ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 6 ottobre 2016

La teresina

Preti sposati e preti donne. Parola di don Armando Trevisiol

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Considerando l’età (è vicino ai novanta) vien da pensare che sia l’arteriosclerosi (o teresina, come la chiamano da quelle parti) ed allora sarebbe giustificato. Ma se invece non ha perduto il senno sono gravi le parole che don Armando Trevisiol, sacerdote del Patriarcato di Venezia, ha pronunciato. E che ha messo per iscritto. Non quindi una voce dal sen fuggita ma un concetto pensato, riflettuto ed infine stampato.

E’ infatti in un articolo del settimanale “L’Incontro” (un giornale diretto dallo stesso Trevisiol) che l’anziano prete di Eraclea dice la sua su celibato e sacerdozio femminile. E lo dice in modo chiaro, senza equivoci: “è giunto il tempo che pure le donne nubili o coniugate possono fare la scelta di servire Dio e il prossimo all’interno della comunità cristiana esercitando il ministero sacerdotale”.
Chiaro no? Donne prete. E senza obbligo di nubilato.
Già, perché don Armando nel lungo articolo dice la sua pure sul celibato: “sono del parere che prima o dopo la loro consacrazione i preti possono rimanere liberi nelle loro scelte di rimanere celibi o sposarsi”.
longhitanoCome è palese don Trevisiol ha le idee chiare sulla quaestio. E bisogna dire che si spinge pure parecchio. Libertà totale: sposarsi o no, sceglierlo prima o dopo la Ordinazione. E per le donne, come detto, stesso discorso: nubili o sposate non importa, possono “esercitare il ministero sacerdotale”.
Cosa dire? Niente. Sperare fortemente che sia la teresina, ma è arduo pensarlo perché nell’articolo c’è una spiegazione (certo, vecchi concetti del modernismo di primo Novecento che tornano ciclicamente in auge)  con queste parole mille volte sentite da tanti stravaganti preti: “Mi pare bello, affascinante ed opportuno che nella chiesa vi siano creature che facciano la scelta di dedicarsi “corpo ed anima” alla chiesa e ai fedeli da celibi. Però penso pure che non vi sia motivo di alcun genere anche se chi sceglie di fare il prete lo faccia pure da coniugato”.
Ecco qua,  preti sposati e preti donne. Parola di don Armando.
https://ilbenevincera.wordpress.com/2016/10/06/preti-sposati-e-preti-donne-parola-di-don-armando-trevisiol/

ANVERSA. IL VESCOVO SUGGERISCE UN RITO IN CHIESA PER COPPIE OMO E COABITANTI.


Il vescovo di Anversa, mons. Johan Bonny, suggerisce in maniera interrogativa la possibilità di creare nuovi rituali per celebrare le unioni fra persone omosessuali e persone che coabitano. La questione è posta all’interno di un libro che apparirà l’11 ottobre, intitolato: “Puis-je ? Merci. Désolé”, (Posso? Grazie. Desolato) e che consiste in un dialogo a ruota libera sulle relazioni fra matrimonio e famiglia. L’editore è Lannoo e l’autore, il vescovo di Anversa, che è titolare della diocesi dal 2008, ha scritto il libro con Roger Burggraeve et Ilse Van Halst.
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“La questione – dice a un certo punto mons. Bonny – è di sapere se dobbiamo inglobare tutto in un modello unico”, riferendosi al matrimonio e alle relazioni interpersonali.
“Non dovremmo evolvere verso una diversità di rituali nei quali potremmo riconoscere le relazioni fra gli omosessuali a partire da una prospettiva ecclesiale e credente?”.
Anche l’approccio verso le persone divorziate e risposate senza riconoscimento di nullità del primo legame dovrebbe essere differente. L’arcivescovo di Anversa pensa che in certi casi la Chiesa potrebbe benedire una seconda relazione.
“La Chiesa ortodossa da molto tempo ha la pratica di confermare una nuova relazione per ragioni di misericordia, il che vi permette come nuova coppia di rotrovare un posto nella comunità. Tuttavia questa nuova benedizione non è la ripetizione o la sostituzione del primo matrimonio sacramentale. Che è e resta unico”.
La notizia è nella Revue de Presse dell’arcidiocesi di Bruxelles.
Vi alleghiamo qui sotto il testo in originale, per chi è in grado di leggerlo.
Bonny wil ritueel voor holebi’s en samenwonenden (In een opmerkelijke passage in het boek Mag ik? Dank je. Sorry. Vrijmoedige dialoog over relaties, huwelijk en gezin dat op 11 oktober bij Lannoo verschijnt denkt de Antwerpse bisschop luidop na over nieuwe kerkelijke rituelen. Bonny schreef het boek samen met Roger Burggraeve en Ilse Van Halst. “De vraag is of we alles in één model moeten persen”, zegt Bonny. “Moeten we niet evolueren naar een diversiteit van rituelen waarin we de liefdesrelatie tussen homoseksuelen ook vanuit kerkelijk en gelovig perspectief kunnen erkennen?” … Ook de houding tegenover gescheidenen in een nieuwe relatie vraagt om een andere aanpak. Bonny meent dat de Kerk in sommige gevallen een tweede relatie zou kunnen inzegenen. “Van oudsher kent de orthodoxe Kerk de bevestiging van een nieuwe relatie om redenen van barmhartigheid, waardoor je als koppel opnieuw een plaats krijgt in de gemeenschap. Deze nieuwe zegen is echter geen herhaling of vervanging van het eerste sacramentele huwelijk. Dat was en blijft uniek.”
Qui invece trovate il link al sito in francese Belgicatho
 Marco Tosatti


I PECCATI MORTALI DEI SACERDOTI INDEGNI

“la Madonna chiedeva a me preghiere, sacrifici e sofferenze per riparare i peccati di tre categorie di anime consacrate a Dio.

Primo: per le anime religiose che tradiscono la loro vocazione.

Secondo: per riparare il peccato mortale di queste anime.

Terzo: per riparare il tradimento dei sacerdoti che si rendono indegni del loro sacro ministero.

Particolarmente mi raccomandò la santificazione dei sacerdoti…”

(Parole della Madonna a Pierina Gilli)
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