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venerdì 9 marzo 2018

Cominciarono da 30 denari, poi..

"Soldi a Ong abortiste": sotto accusa vescovi del Brasile

In un video diffuso nei social un duro atto d'accusa contro la "Campanha da Fraternidade", promossa dai vescovi brasiliani: il denaro dei fedeli sarebbe stato usato per finanziare Organizzazioni non governative abortiste e gay.


                                                 Campagna di Fraternità 2017

La Conferenza Episcopale del Brasile è nel bel mezzo di una tempesta sui social media, causata da un video, girato da un laico della diocesi di Londrina, Bernardo P. Küster, che denuncia duramente la "Campanha da Fraternidadé", promossa dalla CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile). Il motivo? Questa campagna in realtà ha fatto affluire denaro, il denaro dei fedeli cattolici brasiliani, verso altre organizzazioni, sostanzialmente tutte di sinistra o estrema sinistra, alcune delle quali promuovono l’aborto, la totale liberazione sessuale e l’unione fra persone dello stesso sesso.


Il video è su YouTube (clicca qui), e sta provocando proteste e scontento fra i laici. Da ricordare che la diocesi di Londrina è quella stessa nel cui seminario, nella cappella è stata collocata una bella statua di Budda, come scrivevamo sulla Bussola. E di conseguenza la messa per la Pastorale della Famiglia è stata celebrata nell’anfiteatro del seminario…

Vi diamo qualche informazione sui contenuti del video. L'autore si presenta come un laico, non legato né finanziato da nessun movimento o istituzione.

Nel video, si paragona la CNBB ad un consiglio o ad un'unione sindacale pura, che di conseguenza non ha potere di parlare a nome della Chiesa intera. Si fa riferimento a una frase di Benedetto XVI nel senso che questa entità, la Conferenza, non deve soppiantare il potere di ogni vescovo nella relativa diocesi. Subito dopo il video presenta una serie di deviazioni della CNBB in termini di dottrina, di politica e di soldi.

In termini dei soldi, dimostra che la CNBB avrebbe fatto ricorso al Fondo Nazionale di Solidarietà (FNS) per finanziare le istituzioni che sostengono iniziative condannate dal Magistero della Chiesa come, per esempio, l'aborto. Fra le istituzioni che hanno ricevuto i soldi del FNS sono l'Associazione Brasiliana delle Organizzazioni non Governative (ABONG),  che difende la legalizzazione dell'aborto, la Fondazione Grupo Esquel Brasile ed il movimento dei Senza-Terra (MST).

La CNBB  aveva già pubblicato una nota di chiarimento, a causa di una notizia su questo tema. In questa nota, la CNBB affermava che “non ha finanziato alcun progetto di ONG abortiste o di gruppi terroristi” facendo ricorso al Fondo Nazionale di Solidarietà. Secondo la CNBB, “uno dei progetti finanziati nel 2017 era il V° incontro dei Firmatari della piattaforma per Nuovo Marco Regulatório per le organizzazioni della Società Civile, realizzato a San Paolo nell’ottobre del 2017”. Tuttavia la CNBB ha riconosciuto che, poiché la Piattaforma non possiede un identificativo fiscale, “ha indicato l'associazione brasiliana di Organizzazioni Non Governative (ABONG), una delle relative entità firmatarie, per firmare la cooperazione con il Fondo Nazionale, e quindi risultava solo con il nome di ABONG come responsabile del progetto”.

L’oratore afferma che le risorse del Fondo sono state dirette dall’ABONG, così come ad altre istituzioni che difendono posizioni contrarie agli insegnamenti del magistero cattolico della Chiesa. Nel video, il laico sottolinea che non sta “condannando l'intera Conferenza episcopale CNBB, tutti i vescovi, i preti…ma solo alcune decisioni prese dalla cupola dell'ente durante gli anni scorsi”. Dice che nel sito esiste un luogo dove si verifica chi sono gli enti responsabili della Piattaforma per un Nuovo Marco Regulatório per le organizzazioni della società civile e fra queste c’è l’ABONG.

Quindi sottolinea che “in qualunque forma l’ABONG è implicato e non solo, ma anche MST (Senza Terra) e, anche, la Fondazione Grupo Esquel del Brasile, che ha fra i suoi amministratori l’ABONG. Cioè in ogni modo, per due vie i soldi finivano all’ABONG. L’oratore critica la difesa della CNBB, dicendo che sta cercando di deformare l’informazione. Invece “i soldi erano per l'ABONG con la Fondazione Esquel, di cui l’ABONG fa parte ed erano per la piattaforma di cui ABONG fa parte”. 

Bernardo spiega che “lo scopo del Fondo Nazionale di solidarietà è aiutare organizzazioni cattoliche e non cattoliche per la pratica del bene, per l’aiuto al prossimo, e quello in sé è una buona cosa”. Tuttavia “il problema è la mancanza di criteri” nella scelta di quelle beneficiate.
Ha indicato, per esempio, che “ABONG è un'associazione nazionale che punta a riunire le organizzazioni non-governative". C’è una Carta dei princìpi, in cui nella parte “che cosa desideriamo”,  si afferma che  “in quanto associazione di organizzazioni che si occupano di tematiche varie e nel dialogare con esse, difende: la fine di tutte le forme di imperialismo; la partecipazione popolare alla politica con una società civile forte e plurale; (…); la legalizzazione dell'aborto; il riconoscimento civile delle unioni omosessuali; la libertà affettiva e sessuale per tutta le persone; la riforma agraria". L'autore dice che il problema non è che questa associazione esiste, ma che la “CNBB dia dei soldi cattolici a loro, che difendono ciò che è contrario a quello che la Chiesa cattolica insegna”.

Fino all'anno 2014, il FNS è stato controllato dalla Caritas brasiliana; da allora è gestito dalla CNBB. In considerazione di questo cambiamento della gestione, Bernardo ha detto che ha deciso di fare ricerche sull'uso delle risorse del Fondo durante gli anni precedenti. L’autore cita allora i responsabili della Campagna di Fraternità, perché “responsabili sono persone, non un’istituzione, per non coinvolgere l’intera CNBB”. Quindi cita dom Geremias, arcivescovo di Londrina, che ospitò il 14° incontro Interecclesiale delle Comunità di Base, il cardinale Sergio Rocha, il padre Luis Fernando da Silva, della Campagna di Fraternità.  E ricorda che un’organizzazione di protesta che si chiama “Visione Mondiale” ha ricevuto aiuti finanziari dalla CNBB. Cita il CONIC, Consiglio nazionale delle Chiese cristiane, un organizzazione di cui la CNBB fa parte, e che si colloca all’estrema sinistra politica. Cita Dom Theodoro Mendes Tavares, vescovo di Ponta de Pedras, che è tesoriere del CONIC; e constata che questo Consiglio avrebbe ricevuto sei milioni dalla raccolta fondi, dei quali quattro milioni sono stati spesi e dei due milioni restanti non è stato fornito nessun rendiconto ai fedeli.

Il video offre poi estratti della dichiarazione di “convergenza dottrinale” fra le Chiese che appartengono al CONIC, il Consiglio nazionale delle Chiese cristiane del Paese, una dichiarazione ratificata dalla CNBB che pone in dubbio la presenza reale nell’Eucarestia, dice che la Transustanziazione è una formula filosofica e che il ministero sacerdotale è relativo. L’oratore chiede spiegazioni di queste presunte eresie alla CNBB, dicendo che deve dare chiarimenti su tutto questo ai fedeli.

E infine menziona una riunione della cupola della CNBB, che è stata tenuta a febbraio a Brasilia, sul processo elettorale, e su un documento che sarà fatto per orientare i fedeli nelle elezioni. E in questa riunione erano presenti persone che avevano partecipato a riunioni con senatori del Partito dei Lavoratori (PT), detto “petista”. L’oratore chiede: “Voi che siete fedeli della Chiesa cattolica, che cosa pensate di questo documento? Che inclinazione avrà?”.

Dice che tutti i vescovi del Brasile devono essere sollecitati per conoscere qual è la loro posizione su tutto questo; sollecitati con e-mail, o per telefono. E suggerisce anche di mandare mail o telefonare alla Nunziatura, affinché prenda posizione di fronte a questi scandali. Avvisa poi che la prossima raccolta di fondi avverrà alla Domenica delle Palme, e che ciascuno deve decidere se vuole donare qualche cosa alla CNBB, dopo questi fatti, come questione di coscienza. Ai chierici che accusano questo tipo di denunce di rompere l’unità della Chiesa, ribatte che quelli che rompono realmente l’unità della Chiesa sono i loro abusi, eresie, la politicizzazione, l’uso mal chiarito dei soldi. L’unità deve essere quella del Magistero e delle Scritture. La citazione finale è di Giovanni Paolo II: “Dobbiamo difendere la verità, anche se tornassimo a essere dodici un’altra volta”.

Marco Tosatti

http://www.lanuovabq.it/it/soldi-a-ong-abortiste-sotto-accusa-vescovi-del-brasile

Il prete pedofilo, la Curia e il fondo per zittire le vittime

Sacerdote accusato di abusi lasciato a contatto con i bimbi. Il ruolo dell'arcivescovo Delpini: "Decisione che presi io"
Fondi riservati della Curia milanese per azzittire le vittime dei preti pedofili. È questa la cruda realtà che emerge dal processo a don Mauro Galli, il sacerdote imputato di violenza sessuale ai danni di un giovane parrocchiano.
Centocinquantamila euro di risarcimento sono stati versati alla vittima perché ritirasse la sua querela. Non certo da don Galli, che risulta nullatenente. A officiare l'accordo è stato Mario Zanchetti, difensore dell'Arcivescovado. Tra le clausole imposte alla famiglia: non rivelare la provenienza dei quattrini.
Ieri, nella nuova udienza del processo al prete, appare con chiarezza - nel racconto di altri due sacerdoti - il motivo che avrebbe spinto la Curia all'esborso. Sia don Alberto Rivolta che don Carlo Mantegazza, entrambi in servizio nella parrocchia di Rozzano dove si svolsero i fatti, hanno raccontato di avere informato immediatamente il vicario episcopale dell'epoca, ovvero l'attuale arcivescovo Mario Delpini. «Noi pensavamo che don Mauro andasse spostato a livello prudenziale non in un contesto di pastorale giovanile», ha raccontato il parroco, don Mantegazza: l'importante era tenere il prete lontano dai bambini. Invece don Galli venne trasferito a Legnano, proprio alla pastorale giovanile. A deciderlo, emerge dagli atti, fu Delpini: «Questa decisione l'ho presa io», ammette il prelato in una conversazione.
Ieri in aula, i due preti-testimoni raccontano di avere appreso subito quanto era accaduto la notte del 19 dicembre 2011: don Mauro che invita il ragazzo a dormire a casa sua con il consenso della famiglia, ma invece che nella camera degli ospiti lo fa dormire insieme a lui nel letto matrimoniale. E nel cuore della notte allunga le mani. «Quando chiedemmo spiegazioni, ci disse che il ragazzo aveva avuto un incubo e lui lo aveva afferrato per non farlo cadere dal letto».
Solo più tardi, il ragazzo (allora quindicenne) aggiungerà di essere stato violentato dal prete. Ieri si apprende che comunque, fin dall'immediatezza dei fatti, Delpini aveva saputo che don Galli si era portato a letto il ragazzino. Ma si guardò bene dall'accogliere la richiesta dei suoi sottoposti di allontanare don Mauro da ulteriori tentazioni.
Anzi è lui stesso ad avvisare don Mauro dell'esistenza di una indagine a suo carico, e ad organizzargli la difesa. La prima circostanza è ammessa dallo stesso Delpini nel suo interrogatorio: «In quell'incontro dissi a don Mauro che c'era probabilmente un procedimento penale a suo carico»; e nelle intercettazioni don Galli parlando con un amico dice «ho ricevuto una mail da Delpini che diceva telefonami, scrivimi che ho bisogno di vederti".. l'ho chiamato subito e mi ha detto non è il caso che parliamo per telefono, vieni qui che poi ti spiego, poi dobbiamo stare molto attenti"». Anche della seconda circostanza ci sono tracce chiare nelle intercettazioni: il 4 settembre 2014 don Mauro chiama l'avvocato Zanchetti: «Mario Zanchetti si presenta a Mauro dicendo di essere l'avvocato, gli dice che monsignor Delpini gli ha scritto due righe dicendo che Mauro lo avrebbe chiamato, gli chiede se voleva vederlo per una cosa un po' delicata». Eppure un mese più tardi, interrogato dalla Mobile, Delpini dichiara: «L'avvocato Zanchetti non ha con me alcun tipo di contatto».
Cosa fosse accaduto davvero quella notte, lo racconta ieri in aula la ragazza della vittima: «A. era andato a casa di don Mauro, si era confessato, una confessione lunga e profonda. Si era esposto, era vulnerabile, avrebbe fatto qualunque cosa. Don Mauro l'ha fatto andare nel suo letto, sono andati a dormire e nella notte A. si è svegliato urlando. Lo aveva abbracciato da dietro».
Luca Fazzo

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