ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 4 marzo 2017

Asperges me, Domine,


Rivogliamo Asperges me Domine, mi aspergerai Signore                       

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Sì! Lo rivogliamo, perché ci è stato abusivamente tolto. Il popolo di Dio è stato privato, abusivamente, di una benedizione, aspersione, con l’acqua benedetta. Non si tratta semplicemente di “un rito” o peggio di un “simbolo”, una superstizione, quanto di sottomissione dell’anima all’inizio della Messa predisponendola a meglio ricevere i benefici da Essa elargiti, e gesto di purificazione che scende dall’Alto: il popolo supplica “aspergimi Signore, e sarò mondato”, e il Signore fa scendere dal Cielo la Sua benedizione sul popolo prostrato davanti a Lui. E’ un atto di Fede del popolo di Dio, che chiede di essere benedetto e mondato.
Asperges me, Domine, hyssopo et mundabor. Mi aspergerai, o Signore, con issopo e sarò mondato
Avviene all’inizio della Messa antica quanto in quella riformata (la domenica soprattutto e in tutte le Messe anche Vespertine, mentre nel Rito antico solamente nella Messa domenicale e non sostituisce l’Atto Penitenziale con l’assoluzione dai peccati veniali), così dice infatti la Norma: “…specialmente nel Tempo Pasquale, in circostanze particolari. Il Rito, in memoria del Battesimo, sostituisce il consueto Atto Penitenziale. Il Presidente, benedetta l’acqua, senza togliere la Casula asperge l’assemblea accompagnato dal Diacono o da un Ministrante. L’aspersione non si fa mai prima della Messa ma sempre durante la Messa all’inizio, dopo il Salutatio. Il coro accompagna il Rito con un canto adatto. Al termine del Rito, se è prescritto, si canta o si dice subito il Gloria”.
Peccato che nelle Parrocchie si usa talmente poco, ma così poco da averlo lasciato solo a Pasqua e così talmente poco, da averlo fatto dimenticare persino agli adulti, e i giovani non lo conoscono, non sanno di cosa stiamo parlando… Benedetto XVI aveva riportato il rito dell’aspersione nelle sue celebrazioni pontificie, oggi è stato riabbandonato nuovamente, lasciato solo a Pasqua, o in qualche altra rara occasione da non essere neppure ricordata.
Avverrebbe così,  nelle Norme della forma Ordinaria, che laddove non si facesse l’aspersione, ci sarebbe ad ogni modo una vera e potente formula di assoluzione dai peccati veniali: Misereàtur nostri omnìpotens Deus et, dimìssis peccàtis nostris, perdùcat nos ad vitam ætèrnam. Amen.
Ma a quanto ci risulta, non c’è più, né all’inizio della Messa, e neppure poco prima della Comunione. Nella forma antica infatti, l’Atto penitenziale è questo:
Il Ministrante invoca sul Sacerdote la misericordia di Dio:
Misereátur tui omnípotens Deus, et dimíssis peccátis tuis, perdúcat te ad vitam ætérnam.
Il Sacerdote dice Amen e si alza.
I Ministranti con il popolo, profondamente inchinati, ripetono la confessione:
Confíteor Deo omnipoténti, beátæ Maríæ semper Vírgini, beáto Michǽli Archángelo, beáto Joánni Baptístæ, sanctis Apóstolis Petro et Paulo, ómnibus Sánctis et tibi, pater: quia peccávi nimis cogitatíone, verbo et ópere: (ci si batte il petto per tre volte) mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa. Ideo precor beátam Maríam semper Vírginem, beátum Michǽlem Archángelum, beátum Joánnem Baptistám, Sanctos Apóstolos Petrum et Paulum, ómnes Sanctos, et te, pater, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum.
Il Sacerdote, con le mani giunte, da l’assoluzione dicendo:
Misereátur vestri omnípotens Deus, et  dimíssis peccátis vestris perdúcat vos ad vitam ætérnam.
Il popolo risponde: Amen.

Tratto dal manuale di Filotea di Giuseppe Riva, cerchiamo di capire bene di cosa stiamo parlando.
_018-aspersione-imago-pietatis-3L’uso dell’Acqua Santa è antichissimo. San Giustino infatti ci fa sapere nella sua “II apologetica” che fin dai suoi tempi, cioè al principio del II secolo, ogni domenica si poneva gran cura perchè, dovunque si adunavano i fedeli, non mancasse l’acqua benedetta, colla quale il sacerdote li aspergeva perchè fossero sempre meglio purificati.
E prima ancora di san Giustino il papa sant’Alessandro comandò ai sacerdoti di benedir tutto il popolo con l’Acqua Santa: e dalle parole del suo decreto rilevasi che questa pratica era già in uso fin dai tempi apostolici. Il primo autore di questa istituzione si crede essere l’apostolo san Matteo.
L’acqua Santa si fa dai Sacerdoti in cotta e stola, mischiando il sale coll’acqua, recitando sopra di essa le orazioni prescritte dalla Chiesa. Si mischia il sale coll’acqua affinchè, essendo il sale simbolo di purezza e dell’incorruzione, e l’acqua simbolo di semplicità e purità, tutti coloro che di essa si aspergono restino purificati da ogni immondezza, e premuniti contro le insidie diaboliche; e coll’aiuto divino divengano prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Questo mescolamento rappresenta inoltre:
– la Incarnazione del Verbo: perocchè se nell’acqua che scorre sopra la terra si rappresenta la natura umana, nel sale che tutto condisce e rende incorruttibile, si rappresenta la natura divina che in unità di persona si trova in Gesù Cristo;
– l’unione del popolo con Gesù Cristo, perocchè, come dell’acqua che è tutta semplicità e del sale che è tutto sapore, si fa una cosa sola, così del popolo fedele si fa un solo corpo mistico con Gesù Cristo per mezzo della sapienza evangelica che ce lo fa conoscere ed amare, e quindi strettissimamente ci unisce a lui per mezzo della Grazia in questa vita e per mezzo della gloria nell’altra.
L’acqua benedetta si pone all’ingresso della chiesa, affinchè il popolo che vi entra, mondato delle colpe veniali, preghi con maggiore purità di coscienza, e più facilmente impetri ciò che chiede. Il che tanto più conviene ai cristiani al primo metter piede entro le chiese, in quanto che gli Ebrei erano soliti purificarsi prima di entrare nel tempio; ed è perciò che al suo ingresso si trovano capacissime vasche espressamente ordinate a questo scopo.
L’uso dell’Acqua Santa è sempre stato sollecitato dalla Chiesa. Si costuma infatti di portarla alle proprie abitazioni, ed ivi conservarla con decenza presso il letto onde usarla per farsi il segno della Santa Croce nel coricarsi, nel levarsi, in tempo di gravi tentazioni, di procelle, di malattie, non che di qualunque altro bisogno, e così chiamare sopra di se la benedizione del Cielo, e sempre più rinvigorirsi contro gli assalti dei propri nemici spirituali quanto quelli umani accecati di invidie e maledizioni. Infine è essa necessaria ed utile nell’entrare e nell’uscire di casa, onde chiedere la protezione dei Santi Angeli posti a custodia nostra e delle nostre case.
Si aspergono ancora con Acqua benedetta, infatti:
– le case, le stalle, le mandrie, onde tener lontane le infestazioni degli spiriti maligni;
– le suppellettili, le vesti, i cibi, affinchè il loro uso riesca profittevole sia all’anima che al corpo, oltre che a ricordare agli uomini che tutto è dono dell’amore di Dio per noi;
– il cimitero e i cadaveri dei fedeli, onde rendere sempre più efficaci i suffragi che si fanno alle anime dei defunti;
– finalmente tutti i luoghi Sacri e gli oggetti di culto, affinchè santificati con questa aspersione riesca di maggiore gradimento al Signore l’uso che se ne fa, e ispirino i fedeli la venerazione che meritano.
Per godere poi tutti i vantaggi, i benefizi, a cui è ordinata l’Acqua Santa, bisogna usarla con sentimenti di fede, di umiltà e di contrizione, giacchè quest’Acqua non opera se non per via di impetrazione, e sempre a misura delle disposizioni di chi se ne serve. E’ dunque interesse di ogni cristiano e dono perfetto di Dio, d’adoperarla frequentemente, ma sempre con grande rispetto, non per superstizione, non per magia, e di tenerne sempre provveduta la propria casa.
A fronte di ciò vi ricordiamo come grandi esorcisti hanno potuto raccontare la potenza divina di quest’Acqua Benedetta dai Sacerdoti di Cristo, contro le potenze del Demonio. Aspergere li buoni cristiani con l’Acqua benedetta, mette in subbuglio i Demoni che non resistono, urlando e gemendo scappano inorriditi e bruciati perché, quest’Acqua, porta i segni della Passione di Cristo che è fuoco inestinguibile d’Amore acceso e ardente. Inoltre, l’uso dell’Acqua Benedetta implica quel Segno della Croce che è una forma di esorcismo che tutti i Fedeli compiono senza, purtroppo, rendersene più conto, ma segno di una protezione che proviene dall’Alto e che a suo tempo porterà grandi benefici a chi, con pazienza pur rimanendone fedele, disgraziatamente, dovesse cadere nel peccato. Perché subito il Signore porterà quell’Anima devota, all’esame della retta coscienza e a riconoscere i suoi peccati.
IL TESTO latino-italiano
  • Asperges me, Domine, hyssopo et mundabor,
Lavabis me, et super nivem dealbabor.
  • Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam.
  • Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto
Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
  •  Asperges me, Domine, hyssopo et mundabor,
Lavabis me, et super nivem dealbabor.
  • Ostende nobis, Domine, misericordiam tuam;
– et salutare tuum da nobis.
  • Domine, exaudi orationem meam;
– et clamor meus ad te veniat.
  • Dominus vobiscum.
– Et cum spiritu tuo.
Oremus:  Exaudi nos, Domine sancte, Pater omnipotens, aeterne Deus: et mittere digneris sanctum Angelum tumm de coelis, qui custodiat, foveat, protegat, visitet, atque defendat omnes habitantes in hoc habitaculo. Per Christum Dominum nostrum.
Amen!
in italiano
  • Mi aspergerai, o Signore, con issopo e sarò mondato
Mi laverai, e sarò più bianco della neve.
  • Abbi pietà di me, o Dio,
secondo la Tua grande misericordia.
  • Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli.
Amen.
  • Mi aspergerai, o Signore, con issopo e sarò mondato
Mi laverai e sarò più bianco della neve.
  • Manifestaci, o Signore, la tua misericordia;
e donaci la tua salvezza.
  • Signore, esaudisci la mia preghiera;
e il mio grido giunga fino a Te.
  • Il Signore sia con voi,
e con il tuo spirito.
Preghiamo:  Esaudisci, Signore santo, Padre onnipotente, eterno Iddio: degnati di mandare dal Cielo il tuo santo Angelo, che custodisca, sostenga, protegga, visiti e difenda tutti gli abitanti di questo luogo. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
qui il video
Ammoniva così San Giovanni Bosco: “… rattrista il vedere tanti cristiani a fare poco o nissun conto della Santa Messa, andarvi di rado, o starvi di mala voglia, ascoltarla volontariamente distratti senza modestia, senza attenzione, senza rispetto, rimanendosi in piedi, guardando qua e là. Ah! sappiano costoro che rinnovano più volte i patimenti del Calvario con grave scandalo degli altri e disonore della Religione.
Per evitare un male così grande entrate con disposizioni di vero cristiano nello spirito di Gesù Cristo, e supponete di vederlo cominciare la sua dolorosa passione, esposto ai più barbari trattamenti per nostra salvezza. Durante la Messa state con modestia e raccoglimento tale che alcuna cosa non sia per disturbarvi. Il vostro spirito, il cuore, i sentimenti vostri non siano ad altro intenti che ad onorare Iddio.” (La Chiave del Paradiso in mano al Cattolico, 1856)
Supplichiamo Sacerdoti e Vescovi a riscoprire il Rito dell’Aspersione per i Fedeli tutti, questo sì che è un nostro diritto, altro che la pretesa di voler ricevere l’Eucaristia nello stato di peccato! Questo è il dovere dei Sacerdoti e Vescovi, aspergere il Popolo di Dio, affinché sia purificato, fortificato e protetto in questa battaglia contro le minacce dei demoni. I Sacerdoti e i Vescovi devono servire i Fedeli insegnando loro l’uso dell’Acqua Benedetta e di portarla nelle proprie case, che da quando ciò non si fa più, Famiglie intere hanno subìto le angherie dei demoni senza accorgersene.  Non si può privare il Popolo di Dio di un dono così grande.
Ai Fedeli tutti consigliamo di prendere una bottiglietta preparata con acqua semplice e dentro un pizzico di sale, chiedere al Sacerdote di benedirla, e portarla a casa. Posta sul comodino, o in salotto magari accanto all’immagine o statua di Gesù e Maria, segnarsi con il Segno della Croce la sera prima di coricarsi, al mattino prima di uscire per andare al lavoro, pregando, ringraziando il Buon Dio di ogni dono e per mettere se stessi e la Famiglia sotto la protezione di Dio e degli Angeli Custodi.
Non facciamoci ingannare da chi va ripetendo che sono “simboli”, abitudini di facciata… così ragionando allora dovremo e potremo eliminare TUTTO a cominciare dai Sacramenti per finire a rigettare, infatti, la stessa Presenza reale nell’Eucaristia di Gesù Cristo nascosto, appunto, dietro le sembianze di un’Ostia, o perché no: eliminare i sacerdoti, i vescovi e pure il Papa, dal momento che i “simboli” si possono modificare.
Ma l’Acqua Benedetta, Santa, NON è un “simbolo”, come non sono simboli i Sacramenti, le benedizioni che con questa vengono fatte, E’ SEGNO SACRAMENTALE. Il Battesimo è infatti INDELEBILE, così come il Matrimonio cristiano è indissolubile. Né è simbolo la Croce o il Crocefisso, MA SEGNI, SONO SEGNI, sono BENI DELLA GRAZIA OPERANTE DI DIO NEL SACERDOTE e attraverso anche i nostri gesti fedeli e di Amore a Cristo, anche in virtù del Battesimo, datore di questi Beni.
Laudetur Jesus Christus



1 commento:

  1. Eccolo
    https://www.youtube.com/watch?v=p_TbxlMC520
    I Domenica di Quaresima - Rito Ambrosiano antico - Parte 1

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