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domenica 9 aprile 2017

" Il terrorismo non ha religione"

Egitto, cristiani nel mirino: 40 attacchi in soli tre anni

Solo dal 2013 vi sono stati una quarantina fra aggressioni di cristiani e attacchi a chiese, in pratica un episodio al mese, con decine di morti
Gli attentati di oggi sono l'ennesimo attacco contro i cristiani in Egitto, comunità cristiana con radici millenarie che vanta 10 milioni di fedeli, moltissimi appartenenti alla diaspora, che formano il 10% della popolazione del Paese a stragrande maggioranza musulmana.


Dalle Primavere Arabe del 2011 e dalla cacciata di Hosni Mubarak, che godeva del sostegno dell'ex patriarca Shenouda III, i copti hanno vissuto in uno stato di crescente tensione che ha avuto il suo apice durante il periodo del governo del presidente islamista, Mohamed Morsi. Solo dal 2013 vi sono stati una quarantina fra aggressioni di cristiani e attacchi a chiese, in pratica un episodio al mese, con decine di morti. L'epicentro delle violenze è l'Egitto rurale e in particolare la regione di Minya, il turbolento governatorato con il mix esplosivo di un 35% di popolazione cristiana e un forte radicamento jihadista.
Il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, che ha destituito Morsi promettendo di ripristinare l'ordine e di proteggere le minoranze, ha ribadito anche recentemente che gli egiziani "sono tutti uguali nei loro diritti e nei loro doveri, in accordo con la Costituzione" e ha lodato la calma e la saggezza con cui la comunità cristiana sta rispondendo alle violenze. Una legge per punire ogni atto che mina all'unità nazionale e per allentare le limitazioni per la costruzione di nuove chiese è all'esame del Parlamento. I copti sono una minoranza che ha sempre avuto un ruolo chiave nell'economia e nell'establishment dell'Egitto, anche se molti di loro oggi vivono sotto la soglia di povertà. Sono cristiani la maggioranza degli orafi e la gran parte degli impiegati nel settore farmaceutico del Paese, così come alcune delle famiglie più ricche dell'Egitto come i Sawiris, che controllano il gigante delle telecomunicazioni Orascom. Dinastie di copti hanno ricoperto incarichi politici di primo piano: un membro della famiglia Boutros Ghali ha sempre fatto parte dei vari governi prima della caduta di Mubarak e un suo esponente, Boutros Boutros Ghali, è stato ministro degli Esteri prima di diventare segretario dell'Onu.



Le fonti riportano di una esplosione avvenuta all’interno di una Chiesa cristiana coopta, la Chiesa di San Jorge, nella località di Tanta, al nord del Cairo, che ha causato al momento almeno 21 vittime ma il bilancio è destinato a salire, ed altri 59 feriti, secondo quanto ha comunicato il governatore di Gharbiya, Ahmed Deif Saqr, al giornale egiziano Al Ahram.
L’esplosione si è verificata all’interno della Chiesa dove i fedeli erano riuniti per festeggiare la Domenica delle Palme, ed in attesa della prossima visita del Papa che si terrà in Egitto il prossimo 28 di Aprile.
I cristiani coopti rappresentano in Egitto circa il 10% della popolazione  (su un totale di circa 85 milioni di abitanti dell’Egitto) e le loro relazioni con la generalità della popolazione mussulmana erano considerate buone fino a quando sono comparsi nel paese i gruppi dei F.lli Mussulmani, di cui era un esponente il presidente deposto Mohamed  Morsi (appoggiato da USA e Gran Bretagna). Sotto la presidenza di Morsi si sono incrementati gli attacchi sanguinosi ai cristiani coopti da parte degli estremisti che sono sobillati e finanziati dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dagli stessi servizi di intelligence USA.
La minoranza cristiana aspetta con impazienza la visita del Papa Bergoglio nel paese, con l’occasione  sembra che alcuni esponenti della Chiesa coopta si ripromettono  di  chiedere  chiarimenti e spiegazioni circa le recenti affermazioni fatte dal Papa: “….quella in corso non è una Guerra di Religione e tutte le religioni sono per la pace”.. aveva dichiarato il Papa Bergoglio a bordo dell’aereo che lo aveva portato a Cracovia. Vedi: Papa Francesco nega l’evidenza:” non c’è una guerrra di religione”
I fatti di questi ultimi mesi sembrano smentire la “solenne dichiarazione” del Papa Bergoglio.
Fonte: Al Ahram
Traduzione e sitesi: L.Lago
Questi atti "non danneggeranno l'unità di questo popolo e la sua coesione. Gli egiziani sono uniti di fronte a questo terrorismo fino a quando sarà sradicato". Così il papa copto Tawadros II al premier Sherif Ismail che lo ha chiamato per presentargli le sue condoglianze per le vittime degli attacchi contro le due chiese copte. "Questi tentativi vili di colpire persone in pace in luoghi di culto dimostrano che il terrorismo non ha religione", ha aggiunto, assicurando che i responsabili saranno puniti.