ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 26 giugno 2017

Il riassunto del lunedì

Il Rosario ha sconfitto Boko Haram


Dubia. I quattro cardinali sono tornati, o non se n'erano mai andati. In settimana è stata diffusa una lettera che il cardinal Caffarra ha mandato a Francesco per chiedere udienza. Nella lettera si denuncia lo stato confusionale della Chiesa in materia matrimoniale. Le risposte per ora non sono ancora arrivate e i cardinali non sono mai stati ricevuti.

Don Nicola Bux ha invocato una professione di fede papale contro l'apostasia. Ci associamo alla richiesta.


Padre Livio censurato. Il direttore di Radio Maria aveva dichiarato, in occasione dell'approvazione della legge sulle unioni civili, che anche la Cirinnà prima o poi morirà. Scandalo. L'ordine dei giornalisti lo ha sospeso, senza motivazioni realmente plausibili. Il Vaticano ovviamente non ha aperto bocca per difendere l'evangelizzatore via etere. D'altronde cosa dovremmo aspettarci da gente che ha chiuso le trasmissioni a onde corte di Radio Vaticana, impedendo a milioni di cattolici in Africa di ascoltarla?
Fatto sta che, al netto del fatto vergognoso, speriamo che Padre Livio rifletta sulle epurazioni che lui stesso ha effettuato in passato, ai danni di persone come Gnocchi, Palmaro e Cavalcoli.

Questione cinese. L'accordo con i cinesi sembra si sia allontanato. Il motivo starebbe nel fatto che il governo non ha mai modificato i suoi comportamenti nei confronti della Chiesa Sotterranea, perseguitandola e imprigionandone i componenti.

Don Milani. La genialata della settimana riguarda la riabilitazione postuma di Don Milani effettuata da Francesco. La faccenda è diventata così imbarazzante che il vescovo di Firenze, Betori (noto per essere in genere un governativo) ha dovuto prendere le distanze, dichiarando che fino a quando è lui il vescovo non ci saranno cause di beatificazione di Don Milani.
L'uscita di Bergoglio appare la solita fregatura tirata al Papa dai suoi consiglieri idioti. Tutti sanno che il noto prete fiorentino va lasciato là dov'è a riposare in pace, senza andare troppo a rivangarne le gesta. Il suo pensiero e le idee propugnate non sono, parlando sinceramente, il massimo.

Morto Kohl. L'ex cancelliere tedesco è morto il 16 giugno, ma nessuno si aspettava che venisse inscenato un siparietto attorno alle sue spoglie. La vedova ha chiesto di fare il funerale al parlamento europeo e di non far parlare la Merkel. Queste sarebbero le volontà del defunto. Dare un giudizio su questo personaggio è sicuramente difficile. Certo è che non è tutto oro quel che luccica.

Il Santo Rosario sconfigge Boko Haram . Dopo anni di massacri, si stimano almeno 20 mila persone morte, l'esercito Jihadista di Boko Haram è ormai in rotta. Le autorità Nigeriane stanno riprendendo il controllo di tutto il territorio e l'incubo del califfato africano è ormai finito. La svolta nella guerra si è registrata quando S.E. mons. Oliver Dashe Doema, vescovo di Maiduguri, epicentro della zona d’azione di Boko Haram, nel pieno dei massacri ha lanciato una crociata del Rosario, su espressa richiesta di Nostro Signore. Il presule scese in piazza, con abito talare e Croce, per diffondere il Rosario. Un coraggio indomito che ha salvato la Nigeria.Un miracolo epocale.

Elezioni amministrative. Il PD soccombe nelle urne. Perde roccaforti come Sesto San Giovanni, Genova e Lodi. Il partito delle unioni civili e dello ius soli si avvia a tramontare. #ciaone 
di Francesco Filipazzi    


IL VOTO DI IERI, E I SONDAGGI, DICONO QUALCHE COSA AI VESCOVI E AL PONTEFICE REGNANTE? SPERIAMO DI SÌ.

L’ultimo sondaggio Ipsos afferma che il 54 per cento degli italiani è contrario allo Ius Soli, la legge su cui la Conferenza Episcopale Italiana, il Vaticano e il Pontefice regnante hanno sfoggiato quelle che su altri temi e in altri tempi sarebbero state chiamate interferenze scandalose, entrate a gamba tesa, e via con il laico strapparsi i capelli.
Le elezioni amministrative di ieri hanno bocciato clamorosamente il Partito con la P maiuscola verso cui la Conferenza Episcopale italiana ha sfoggiato forme di collateralismo e contiguità impensabili neanche ai tempi della Democrazia Cristiana. Basta pensare alla legge sulle Unioni Civili, al feeling Galantino-Cirinnà, per non parlare della conversazione del Responsabile vaticano per la Famiglia, l’arcivescovo Paglia, con il finto Renzi, completa di complimenti e auguri. E il silenzio su una quantità di temi sensibili legati a scuola ed educazione.
Possiamo aggiungere – e questo non è dimostrabile, ma dovete fidarvi, se volete, della mia parola – la crescente insofferenza che si percepisce nei commenti sui social a cui sono presente e nelle conversazioni casuali, verso l’ossessiva propaganda a favore dell’immigrazione predicata dal Pontefice e da altri esponenti del mondo cattolico, forse non tutti e non sempre così disinteressati come lui agli aspetti mondani e finanziari del fenomeno, unico nel mondo.
Tutti farisei, duri di cuore e via insultando, certamente. Ma anche membri di una comunità la cui cultura ed etnia forse potrebbero meritare rispetto, attenzione e difesa come gli Yanomami e le altre culture sud-americane.
Forse c’è da sperare, ma ahimè non troppo, che qualcuno di questi elementi faccia riflettere la Gerarchia della Chiesa e li induca a togliere il piede dall’acceleratore di una demagogia e di un populismo che già negli anni ’70 e ’80 in America Latina mostravano la loro fallacia (i risultati, da un punto di vista ecclesiale, sono sotto gli occhi di tutti) e cha adesso appaiono moderni e adeguati ai tempi come un bel paio di pantaloni a zampa di elefante viola.
MARCO TOSATTI