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sabato 8 ottobre 2016

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PERCHE' PROPRIO A MEDJUGORJE?

Medjugorje è un evento che divide i cattolici. È uno scandalo nel senso biblico del termine: un segno di contraddizione e mentre i fedeli continuano a recarvisi in massa la Chiesa tace, continua a tacere: un silenzio assordante 
di Francesco Lamendola  


Medjugorje è un evento che divide: non solo i credenti dai non credenti, i cristiani dai non cristiani, ma anche all’interno della Chiesa, anche all’interno dei cattolici. È uno scandalo, nel senso biblico del termine: un segno di contraddizione. Crea una frattura, un prima e un dopo, un di qua e un di là. Impossibile pronunciare questa parola in modo neutrale. Già il tono della voce, la luce dello sguardo, lasciano capire come la pensa chi nomina questa remota e modesta località che nessuno, ma proprio nessuno, fuori della ex Jugoslavia, ma – in verità – anche al suo interno, tranne che nella Bosnia-Erzegovina, aveva mai sentito nominare prima del 24 giugno 1981, quando tutto cominciò.
La Chiesa tace, continua a tacere: un silenzio assordante. L’esito della commissione d’inchiesta, a suo tempo annunciato, non è stato reso pubblico; i fedeli continuano a recarvisi in pellegrinaggio di propria iniziativa, senza l’incoraggiamento dei vescovi – almeno ufficialmente; gli stessi sacerdoti, se partecipano a tali pellegrinaggi, sostengono di farlo a titolo personale: non osano andare contro le indicazioni superiori, che vietano di riconoscere, per il momento, la soprannaturalità delle apparizioni. E se Giovanni Paolo II, a suo tempo, parve propendere per un riconoscimento, sia pure ufficioso e condizionato, l’attuale pontefice sembra pensarla in tutt’altro modo; l’unico accenno che ha fatto alla vicenda, fra l’altro indiretto, è parso suonare ironico (La Madonna non manda le letterine a ore fisse; Maria non è un impiegato che manda messaggi tutti i giorni).
D’altra parte, il fenomeno devozionale è imponente. Si parla di pellegrinaggi che coinvolgono i fedeli cattolici nell’ordine delle decine di milioni. Vi sono fedeli che si recano a Medjugorje ogni anno, da parecchi anni; ve ne sono che ci vanno più volte nel corso dell’anno. E se alcuni vescovi, in particolare quello di Mostar, si sono mostrati duramente critici nei confronti della veridicità delle apparizioni, altri, come quello (ora emerito) di Spalato, vi hanno sempre creduto; e c’è chi ha fatto notare che Spalato è stata risparmiata quasi miracolosamente dal furore della guerra civile in Bosnia.
La cosa che più “disturba”, diciamolo con franchezza, è la durata eccezionale, nonché la regolarità e la continuità, dei messaggi mariani ai veggenti di Medjugorje. È una circostanza che sorprende, sconcerta, e che un tantino irrita quanti vorrebbero che Dio e la Madonna ragionassero secondo gli schemi umani, e che rispettassero quello che per noi umani è il buon senso. Una serie di apparizioni che vanno avanti da trentacinque anni è una cosa che mette in crisi ciò che un credente ritiene di poter considerare come “ragionevole” (ah, benedetta Ragionevolezza del cristianesimo di John Locke!); va contro il principio, tacito ma non per questo meno universalmente accettato, della “modica quantità”. La Madonna, in buona sostanza, avrebbe il difetto di apparire troppo; di concedersi troppo; di ripetersi inutilmente. E di questa opinione, come par di capire, dovrebbe essere anche il papa Francesco.
C’è un dettaglio, però, che non torna: come dice la Bibbia, le vie del Signore non sono le nostre vie, e i suoi disegni non sono i nostri disegni; quel che Lui vuole,  non è quel che vogliamo noi. Ci sono anche degli indizi retrospettivi che gettano una luce inquietante sul nostro scetticismo, e che dovrebbero farci riflettere e insegnarci una maggior dose di prudenza, prima di decidere che cosa Dio può fare o non può fare. Il 10 aprile 1991, i vescovi della Jugoslavia, riuniti a Zara, dopo aver discusso della cosa, rilasciarono un documento nel quale si stabiliva, in maniera esplicita, che non consta il carattere soprannaturale delle apparizioni di Medjugorje. Poco più di due mesi dopo, la Jugoslavia si sfasciava e aveva inizio una terribile guerra civile, che avrebbe incrudelito soprattutto nella Repubblica della Bosnia-Erzegovina, caratterizzata dalla compresenza di serbi ortodossi, di croati cattolici e di musulmani (considerati, questi ultimi, alla stregua di una etnia, oltre che di una confessione religiosa). E tutto ciò accadde esattamente dieci anni dopo le prime apparizioni, nelle quali la Madonna si era presentata ai sei veggenti, quattro ragazze e due ragazzi. Solo che nulla, al principio dell’estate del 1981, lasciava presagire la terribile tormenta che si sarebbe abbattuta su quelle terre. E i vescovi che, nel 1991, si espressero ufficialmente contro la soprannaturalità delle apparizioni, non sapevano ancora che quella era l’ultima occasione nella quale si sarebbero trovati riuniti, come pastori di una medesima entità nazionale. Eventi giganteschi incombevano sulla Bosnia e sull’intera Jugoslavia, ma nessuno pareva averli presentiti; nessuno, tranne la Madonna. Perché, altrimenti, si sarebbe qualificata come la Regina della Pace, e avrebbe esortato alla pace e alla riconciliazione? Ecco, questo è il punto su cui gli scettici a priori dovrebbero svolgere qualche riflessione. Forse, ancor prima di chiedersi: Ma è possibile che la Madonna sia apparsa a quei sei ragazzi, e che tuttora continui ad apparire?, la prima domanda che bisognerebbe porsi è la seguente: Perché proprio a Medjugorje? Naturalmente, questa domanda la si potrebbe fare anche a proposito delle altre apparizioni mariane, partendo da quella della Nostra Signora di Guadalupe, nel Messico del 1531 (appena una decennio dopo la conquista spagnola e la distruzione dell’impero azteco; e  mentre, in Europa, infuriava la secessione protestante contro la Chiesa cattolica) e fino a Rue du Bac, La Salette, Lourdes, Fatima. Ne verrebbe fuori una geografia quanto mai interessante, e una cronologia ancora più carica di strane coincidenze. Prendiamo le apparizioni mariane di Kibeho, in Ruanda, verificatesi nel 1981-82, e che precedettero di una dozzina d’anni uno dei più raccapriccianti genocidi della storia, se non per il numero delle vittime – che fu comunque altissimo: circa 1 milione di persone - per la rapidità con cui si svolse e per le modalità veramente atroci che lo caratterizzarono. I veggenti – sei ragazze e un ragazzo – videro, fra l’altro, scene di violenza spaventosa: il sangue che scorreva a torrenti, teste mozzate, corpi mutilati e profanati; mentre migliaia di persone si accalcavano intorno a loro. La Madonna, fra l’altro, aveva consegnato loro questo messaggio: Questo mondo è sull’orlo di una catastrofe. Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi, per ricevere la grazia di pentirvi. Ebbene: Kibeho, dodici anni dopo, sarebbe stato uno dei centri del genocidio! Ma chi poteva saperlo, allora?
Ha scritto il giornalista e saggista Antonio Socci nel suo libro Mistero Medjugorje (Milano, Edizioni Piemme, 2005, pp. 158-160):

In effetti è il primo messaggio e il primo avvertimento che viene dato da Medjugorje e risale alle origini, proprio al secondo giorno, il 26 giugno 1981, quando – dopo l’apparizione sul Podbrdo a tutti i ragazzi – scendendo da sola per una stradina del colle,  nel punto chiamato Lovkvetina (Pozzanghera), Marija Pavlovic si ritrova di nuovo davanti la Vergine, ma questa volta con il volto inondato di lacrime e, dietro di lei, una grande croce scura. La Madonna ripete angosciata: “Pace, Pace, Pace! Soltanto Pace! Riconciliatevi con Dio e tra di voi!”.
Marija resta sconvolta, come abbiamo raccontato, da questa scena: “Ero sotto chic e dovevo trasmettere questo messaggio al più presto, perché la Madonna non piangesse più”. Ma qual era il suo significato? Col senno di poi si può intuire perché quell’urgenza. Marija dice oggi: “Quando la Madonna ha subito cominciato a raccomandarci: ‘Pace, Pace, Pace!’, abbiamo detto: ma è un messaggio assurdo. Non c’è nessun bisogno di questo, non c’è nessuna guerra. La Madonna è venuta a noi con il nome di Regina della Pace, e noi abbiamo pensato: Ma che c’entra la Pace? Sarebbe più pertinente semmai, la liberazione visto che siamo sotto il comunismo. Ma poi abbiamo capito che era venuta a portare la pace vera, abbiamo cominciato a capire qual era quella pace. La Madonna ha spiegato pure che solo con la preghiera e il digiuno si allontanano anche le guerre, e ha aggiunto: quello che ho cominciato a Fatima lo compio a Medjugorje” (intervista di Giancarlo Gojelli per “Excalibur”).
Nessuno, in quel’estate del 1981, immaginò che questo accorato invito alla riconciliazione e alla pace (giacché si presentò addirittura col titolo di “Regina della Pace”) si potesse riferire anche a un pericolo concreto e imminente che gravava proprio sul popolo e la terra  che la Madonna era venuta a visitare. Si pensava – e giustamente – a un’esortazione generale, che vale per tutta l’umanità. Ma il 26 giugno del 1981 nessuno poteva immaginare che la Madonna potesse chiedere di scongiurare una guerra, una carneficina orrenda, proprio in Jugoslavia e in particolare in Bosnia. Che invece quell’avvertimento aveva un preciso significato profetico fu chiaro il 26 giugno 1991: esattamente dieci anni dopo, proprio lo stesso giorno. Perché proprio nel decennale esatto di quel’apparizione e di quell’appello alla pace scoppiò la guerra che sconvolse e insanguinò la Jugoslavia e in modo particolarmente crudele la Bosnia. Si è trattato, peraltro, di una guerra particolarmente inquietante anche sul piano simbolico, perché è stata la prima guerra scoppiata sul suolo europeo dalla fine della Seconda guerra mondiale e perché è l’unico caso in cui la dissoluzione di un regime comunista è avvenuta nel sangue (pallido segno di ciò che sarebbe potuto accadere in tutto l’Est europeo e nel mondo). Non solo. Con la sua contrapposizione etnico-religiosa è anche la prima tragedia che per la prima volta prefigura la “guerra” planetaria del Duemila, ovvero lo “scontro di civiltà” con il mondo islamico.
È dunque un evento dai molti significati. Ed è – come si diceva – una profezia realizzata, perfino in una forma totalmente esplicita come fu fatta dalla Madonna a Mirjana nel 1982 In un certo senso la concretezza e la precisione del pericolo da cui la Madonna mise in guardia il popolo jugoslavo, dà concretezza e drammatica imminenza anche al “rischio” che graverebbe su tutta l’umanità, come dice l’insieme dei messaggi della Vergine. È dunque importantissimo capire come e perché si è realizzata questa profezia sulla ex Jugoslavia…

Torniamo a dirlo: posto che la credenza nelle cosiddette “rivelazioni private” è comunque un fatto di coscienza e di libertà del credente, resta pur sempre l’impressione che molti credenti esitino a dare il loro assenso, o, quanto meno, a considerare con mente sgombra da pregiudizi eventi come quello di Medjugorje, perché hanno fatto propria, forse senza avvedersene, la mentalità della cultura dominante: scientista, e quindi scettica su tutto ciò che riguarda il soprannaturale. Oggi ci sono molti cattolici, o sedicenti tali, che faticano a mandar giù il “rospo” dei miracoli presenti nella Bibbia; e ci sono anche dei teologi, o sedicenti tali, che faticano terribilmente ad accettare non solo i miracoli di Gesù – le guarigioni, gli esorcismi, la trasmutazione dell’acqua in vino, il fatto di camminare sulle acque – ma anche il miracolo che fonda tutti gli altri e che fonda la stessa fede cristiana: la Resurrezione di Cristo. Magari non lo dicono, o, se possano, evitano di approfondire l’argomento; però, se ci si fa caso, si noterà che molti teologi evitano di parlare della Resurrezione di Cristo, oppure ne parlano in termini vaghi e generici, in senso simbolico e figurato: non come di un fatto storico, attestato da testimoni oculari e tramandato fedelmente dal Vangelo.
In fondo all’anima, dubitano; e, più ancora, hanno paura di essere derisi dalle persone razionali, positive, fidenti nel potere della scienza, che rappresentano, oggi, la cultura del “mondo”. Hanno paura di apparire dei sempliciotti, dei poveri creduloni; di vedersi declassati nella stima e nella considerazione del mondo. Loro, gli scettici, gli scientisti, hanno con sé tutto l’establishment culturale: le cattedre universitarie, la stampa, la televisione. Alcuni sono particolarmente aggressivi: Piergiorgio Odifreddi, ad esempio, scrive (ne Il matematico impertinente, Tea, 2005, pp. 179; 120):

Naturalmente soltanto i bambini e i poveri di spirito, ai quali non casualmente si rivolgono i Vangeli, possono accontentarsi di continuare a pensare a Dio e al Diavolo nelle forme antropomorfe, quando non addirittura incarnate, variamente proposte dai tre monoteismi istituzionali; e ancora: Naturalmente, sarebbe inutile continuare a domandare a oltranza opinioni sulla religione a scienziati  famosi: a parte i rari poveri di spirito alla Zichichi, dei quali è il Regno dei Cieli, le loro risposte ricalcherebbero quelle che abbiamo sentito. Accettiamo, allora, la realtà: che chi pensa non crede,  e chi crede non pensa. Voi che pensate e non credete, dunque, non abbiate paura: unitevi ai brights[brillanti] di tutto il mondo, perché vostro è il Regno della Terra.

Ed è per non dispiacere a degli intellettuali di questo livello, che certi credenti esitano a sbilanciarsi in fatto di miracoli e di soprannaturale? Per avere l’apprezzamento di Odifreddi e di Corrado Augias, e per non condividere il ludibrio riservato ad Antonino Zichichi? Per non essere accusati di non saper pensare? Si rassicurino: se credenti veri, saranno disprezzati e derisi comunque. Tuttavia dovrebbero ricordare che Qualcun altro, prima di loro, è stato disprezzato e deriso: fin sulla croce…

 

Perché proprio a Medjugorje?

di Francesco Lamendola

5 commenti:

  1. Lamendola ribalta il piano storico e da esso trae conclusioni teologiche non giustificate. Se esiste una teologia della storia - e certamente esiste nella dottrina cattolica - essa non può prescindere dalla cronologia degli eventi e dalle responsabilità oggettive che purtroppo interessarono anche il mondo cattolico. Se infatti non si fosse corsi al riconoscimento della Croazia e prima ancora delle dubbie ragioni del Kosovo "albanese" forse qualche conflitto si sarebbe potuto evitare. Medjugorje è stato anche lo strumento politico di alcune fazioni.

    http://www.bulgaria-italia.com/fry/sfrj/sfrj_04.htm

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  2. Ben detto, Angheran,è proprio quello che avrei voluto scrivere io.
    Sinceramente come prima impressione ho trovato l'articolo insensato.
    Per quanto riguarda il fatto che Giovanni Paolo II fosse favorevole, è solo una leggenda metropolitana; concetto ribadito, per iscritto, da Papa Benedetto in persona,in risposta al fotografo tedesco che aveva immortalato Marjia e il primo padre spirituale dei sedicenti veggenti Vlasic (oggi non più sacerdote ), mentre scrivevano il messaggio prima dello spettacolo dell'apparizione e Ivan stava di guardia alla porta. Ci sono pure le foto di Ivan che minaccia di morte il fotografo, mimando il gesto di tagliare la gola...
    Il tutto è racchiuso in un dossier che a suo tempo il fotografo (mai più ritornato in quei luoghi,avendo ricevuto ulteriori minacce dai familiari di altri "veggenti" ), ha inviato a Papa Benedetto.....
    - Cristina

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    1. Condivido le vostre osservazioni.
      Ero e resto molto perplesso su quest'articolo che ho comunque deciso di pubblicare ugualmente, per vedere che tipo di reazioni suscitava.
      Mi pare che il pur ottimo Lamendola, così preciso nello smascherare il "buonismo", in questo tema si sia lasciato coinvolgere dal fenomeno Medjugorie, pur ponendo buone ragioni "generali" sulla libertà di Dio e delle manifestazioni mariane, condivisibili, ma, mi sembra, troppo generaliste, senza entrare nello specifico di un prudente discernimento sulle fonti e sui "veggenti", dando per buoni certi frutti, che pure ci possono essere, ma che spesso vengono ascritti al "fenomeno", più che alla "buona fede" di chi partecipa e che abilmente invece, secondo me, vengono seminati da un seminatore che non é Maria, ma chi mischia zizzania a grano..

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    2. In genere, apprezzo Lamendola, però in questo articolo non lo riconosco....
      Quasi arriva a formulare il tipico ragionamento del megiugoriano doc :se non credi a Medjugorje, non credi alla Madonna, spingendosi oltre: infatti ipotizza che chi non crede a Medjugorje, non crede al soprannaturale che fa parte del cattolicesimo... e come ragionamento mi sembra un po' azzardato. Inoltre dice molte cose inesatte, più che altro divulgate dalla propaganda.
      Capisco che sono tempi in cui regna la confusione,però santificare la menzogna è troppo!
      Io condivido la tua analisi, Sauro,e aggiungo che alcuni dei criteri per l'approvazione di un'apparizione sono il comportamento e la coerenza del veggente e l'ubbidienza al Vescovo; inoltre il veggente non deve in alcun modo lucrare sul fenomeno che dice di vivere. Detto questo, mi riesce difficile giudicare allo stesso modo Bernadette e Vicka con i suoi colleghi di veggenza....

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  3. Ho ritenuto che queste apparizioni fossero attendibili per un semplice motivo: riproponeva quelli che allora erano ritenuti “principi non negoziabili” (no dei cattolici a divorzio, aborto, contraccezione) e che chi era allora ai vertici della Chiesa sosteneva senza scrupoli di di fare torti a chi non li condivideva, avevo notato che erano tranquillamente disattesi, all' atto pratico, da buona parte dei cattolici e men che meno ricordati dalla maggioranza dei loro pastori, eccezion fatta per qualche prete coraggioso.

    Nulla di più logico che la Madonna si facesse avanti per riportare I suoi figli sulla retta via (aveva perfino incoraggiato la comunione in bocca).

    Poi però mi sono resa conto che questo “intervento” non sarebbe stato necessario se la conoscenza della retta dottrina cattolica non fosse strata ampliamente disattesa negli ultimo 50 anni: si sono privati I fedeli degli anticorpi necessari per contrastare l' influsso del “mondo” .

    Contemporaeamente a questa riflessione stavo approfondendo la conoscenza dello strazio che era stato perpetrato nei confronti della liturgia cattolica con la riforma della messa... e mi sono sempre più convinta che è stato questo l'elemento decisivo che ha portato la Chiesa in questi tristissimi frangenti: ho conosciuto un sacerdote che ha tentato di mantenere per trent'anni, nonostante tutto, un insegnamento del catechismo basato sulle tanto esecrate domandine ma all' atto pratico la sua parrocchia si è ridotta come la mia dove ci si era adattati senza tanti problemi al blando catechismo della CEI ( dottrina tradizionale + messa nuova = disastro ).

    Voglio dire che tanti cattolici forse si appoggiano a queste apparizioni perchè le sentono più vicine a un cattolicesimo coerente... un po' come capitava a me.

    Ma ora che ho avuto la possibilità di approfondire cosa realmente è la fede in Nostro Signore Gesù Cristo e di che cosa realmente sia la Santa Messa, mi chiedo come la Madre possa, al fine della salvezza eterna, equiparare un buon ortodosso, un buon mussulmano a un buon cattolico: che assurdità è? I cristiani che si lasciavano martirizzare per salvare la loro vita eterna erano solo vittime di una concezione religiosa sorpassata?

    La Madonna non può fare sconti quando in ballo ci sono le anime acquistate a caro prezzo dal sangue di suo figlio:a mio avviso sarebbe opportuno riscoprire altre apparizioni, che invece sono state opportunamente silenziate, il cui riconoscimento a suo tempo da parte della Chiesa ci avrebbe aiutato moltissimo in questi tragici frangenti: mi riferisco alle apparizione della Regina della Famiglia a Ghiaie di Bonate .

    Maria sa anche urtare le coscienze, non si limita a un “volemose bene” e ci ricorda quanto per I cattolici ammodernati è duro da mandar giù.

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