ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 17 ottobre 2016

Il vero fine di tante balle

La Stampa, Galeazzi, Tornielli, Introvigne. C’è un nuovo “cattivo” da mettere alla gogna: chi critica Bergoglio e apprezza Putin. Ma soprattutto c’è il tentativo (goffo) di inoculare un veleno più sottile 

A firma Galeazzi e Tornielli, leggiamo una congerie di banalità, ma è Introvigne, il re dei camerieri, che dà la vera sostanza all’articolo. Però, come sempre, lo fa in modo maldestro. Chi vuole infinocchiare del tutto il popolo italiano dovrebbe trovarsi dei killer più abili. Ma qual è il vero fine di tante balle?

di Paolo Deotto
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z-ntrvdfC’è un nuovo sport politicamente corretto che è diventato di gran moda nel mondo della “libera” informazione: è l’elenco dei più o meno presunti “nemici” di Bergoglio. Pochi giorni fa parlavamo di un articolo su La Nuova Europa; ora è di turno La Stampa. (riportiamo in calce l’articolo).
Anzitutto una cosa è chiarissima: ai pennivendoli non gliene frega nulla della Dottrina cattolica, delle verità di Fede. Infatti quando pubblicano le loro strane liste di proscrizione non entrano assolutamente nel merito delle critiche che vengono fatte a Bergoglio. Loro sanno con precisione una cosa: oggi comanda Bergoglio, quindi la minestra (e anche la pietanza, il contorno, il dolce, la frutta, il caffè e il liquorino) è tanto più abbondante quanto più mostrano di essere ferrei nella loro devozione e obbedienza cieca, pronta, assoluta a Bergoglio.

Chi critica Bergoglio è cattivo. Punto e basta. Perché lo critica? Non importa. Basta scrivere che i critici sono cattivi e fondamentalisti, integralisti, lefebvriani, ultraconservatori, eccetera, e il gioco è fatto. Questi articoli sono tutti uguali, ma ognuno di essi è una medaglietta in più da appuntarsi sulla giubba nella periodica cerimonia del bacio della pantofola del Capo.
Perché quindi occuparsi di un articolo zeppo di banalità come quello pubblicato ieri su La Stampa, “Quei cattolici contro Francesco che adorano Putin” (http://www.lastampa.it/2016/10/16/italia/cronache/quei-cattolici-controfrancesco-che-adorano-putin-IZpbcqI1ile1ZDnUxx1ePO/pagina.html )?
Perché c’è una cosina in più, e non da poco, con l’intervento finale, in cauda venenum, di Massimo Introvigne, campione olimpionico di arrampicate sugli specchi pur di difendere il potente di turno, ma anche campione paralimpico di figuracce, perché l’omino, va detto, ha tanta buona volontà, ma poi ha dei limiti che di gran lunga superano la buona volontà. È così sicuro di sé da sparare verità assolute, salvo poi non dimostrarle mai. E le figure penose si accumulano, una dopo l’altra. Ricordate quando di recente ci parlava delle sue conversazioni con gli uccelli (http://www.riscossacristiana.it/quattrini-da-putin-magari-di-paolo-deotto/), o la vicenda grottesca del deposito del marchio delle Sentinelle in Piedi (http://www.riscossacristiana.it/sentinelle-piedi-introvigne-scrive-riscossa-cristiana-deotto-gli-risponde/)?
Ma il Nostro è un duro, e non desiste. Forse la figuraccia gli genera un sottile piacere, anche perché, essendo un uomo cattolico serio, non crediamo che indugi nei piaceri peccaminosi. E così nel sullodato articolo de La Stampa, Introvigne porta un argomento che pare importante (per gli estensori dell’articolo), tant’è che viene inserito nel titolo stesso. “Quei cattolici contro Francesco che adorano Putin”.
Ecco creata una nuova categoria di “cattivi-a prescindere”. Sono cattivi-a prescindere coloro che non solo criticano Bergoglio, ma anche lodano Putin.
Ma c’è di più. Mentre nelle sue conversazioni con gli uccelli (http://www.riscossacristiana.it/quattrini-da-putin-magari-di-paolo-deotto/) Introvigne affermava che aveva saputo, appunto da un uccellino, che chi sostiene Putin riceve “il soldino dal Cremlino”, ora afferma perentoriamente che “Con il dissenso anti-Francesco collaborano fondazioni russe legatissime a Putin”.
Dal soldino del Cremlino passiamo alle “Fondazioni”, che sono sempre una figura giuridica molto suggestiva, anche perché quasi nessuno sa cosa siano. Però Introvigne un po’ di cultura giuridica dovrebbe averla e quindi gli consiglieremmo, per fare ancora più colpo, di parlare, alla prossima occasione, delle “Anstalt” del Liechtenstein, che possono benissimo essere di proprietari russi, legatissimi, è ovvio, a Putin. Se pochi sanno cosa sia una Fondazione, quasi nessuno sa cosa sia una Anstalt. Si fa un figurone a parlarne.
Tanto, che siano soldini del Cremlino, Fondazioni o Anstalt, Introvigne scrive, scrive, ma, guarda un po’, se gli chiedete di fare nomi precisi, si chiude in uno sdegnoso mutismo.
Io parlo naturalmente per Riscossa Cristiana, ma conoscendo molte delle persone citate nell’articolo de La Stampa, dubito davvero che ricevano soldi o soldini russi. A prescindere dal fatto che l’articolo è scritto anche con pressapochismo o, come si dice a Milano, a “un tant al tocc”, perché non tutti i citati sono sostenitori di Putin.
Quanto a Riscossa Cristiana, posso solo ripetere ciò che dissi riguardo al soldino del Cremlino: “Magari!”. Qui il piatto piange sempre, e basta. Anche perché, e questo per Introvigne è difficile da capire, c’è chi scrive o dice alcune cose solo perché ritiene giusto farlo, e non per convenienza. Certo, questo, per alcuni, può essere un concetto difficile. Nessuno, per fare un esempio a caso, avrebbe mai chiesto a Taide di concepire una storia d’amore senza tornaconto economico.
C’è però una considerazione più importante da fare. Perché Introvigne si è messo a insistere sulla balla della Russia che foraggia i cattolici che sostengono Putin?
D’accordo, è disciplinato, gli è stato ordinato di farlo e lui lo fa. Ma perché ha ricevuto queste strane direttive?
Se avete pazienza, provate a seguirmi ancora un momento. Io formulo la mia ipotesi e forse farò solo della fantapolitica. Anzi, spero di fare solo della fantapolitica, ma temo di no.
1 – Abbiamo alla Casa Bianca un uomo senza scrupoli tuttora al potere, Obama, di certo più pericoloso di cento Idi Amin Dada messi insieme. Obama, che ha davanti a sé ancora poche settimane di potere, sta tuttavia intensificando un’incosciente politica anti-russa, causa prima dell’infinito massacro siriano, che si appalesa sempre più come un conflitto indiretto tra Russia e Stati Uniti. Ogni mossa americana recente sembra fatta solo per arrivare a un tragico esito: il conflitto diretto tra Russia e Stati Uniti.
2 – Obama è senza dubbio guidato, nelle sue scelte, dal demonio – lo dimostra soprattutto il suo forsennato attivismo pro-froci – e quindi non vi sarebbe nulla di strano se cercasse questo conflitto, sia perché causerebbe lutti immensi (e questo non può che far piacere a un commesso del diavolo), sia perché potrebbe essere la via d’uscita da una situazione sociale ed economica pazzesca, generata peraltro dalle sue stesse scelte politiche.
3 – anche l’Italia sarà coinvolta in questa guerra, e la premessa è l’inutile dispiegamento di 140 soldati italiani in Lettonia, previsto per i prossimi mesi, come parte di un contingente NATO che non ha altra ragion d’essere se non quella di provocazione anti-russa.
4- Non è affatto pacifico che gli italiani accetteranno tranquillamente un coinvolgimento in una guerra contro la Russia. Allora bisogna intensificare la campagna anti-Putin, presentandolo in modo ossessivo come il cattivissimo totale, che oltretutto foraggia i “tradizionalisti” affinché lo sostengano. E si sa, dai e dai, ripeti una balla mille volte, e sempre più persone ci crederanno.
5 – Ecco che personaggi come il baldo Introvigne entrano in campo. Dal suo cervello vulcanico eruttano due idee: i cattivissimi sono quelli che criticano Bergoglio e gli stessi, per lo più, difendono Putin. Ma dato che Bergoglio è amatissimo, rimarchiamo bene questa coincidenza, e ancor più persone odieranno Putin. Inoltre ripetiamo – ovviamente senza provare mai nulla – che chi loda Putin lo fa per tornaconto economico. Et voilà, les jeux sont faits. Due piccioni con una fava: la medaglietta in più da defensor del potente di turno e un passo in più nella demonizzazione di Putin.
Ma, come dicevamo, il Nostro è specializzato in figuracce e qui se ne prepara un’altra.
Bergoglio è tutt’altro che popolarissimo. I pochi che ancora conservano la Fede, semplicemente non ne vogliono sapere, mentre gli atei, gli indifferenti, ormai sono stanchi di questo monotono clown di basso conio. Bergoglio è personaggio da Scalfari e relativi ambienti radical-chic. Insomma, alla gran parte del popolo italiano, affaccendato principalmente nella quotidiana preoccupazione di sopravvivere, di Bergoglio, alla fin fine, non gliene importa più nulla. Basta vedere come vanno scemando le presenze a San Pietro la domenica…
A questo stesso popolo italiano, stanco, indifferente, sfiduciato, quanto gliene frega di sapere che i “cattivi” che criticano Bergoglio sono poi, per lo più, quelli che lodano Putin e che quindi Putin è cattivo (perché lodato dai cattivi)?
Insomma, se si vuole rincretinire ben bene il popolo italiano, fino a fargli digerire il coinvolgimento in una conflitto tra Stati Uniti e Russia, bisogna trovare altri argomenti (e affidarli magari a propagandisti più capaci…).
Introvigne ha sbagliato obiettivo e chissà se i suoi committenti se ne sono resi conto e se gli confermeranno o meno l’incarico di continuare le sue litanie. Vedremo.
E tra queste litanie, è grottesco continuare a parlare di aiuti russi ai “tradizionalisti”, ma non fare mai un nome e un cognome. Anche un bambino capirebbe che Introvigne spara alla cieca e che non risponde alle domande che gli facciamo per un motivo semplicissimo: non saprebbe cosa rispondere.
Trattiamo quindi l’articolo de La Stampa come merita: carta straccia. E mandiamo a memoria la sana massima: Diffidare sempre dell’informazione di regime.
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Ecco l’articolo pubblicato su La Stampa di ieri, 16 ottobre 2016
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http://www.riscossacristiana.it/la-stampa-galeazzi-tornielli-introvigne-ce-un-nuovo-cattivo-da-mettere-alla-gogna-chi-critica-bergoglio-e-apprezza-putin-ma-soprattutto-ce-il-tentativo-goffo/

Esercizi di propaganda sbiadita

di Alessandro Rico

Con un articolo su La Stampa, un intervento su La Nuova Bussola Quotidiana e un editoriale di Marco Respinti sul suo blog personale, è cominciata la scorsa domenica una sorprendente offensiva dei cattolici “normalisti” contro i cattolici definiti "oppositori di Bergoglio". Ci rammarichiamo di non essere finiti nel calderone additato da Galeazzi e Tornielli sul quotidiano torinese, in mezzo a intellettuali o giornalisti di qualità, che si limitano a manifestare, argomentandolo, il proprio senso di smarrimento, dinanzi a certi discutibili orientamenti del nuovo pontificato.

Evidentemente non siamo né abbastanza allineati da essere corteggiati dai giornaloni nazionali, né abbastanza estremisti da meritarci l’appellativo di “adoratori di Putin”. Avete letto bene: insieme alla difesa a oltranza di Francesco, Galeazzi e Tornielli discutono della posizione filorussa che molti tradizionalisti hanno adottato nell’attuale crisi delle relazioni internazionali. Lo stesso filone intrapreso dai catto-liberali della Bussola e da Respinti. E mi viene da pensare, pur non essendo un giovanilista, che ragioni anagrafiche condizionino pesantemente la mentalità di certi pur spettabili colleghi, che probabilmente credono di vivere ancora all’ombra del Muro di Berlino.

Il pretesto per ridicolizzare i cattolici non conformisti è un presunto provvedimento anti-cristiano, recentemente varato dal regime di Putin. In realtà, la legge Jarovaja, dal nome della sua promotrice, era stata pensata per colpire non i cattolici, bensì le sette protestanti di stampo americano che iniziano a fare proseliti in Russia (e che hanno già sottratto molti fedeli alla Chiesa Cattolica in Sud America). Per quanto si debba riconoscere che la libertà religiosa costituisce un principio fondamentale dell’ordinamento politico di una nazione civile, non possiamo non sottolineare come il giro di vite putiniano paia rientrare nel quadro dell’accresciuto clima di tensione con gli Stati Uniti, che non è stata certo la Russia a esacerbare.

E mentre sulla Bussola Stefano Magni glorifica le operazioni militari della NATO, spiegandoci (e raccontando solo mezza verità) quanto Paesi baltici e Polonia abbiano ragione a temere l’espansionismo di Mosca, i cattolici che adorano gli USA, per parafrasare Galeazzi e Tornielli, paiono aver dimenticato qual è la situazione del cristianesimo americano, dopo due mandati di Obama e alla vigilia di quella che probabilmente sarà la presidenza Clinton. Planned Parenthood, matrimonio gay, campagne abortiste, studi di genere, la gigantesca ondata del politicamente corretto, una lunga battaglia legale su riforma sanitaria e contraccezione: sembra proprio che la libertà religiosa, che fin qui Respinti ha giustamente difeso contro l'aggressione dei Democratici, si stia inesorabilmente erodendo pure nel Paese che la sancisce solennemente con il Primo Emendamento costituzionale.

Peraltro, proprio in questi giorni sono emersi gli ultimi leaks che dimostrano come John Podesta, capo della campagna elettorale della Clinton e sedicente cattolico, avesse preparato una strategia per seminare zizzania tra i cattolici americani, fomentare i fedeli contro le gerarchie ecclesiastiche e spingere queste ultime ad abbracciare l’agenda progressista. Siamo sicuri che tra Putin e il Partito Democratico americano, il male peggiore sia il Presidente russo?

Inutile osservare che la tempistica, scelta dai nostri colleghi per scatenare il loro fuoco incrociato, è sospetta: USA e Russia sono ai ferri corti, Trump è alle strette e soprattutto papa Francesco, sempre prodigo di nuove nomine cardinalizie, sta evidentemente cercando di consolidare il suo “partito” in vista del futuro. Insomma, come cantava Franco Battiato: «Rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare». D’altra parte, pur concedendo ai vari Magni, Introvigne o Respinti il beneficio dell’onestà intellettuale, non si può non lamentare la cecità ideologica che impedisce loro di rendersi conto che il comunismo è sepolto e che, oggi, la principale minaccia alla pace mondiale è rappresentata dagli Stati Uniti.

D’altro canto, è singolare che quei cattolici in luna di miele con il papa della misericordia, pensino di praticarla stilando liste di proscrizione contro studiosi, pubblicisti e blogger, proprio di domenica, proprio nel giorno del Signore. Da parte nostra, riteniamo che il più grande esercizio di carità che possiamo attuare nei confronti della Chiesa, insieme alla preghiera, sia criticare, secondo coscienza e fermo restando il riconoscimento dell’autorità del pontefice, tutti gli scivoloni di Francesco, che dovrebbero preoccupare di più quando riguardano materia di fede che non i destini del capitalismo. Non riusciamo davvero, per questo, a sentirci scismatici: è più scismatico chi difende la Tradizione, o chi si spende per demolirla?
http://www.campariedemaistre.com/2016/10/esercizi-di-propaganda-sbiadita.html

1 commento:

  1. Jovanotti è andato da Che Guevara a Madre Teresa , Tornielli da Don Nitoglia alla Bussola Quotidiana. E' evidente che si è trattato di un puro esercizio sociologico. Trovare il punto comune alla buona di un insieme assolutamente eterogeneo e "divertirsi a vedere l'effetto che fa". In questo pare che il divertissment sia perfettamente riuscito. Che poi la Bussola sia filo Putin è tutto da dimostrare e persino Bergoglio non fa certo professione d'atlantismo (almeno questo bisogna riconoscerglielo). D'altra parte il fronte tradizionalista non può gridare più di tanto alla censura poichè spesso la applica alla grande , perchè fa comodo mantenere il minestrone che va dal sedevacantista alle scie chimiche.

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