ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 12 novembre 2016

Sciamolo sismico..


Nuovo terremoto in Vaticano? No. Solo una scossa d'assestamento


sarah
È ormai assodato. Papa Francesco non ne vuole proprio sapere di una "riforma della riforma", in campo liturgico.
Il tenace cardinale prefetto della congregazione per il culto divino, Robert Sarah, ha ribadito nel suo ultimo libro che essa "si farà". Ma i suoi tempi di realizzazione sono ormai nascosti in Dio. Perché di nuovo il papa, nel dare alle stampe un suo libro che raccoglie le omelie e i discorsi di quando era arcivescovo di Buenos Aires, in vendita da due giorni, ha tagliato corto: "Parlare di 'riforma della riforma' è un errore".
Resta da capire, allora, che cosa è successo nella congregazione vaticana presieduta da Sarah, dopo che all'improvviso, lo scorso 28 ottobre, il bollettino ufficiale della Santa Sede ha dato notizia che "il Santo Padre ha nominato membri della congregazione per il culto divino…". E giù una sfilza di 27 tra cardinali e vescovi, da far pensare che questi andassero a sostituire in blocco tutti i 30 membri precedenti.

Tra i nuovi nominati c'è infatti il fior fiore dei paladini della riforma liturgica postconciliare: quella che il cardinale Sarah, e prima di lui Benedetto XVI, volevano e vogliono controriformare.
Mentre tra i vecchi membri della congregazione pullulavano gli amanti della liturgia classica e della riforma conciliare a loro giudizio "vera".
In realtà in quello stesso 28 ottobre viene poi ufficiosamente precisato che non è così. I nuovi nominati non sostituiscono tutti i i vecchi, ma solo "alcuni" di loro, cioè quelli non riconfermati in carica dopo la scadenza del rispettivo quinquennio. Dei quali però non vengono resi pubblici i nomi. Si dovrà aspettare di leggerli – informano in sala stampa – sui futuri "Acta Apostolicae Sedis", che come si sa non brillano per tempestività.
E allora spazio al giornalismo investigativo, per scovare chi è stato cacciato e chi no.
Il responso dell'investigazione è il seguente.
Tra i non riconfermati della vecchia coorte vi sono i cardinali Norberto Rivera Carrera, Zenon Grocholewski, Angelo Scola, George Pell, Marc Ouellet, Theodore-Adrien Sarr, Oswald Gracias, Angelo Amato, Raymond L. Burke.
Mentre viceversa sono stati confermati dal papa per un altro quinquennio, come membri della congregazione per il culto divino, i cardinali Juan Luis Cipriani Thorne, Peter Kodwo Appiah Turkson, Josip Bozanic, Péter Erdö, Jean-Pierre Ricard, Angelo Bagnasco, Kazimierz Nycz, Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Mauro Piacenza. Ai quali sono da aggiungere i due non ancora arrivati a scadenza: Antonio Maria Vegliò, nominato nel 2012, e Dominique Mamberti, nominato nell'aprile di quest'anno.
Più drastica invece l'epurazione tra i vecchi membri non cardinali della congregazione. Ne sono stati riconfermati solo due su dieci: Michel-Marie-Bernard Calvet, arcivescovo di Nouméa in Nuova Caledonia, e Julián López Martín, vescovo di León.
Se è vero quindi che al cardinale prefetto Sarah sono stati sottratti non pochi sostenitori della sua auspicata "riforma della riforma", è anche innegabile che tra i sopravvissuti gliene sono rimasti di eccellenti, in particolare quel Ranjith Patabendige Don, dello Sri Lanka, oggi arcivescovo di Colombo, che fu segretario della congregazione per il culto divino negli anni più fecondi del pontificato di Joseph Ratzinger, tra il 2005 e il 2009, dove mise a frutto la sua solida formazione liturgica e biblica, oltre che la padronanza delle lingue antiche e moderne. Parla fluentemente il greco, il latino, l'ebraico, l'italiano, l'inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco, oltre naturalmente alla sua lingua madre, il tamil.
Nello stesso tempo però c'è stata la nuova infornata. Il cui orientamento è ben rappresentato da un lato dall'arcivescovo Piero Marini, campione del liturgismo postconciliare fin dai suoi controversi inizi, sotto l'ala del suo maestro Annibale Bugnini; e dall'altro lato dal cardinale Beniamino Stella, digiuno di teologia liturgica ma intimo di papa Francesco ed esecutore fedelissimo dei suoi voleri.
I nomi dei 10 cardinali e dei 17 vescovi di questa infornata sono elencati nel bollettino vaticano del 28 ottobre:
A questo punto, dunque, sono membri della congregazione presieduta da Sarah 21 cardinali e 17 vescovi, in tutto 38, di cui 27 nuovi di zecca e 11 riconfermati. Contro i 30 della precedente tornata, 20 cardinali e 10 vescovi.
Un ricambio perciò c'è stato. Ma non così radicale come molti hanno apprezzato o lamentato.
È stata una scossa d'assestamento, non di più. Perché il vero terremoto c'è già stato tempo fa, subito prima che papa Francesco, nel 2014, affidasse a Sarah il comando della congregazione. Con il pressoché totale ricambio dei quadri intermedi del dicastero, dalla segreteria in giù: fuori i fautori della "riforma della riforma" e dentro i liturgisti alla Piero Marini. E quindi con il cardinale Sarah condannato a dirigere uffici che gli remano contro.
Senza contare – ed è ciò che taglia la testa al toro – le ripetute bordate pubbliche dello stesso papa Francesco contro la "riforma della riforma", l'ultima due giorni fa.

Settimo Cielo 

di Sandro Magister 

11 nov
Proponiamo questa perla di don Stefano bocciolesi, direttore dell'ufficio ecumenismo e dialogo della diocesi di Gubbio, nonché vicerettore del santuario diocesano del patrono Sant'Ubaldo, protettore dai terremoti. (la citazione è possibile trovarla anche senza essere amico del personaggio). 


diciamo che questo sacerdote, così timorato di Dio, è proprio in linea con interventi e opinioni di altri sacerdoti suoi confratelli: 
 


e pienamente conforme con il magistero della Chiesa: 


3 commenti:

  1. Ma questo don Bocciolesi perché avrà accettato di essere ordinato prete?
    Per diventare pastore di anime o per giocare al 'piccolo psicologo'di quarta categoria e, peggio, per fare arringhe sulla 'negativita' della preghiera perché segno di superstizione (?!?)
    Della serie: qualcuno non ce la fa più!

    RispondiElimina
  2. Vergognoso equiparare la preghiera per chiedere a Dio che ci preservi dalle calamità a una pratica scaramantica...detto da un prete poi allucinante!

    RispondiElimina
  3. E continuano, ste caricature malriuscite di preti, a dire le loro c***ate, senza vedere che si scavano la fossa da soli. "Potevano scegliere tra la guerra e il disonore; hanno scelto il disonore, e avranno anche la guerra".

    RispondiElimina