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giovedì 9 febbraio 2017

E’ il Papa il guardiano della fede?

PRELATI CHIACCHIERONI, CONVERSAZIONI A RUOTA LIBERA. ANCORA QUALCHE INDISCREZIONE SUI DUE SINODI DELLA FAMIGLIA.


Che disastro i prelati chiacchieroni! In particolare quando si tratta di Sinodo sulla famiglia. Come forse vi ricordate, parecchio tempo fa avevo scritto della conversazione tenuta una sera a cena da un ecclesiastico, che allora non era ancora cardinale, e in cui il protagonista rivelava con un bell’anticipo (qualche mese) quale sarebbe stata la strategia del Sinodo del 2014, e del successivo, nel 2015, esortazione apostolica compresa, con le ambiguità di cui si discute e si continuerà a discutere, perché provocano divisione.
Poi ci sono state le candide, confidenziali parole dell’arcivescovoBruno Forte, in cui citava il Papa sull’eucarestia ai divorziati-risposati: “Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati e risposati, questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fai in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io”.
Adesso Vox Cantoris, un sito d’oltreoceano, racconta di una conversazione sull’aereo, avvenuta presumibilmente nell’autunno del 2015, fra un lettore di Vox Cantoris e di Lifesitenews, e un prelato, che si è presentato come un funzionario dell’allora Pontificio Consiglio per la Famiglia, guidato dall’arcivescovo Vincenzo Paglia. Potete leggere l’originale in inglese sul sito di Vox Cantoris.
Ecco la nostra traduzione:
“L’ufficiale sembrava pronto a chiacchierare, e voleva dire che conosceva il cardinale Baldisseri, segretario generale del Sinodo. Ci sono stati un paio di momenti nella nostra conversazione in cui ha ammesso di aver parlato a lungo con il card. Baldisseri, ma non ha voluto rivelare il contenuto della conversazione”.
Che subito si è focalizzata sul Sinodo. E soprattutto sulla proposta Kasper.
“Domanda: (Dopo aver chiesto ripetutamente come è possibile entrare in una seconda unione se il primo matrimonio sacramentale è valido) Non capisco. Se il primo matrimonio era sacramentale e valido, come si può ammettere qualcuno alla comunione se è in una seconda unione civile? Che ne è dell’indissolubilità del matrimonio?.
Risposta. Che cosa fate quando l’indissolubilità è morta, quando non c’è più sentimento?
Domanda: Come fare con la Familiarsi Consortio di Giovanni Paolo II, al N. 84? (Dove nega la possibilità dell’eucarestia, se non si vive da fratello e sorella, N.D.R.)
Risposta: Come possiamo ammetterla? E’ stata scritta trent’anni fa…
Domanda. Ma come fare con quello che il papa Giovanni Paolo II dice nella Famliaris Consortio, che secondo la Scrittura e la Tradizione qualcuno che è in questa situazione non può ricevere l’eucarestia se non vive come fratello e sorella?
Risposta. Non possiamo aspettarci che un uomo e una donna che dormono nello stesso letto vivano come fratello e sorella”.
La conversazione poi si spostò su alcuni personaggi del Sinodo.
Domanda. Kasper: pensa che il Papa sia d’accordo con Kasper?
Risposta, dopo una lunga pausa. Sì.
Domanda. Che cosa pensa di Kasper?
Risposta. E’ l’uomo più intelligente che c’è.
Domanda. E il cardinale Burke?
Risposta. Non verrà. Non conta nulla; è troppo lefebvrista.
Domanda: ma immagino che ci sarà un sacco di opposizione al Sinodo da parte di alcuni vescovi e cardinali, specialmente da Africa, America, Polonia. Che cosa farà il Papa?
Risposta. Ascolterà e farà quello che vuole lui.
Domanda. E Papa Benedetto? Immagino che non sarà d’accordo.
Risposta. E’ un teologo, ma non ha nessuna esperienza pastorale.
Domanda. E la Congregazione per la Dottrina della Fede?
Risposta (in tono un po’ sprezzante). Pensano che sono loro i guardiani della Fede! E’ il Papa il guardiano della fede.
Domanda. Ho sentito che ha convocato il cardinale Danneels al Sinodo.
Risposta. A che brav’uomo! E’ raffinato…
E dopo uno scambio di telefoni e cordiali saluti, la conversazione ha avuto termine.
Da questa conversazione, e dagli altri elementi, si può dedurre che in realtà nella cerchia di persone legate al Pontefice c’era chiara l’idea di abbandonare in maniera trasversale l’insegnamento magisteriale sulla comunione ai divorziati risposati civilmente. Da ignorante quale sono, mi sembra un artifizio verbale, dire che si tratta di un sviluppo, di un passo avanti nell’ambito della stessa dottrina, quella precedente. Senza però avere il coraggio di affermarlo con chiarezza e semplicità. E da qui nascono tanti problemi. Che non fanno bene a nessuno, come testimonia una situazione di conflitto e divisione che si protrae ormai da troppo tempo.

Marco Tosatti

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