ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 11 ottobre 2016

Chi sono gli immorali?




Arcivescovo maronita di Aleppo al Senato italiano, “le tregue terrorizzano la popolazione” 



L’accorato appello dell’arcivescovo cattolico greco-melkita di Aleppo, mons. Jean-Clément Jeanbart
http://oraprosiria.blogspot.nl/2016/10/laccorato-appello-dellarcivescovo.html?m=1
Siria: arcivescovo maronita di Aleppo al Senato italiano, “le tregue terrorizzano la popolazione”
Roma, 4 ottobre 2016
Il vescovo (n.d.r.: cattolico latino) di Aleppo: “L’intervento russo in Siria è una salvezza per noi cattolici”
http://m.ilgiornale.it/news/2016/02/19/il-vescovo-di-aleppo-lintervento-russo-in-siria-e-una-salvezza-per-noi/1226950/
Il vescovo di Aleppo, monsignor Antoine Audo, accusa l’Occidente: “Questa guerra è organizzata per interessi economici e strategici ad alti livelli da Usa e Israele
http://m.ilgiornale.it/news/2016/05/04/dietro-i-jihadisti-in-siria-ci-sono-i-turchi-e-i-sauditi/1254203/
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La strana “moralità” che ci viene imposta 

Le battute di cattivo gusto di Trump sembrano essere un problema di enorme gravità, che fa passare in secondo piano il rischio che sul trono di Washington salga una donna luciferina e guerrafondaia. È la nuova moralità che ci viene imposta a livello mondiale, per farci scordare la vera tragedia in cui viviamo.

di Paolo Deotto
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ztrump-clintonNon so se le battute di cattivo gusto sul gentil sesso fatte da Trump nascano dalla sua “esuberanza” da cow-boy o se siano state studiate a tavolino dai soliti cervelloni che guidano il grande circo della campagna elettorale americana. Non lo so, né tutto sommato mi interessa, anche perché è chiaro che noi italiani, che da anni non scegliamo nemmeno più chi ci governa, tanto meno abbiamo qualche possibilità di influenzare l’esito della corsa alla Casa Bianca.
Però mi pare interessante notare come la cosiddetta informazione – stampa, televisione, siti internet – fatte le solite e purtroppo poche eccezioni, si sia scagliata con fiera indignazione contro il candidato repubblicano, che in fondo ha sparato battute di cattivo gusto che da sempre gli uomini fanno tra di loro sulle donne. Certo, non è un linguaggio da statista, ma non scordiamoci che siamo negli Stati Uniti, la nazione che ha costruito la sua epopea eroica sui vaccari, ma se li chiamiamo “cow-boy” diventano affascinanti …
L’informazione si è indignata e subito ci ha fornito indici sicuri (?) del calo di popolarità di Trump. Insomma, Trump è un maleducato e questa è una cosa davvero brutta, non vi pare? Anzi, diciamo meglio: Trump è un maleducato e quindi dovete, ripeto “dovete”, indignarvi.
Non sappiamo se la signora Clinton, magari con le amiche con cui ha più confidenza, si abbandoni a battutacce sugli uomini: però di sicuro non le dice in pubblico. Ergo, la signora Clinton è educata. Quindi, essendo ben educata dovete, ripeto “dovete”, amarla.
È la stessa signora Clinton abortista, paladina dei “diritti” LGBTXYZ, artefice di una politica criminosa che ha sparso per il mondo guerre e finte “rivolte popolari”. È la stessa signora che ha una Fondazione nelle cui casse sono arrivati milioni e milioni di dollari di provenienza tutt’altro che chiara, o fin troppo chiara, i cui rapporti con le principali centrali di potere mondialista sono tutt’altro che chiari,o fin troppo chiari.
Questa signora Clinton è uno dei personaggi più pericolosi mai apparsi sulla scena politica mondiale, degna collega di quell’Obama che, una volta ricevuto il Nobel per la Pace, ha sparso guerre per il mondo, però ha fatto allestire alla Casa bianca i gabinetti per quelli che devono decidere se sono uomini o donne.
Tutto questo non ha la minima importanza, ci dice l’informazione, che, come sappiamo, è assolutamente libera: dovete indignarvi perché Trump manca di tatto, buon gusto e buona educazione.
Questo accade oltre oceano, però somiglia maledettamente a quanto accade in casa nostra, dove è imperativo assoluto l’indignazione contro gli evasori fiscali, i mafiosi e categorie affini, ma quando muore un Pannella abbiamo addirittura la neochiesa che gli fa il necrologio lodandone l’indefessa opera in difesa dei “diritti”. Del resto, non possiamo scordare, in questa nuova “scala di valori”, la dichiarazione di (OMISSIS) su Napolitano e la Bonino, indicati come grandi italiani.
È imperativo assoluto indignarsi contro gli italiani che hanno le scatole piene di un’invasione incessante di finti profughi, prepotenti e prevaricatori. La stessa neochiesa, in perfetta armonia col potere mondano, predica l’accoglienza, che del resto è necessaria anche, condita in più dalla “delicatezza”, nei confronti di invertiti, lesbiche, transessuali e porcherie affini.
Andate a vedere le nuove meraviglie della diocesi di Albenga (cliccate qui), dove finalmente è arrivato il vento della misericordia e i locali di una parrocchia vengono tranquillamente messi a disposizione per la “festa di nozze” di due poveri infelici a cui nessuno più spiega che si stanno scavando la fossa per l’inferno.
La nuova moralità ci viene imposta giorno per giorno da un’informazione che con prepotenza ci dice cosa dobbiamo amare e cosa disprezzare. E il tutto si svolge in perfetta collaborazione con una neochiesa che ci promette la felicità perfetta ora, qui e subito. Del doman non v’è certezza…
Per questo è interessante esaminare il can-can mediatico messo in piedi per le battute da osteria di Donald Trump. Questo can-can fa parte della nuova educazione, della nuova moralità a comando che ci viene somministrata. Certo, non possiamo influire in alcun modo sul voto americano … però intanto l’occasione è buona, a livello mondiale, per infilarci un’altra dose di veleno nel cervello.

– di Paolo Deotto


Redazione10/10/2016

Trump: Soltanto Damasco, la Russia e l’Iran combattono contro il Daesh in Siria

Trump contro la Clinton
Il candidato repubblicano alla presidenza, Donald Trump, ha ufficialmente riconosciuto che soltanto Damasco (Al-Assad), la Russia e l’Iran combattono contro i terroristi del Daesh (lo Stato Islamico) in Siria.
“Il presidente siriano Bashar al-) Asad sta sterminando l’ISIS (Daesh in arabo), la Russia sta sterminando l’ISIS, l’Iran sta sterminando l’ISIS”, ha commentato il magnate repubblicano ed ha argomentato che, arrivando ad essere lui  Presidente degli Stati Uniti, gli unici gruppi che ammetterebbe come alleati per combattere gli estremisti del Daesh sarebbero questi tre paesi: la Siria, la Russia e l’Iran.
Queste dichiarazioni hanno provocato grandi polemiche, soprattutto perchè fino ad ora la Amministrazione statunitense ha sempre sottolineato che Al-Assad deve lasciare il potere e, inoltre, ha sempre negato il suo ruolo nella lotta antiterrorista in Siria.
Nel dibattito Trump ha approfittato per condannare l’appoggio offerto dalla sua rivale democratica (la Clinton) e quello attuale del Governo statunitense ai gruppi armati che cercano di rovesciare il Governo del paese arabo, considerati da Washington e dai suoi alleati come “ribelli moderati” siriani.
In questo senso ha insistito che la strategia di offrire appoggio di armamenti ed addestramento ai gruppi oppositori islamisti non ha prodotto altro che procurare problemi agli USA in precedenti occasioni ed in altri luoghi del mondo.
“Neppure sa chi siano i ribelli”, ha enfatizzato Trump nei confronti della Clinton, e “quali siano i gruppi che godono dell’appoggio degli USA e i loro alleati (Arabia Saudita e Qaar) che hanno dimostrato di avere tendenze simili a quelle dei gruppi terroristi presenti sul terreno, incluso risulta che hanno giurato leatà ad alcuni di quelli”.
La Russia, un importante attore nella lotta contro il Daesh in Siria, ha denunciato sistematicamente che gli USA non sono capaci di separare tali gruppi da quelli dei terroristi sul terreno. Inoltre, il presidente siriano assicura che quello dei “ribelli moderati” è soltanto un mito diffuso dalle fonti occidentali.
Le parole di Trump, nonostante questo, cozzano con le dichiarazioni della scorsa settimana del suo candidato alla vicepresidenza,  Mike Pence. Questi ha assicurato che gli USA devono “utilizzare la forza militare ” contro il Governo di Bashar al-Assad. Trump ha invece assicurato che lui non sottoscrive e non appoggia le dichiarazioni di Pence rispetto a questo argomento.
Nota: Gli USA hanno iniziato una campagna di bombardamenti in Siria nel 2014 – senza autorizzazione del Governo siriano e senza alcun mandato dell’ONU, presumibilmente con l’obiettivo dichiarato di combattere la banda terrorista del Daesh, tuttavia in molti casi hanno provocato vittime fra la popolazione civile ed hanno distrutto molte infrastrutture del paese arabo, come i ponti sull’Eufrate e centrali idroelettriche. Inoltre risulta che, prima dell’intevento in Siria delle forze russe, il Daesh inviava centinaia di camions cisterna attraverso la frontiera con la Turchia per vendere il petrolio sottratto nei pozzi in Siria ed in Iraq ed  autofinanziarsi, senza che mai la coalizione diretta dagli USA abbia mai disturbato tale traffico. Soltanto con l’intervento dell’aviazione russa sono stati bombardati i camions cisterna e si è arrestato il traffico del greggio rivenduto dall’ISIS in Turchia.
Tanto meno gli USA si sono mai sforzati di bloccare il traffico di miliziani e di armamenti che transitava attraverso la frontiera della Turchia, diretto in Siria a rifornire i terroristi. Tutto questo ha fatto sorgere molti dubbi sui reali obiettivi delle forze USA in Siria.
Le dichiarazioni di Trump acquistano una enorme importanza perchè sconfessano la linea di intervento fin qui seguita dall’Amministrazione Obama e dettano una interpretazione diversa della campagna bellica in Siria, smascherando le alleanze ambigue degli USA e delle potenze occidentali con i paesi che sono i reali mandanti dei gruppi terroristi, come l’Arabia Saudìta ed il Qatar.
Nello stesso momento vengono alla luce le nuove mail della Clinton, pubblicate ultimamente da Wikileaks dove la stessa Clinton, già segretario di Stato durante la prima fase dell’Amministrazione Obama, nella sua corrispondenza riconosceva di essere al corrente del sostegno e del finanziamento che l’Arabia Saudita ed il Qatar fornivano all’ISIS.
Soltanto i leaders e rappresentanti europei, gli Hollande, i Cameron ed i Gentiloni , fingevano  “di non sapere”,  ogni qualvolta si riunivano con i monarchi sauditi e si scambiavano abbracci e strette di mano.
Fonte:  Al Manar     Hispan Tv
Traduzione e nota: Luciano Lago
http://www.controinformazione.info/trump-soltanto-damasco-la-russia-e-liran-combattono-contro-il-daesh-in-siria/

Meglio i sessisti che Killary Crooked Clinton    


di Alessandro Rico

La prossima volta che vorrete lamentarvi del basso livello della campagna elettorale italiana, pensate al livello infimo di quella americana. Archiviati i problemi concreti, i media statunitensi si concentrano in modo maniacale sul gossip, specialmente se possono cavalcare l’onda del femminismo, del gender, o dell’immigrazionismo. L’estremo approdo del puritanesimo USA non poteva che essere il politicamente corretto, in tutto il suo bigottismo e la sua ipocrisia.
Per aver detto, nel privato di un bagno per uomini, quello che tutti sanno, cioè che un vip può permettersi di trattare le donne come dei giocattoli (evidentemente ci sono donne che per fama e soldi rinunciano alla dignità), Donald Trump si è buscato la morale dai giornalisti-sacerdoti di questo cretinismo contemporaneo, dalla personificazione dell’immoralità (la sua rivale Hillary Clinton), ma soprattutto rischia il colpo di mano del Partito Repubblicano, che trama per sostituirlo in corsa con il candidato alla vicepresidenza Mike Pence.
Naturalmente, dietro la bufera che ha investito Trump si celano ben altri interessi, che il ridicolo pretesto delle sortite “sessiste”. Il tycoon è un personaggio che dà fastidio innanzitutto al suo partito, come ha dimostrato la lacerante competizione delle primarie, perché ha scoperchiato la sconfortante incapacità, da parte dei repubblicani, di esprimere un leader carismatico. Dopo l’estinzione della genia Bush (che già impallidiva al confronto con il predecessore Ronald Reagan), i repubblicani non hanno trovato un politico che potesse competere mediaticamente con Obama. Marco Rubio viene percepito dagli elettori come un grigio membro dell’establishment; Ted Cruz ha una base valoriale solida, ben più conservatrice di quella da cui partiva Trump (che solo di recente si è deciso a sostenere i pro life), ma per parafrasare Nigel Farage, ha il carisma di uno straccio e non è spendibile in una competizione nazionale. Trump, invece, ha impersonato tutto ciò che la classe media dei bianchi di destra voleva vedere: un self-made man, un miliardario che ha investito nell’economia reale, che ha successo con le donne, ha modi da burbero, il cappellino da baseball e che rigetta con sfrontatezza le ideologie alla moda e la censura linguistica applicata dalla “generazione di fichette”, come l’ha definita Clint Eastwood.
Ma Trump dà fastidio anche al grande capitale finanziario e a quelle élites, di cui George Soros, finanziatore della Clinton, è un emblema, che come ha scritto Maurizio Blondet sul suo blog, vogliono eliminare tutte le differenze per ottenere una massa informe, istupidita e docile. Abolire i confini per sopprimere le differenze tra i popoli; abolire le naturali distinzioni sessuali; abolire la famiglia; tutto questo per lasciare soltanto individui atomizzati, da imbonire con il consumo compulsivo di prodotti di massa.
Che ci sia una congiura internazionale contro Trump appare evidente anche accendendo, banalmente, la televisione italiana, in particolar modo il TG1, megafono del governo Renzi, che nel tentativo di smarcarsi dalla Merkel sta svergognatamente corteggiando i Clinton.
Solo un paio di giorni fa, aerei sauditi, alleati degli americani, hanno bombardato un funerale nello Yemen, uccidendo 155 persone (a metà agosto era toccato a un ospedale, 11 morti e 20 feriti); i titoloni di apertura del telegiornale, però, erano dedicati al maschilismo di Trump. Addirittura, Repubblica si è ben guardata dallo svelare chi mai faccia parte della “coalizione” responsabile del raid, tanto che in tutto l’articolo pubblicato sul sito, si trova al massimo la definizione  di “coalizione sunnita a guida saudita”, una sottile allitterazione che occulta al lettore la verità sui rapporti tra Arabia e Stati Uniti – non scordiamoci che Obama aveva provato a porre il veto sulla legge che consentiva, ai parenti delle vittime dell’11 settembre, di intentare causa ai sauditi, per il coinvolgimento di settori dello Stato nell’organizzazione degli attacchi alle Torri Gemelle. Naturalmente, quando i raid sono condotti dalla Russia, i media si prodigano nel descrivere i particolari della tragedia umanitaria, rilanciando senza alcun filtro la propaganda dei ribelli anti-Assad (come nel caso della bufala del bimbo ferito alla testa, seduto su un sedile arancione, dopo il bombardamento di Aleppo).
Insomma, dopo Libia, Egitto, Tunisia e Siria, l’opinione pubblica internazionale non sembra aver imparato la lezione. Nessuno ha compreso quanto sarebbe pericoloso avere alla Casa Bianca la signora Killary, la destabilizzatrice del Medio Oriente, la miccia del terrorismo islamico, la spalla dei tagliagole, la bugiarda che organizza la politica estera dalla casella di posta elettronica personale (e che cerca di nascondere a Obama delle informazioni sensibili, allo scopo di manipolarlo), l’abortista, la femminista dell’ultima ora che si candida con il cognome del marito, il quale l’ha cornificata per decenni e si è servito di una stagista per fare ricreazione dentro lo Studio Ovale. Ci sono stati presidenti americani che hanno sganciato bombe atomiche, altri che hanno avviato disastrose campagne militare in Corea, Vietnam e Iraq, ma quello che terrorizza il mondo e che lo rende un impresentabile, a quanto pare, è il “sessismo” di Trump.
Resta da vedere come la pensino davvero gli americani, alla conta dei voti: se il maschio bianco della classe media, religioso, patriota, nemico dell’internazionalismo liberale e del laido libertinismo dei nuovi bacchettoni progressisti, conti davvero molto di meno dei fomentatori di guerre civili di Black Lives Matter, della lobby LGBT, di Planned Parenthood, di Wall Street e della cerchia di Soros. Preghiamo, perché tempi bui ci attendono al varco.
http://www.campariedemaistre.com/2016/10/meglio-i-sessisti-che-killary-crooked.html


TRUMP HA VINTO? “DI BRUTTO”.


(Dialogo via Whatsapp con un amico di Washington dopo  il faccia a faccia Trump-Hillary).
Io: Trump  ha vinto?
Lui: Di brutto. L’ha fatta nera. (Pausa) Non capisco perché al primo dibattito ha fatto il cretino.
Io: vado ad accendere un cero…


Per la gente è andata così
Per la gente è andata così

Lui: O era minacciato o gli hanno fatto fare le strategia sbagliata. Di fare il gentile e  rompere  l’immagine di duro. Lo avevano snaturato. GROSSO errore . Ora ristabilirà la sua egemonia politica  e morale.
Tutti i punti deboli di Hitlary dovranno essere colpiti senza remissione.
Io: che intendi?
Lui: Hitlary ha fatto l’attacco subdolo attraverso i suoi agenti sui media sul video del 2005 [quello dove Trump dice cosacce sulle donne, tipo che dai ricchi si lasciano fare di tutto…]
Io: Capirai, col Bill che si ritrova – era meglio se non toccava l’argomento.
Lui: “Ora Trump può attaccare sullo stesso terreno e  nessuno potrà accusarlo di bullismo.
Io:  Palate di sesso…Bill Clinton violentatore…è opportuno scendere così in basso?
Lui: Per i consigliori di Hitler e i media Trump è debole, è finito, ha perso, è in mbarazzo..
Io: stessa cosa  sui media italiani.


Per CNN, è andata così
Per CNN, è andata così

Lui: Quindi un under dog:  in un certo senso, un’ottima posizione per Trump per scatenarsi.
Io: anche qui i media riconoscono che “Trump ha fatto un po’ meno peggio dell’altra volta”, anche se  aggiungono:  ma la Clinton ha stravinto.
Lui: è incredibile come la stampa sta perdendo ogni credibilità.
Io: Dici?
Lui: Ormai è una guerra tra la popolazione e la stampa di regime. La popolazione resiste quasi in segreto.
Io: come, resiste?
Lui: “Non lo posso dire in pubblico. Non mi far parlare. Ma io vado a votare e la fotto, lui, il marito e tutta questa razza impunita”:  idea di quel che pensa l’americano medio non cultural-chic.
Io: E’ la stessa cosa che ha detto Michael Moore: la gente ha adottato Trump come una “molotov umana da lanciare in faccia all’Establishment. La gente  s’è innamorata dell’idea di far saltare il sistema.  ”.
(Anche Pat Buchanan e Angelo Codevilla, senatore ed uomo dei servizi, evocano un clima “rivoluzionario”  nel pubblico americano. Quando Donld ha detto a Hillary “Dovresti essere in prigione”, il pubblico ha festeggiato rumorosamente).
Ciò non significa che la Trump vincerà le elezioni.  Se il pubblico non voterà bene, soccorreranno i brogli elettorali. Come mostra la  mappa,
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Sedici stati, dove abita il 38 per cento della popolazione, non chiedono  alcun documento di identità a  chi si presenta al voto; in altri dove abita il 16% dei cittadini, si può esibire un documento senza foto. Così si vota nella Nazione che dà lezioni di  democrazia al mondo.