ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 25 novembre 2016

Il marcito

La Marcia per la vita e l’ultima sentenza di Introvigne

Dopo la pubblicazione dell’articolo in cui Elisabetta Frezza ha parlato delle sue dimissioni dal Comitato della “Marcia per la vita” (clicca qui), è arrivata la puntuale reazione su Facebook di Massimo Introvigne, fu vicario di Alleanza Cattolica. Eccola:

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Introvigne, però, commette un errore grossolano, non sappiamo se per smemoratezza o per malafede: agli albori della Marcia non c’era alcun “feroce oppositore del papa”, per il semplice fatto che c’era un altro papa e si parlava di principi non negoziabili, che ora sono stati aboliti.

Probabilmente Introvigne decise di non partecipare alla Marcia proprio per quello. Oppure per motivi di carattere personale: effettivamente, a pensarci bene, non aver mai visto il coraggio di Introvigne unito a quello dei marcianti per la vita potrebbe avere ragioni che il cuore conosce, e la CEI pure.
In ogni caso, si ricorda ancora con commozione una delle ultime lettere che pubblicò da vicario di Alleanza Cattolica, in cui denunciava un cosiddetto “network anticonciliarista” comprendente, oltre agli organizzatori della Marcia, alcuni cardinali e vescovi. Ebbene, ora che i non-bergogliani si sono finalmente dimessi dal Comitato, ci si attende la partecipazione dell’avveduto sociologo alla prossima Marcia.
Alla fine di tutto, non resta che chiedersi amaramente: a qualcuno interessa ancora il cuore della faccenda, cioè aprire gli occhi alla gente sulla strage legalizzata degli innocenti? O tutto è diventato solo una questione di numeri, di alleanze, di rendite di posizione?
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Paolo Deotto – direttore di Riscossa Cristiana
Redazione25/11/2016