEL MANUALE DIAGNOSTICO?
11940713_168943950104551_6385541204594520449_nNel caso della legalizzazione dei “matrimoni” per coppie dello stesso sesso, per esempio, l’inizio del movimento che porta ai risultati odierni è di difficile individuazione, ma un passaggio epocale è stato senz’altro il 1973, anno in cui l’APAha derubricato l’omosessualità dal suo manuale diagnostico, ma attenzione il dibattito non fu di tipo scientifico, ma esclusivamente basato sull’ideologia della società che sarebbe sorta all’indomani del ’68. Prima di allora, infatti, l’orientamento omosessuale era classificato come malattia mentale alla stessa stregua della pedofilia, zoofilia ecc.  Gli attivisti gay -abbondantemente finanziati da potenti lobbies -tra cui la Fondazione Rockefeller– manifestavano alle riunioni della “Commissione Nomenclatura” dell’APA, chiedendo e infine ottenendo di partecipare agli incontri. Non si sa a quale titolo. Da quel momento il dibattito scientifico fu sospeso e sostituito da discussioni di carattere politico e ideologico che sfociarono – nel 1973 – nella decisione di mettere ai voti la questione. Sulla scia di questa decisione, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e il DSM (Diagnostic and Statistic Manual,che sarebbe il manuale-bibbia della psichiatria che classifica le nuove malattie mentali che vengono studiate) a loro volta, hanno cancellato l’orientamento omosessuale dal manuale diagnostico, nel 1991. E’ stato questo il percorso che ha portato fino ai giorni nostri con l’accettazionedell’omosessualità come condizione “normale e perfettamente “naturale, con tutte le conseguenze che ne derivano. al sostegno di sionOra vi chiederete quanto è affidabile la metodologia con cui i vari DSM sono stati redatti?s Quanto affidabilità può avere l’opinione di psichiatri e psicologi? (6) Oggi purtroppo questa pseudo scienza “democratica” ha il potere di cancellare malattie e disturbi mentali e inventarne di nuovi. Ad esempio sapevate che oggi è considerata malattia il “disturbo disforico”? Il disturbo disforico, non è nient’altro che la comunissimasindrome pre-mestruale, ossia, quel nervosismo che alcune donne provano giorni prima dell’arrivo del ciclo mestruale. Una commissione di esperti stabilì che il disturbo disforico pre-mestruale era un vero e proprio disturbo mentale e lo inserì nel manuale diagnostico statistico delle malattie mentali allargando la strada al mercato del farmaco, esteso anche ai soggetti sani e creando milioni di nuovi pazienti in pochi anni. Secondo l’opinione degli esperti, questa nuova invalidante “malattia” andrebbe curata con Sarafem, Prozac e altre droghe cosiddette antidepressive che dovrebbero essere invece rimosse dal mercato a beneficio di tutti. Ma il marketing va ben oltre. Avete mai pensato, ad esempio di essere affetti da “disturbo da ansia sociale”, ci sono farmaci specifici per combattere questo male che afflige un americano su 8. (12) Molti di voi potrebbero esserne affetti, ma forse non sapete che questa “malattia” altro non è che la comunissima timidezza! Negli USA, unico paese al mondo dove sono legali gli spot in televisione che pubblicizzano farmaci accessibili solo con prescrizione medica, il Paxil, il farmaco che combatte il “disturbo da ansia sociale” è diventato l’antidepressivo più venduto al mondo, causando suicidi, omicidi, malformazioni neonatali e altri danni gravissimi tra i consumatori. Propaganda del Paxil in USA (7) Ma oggi tra le malattie mentali vi è anche il DHD (disturbo da deficit attentivo e iperattività) che rende il bambino particolarmente iperattivo e poco attento a scuola, un sintomo che occorre curare con psico-farmaci devastanti. Il “ disturbo” in realtà altro non è che la comunissima vivacità infantile e pre-adolescenziale, eppure il 25% dei bambini in America prende farmaci pericolosissimi per combattere la DHD. Ebbene oggi questi disturbi sopracitati e molti altri, fanno parte delle nuove malattie da combattere con psico-farmaci offerti dalle multinazionali del farmaco, mentre l’omosessualità che fino a non molto tempo fa era considerata una malattia oggi deve essere considerata costi quel che costi un’inclinazione virtuosa e assolutamente normale e… naturale! Quello che è passato, dai media di proprietà dei potentati dell’èlite, è il seguente messaggio: “l’omosessualità non è una malattia, ma una variante del comportamento umano”. Con tutta la catena (pseudo) logica che ne deriva:
  1. se non è malattia allora è normale”,
  2. quindi tra omosessuali ed eterosessuali non ci sono differenze”,
  3. ma se non ci sono differenze ne consegue che tutte le tipologie di coppie possono accedere al matrimonio”,
  4. e se tutti possono accedere al matrimonio, formando una famiglia, allora significa che i bambini non hanno più bisogno di un padre e una madre”. Questo, in evidente accordo con uno degli assunti più eclatanti dell’ideologia gender: tra uomini e donne le differenze sono solo culturali (dal che deriverebbe che per un bambino essere allevato da un padre e una madre o da due uomini o due donne sarebbe la stessa cosa, quello che conta è solo un generico “amore”)
5° LA PAROLA AGLI PSICHIATRI
urlA questo punto se parliamo di psichiatria dobbiamo doverosamente chiarire alcune cose. La psichiatria è qualcosa di semplicemente incredibile. È l’unica scienza democratica esistente al mondo. Infatti quando gli psichiatri vogliono stabilire una verità scientifica sulla mente, si riuniscono, votano e la stabiliscono a maggioranza (sic!). Lo sapete che i pareridi uno psichiatra hanno un peso tale nell’amministrazione della giustizia, che possono fare la differenza tra una condanna di 30 anni e un’assoluzione? Lo sapete che una persona può essere presa, rinchiusa, drogata, legata a un letto, alla completa mercé di alcune persone, senza che abbia commesso alcun reato, senza che alcun magistrato abbia mai ordinato un provvedimento o un’indagine su di lei? Non sto parlando della Russia stalinista, né del lager americano di Guantanamo; si tratta dell’Italia dei nostri giorni. State attenti! se qualcuno vi ha fatto girar le scatole più del dovuto e voi date in escandescenze, potreste trovarvi in men che non si dica trasportato e rinchiuso di forza in un cosiddetto “repartino psichiatrico” (come suona carino il diminutivo…) dove tutti i diritti umani e costituzionali sono sospesi; è sufficiente che uno psichiatra attesti che non siete proprio a posto con la testa! Vi potranno imbottire di droghe, vi potranno legare al letto per giorni e giorni, vi potranno anche picchiare impunemente; tanto avrete sempre torto: siete pazzi! La cosa sarebbe molto umoristica se non ci fossero due fatti che gettano una luce sinistra su questa attività. Primo: la psichiatria, in tutta la sua storia, non ha mai, mai, mai guarito nessuno. Secondo: l’elettroshock, i letti di contenzione, le torture, le camicie di forza, le mutilazioni chirurgiche al cervello, i manicomi e, più recentemente, gli psicofarmaci, vere e proprie droghe che distruggono la mente, non sono gli strumenti per guarire, ma una pratica abbietta che deve scomparire per sempre e al più presto dalla faccia del pianeta. Sul logo dell’Associazione Psichiatrica Americana figura l’effige di Benjamin Rush,considerato a ragione il padre della moderna psichiatria. Cosa scoprì questa mente così tanto celebrata dagli psichiatri di oggi? Ebbene, secondo le sue deliranti scoperte tutti i neri sono malati di negritudine, una malattia affine alla lebbra che li rende degli esseri inferiori. Un suo collega, Samuel Cartwright invece “scoprì” che i neri che tentano di scappare dalla schiavitù hanno un disturbo mentale detto drapetomania. Trovò anche la cura per questa sindrome: frequenti frustate. Che dire delle nuove “sindromi”, le patologie che gli psichiatri sfornano continuamente di anno in anno. Bisogna anche sapere che dei 170 esperti che contribuiscono alla stesura del manuale DSM (la “bibbia” della psichiatria, dove sono elencate tutte le sindromi), più del 50% ha avuto legami finanziari con case farmaceutiche che vendono medicinali per la cura di questi disturbi. Percentuale che diventa il 100% per i cosiddetti esperti che formano i gruppi di ricerca su disturbi del comportamento e psicosi“La procedura seguita per definire tali disordini mentali è ben lontana dall’essere scientifica; sareste sgomenti nel vedere quanto può essere politica questa procedura”. Il dott. Darrel Regier, in un’intervista, dichiara che la psichiatria non sa niente delle origini e delle cause di alcuna malattia mentale. Sono perfettamente con lui d’accordo; il guaio è che questo medico è una delle più autorevoli personalità mondiali della psichiatria, in qualità di Direttore delle ricerche dall’Associazione Psichiatrica Americana e Presidente della commissione addetta alla stesura del manuale DSM. Vi basta? (8) Così oggi gli psichiatri hanno scoperto che la pratica omosessuale è assolutamente normale e del tutto naturale, contrariamente a come la considerava prima dell’intromissione dei poteri forti. Sarebbe quindi intellettualmente ineccepibile dare ascolto agli psichiatri asserviti al sistema e trovare grottesco l’insegnamento dei filosofi greci che ben si inserivano nella dottrina sociale della Chiesa e nella parola delle Sacre Scritture? Ho i miei dubbi!
6° COSA CI IMPEDISCE ADESSO DI LEGALIZZARE ANCHE LA PEDOFILIA E LE ALTRE PRATICHE SESSUALI?
nichi-vendola-shockDifatti dopo la piena accettazione delle coppie omosessuali molti cominciano a chiedersi: perchè non legalizzare anche la pedofilia? E perchè non l’incesto, la poligamia e la zoofilia? A molti potrà sembrare uno scherzo, tuttavia ricorderete il caso del deputato Carlo Sibilia del M5S,  nello spazio dedicato alle proposte di legge sul blog ufficiale di Beppe Grillo, propose di “discutere una legge che dia la possibilità agli omosessuali di contrarre matrimonio (o unioni civili), a sposarsi in più di due persone e la possibilità di contrarre matrimonio (o unioni civili) anche tra specie diverse purché consenzienti“.(!!!)  (9)
gay allattaSulla legalizzazione della pedofilia esistono già organizzazioni poi molto potenti che intendono scacciare questo tabù da quell’occidente che una volta fu Cristiano. Non è un caso che militanti di associazioni LGBT incensino e venerarino il pedofilo e coprofago Mario Mieli (Mieli usava, infatti, esibirsi nei centri sociali dove terminava i suoi spettacoli mangiando le sue stesse feci) che ha proposto la pedofilia come mezzo di redenzione per l’omosessuale,. di cui abbiamo parlato nei capitoli precedenti. (clicca qui) Nichi Vendola, oggi acquirente internazionale di neonati in un’intervista a Repubblica del 1985 espresse grande rammarico per il fatto che questa società “bigotta” impedisca ai bambini il piacere di avere rapporti sessuali con adulti!
Molte associazioni omosessuali si sono alleate con i pedofili? Pensiamo al COC (omosessuali olandesi) che hanno chiesto ed ottenuto la legalizzazione del rapporto adulti-minorenni (PEDOFILIA DI STATO). La potentissima lobby omosessuale ILGA (Internatinal lesbian and gay association) la più importante lobby-gay mondiale che unisce più di 400 organizzazioni di 90 paesi in tutto il mondo fra le quali l’Arcigay – la principale organizzazione gay italiana, fondata a Bologna nel 1985 – ha collaborato per 10 anni con i pedofili americani NAMBLA (North American man – Boy Love Association) che hanno come SCOPO la diffusione della PEDOFILIA. Addirittura i rappresentanti del NAMBLA hanno collaborato alla costituzione dell’ILGA. (10) Forse non è ancora arrivato il momento per discutere sul tema della pedofilia nei talk-show e sui grandi canali di intrattenimento, ma i progetto esiste già ed è in fase di attuazione, ma secondo la finestra di Overton -uno dei più grandi progetti di ingegneria sociale- l’idea da diffondere e infine legalizzare e imporre è composta da 5 fasi che partono da IMPENSABILE fino ad arrivare ad essere LEGALIZZATA
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E’ il progetto della cosiddetta “rana bollita” che messa in pentola con acqua bollente schizzerà via salvandosi, a meno chè la rana non si ponga in una pentola con acqua tiepida e si alzi gradualmente la temperatura. Anche i bambini dovranno avere i loro “diritti” o meglio i grandi devono avere il diritto di violentarli. Non vi meravigliate se un giorno anche voi potreste cambiare idea: la propaganda sa come lavorare, e come piazzare gli “esperti” della materia al momento giusto in modo da manipolare la vostra mente senza che voi nemmeno ve ne accorgiate. Eccoli già i titoloni su Huffington Post e Vanity Fair minimizzare il grave disturbo mentale dei pedofili: “Sono un pedofilo, ma non sono un mostro. Non tutti facciamo del male” Inizia così la lettera che Todd Nickerson, un graphic designer americano, ha pubblicato sul sito Salon.com:
“Sono attratto dai bambini, ma non li ho mai sfiorati. Prima di giudicarmi duramente, riuscireste a sentire cosa ho da dire?”
E ancora continua Nickerson: “Confessare un’attrazione sessuale verso i bambini è come confessare di appartenere ad una delle categorie più infime della Terra, quella che ti preclude ogni possibilità di vivere una vita normale. Eppure non sono il mostro che pensate che io sia”. Nickerson va avanti e ci spiega l’etimologia del temine pedofilo:
Ma la definizione di pedofilo, chiederete, non è quella di “chi molesta i bambini”? Non è proprio così. Nonostante “pedofilo” e “molestatore di bambini” siano spesso utilizzati come sinonimi dai media, di base un pedofilo è qualcuno che è sessualmente attratto da un bambino. Tutto qui.  Dal momento che il potere del tabù ci fa rimanere nell’ombra, è impossibile sapere quanti pedofili non offensivi ci siano lì fuori, di sicuro sono molti e soffrono in silenzio. Ecco perché ho deciso di parlare”. (11)
Avete compreso la sofferenza di questo povero uomo? Non è un uomo pericoloso, non vuole far del male a nessuno. Cosa ci può fare se si sente attratto dai bambini, non è mica colpa sua… è una condizione della natura! Chi siete voi per giudicare?Chi potrà ribellarsi a questo nuovo dogma sociale senza essere considerato un pericoloso “pedofobo” da sbattere ai margini della società perchè reo di opporsi ai sacrosanti diritti dei bambini e dei poveri adulti che non hanno nessuna colpa perchè sono nati così e i pedofobi li giudicano?! E del resto se la Parola di Dio e con essa la Legge Naturale che si oppongono alle relazioni omosessuali viene messa al bando perchè disapprovare la poligamia, la pedofilia, la zoofilia ecc. su quale principio ci si potrà allora basare per stabilire ciò che è bene da ciò che è male? La coscienza, forse eretta al grado di divinità da alcuni decenni a questa parte? No, essa è in mano dei vostri manipolatori, solo la fede nella Verità potrà rendervi consapevoli.
Fa ciò che vuoi, questa sarà la legge” -The Satanic Bible-
– Floriana Castro Agnello- Antimassoneria.altervista.org Copyright © 2016
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ProVita e gender. Una lettera di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani





Caro direttore,
Abbiamo letto la lettera di Alessandro Fiore, portavoce di ProVita. Ci dispiace molto che l’associazione ProVita Onlus, e il suo portavoce, non abbiano per nulla compreso il fatale errore di prospettiva su cui è costruita la memoria presentata in Parlamento e anzi si spendano in questa replica per confermarlo, se possibile, più saldamente ancora.
La loro premura è anzitutto quella di sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda del loro contraddittore e di parlare il suo stesso linguaggio.
Il problema principe sta nel fatto che il concetto di “genere” (elaborato e imposto dalla relativa agenda secondo il meccanismo che abbiamo ampiamente illustrato) viene presupposto come base plausibile di discussione, dotata di una sua consistenza logica, anche se capace di presentare delle “criticità”. Come parlare di una macchina che può ben funzionare, ma ha qualche problema di carburazione ed è senza aria condizionata.
z-labirintoTale vizio di fondo finisce per trascinare l’Autore, e farlo restare impigliato, nei labirinti semantici di questo gigantesco imbroglio ordito scaltramente su scala planetaria per assoggettare una società disarmata dal vuoto culturale, etico e religioso in cui nuota senza respiratore.
Egli dimostra di essere ormai talmente avviluppato nella rete da perdere di vista la genesi di tutto il marchingegno: cioè che le femministe lesbiche hanno inventato il “genere” come categoria staccata dal sesso proprio in odio all’uomo, alla maternità, e alla famiglia (perché, una volta staccato dalla natura il ruolo della maternità e della paternità, una lesbica può diventare madre senza accoppiarsi con l’uomo e il pederasta padre e madre senza accoppiarsi con la donna).
E dimenticando questo dato di fatto, arriva al colmo di confondere gli atti umani individuali con i ruoli sociali in un unico calderone indistinto. E qui vale la pena di aprire una breve parentesi.
comportamenti umani in sè e per sè possono essere o comuni a tutti gli uomini, maschi o femmine che siano, perchélegati alla natura umana (tutti respiriamo attraverso i polmoni e non con le branchie, camminiamo su due piedi e non su quattro zampe, alterniamo il sonno alla veglia), oppure non connaturati e frutto di scelte individuali tendenzialmente indipendenti dalla differenziazione sessuale (comprare pomodori, aprire una gioielleria, scrivere un libro). Altra cosa sono quei comportamenti che riflettono una funzione sociale, vale a dire i cosiddetti “ruoli sociali”: tra questi, certi sono in séindipendenti dalla natura sessuata anche se possono esserne indirettamente condizionati (fare l’insegnante, il medico, il poliziotto); altri sono imposti dalla natura attraverso le strutture biologiche: e sono la maternità la paternità, le funzioni legate alla famiglia.
E poiché le parole cambiano la realtà delle cose, lo stratagemma degli “stereotipi di genere” è stato escogitato per scardinare questi ultimi, in modo che anche il legame tra natura sessuata e maternità, paternità e famiglia diventi stereotipo al pari di tutte le manifestazioni esteriori in cui la società individua la differenza tra maschi e femmine.
Come grimaldello per assicurare che tutti i ruoli siano accessibili a tutti, viene poi introdotto il comandamento della non-discriminazione, e si può continuare a dire impunemente che le donne sono discriminate e oppresse senza che qualcuno sporga denuncia per abuso della credulità popolare (Boldrini docet).
Ora, che la trappola verbale e propagandistica abbia funzionato alla perfezione dalle parti di ProVita appare in modo inquietante quando viene ammessa la realtà di “stereotipi negativi” rimettendo il giudizio su di essi nientemeno che “alla comunità scientifica”. Cioè, la decisione tra il bene e il male viene rimessa alla sperimentazione. Proprio secondo l’orizzonte “culturale” del mondo straniato che si dovrebbe contrastare.
E si scopre persino improvvisamente come, per coloro che adottano la prospettiva di genere, spesso il matrimonio tra uomo e donna (notare che è già diventato “tra uomo e donna”!) viene considerato “stereotipo negativo”. Un’altra “criticità” su cui discutere, magari con i cultori della materia?
Ma soprattutto, l’aver perso di vista quale sia il fondamento di tutto il marchingegno impedisce di annoverare tra le “criticità” anche il collegamento tra omosessualismo e promozione della pedofilia, la cui tolleranza – guardacaso – comincia a fare capolino anche nei programmi scolastici, in attesa di legalizzazione prossima ventura.
Insomma, se non si comprendono i fondamentali, tutto il lavoro che ne segue rischia di diventare, più che inutile, dannoso e controproducente.
E la circostanza che altri siti, come Corrispondenza Romana, abbiano applaudito alla iniziativa in oggetto, purtroppo lo conferma: evidentemente, anziché cimentarsi nella lettura critica del testo, essi lo hanno avallato sulla fiducia, e hanno finito per fare da volano a una impostazione (a dir poco) assai pericolosa.
Elisabetta Frezza – Patrizia Fermani 6/10/2016
http://www.riscossacristiana.it/provita-e-gender-una-lettera-di-elisabetta-frezza-e-patrizia-fermani/

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