ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 8 aprile 2017

Dagli amici mi guardi Iddio..!?


Le ragioni di don Alessandro Minutella devono rimanere nella comunione della Chiesa ed a servizio della Chiesa in obbedienza alla Chiesa


Oggi, certi pensatori, ed ahimè non pochi ecclesiastici, hanno superato lo stesso Lutero, che a loro confronto ― va da sé è un paradosso ―, finisce col risultare più ortodosso di loro. Da tutti questi esempi vediamo quindi che c’è più contrasto tra modernisti e cattolici, che non tra luterani e cattolici. I cattolici sono più uniti a Lutero che ai modernisti. Il principale problema dell’unità fra cristiani, oggi, non è tanto quello dell’unione con i luterani ― c’è anche questo, ovviamente ―, quanto piuttosto quello dell’unità fra cattolici.

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Caro Confratello Sacerdote
ALESSANDRO MINUTELLA
Presbìtero della Chiesa di Palermo.



minutella omelia
il Presbìtero Alessandro Minutella,
omelia «L’imbarazzo della falsa Chiesa»
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la notizia del decreto del tuo Vescovo mi ha sorpreso e addolorato, perché recentemente ho ascoltato alcune tue omelie nelle quali hai denunciato accoratamente la diffusione nella Chiesa di molte eresie di tipo modernistico, dichiarando nel contempo, in tono critico verso i lefebvriani, il tuo rispetto per i decreti del Concilio Vaticano II e lamentando la loro interpretazione in senso modernista.
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Queste tue parole coincidono con quanto vado sostenendo pubblicamente da molti anni, per cui ho patito ingiusti provvedimenti da parte delle autorità. Come sostieni tu, oggi nella Chiesa la corrente modernista si è talmente affermata, che si è diffusa anche tra i Vescovi, sicché essi favoriscono i modernisti e castigano gli anti-modernisti. E come puoi appurare, noi Padri de L’Isola di Patmos scriviamo da alcuni anni su questi gravi problemi, basta solo consultare il nostro archivio per trovare decine di scritti su questo specifico argomento.

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So che il tuo Vescovo ha motivato il decreto adducendo che tu, pur essendo esente da infezioni ereticali, rompi la comunione ecclesiale. Tu, invece, dal canto tuo, ti ritieni punito ingiustamente ed hai citato l’autorità di San Tommaso in merito. Premetto che non ho sufficienti elementi per formulare un giudizio, ma ti offro alcuni criteri desunti dal Doctor Angelicus.        
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minutella appello a Francesco

appello di Alessandro Minutella al Sommo
Pontefice Francesco
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Innanzitutto dev’essere per te motivo di grande soddisfazione il fatto di aver avuto assicurazione dal tuo Vescovo di non essere eretico, considerata, come dicevo poc’anzi, l’attuale larga diffusione dell’eresia anche tra la Gerarchia e i teologi. Al contempo rimango stupìto dell’incoerenza del tuo Vescovo che permette però a un eretico come Enzo Bianchi di fare una conferenza pubblica nella sua Chiesa cattedrale [cf. recente articolo di Ariel S. Levi di Gualdo, QUI]. Infatti, di Enzo Bianchi, esistono autorevoli confutazioni, come quella del nostro caro e stimato confratello Antonio Livi, mentre su questa rivista telematica i Padri de L’Isola di Patmos lo hanno confutato più volte e severamente; è anche in preparazione uno studio documentale al quale il Dott. Jorge Facio Lince sta lavorando da mesi [alcuni dei nostri diversi articoli sulle eresie di Enzo Bianchi sono comunque leggibili QUI, QUI, QUI, QUI, etc ..]
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Quanto all’insegnamento dell’Aquinate in fatto di decreti penali, egli distingue un decreto indebito [excommunicatio indebita] a causa del disprezzo del diritto da parte dell’autorità [sententia iuris ordine praetermisso]. «Per cui, se da parte della sentenza c’è un errore tale, da render nulla la sentenza, essa non ha effetto».  Per cui chi ne è colpito può non tenerne conto.
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«Se invece la sentenza è giusta, essa ha effetto e il punito deve obbedire umilmente, e sarà suo merito; oppure deve chiedere al Superiore l’annullamento del decreto; oppure deve ricorrere ad un’istanza superiore. Se invece mostrasse disprezzo per il decreto, per ciò stesso peccherebbe mortalmente» [Sum.Theol., Suppl., q.21, a.4]. Io non sono in grado di consigliarti su quale strada prendere. Sta a te, in coscienza, davanti a Dio, prendere la decisione. Io posso citarti il mio caso personale, che ha trovato la seguente soluzione. A seguito di una mia trasmissione a Radio Maria, il 30 ottobre scorso, nella quale avevo parlato dei castighi divini, il mio Superiore mi sospese parzialmente a divinis il 5 novembre successivo, facendo pubblicare contro di me un comunicato infetto dall’eresia, che nega il peccato originale [in questi articoli c’è la mia difesa: QUI, QUI, in questa successiva trilogia si dimostra invece come il mio caso fu montato da ambienti legati alla lobby gay, QUI, QUI, QUI].
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veglia lorefice 1

notizie di cronaca
 sul “caso Alessandro
 Minutella” 
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Sentenza evidentemente ingiusta quella a mio carico, alla quale io mi adeguai in spirito di obbedienza, senza mancare di spiegare nei dettagli le mie buone ragioni al Superiore. Non vi fu però nulla da fare. Egli non mi rispondeva neanche. Allora, a fine gennaio, feci ricorso a istanza superiore, ricevendo soddisfazione. Due giorni dopo il Superiore mi ha reintegrato nella pienezza delle mie funzioni sacerdotali. Ma la questione, gravissima, dei castighi divini, resta aperta nel campo della teologia contemporanea. Lo stesso Pontefice, nel suo discorso ai terremotati in occasione della sua visita a Carpi il 2 aprile scorso, ha accennato alle conseguenze del peccato originale con le seguenti parole: «La nostra anima, creata per la vita, soffre sentendo che la sua sete di eterno bene è oppressa da un male antico e oscuro» [cf. video, QUI, QUI].
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La Chiesa insegna al sacerdote che deve vedere nel Vescovo il suo Superiore immediato, il quale però gli rappresenta il Sommo Pontefice, al quale, in ultima istanza va l’obbedienza a livello supremo su questa terra. La comunione col Vescovo e con la Chiesa locale è subordinata alla comunione col Sommo Pontefice.
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Oggi siamo in una situazione ecclesiale nella quale esistono Vescovi modernisti o lefebvriani, che non sono in piena comunione col Vicario di Cristo o fingono di esserlo; anzi, mentre i primi, carrieristi e prepotenti, lo adulano e premono su di lui con uno stile che assomiglia a quello mafioso, i secondi, in base ad un errato richiamo alla Tradizione, respingono le dottrine del Concilio Vaticano II e la Messa novus ordo, e disobbediscono al Papa apertamente [cf. articolo del 2015 di Ariel S. Levi di Gualdo, QUI]..



veglia lorefice 2
circa tremila fedeli hanno gremita la cattedrale di
Palermo per stringersi in preghiera attorno al loro
Vescovo [per aprire il video cliccare sopra
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L’unità della Chiesa locale va sempre curata ― sacerdoti e Vescovo insieme ― facendo capo all’unità della Chiesa Romana universale, da essa traendo ispirazione e ad essa sottomettendosi. Questa fedeltà ed obbedienza al Papa e al Magistero della Chiesa è il tesoro che solo noi cattolici possediamo tra tutti i fratelli cristiani non-cattolici. Questi sommi valori ho potuto approfondirli grazie all’esperienza che ho fatto dal 1982 al 1990 come officiale della Segreteria di Stato di San Giovanni Paolo II. Vicino al Papa e come collaboratori del Papa si può fare una bellissima e fruttuosissima esperienza della Chiesa universale, la quale non sminuisce affatto, anzi fa meglio comprendere la dignità e l’autonomia della Chiesa locale.
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Questo sguardo largo e universale, questo legame col Papa senza dimenticare il Superiore immediato, ma proprio per il suo tramite, è, per così dire, nel DNA della spiritualità di noi Domenicani, che facciamo la nostra professione di obbedienza al nostro Superiore Provinciale, certamente, ma al di là di lui e al di sopra di lui, la nostra totale obbedienza la professiamo al Sommo Pontefice.
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Oggi il papato ha più che mai bisogno di essere aiutato, avvertito e difeso nel suo ministero da tutto il popolo di Dio, soprattutto dai veri profeti e dalle anime-vittima, sia perché mai come oggi egli è tentato, insidiato ed assediato dalle forze sataniche che si fingono amiche, e invece vogliono abbatterlo, e sia perché purtroppo — cosa mai successa in tutta la storia della Chiesa ― una crisi di fede si è insinuata all’interno dello stesso episcopato e del collegio cardinalizio e, per conseguenza, sono sorte nella Chiesa divisioni e fazioni aspramente contrapposte [cf. Ariel S. Levi di Gualdo, QUI] — caso emblematico l’opposizione tra lefevriani e modernisti ― proprio sulla tematica delle verità di fede.

veglia lorefice 3
S.E. Rev.ma Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo
Metropolita di Palermo e Primate di Sicilia [per
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C’è più contrasto fra Rahner e San Tommaso d’Aquino che non tra Lutero e San Tommaso d’Aquino. Per Lutero Dio è creatore, per Teilhard de Chardin Dio è organizzatore della materia. Per Lutero l’ateo è nell’errore, invece per Rahner l’ateo è un credente inconsapevole. Per Lutero Dio è onnipotente, per David Maria Turoldo è debole. Per Lutero Dio è un Tu davanti all’Io, per Marco Vannini l’Io è il «soggetto assoluto». Lutero ammetteva l’immutabilità del dogma, Walter Kasper la nega. Lutero condannava l’ateismo, il Cardinale Carlo Maria Martini diceva che nella coscienza del credente c’è sempre un ateo. Per Lutero la fede è conoscenza della verità — cioè della Parola di Dio —, per molti teologi cattolici è un «incontro atematico ed esistenziale» con Cristo …
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… per Lutero il cristianesimo è al vertice delle altre religioni, per Dupuis è una religione tra le altre, alla pari delle altre. Per Lutero la vera religione è il cristianesimo, invece per Schillebeeckx è la federazione mondiale di tutte religioni [cf. miei articoli QUI, QUI]. Per Lutero solo il cristiano possiede il dono dello Spirito, invece per Raimundo Panikkar la mistica indiana è uguale a quella cristiana. Per Lutero i musulmani sono nemici del Vangelo, invece per Rahner sono “cristiani anonimi” [cf. mio articolo QUI]. Lutero credeva nell’altro mondo; Gutiérrez dice che l’unico mondo è questo mondo. Lutero pensava che Adamo ed Eva fossero veramente esistiti; il Cardinale Gianfranco Ravasi dice che il racconto della creazione dell’uomo è un mito eziologico [cf. mio articolo QUI, Ariel S. Levi di Gualdo QUI]. Lutero ammette il racconto biblico della creazione dell’uomo, mentre Teilhard de Chardin sostiene che l’uomo proviene dalla scimmia.
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Lutero distingue il corpo dallo spirito; Teilhard de Chardin dice che nell’evoluzione la materia diventa spirito [cf. mio articolo QUI]. Lutero credeva nell’immortalità dell’anima, Vito Mancuso la nega. Lutero credeva alla resurrezione dei morti alla fine del mondo, per Rahner, invece, la resurrezione avviene subito dopo la morte. Lutero crede nei castighi divini,  Raniero Cantalamessa ed Hermes Ronchi non ci credono [cf. mio articolo QUI, Ariel S. Levi di Gualdo, QUI]. Lutero credeva nell’inferno, von Balthasar dice che «esiste» ma che «è vuoto». Lutero credeva nell’esistenza del diavolo, molti esegeti cattolici non ci credono.   

veglia lorefice 4
preghiera di S.E. Rev.ma Mons. Corrado
Lorefice, Arcivescovo Metropolita di
Palermo e Primate di Sicilia [per aprire il
video cliccare sopra l’immagine]
Per Lutero la Trinità sono tre Persone, per Rahner sono tre modi di essere Dio. Lutero riconosceva il Filioque, per Melloni, che invece è filo-ortodosso, se ne può fare a meno. Lutero era ben certo di ciò che ha detto Cristo, Padre Arturo Sosa S.J. dice che non ne siamo sicuri [cf. articolo di Ariel S. Levi di Gualdo, QUI]. Per Lutero Ario era un eretico, per Bianchi Ario aveva ragione, come sembra abbia affermato di recente nella vostra chiesa cattedrale [cf. testi delle lectiones di Enzo Bianchi, QUI, QUI]. Lutero riconosceva la divinità di Cristo, Schillebeeckx considera Cristo solo il «profeta escatologico». Per Lutero credere che Cristo è il Redentore, è una verità assoluta, invece per Marcello Bordoni, Cristo si può liberamente interpretare, a scelta, o come redentore o come «profeta martire», come uno preferisce. Per Lutero Cristo è l’unico Salvatore, per Giuseppe Dossetti gli Ebrei si salvano anche senza Cristo.
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Lutero accettava il dogma cristologico di Calcedonia, Bruno Forte interpreta l’Incarnazione in senso hegeliano [cf. mio articolo, QUI]. Per Lutero Cristo è il Dio Verità, mentre per de la Potterie Cristo semplicemente ci insegna il Vangelo. Mentre per Lutero il sacrificio espiatorio di Cristo è verità di fede, per il Cardinale Robert Zollitsch l’idea dell’espiazione è un’immagine medioevale superata. Per Lutero il sacrificio di Cristo è stato voluto dal Padre per la nostra salvezza, per Schillebeeckx la morte di Cristo non è stata un sacrificio espiatorio, ma solo un delitto causato dalla cattiveria umana.
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Lutero distingueva il pensiero dalla realtà: dovere del pensiero è adeguarsi al reale. Invece per Rahner, il reale si identifica col pensiero, per cui la mia idea è la realtà: l’io ha sempre ragione. Lutero riconosceva che dobbiamo obbedire ai dieci comandamenti, mentre per Rahner ognuno è libero di decidere da sé della propria identità. Per Lutero la coscienza è sottomessa alla Parola di Dio, mentre per il Cardinale Walter Kasper è la fonte della verità [il cogito di Cartesio] e per il Padre Arturo Sosa primeggia su tutto [cf. mio articolo, QUI, nostre risposte ai Lettori QUI, etc ..]. Lutero sa che il peccato è un male tremendo, che è tolto solo dalla Croce di Cristo, per Teilhard de Chardin, invece, il peccato è semplicemente un trascurabile incidente di percorso nel cammino inarrestabile dell’Evoluzione [su Kasper vedere i miei articoli QUI, QUI]

veglia lorefice 5
preghiera di S.E. Rev.ma Mons.
Corrado Lorefice, Arcivescovo
Metropolita di Palermo e Primate
di Sicilia [per aprire il video cliccare
 sopra l’immagine]
Lutero era contrario a Pelagio, per il quale la grazia era il premio alle opere, invece, per Rahner, la grazia è il vertice dell’autotrascendenza umana. Lutero diceva che è giustificato solo chi crede, chi non crede, è condannato, invece, per Rahner, tutti sono giustificati, perché tutti hanno la fede, almeno «implicita, preconscia ed atematica». Lutero credeva nel peccato originale, Nunzio Galantino non ci crede [cf. mio articolo QUI, Ariel S. Levi di Gualdo QUI]. Lutero condannava la sodomia, Bianchi l’approva. Vincenzo Paglia fa le lodi di Pannella, che approvava la confusione fra i sessi [cf. mio articolo QUI], Lutero riconosceva la distinzione fra uomo e donna ed avrebbe condannato Pannella come immorale. Lutero giudica la modernità in base al Vangelo, i modernisti giudicano il Vangelo in base alla modernità.
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Oggi, certi pensatori, ed ahimè non pochi ecclesiastici, hanno superato lo stesso Lutero, che a loro confronto ― va da sé è un paradosso ―, finisce col risultare più ortodosso di loro. Da tutti questi esempi vediamo quindi che c’è più contrasto tra modernisti e cattolici, che non tra luterani e cattolici. I cattolici sono più uniti a Lutero che ai modernisti. Il principale problema dell’unità fra cristiani, oggi, non è tanto quello dell’unione con i luterani ― c’è anche questo, ovviamente ―, quanto piuttosto quello dell’unità fra cattolici. I modernisti, che si vantano di dialogare con i luterani, finiscono per assorbire le eresie di Lutero, dando ad esse una verniciatura cattolica e disprezzando in realtà Lutero, da loro considerato come un fondamentalista superato dalla «esegesi storico-critica».
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Caro Don Alessandro, la tua battaglia contro il modernismo è più che mai legittima, necessaria ed opportuna. I modernisti sono giunti ad altissimi posti direzionali, fra i collaboratori del Papa o presentandosi come amici del Papa, mentre sono degli astuti adulatori e dei Giuda, che vorrebbero imporre, come mafiosi, i loro loschi piani di asservimento massonico della Chiesa ai poteri del mondo [cf. articolo del 2015 di Ariel S. Levi di Gualdo, QUI] . Dobbiamo fare il possibile per liberare il Santo Padre da questo abbraccio mortale e da questi poteri occulti, che hanno messo il Venerabile Pontefice Benedetto XVI nelle condizioni di dover liberamente rinunciare al ministero petrino.

lorefice veglia 6
telecronaca, l’Adorazione Eucaristica
 in cattedrale presieduta da S.E.
 Rev.ma Mons. Corrado Lorefice,
Arcivescovo Metropolita di Palermo
e Primate di Sicilia 
[per aprire
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Credo che sia questa una missione purificatrice e santificatrice, che la Madonna ti affida, insieme col tuo servizio alla nobile e antichissima Chiesa palermitana, che oggi soffre in te, soffre nel Vescovo, soffre nei buoni fedeli, soffre per i peccati di tutti, ma nel contempo a questa di Palermo non manca la misericordia del Padre e la consolazione dello Spirito Santo, Che tutti convoca alla penitenza, alla riconciliazione, alla comunione ed alla pace, sotto la guida del legittimo Pastore, non esente dall’umana debolezza, eppure Servo delle vostre anime a nome e per mandato di Cristo. Pertanto ascoltate, aiutate e seguite il vostro Vescovo !
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Prenditi, caro Don Alessandro, un lungo periodo di sosta e riflessione eremitica, in ascolto della voce del Signore, come il profeta Elia: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore» [I Re 19, 11] e attendi «un mormorio di vento leggero» [v.12]. È il vento dello Spirito Santo. Accetta gli ordini, vinci le tentazioni. China il capo davanti alla Maestà divina. Implora misericordia per i tuoi peccati e per quelli dei peccatori. Abbandonati nelle mani del Dio di misericordia. Come dice Santa Caterina da Siena: «Ripòsati sulla Croce». Presto tu potrai riprendere in pienezza le tue funzioni sacerdotali e far fruttare a pieno i doni che Dio ti ha dato.
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Nuovi e grandiosi compiti ti attendono, nuove conquiste per la santificazione tua, per quella del Papa, per il bene della Chiesa universale, per la Chiesa palermitana, per l’Italia, per l’evangelizzazione del mondo, per la salvezza delle anime, per il regno di Cristo, per il trionfo di Maria, per la sconfitta di Satana.
lorefice appello alla unita
S.E. Rev.ma Mons. Corrado Lorefice,
Arcivescovo Metropolita di Palermo e
Primate di Sicilia, appello all’unità della
Chiesa 
[per aprire il video cliccare
sopra l’immagine]
Molto commovente e foriera di celesti favori è stata la recente e felice adorazione eucaristica collettiva in cattedrale con quattromila persone e il Vescovo umilmente prostrato in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento, per implorare con canti e lacrime luce, pace, perdono, amore, concordia ed unità per la Chiesa palermitana. Provo per voi tutti, fratelli cari nella fede, ammirazione, compassione e tenerezza. Vi ricordo nella preghiera. Pregate per me.
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Confermate il patto di sangue con Cristo: Egli vi dona il suo sangue; voi donateGli il vostro. Il peccato si lava con il sangue, il sangue della Nuova Alleanza. Noi romagnoli ― per non parlare dei toscani! ―, come voi siciliani abbiamo il sangue caldo: forse a volte siamo verbalmente violenti, ma sempre generosi.
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La Madonna vera, in carne e sangue, è misericordiosa e tenerissima con gli umili, ma è terribile con i superbi; è quella Madonna che a Fatima fece vedere ai pastorelli i dannati dell’inferno; è quella Madonna che magnifica il Signore perché ha «disperso i superbi nei pensieri del loro cuore» [Lc 1,51]. Quella Madonna, Sede della Sapienza, che è vincitrice di Satana e di tutte eresie.
cattedrale di Palermo
la splendida cattedrale metropolitana
primaziale di Palermo, dedicata alla Beata
Vergine Maria assunta al cielo
Ella vi protegga e vi difenda tutti, a cominciare dal vostro Vescovo; sia Ella, o Palermitani, il Presidio celeste della vostra Diocesi contro le insidie e le infiltrazioni del nemico e vi sostenga nella buona battaglia.
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Combattete contro i Principati e le Potestà! [Ef 6, 12]. Con Caterina da Siena, confidate, generosi Palermitani, che presto sarete un segno per la Chiesa italiana e gridate con Caterina: «Fuoco! Fuoco! Fuoco!». Presto scenderanno grazie abbondanti su tutti voi e l’Italia sarà infiammata.
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Con stima e affetto nel Signore.
Varazze,  7 aprile 2017
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Autore Giovanni Cavalcoli OP
Autore
Giovanni Cavalcoli, OP

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1 commento:

  1. Carissimo padre Giovanni, le Sue parole a don Alessandro - che ispirano quella fiducia che spontaneamente si prova di fronte a persone molto paterne e ricche di saggezza e sapienza - mi fanno riflettere sul fatto che l'umiltà è l'unica cosa che il diavolo non può imitare.

    Spero perciò che, partendo da questo, don Alessandro troverà la forza di affrontare una situazione per altri versi indigeribile e indigesta al limite dell'intossicazione.

    Quanto all'elenco dei personaggi sedicenti credenti da Lei citati, più eretici di Lutero in persona (e sarebbe già detto tutto), richiamano davvero alla mente l'immagine del Circo Barnum applicato alla neo-chiesa, dove mancano ormai solo i nani e le ballerine.
    Anzi, solo le ballerine...

    Che la Pasqua di Resurrezione di Nostro Signore faccia davvero nuove tutte le cose.

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