ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 8 ottobre 2016

Da figli di buona donna a figli di..

A chi fa paura ascoltare Lutero 
Rubrica Gazzetta Santa Marta, mensile Jesus 
Quando Benedetto XVI decise di dedicare a Martin Lutero, nel 2008, il consueto incontro estivo a Castel Gandolfo con i suoi ex allievi di teologia, il Ratzinger Schuelerkreis, lo fece spinto dalla convinzione che il padre della riforma protestante fosse meno anti-cattolico di quanto la mainstream della storiografia lo abbia sempre dipinto. La notizia, però, filtrò sulla stampa, rimbalzò in giro per il mondo, fino a che il Financial Times dedicò un corsivo di fuoco al Vaticano, accusato di voler battezzare Lutero dopo aver condannato Galileo, e Joseph Ratzinger preferì, almeno ufficialmente, cambiare il tema del suo seminario. Nessuno, ad ogni modo, si sognò di dire che il Papa era un po’ protestante, come accade ora che Jorge Mario Bergoglio celebrerà il cinquecentesimo anniversario della riforma luterana con un viaggio in Svezia (31 ottobre-1 novembre).

Chi scambia le aperture del Papa argentino per uno slittamento verso la fede protestante ha, oltre ad un’ignoranza storica non comune, una gran paura. Identifica a tal punto la fede cattolica con l’ideologia Pro Life o il Family Day da temere che la misericordia sia un cedimento al relativismo, all’individualismo, ad una fede senza Chiesa. E perde di vista che, invece, Francesco alla Chiesa sta dando nuova centralità. Non, come ha spiegato a Civiltà cattolica padre Adolfo Nicolas, il superiore dei gesuiti che a ottobre va in pensione, «una Chiesa che giudica gli altri», e che così «dimostra poca sapienza e usurpa la posizione di Dio, l’unico che vede i cuori». Ma, cattolicamente, il luogo in cui quel Dio si riesce a incontrare.
(Iacopo Scaramuzzi)