ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 26 marzo 2018

La vera pietà alle Anime del Purgatorio

Storia edificante su Maria Simma e il Purgatorio



Eravamo entrati nell’Annus Fidei, e fra di noi ci sollecitammo per offrire al nostro pubblico non già dei “santini“, ma vere e profonde testimonianze di vita cattolica che, vissute nel nostro tempo, sono state capaci di dare all’uomo ancora quella reale edificazione che spesso raccontiamo e raccogliamo dai Santi del passato….
Vi confessiamo che è davvero edificante ed un bene parlare fra noi di queste storie, andarle a cercare, per scoprire come il Signore, la Provvidenza Divina, opera e agisce in queste Anime delle quali spesso, purtroppo, ci si accontenta solo del “sentito dire“, costringendoci invece a leggere sui libri (pro e contro) per far andare insieme la Fede e la ragione. Ed eccoci così, dopo aver esaminato il caso di Natuzza Evolo, vedi qui, e donato a voi il Dossier sulla beata Emmerick con lo specifico delle Visioni, entrate qui, alla storia di Maria Simma di cui oggi vogliamo parlare. Non opinioni personali, ma vi riporteremo i fatti e le curiosità e, naturalmente, un confronto onesto con la Dottrina e la Tradizione Cattolica che ci hanno convinti della credibilità di questa Anima prediletta del Signore.

Una premessa
Il caso di Maria Simma è, in un certo senso, un caso simile a quello che abbiamo già affrontato per la beata Caterina Emmerick, visto che parliamo di “mistici” autentici come anche santa Caterina da Siena, o presunti tali come il caso della Valtorta (della quale parleremo in altro articolo).
Riguardo a Maria Simma dunque, poiché non c’è stato alcun pronunciamento ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede (CdF), né alcun Vescovo del luogo, in cui ha abitato Simma, ha mai sporto denuncia o mai vietato la divulgazione delle sue esperienze mistiche, la situazione è completamente diversa e ci autorizza,  ci legittima a trarne enormi benefici.
Questa premessa ci rammenta così che quando si parla di queste Persone non si può soddisfare la curiosità esclusivamente attraverso singole estrapolazioni, se l’argomento interessa per davvero, bisogna darci dentro, bisogna saper ascoltare i pro e i contro mantenendo come bussola la Dottrina della Chiesa altrimenti è inutile parlare di queste persone e del loro misticismo. Non esiste infatti alcuna autentica mistica al di fuori della Chiesa. Nulla vieta di copiare ed incollare riferimenti a questo o a quello, ma occorre farlo con dovizia di argomentazioni e cercando di far combaciare le conclusioni a ciò che la Chiesa insegna e non il contrario.
Infine, i riferimenti che si danno sono sempre un invito a scoprire il soggetto integralmente, per imitarne LE VIRTU’. Quando parliamo di un Santo o affini, o di ciarlatani o falsi maestri, lo svolgimento (=discernimento) dell’argomento dovrete farlo voi che leggete andando a controllare personalmente, se l’argomento vi interessa, e scoprire così quante volte la gente finisce per fermarsi solo allo stadio sentimentale, o per crearsi “dottrine e credenze” basate solo sui “sentito dire”, fermandosi spesso alle estrapolazioni, alle citazioni usate come degli odiosi slogan.
Quindi, quanto seguirà su Maria Simma non sostituisce in alcun modo l’eventuale giudizio che potrebbe dare in futuro la Chiesa al quale ci rimettiamo fin da adesso. Ciò che vogliamo offrire sono semplicemente dei punti, dei raccordi che riteniamo molto importanti ed illuminanti da parte di Maria Simma per la nostra edificazione e per la fede riguardo alla Dottrina del Purgatorio insegnata dalla Chiesa la quale è e resta la piattaforma indiscutibile per vagliare prudentemente la credibilità di quanto racconta e raccomanda Simma. E’ questo, del resto, quanto dice il Vangelo su quel divenire “Cooperatori della Verità” e non certo di fatterelli atti ad alimentare la vanità e la curiosità.
Il pensiero della Chiesa sulle Apparizioni, Messaggi interiori o mistici.
Due parole val bene spendere, una volta per tutte, per chiarire cosa insegna la Chiesa a riguardo. C’è la diffusa ed errata interpretazione che il Concilio Vaticano II abolendo “l’Indice dei libri”, abbia dato il via libera ad ogni apparizione e ad ogni scrittura. Non è così, si legga anche qui.
Sono diverse le Note che lo attestano, ve ne citiamo solo alcune per rilevanza e come garanzia:
  1. In merito poi alla diffusione di testi di presunte rivelazioni private, la Congregazione precisa: Non è assolutamente valida l’interpretazione data da alcuni di una Decisione approvata da Paolo VI il 14 ottobre 1966 e promulgata il 15 novembre dello stesso anno, in virtù della quale potrebbero essere liberamente diffusi nella Chiesa scritti e messaggi provenienti da presunte rivelazioni. Dette decisione si riferiva in realtà all’ “Abolizione dell’Indice dei libri Proibiti”, e stabiliva che – tolte le censure relative – rimaneva tuttavia l’obbligo di non diffondere e leggere quegli scritti che mettono in pericolo la fede e i costumi. (1);
  2. “… sempre su l’Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’ Index conservava tutto il suo valore morale, …..” (cardinale Joseph Ratzinger Prefetto)(2);
  3. Tenendo presente quanto sopra, il Santo Padre Benedetto XVI rileva:
  • Il Sinodo ha raccomandato di “aiutare i fedeli a distinguere bene la Parola di Dio dalle rivelazioni privateil cui ruolo “non è quello di ‘completare’ la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica” (3).
Alla luce di questi indiscutibili esempi, ognuno potrà verificare cosa insegna la Chiesa: Essa non vuole vietare per il divertimento di censurare, ma vuole spingere i fedeli ad una maturazione della Fede che non si fermi al sensazionalismo, della miracolistica o del soprannaturale, la Chiesa vuole che il fedele appuri con la sana Dottrina la veridicità di certe apparizioni, per questo continua ad affidare ai Vescovi del luogo la prima responsabilità della vigilanza, dello studio di certi fatti, e di dare il primo giudizio al quale i fedeli devono attenersi. Solo in un secondo tempo, se la situazione dovesse farsi difficile e confusionaria e sfuggisse al controllo del Vescovo (l’Ordinario del luogo) allora interverrà di diritto la CdF la cui parola sarà definitiva.
Fino ad allora fa fede la Dottrina della Chiesa la quale è l’unica bussola, la cartina tornasole per verificare la veridicità di una rivelazione detta “privata”. Molti pretendono di modificare la Dottrina a seconda di certe rivelazioni, questo modo di fare è eretico! E’ alla Chiesa che il Signore ha dato l’onere di “confermare gli altri nella fede” (Lc.22,32), anche a riguardo delle Apparizioni o dei messaggi da queste scaturiti. Fatima e Lourdes sono gli esempi più calzanti.
1 – Chi era Maria Simma? La “stranezza” della sua figura di mistica
Della sua vita ci colpiscono due aspetti che riteniamo di grande aiuto per intravvedervi l’opera di Dio:
a. la sua profonda ma anche dignitosa povertà non solo materiale, ma autentica povertà di cuore biblicamente intesa. Maria Simma è nata in una famiglia numerosa (8 figli) che ben presto a causa anche della crisi causata dalla prima guerra mondiale (è nata nel 1915), si ritrova a fare i conti con gravi ristrettezze economiche. Ella ha vissuto praticamente tutta la sua vita in un piccolo paese tra i monti dell’Austria, a Sonntag, nella provincia del Vorarlberg, morendo nel marzo 2004 all’età di 89 anni.
Tutta la famiglia si mette al lavoro. Maria fu, fin dalla giovinezza, molto pia e frequentò assiduamente i corsi d’istruzione religiosa dati dal suo curato, il Rev. Karl Fritz, morto in odore di santità. Manifesta fin da fanciulla un cuore docile e sensibile alla fede tanto da lavorare e mendicare per prepararsi  un corredo e farsi suora. Ma a causa della sua salute cagionevole, non viene accolta. Non è il primo caso di mistici e santi che vengono “rifiutati” dai conventi a causa della poca salute e poi rivelarsi forti nel corso della vita e testimoni di fatti sorprendenti. Probabilmente questo particolare è uno di quei segni che più contraddistingue le Anime “predilette” da Dio, chiamate poi per delle missioni speciali.
Fin da giovane rivela un amore profondo per la Santissima Vergine alla quale volle subito consacrare la propria verginità e, strano davvero per la giovane età, una forte sensibilità verso le Anime del Purgatorio. Il suo soggiorno alternato in alcuni conventi per provare la sua permanenza, le aumenteranno questa passione che non la lascerà più tanto da farla diventare una vera “missionaria”  per la divulgazione della pietà verso le Anime del Purgatorio. Si intravvede così il misterioso disegno di Dio che a questo punto non la vuole consacrata in un convento, ma consacrata laica nel mondo per divulgare una delle forme di pietà più contrastate della Dottrina Cattolica, l’esistenza del Purgatorio e il culto per i Defunti attraverso il concetto di espiazione.
Certo, abbiamo per questo il famoso e bellissimo Trattato sul Purgatorio di Santa Caterina da Genova approvato dalla Chiesa, infatti Maria Simma non dirà per questo nulla di nuovo, non cambia dottrina, non aggiunge nulla né vi toglie nulla, ma diventa missionaria di questa Dottrina, consacrando tutta la sua esistenza. Vediamo piuttosto, nella Simma, una di quelle profezie annunciate dalla Beata Emmerich a riguardo di “anime predilette” da Dio per i tempi avversi della Chiesa, vedi qui.
Ha fatto anche la catechista e forse per questo riusciamo a leggere in Maria una naturalezza angelica nello sviluppo della sua vita spirituale che non navigava nell’ascetismo per vivere di soprannaturale, ma nella concretezza, mai nell’isolamento ma sempre nella comunità ecclesiale alla quale si è sempre sentita legata e protetta. Se di “stranezze” dobbiamo parlare è il fatto che nel Terzo Millennio esista ancora un’anima che rinunci a tutto e si consacri per divulgare la dottrina e la vera pietà alle Anime del Purgatorio!
Un vero contrasto nel nostro tempo scristianizzato e senza Dio! Una vera assurdità davanti alla protestantizzazione della fede cattolica generata dalla grave apostasia che ha messo in crisi le Membra della Chiesa del nostro tempo. Ma per noi che davvero crediamo che “nulla è impossibile a Dio” questa stranezza si rivela a noi come dono divino, come segno benevolo della Provvidenza, dove la stranezza semmai è di coloro che dicendosi cristiani dimenticano i propri Defunti, li abbandonano a se stessi senza più pregare per loro, senza darsi pena dell’espiazione.
Anche la beata Caterina Emmerick lamentava già ai suoi tempi questa dimenticanza e supplicava vescovi e sacerdoti ad insegnare ai fedeli di fare ricorso alle Messe di Suffragio, ed è questa santa Mistica a ricordare che in ogni tempo il Signore suscita anime che devono ricordare ai fedeli le loro responsabilità di fede. In questa chiave di lettura non è difficile scorgere in Maria Simma una di queste anime predilette da Dio per i suoi scopi, i suoi disegni  per la nostra edificazione e santificazione.
b. l’altro aspetto è la sua umiltà. Pur rimanendo in attesa di come la Chiesa si pronuncerà in futuro (attualmente non c’è alcuna nota negativa dal Vescovo del luogo, mentre c’è il placet da parte del suo primo Vescovo), a noi oggi non può sfuggire questa grande virtù e per chi la vive in concretezza. Maria Simma viene chiamata a testimoniare il passo paolino: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal.2,20), infatti ad imitazione di Cristo Crocefisso ella accetta di “espiare” in Cristo, con Cristo e per Cristo le pene che affliggono le Anime del Purgatorio più dimenticate.
Ci vuole una enorme dose di umiltà per giungere a vivere questo! Maria Simma fin da fanciulla sa bene che non sono i suoi meriti a guadagnare la salute eterna a queste Anime afflitte, ella si appassiona al dono delle indulgenze e fa tutto ciò che la Chiesa raccomanda per guadagnare queste indulgenze alle Anime purganti. Tutta la sua opera si muove da questa dottrina: guadagnare le indulgenze per salvare quante più Anime è possibile. Se pensiamo alla strafottenza di Lutero che scatenandosi contro le indulgenze da quattrocento anni migliaia di Cristiani non praticano più il Culto ai Defunti, l’opera di Maria Simma ci appare davvero provvidenziale e profetica, segno di grande benevolenza da parte di Dio il quale, invece di perdere la pazienza con dei crapuloni come noi, ci invia questa anima prediletta per ricordarci che il Purgatorio esiste e che la Chiesa ci ha dato i mezzi per aiutare le Anime che ancora non sono state completamente liberate.
Insomma, da una donna povera, umile e semplice, ci viene ri-confermata l’esistenza del Purgatorio ma soprattutto ci viene confermato il grande valore delle indulgenze, ci viene confermata la dottrina Cattolica quando, non pochi teologi del nostro tempo, hanno disconosciuto questa grande verità della nostra fede. Maria si era votata a questo traguardo e la Madonna la prese in parola, sul serio, ed anche il Demonio si diede da fare per ingannarla, ma proprio la sua umiltà ed obbedienza ai sacerdoti che la seguivano, le permisero di averla vinta sull’ingannatore e sempre, lei diceva: “con l’aiuto di Maria Santissima e delle stesse Anime del Purgatorio”, che così l’aiutavano a smascherare il Demonio quando si presentava sotto mentite spoglie.
2 – Il rapporto col soprannaturale
Questo è l’aspetto più difficile da valutare perché qui sarà necessario, prima o poi, un pronunciamento ufficiale della Chiesa. E’ infatti la Chiesa che deve approvare e confermare, e al momento comunque sia non ci sono gravi ostacoli e il suo primo vescovo approvò la sua opera che definiva: “di misericordia”. Dovrà essere la Chiesa ad esprimersi per definirla una “mistica” o meno, ma noi possiamo valutare alcuni aspetti edificanti.
Intanto il suo rapporto personale con il mondo soprannaturale è molto sereno (4). Maria non si dimostra mai, neppure una volta, scostante, inquieta, nervosa, impaurita, né sfasata, spregiudicata, imprudente,  spavalda. La sua eccezionale esperienza non la distoglie mai dalla vita reale, è sempre lineare con le attività che continua a svolgere per mantenersi materialmente anche dopo la morte del padre che accudì con amore fino alla fine nonostante la sua speciale missione. Capitava delle volte che le Anime si presentassero a tutte le ore e lei non aveva tempo neppure di mangiare, né il tempo di terminare i propri lavori, e così riceveva garanzia dalla Vergine Santa che le stesse Anime l’avrebbero aiutata e Simma, provvidenzialmente, riusciva alla fine a portare a termine tutto ciò che doveva fare. Il suo rapporto con il soprannaturale è la sua stessa realtà di vita che guarda al futuro, guarda al Regno promesso, guarda alla vera Patria, il Paradiso, che molti di noi invece non guardano, non contemplano, al quale non aspirano, o forse ritengono di averne semplicemente diritto!
Giusto per comprendere il concetto di naturalezza, leggiamo questo fatto da Simma:
  • “Un altro giorno ero seduta e cominciavo a pregare il rosario quando ebbi da uscire un momento dalla stanza e lasciai il rosario sopra la seggiola. Al ritorno, il rosario era sopra la tavola, attorcigliato in modo incredibile, tanto che non potevo scioglierlo. Allora compresi che era stato Satana. Così gli dissi: sistemalo! o ti tiro fuori in questo stesso momento dieci anime dal purgatorio. Davanti ai miei occhi quei nodi si slegarono facilmente e continuai a pregare tranquillamente il rosario. Satana non vuole che si preghi il rosario per le anime del purgatorio”.
Quando le fu chiesto quale era lo scopo recondito della sua esperienza soprannaturale rispose:
  • “Dio l’ha permessa affinché con il mio apostolato altre persone possano chiaramente comprendere che la nostra vita sulla terra ci serve solo per guadagnarci il Paradiso. Lo scopo della nostra vita è di essere buoni gli uni con gli altri e così facendo, di entrare in unione con Dio, sia ora sulla terra, sia dopo nell’eternità. In quest’ottica la vita diventa sempre più preziosa per ognuno di noi, come diventa sempre più assurdo ciò che della vita fa un gran numero di persone. In quest’ottica comprendiamo quanto sia immenso l’amore di Dio e quanto possa diventare incredibilmente bella la vita quando lavoriamo al suo fianco.”
Ma poi perché meravigliarsi tanto? In teoria e nella formulazione del Credo, noi crediamo di vivere già qui, sulla terra, la Comunione dei Santi nella quale è inclusa la cosiddetta Chiesa purgante, ossia con le Anime sante del Purgatorio, ciò che ci manca è forse la pia pratica, come insegna l’esperienza della beata Emmerich.. A Roma esiste una Chiesa speciale, benedetta e approvata da Papa Leone XIII, l’unica al mondo costruita appositamente per il Suffragio di queste Anime, dedicata al Sacro Cuore di Gesù, e che conserva l’unico museo al mondo che raccoglie testimonianze di questi rapporti fra la Chiesa purgante e la Chiesa militante, cioè noi viventi sulla terra.
In Maria Simma pulsa nel cuore il monito del Cristo che prende alla lettera: “Non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo (Mt 5, 26), questo e non altro diventa il cuore della sua missione, la vita stessa di Simma in questo rapporto col soprannaturale è : aiutare le Anime a “pagare fino all’ultimo spicciolo”. Perciò, un conto è fare “santo discernimento” (Gal.1,6-10), altra cosa è denigrare a priori il soprannaturale!
3 – Come fu accolta al suo tempo?
Quando in Austria appunto si seppe dell’opera di Maria Simma naturalmente si scatenarono anche le varie fazioni, chi pro e chi contro, era davvero un fatto del tutto nuovo anche perché ci troviamo di fronte ad una esperienza ben diversa rispetto ai fatti vissuti da santa Caterina da Genova. Ella non ebbe la “visione” del Purgatorio né le Anime andavano da lei per chiederle qualcosa, con Simma invece abbiamo una situazione ancora più particolare, come una sorta di “crescendo” in queste rivelazioni. Qui le Anime hanno il permesso divino di andare da lei per chiederle un aiuto ad espiare i propri peccati, un aiuto a “pagare fino all’ultimo spicciolo” e questo non dovrebbe meravigliarci visto che siamo entrati nell’epoca dell’ateismo e molti Defunti sono abbandonati senza più il ricorso alla Preghiera per loro, come “Vedeva” la beata Emmerich. Ma l’atteggiamento umile di Simma, la sua serenità e la sua fiducia nella Chiesa, le permisero di acquisire anche una forte dose di credibilità a tal punto che, dissero alcuni sacerdoti: “aumentarono le richieste delle Messe di Suffragio e molta gente cominciò ad interessarsi della sorte dei propri Defunti aumentando sacrifici e preghiere”. Era quello che voleva Simma, nient’altro che riaccendere il vero Culto alle Anime sante del Purgatorio, guadagnando ad esse le sante indulgenze.
Per capire come probabilmente fu accolta al suo tempo, ci può aiutare l’allora cardinale Ratzinger (5) che così si espresse nel famoso e bellissimo libro Rapporto sulla Fede, quando Messori gli pone alcune domande specifiche al nostro argomento: “Il fatto è che oggi tutti ci crediamo talmente buoni da non potere meritare altro che il paradiso! Qui c’è certamente la responsabilità di una cultura che, a forza di attenuanti e alibi, tende a sottrarre agli uomini il senso della loro colpa, del loro peccato. Qualcuno ha osservato che le ideologie che oggi dominano sono tutte unite da un comune dogma fondamentale: l’ostinata negazione del peccato, cioè proprio di quella realtà che la fede lega all’inferno, al purgatorio. Ma nel silenzio attorno al purgatorio c’è anche qualche altra responsabilità” (6).
Maria Simma racconta questo episodio:
  • “Venne a trovarmi un’anima che mi disse che sarebbe stata liberata se i suoi figli avessero fatto celebrare per lei 75 messe nei giorni feriali. Mi disse: Sono in purgatorio perché non ho insegnato loro il valore della messa nei giorni della settimana. I suoi figli mi dissero che avrebbero dato il denaro per le messe e che tutto si sarebbe sistemato, ma io dissi loro: No, questo non servirà: la ragione per cui vostra madre è in purgatorio è nel non avervi insegnato il valore della messa durante la settimana, per questo dovete partecipare tutti a queste sante Messe, avendo nel cuore il desiderio di aiutare vostra mamma. Da allora e fino ad oggi tutti vanno a messa, quasi tutti i giorni. Li conosco e posso dire che ora danno il giusto valore alla Messa infrasettimanale e non solo alla domenica”.
Le reazioni furono dunque diverse, ma non vi fu una sommossa di popolo contraria, anzi, tutto il paese riscoprì davvero l’autentica fede tanto che lo stesso Vescovo accolse benevolmente i fatti di Simma per via dei tanti buoni frutti che portava. Una cosa pare colpì il Vescovo degli anni ’40 (anno in cui le Anime cominciarono ad andare da Maria), che le divisioni venivano risanate e si respirava un clima di unità e di docile fiducia in Dio, soprattutto una unità ecclesiale che mantenne unito il paese specialmente negli anni della seconda guerra mondiale. Per il Vescovo questo fu un segno di benevolenza divina, lo stesso sacerdote che si occupò di Maria, quando morì nel 1974, se ne andò in “odore di santità”. Ma aggiungeremo qualcos’altro più avanti.
4 – Quali sono i suoi insegnamenti, rivelazioni, profezie, ammonimenti che la ricollegano a oggi?
Per rispondere sufficientemente a questa domanda sarebbe necessario riscrivere un ulteriore libro, ma c’è già e ve lo offriamo qui in formato pdf.
Possiamo sottolineare che gli insegnamenti della Simma sono squisitamente Cattolici e dottrinalmente assai validi, il più importante lo abbiamo riportato al punto due. La credibilità di questi insegnamenti è comprovata dalla Tradizione stessa della Chiesa che attraverso i suoi Santi ha parlato spesso di questo rapporto “espiatorio”fra le anime generose che qui sulla terra accettano di sacrificarsi per le Anime del Purgatorio. Abbiamo letto tante volte dai Santi che quello che più aiuta le anime del purgatorio sono le Sante Messe. La beata Anna Caterina Emmerick dice:
  • “Vidi quante meravigliose benedizioni ci vengono nell’assistere alla messa e che con esse ricevono impulso tutte le opere buone, promosso tutto il bene e che molte volte basta che una sola persona di una famiglia la ascolti perché le benedizioni del cielo scendano in quel giorno su tutta la famiglia. Vidi che sono molte di più le benedizioni che si ottengono assistendo alla messa che facendola dire senza che si assista”.
Molti sono i Santi che ci dicono che le anime del purgatorio sono presenti nel luogo dove si celebra una Messa per loro e che lì adorano con tutta la devozione Gesù Eucaristia. Anche Simma ci rammenta come alcune anime hanno la grazia di trascorrere il loro purgatorio in una chiesa per poter assistere alle Messe e poter adorare continuamente Gesù sacramentato. Questa grazia di solito viene concessa a coloro che nella vita hanno amato in modo particolare Gesù Eucaristia. Maria ci descrive anche la tristezza delle Anime del Purgatorio a causa dei loro familiari che hanno tanto amato e per i quali si sono tanto sacrificati, perché non le ricordano spesso e non le aiutano con più generosità, non fanno celebrare la Messa di suffragio per loro, ritenendole già in Paradiso. Verità questa di cui ha parlato a lungo la stessa Emmerich.
In altra occasione Maria insegna come anche una sofferenza sofferta per amore di Gesù aiuta sia la nostra anima quanto quella di una al purgatorio:
  • “Una cosa molto importante è accettare prima di morire tutte le sofferenze che Dio ci ha inviato. Conobbi una donna e un sacerdote che erano nello stesso ospedale con tubercolosi. La donna disse al sacerdote: Io ho chiesto al Signore che mi dia l’opportunità di trascorrere qui il mio purgatorio. Il sacerdote le disse: Io non oso chiedere tanto. Una suora ascoltò questa conversazione. Quando morirono, il sacerdote apparve alla religiosa e le disse che la donna era andata direttamente in cielo e che lui doveva trascorrere ancora molto tempo in purgatorio per non aver accettato le sue sofferenze. Da qui l’importanza che le nostre sofferenze siano offerte con amore. Le sofferenze della terra valgono di gran lunga di più in riparazione dei nostri peccati rispetto alle sofferenze del purgatorio. Per questo, una grande infermità prima di morire può essere una grande benedizione e una grazia di Dio”.
E ancora: “Una donna mi disse – Ho dovuto stare 30 anni in purgatorio per non aver lasciato entrare in convento mia figlia -. Per questo dobbiamo riflettere sulla grave responsabilità dei genitori che non acconsentono alla vocazione sacerdotale o religiosa dei loro figli. Nessuno ha il diritto di modificare i piani che Dio ha tracciato per ognuno da tutta l’eternità. I disegni di Dio sugli uomini sono perfetti, se c’è tanto male e tanta violenza è perché non si inseguono i suoi progetti, ma si vuole vivere lontano da Dio, come se Lui fosse un ostacolo per noi”.
Tante e diverse sono anche le profezie e le rivelazioni fatte da Simma, per conoscerle vi rimandiamo alla nota 4.
Dobbiamo fare attenzione quando parliamo di rivelazione e profezia cercando, per quanto ci è possibile, di purificarci da quella smania curiosa del “sapere cosa accadrà”, la profezia cattolica infatti non intende con questo termine riferirsi esclusivamente al futuro, ma profetizza cosa accadrà se, nell’attuale presente che viviamo, ci allontaniamo da Dio. Tanto per intenderci riportiamo questo passo interessante:
  • “Durante la notte di Ognissanti un’anima le disse – Oggi, giorno di tutti i Santi, moriranno al Voralberg due persone che sono in gran pericolo di dannazione. Queste non possono essere salvate se non si prega con insistenza per loro -. Maria Simma pregò facendosi aiutare da altre persone. La notte seguente un’anima venne a dirle che le due anime erano scampate dall’inferno ed erano arrivate nel purgatorio. Uno dei due malati si era fatto amministrare i Santi Sacramenti, l’altro li stava rifiutando. La più vera rivelazione e profezia in questo senso è sapere con certezza  ciò che dicono le anime del purgatorio, ossia che molti andrebbero all’inferno perché si prega troppo poco per loro e non ci si sacrifica più. Molte Anime si potrebbero salvare dall’inferno se mattino e sera si recitasse questa preghiera indulgenziale con tre Ave Maria per coloro che muoiono il giorno stesso:
O Misericordiosissimo Gesù, che bruciate di un sì ardente amore per le anime, Vi scongiuro, per l’agonia del Vostro Santissimo Cuore e per i dolori della Vostra Madre Immacolata, di purificare con il Vostro Sangue tutti i peccatori della terra che sono in agonia e che devono morire oggi stesso. Cuore agonizzante di Gesù, abbiate pietà dei morenti“.
Maria Simma ha fatto sue le suppliche stesse rivolte ai tre Pastorelli dalla Madonna a Fatima: “molte anime si dannano perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro….” è questa la più autentica delle profezie cattoliche: esiste l’Inferno ed esiste anche il Purgatorio, così come esiste il Paradiso, ignorare o peggio rinnegare, rifiutare queste rivelazioni è davvero da stolti!
Uno tra gli ammonimenti che la ricollegano all’oggi è anche questo fatto confermato da altri Santi:
che cosa sanno di noi le anime del purgatorio? Le anime sanno di noi e di quello che ci capita molto più di quello che noi crediamo. Sanno, per esempio, chi prende parte alla loro sepoltura, se si prega o se si va semplicemente per fare atto di presenza, senza dire una preghiera, o persino in grave stato di peccato, cosa che succede sovente. Esse sanno se si va via dopo l’offertorio, senza assistere alla Messa che sarebbe di gran profitto per loro. Se si assistesse con devozione alla funzione, invece di accompagnare solamente il corpo al cimitero, spiega Maria, si aiuterebbero maggiormente i defunti, poiché, altrimenti, si va solo per essere visti, ciò che è di nessun profitto per loro. Le anime sanno anche tutto ciò che si dice di loro, ciò che si fa per loro; esse sono molto più vicine a noi di quello che crediamo, esse sono vicinissime. Intendiamoci bene, non sono “spioni” o Anime  che non hanno nulla da fare! Il loro grado di comprensione non è come lo pensiamo noi, legati alla carne e ai sensi che ci animano. Qui parliamo di ANIME-SPIRITI incorporei la cui “conoscenza” è da quel momento della morte legata AL CRISTO GESU’. E’ Dio che decide come e in quale modo l’Anima possa e debba “sentire”, o debba intervenire a nostro e suo vantaggio. Infatti, per le Anime dannate non c’è più questo “rapporto” con i Vivi, salvo anche qui la decisione di Dio per il bene dei viventi, come fu il caso della famosa Lettera di Annette, la trovate qui in pdf da scaricare gratuitamente. Infine possiamo accostare anche la testimonianza di san Paolo: “Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare.“(2Cor.12,1-10), o il quadro del Vangelo sul monte Tabor quando Gesù, trasfigurato, è accompagnato da Mosè ed Elia…
5 – E’ una mistica del post-Concilio contro lo “spirito del Concilio”?
Per rispondere correttamente a questa domanda occorre tenere a mente la vera Riforma della Chiesa spiegata e portata avanti da Papa Benedetto XVI e tenere a mente almeno il Documento per noi fondamentale che conferma alcune rivelazioni di Maria Simma: la Sacramentum Caritatis (10). Parlare di “post-Concilio” ricorda Benedetto XVI porta ad equivoci perché esiste un “dopo” del Concilio del quale siamo preoccupati dal momento che è venuta nella Chiesa una grande tempesta che ha oscurato le verità della fede e ha dato origine ad una profonda crisi che parte proprio dalla fede, specialmente quella liturgica, la crisi di messe celebrate in modo sbagliato nelle quali è stato tolto il senso del sacro. E’ sempre il Papa che sottolinea che chi difende una sorta di “spirito” del Concilio e di post-Concilio non fa altro che difendere una idea errata.
Nel Discorso ai Vescovi italiani fu altrettanto chiaro: «Quel che più di tutto interessa il Concilio è che il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito e insegnato in forma più efficace», affermava il Beato Papa Giovanni XXIII nel discorso d’apertura. E vale la pena meditare e leggere queste parole. Il Papa impegnava i Padri ad approfondire e a presentare tale perenne dottrina in continuità con la tradizione millenaria della Chiesa, «trasmettere pura ed integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti»
Nell’indire l’Anno della Fede il Papa corregge la rotta e sottolinea che il vero “spirito” del Concilio è nei suoi Documenti correttamente interpretati e non in quel post-Concilio che li ha strumentalizzati ed oscurati. Chiarito questo aspetto, Maria Simma, non discute assolutamente del Concilio, ma proprio come il Papa, spiega semmai ciò che furono gli errori scaturiti dalle false interpretazioni a rovina della vera fede.
Le Anime del Purgatorio rivelano a Maria Simma l’errore di chi ha divulgato, per esempio, la comunione alla mano.
Simma non incolpa affatto il Concilio o la Chiesa, ma le singole anime, specialmente sacerdoti, che in modo del tutto arbitrario assunsero delle decisioni sbagliate imponendole ai fedeli. Per comprendere meglio leggiamo questi episodi:
  • “L’anima di un sacerdote venne da me e mi disse di pregare per lui, perché doveva soffrire molto. Di più non poté dire; poi sparì. Un’altra anima del purgatorio mi spiegò in seguito: “Egli deve soffrire molto, poiché ha seguito l’uso di distribuire la Comunione nelle mani dei fedeli e perché ha fatto rimuovere i banchi che servivano per ricevere la Comunione in ginocchio. Si potrebbe aiutarlo rimettendo i banchi al loro posto, là dove egli li fece togliere, ed esortando coloro che furono abituati da lui a ricevere la Comunione nelle mani a non far più così!” Parlai con il decano del posto, che ebbe molta comprensione. Disse: “Non sono stato io ad introdurre l’uso della Comunione in mano. Per quanto riguarda i banchi, posso tentare di soddisfare questo desiderio, ma devo lasciare che decidano i sacerdoti del luogo”.
  • Parecchie volte venne l’anima di un altro sacerdote, lamentandosi che soffriva moltissimo, poiché aveva rimosso i banchi in chiesa, costringendo il popolo a ricevere la Comunione in piedi. Da ciò si capisce che qualcosa qui non funziona. E’ vero: il Papa ha permesso di ricevere la Comunione anche in piedi. Chi però desidera inginocchiarsi, deve avere la possibilità di farlo. Così vuole il Papa, e noi possiamo pretendere ciò da ogni sacerdote. Se un sacerdote, o un vescovo, sapessero qual è la loro grande responsabilità nell’introdurre l’uso della Comunione in mano, non lo farebbero certamente, e non lo permetterebbero…”
Ciò di cui parla la Simma è ben documentato in testo del magistero a firma di Giovanni Paolo II:
[92.] Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli. (Redemptionis Sacramentum 25 marzo 2004)
E’ assai probabile che certi difensori dello spirito progressista del concilio, rideranno davanti a questi fatti del resto, se essi stessi non credono più neppure alla Presenza reale di Gesù tanto da trattarlo come un simbolo e sfrattandolo dalle Chiese (ossia taluni hanno tolto il Tabernacolo dalle chiese per metterlo in piccole cappelle esterne), inutile meravigliarsi del loro scetticismo anche di fronte a racconti come questi. Ma ciò che ci consola è la sensibilità testimoniata invece dal Santo Padre il quale, dal 2008 ha riportato nella Messa pontificia, oltre che il Crocefisso sull’Altare, anche l’inginocchiatoio con la speranza che tutte le comunità ecclesiali lo potesse imitare…. Ma ahinoi, purtroppo non solo così non è stato, ma oggi la situazione è peggiorata, gravemente peggiorata.
E’ proprio la testimonianza e l’insegnamento di Ratzinger, sia da vescovo – cardinale e oggi da Pontefice che ci danno prova come i racconti di Maria Simma non solo sono credibili, ma sono proprio lineari ai testi del Concilio il quale non aveva mai decretato lo stravolgimento della Messa e di come ricevere la Comunione, leggete qui questa intervista  interessante sui fatti.
  • Spiega ancora Maria: “E’ chiaro che oggi i tempi sono cambiati: noi viviamo in un mondo moderno. Ma i comandamenti di Dio non si possono modernizzare. I comandamenti di Dio fanno ancora parte dell’insegnamento religioso. Si metta da parte il  catechismo olandese , che mette in dubbio alcune importanti verità di fede, o le passa sotto silenzio. Tornate al catechismo tradizionale, come fanno in Svizzera, dove si stampano di nuovo migliaia di vecchi catechismi, affinché i bambini possano essere istruiti convenientemente. Se il sacerdote o i catechisti non lo fanno più, allora lo facciano i genitori….”
Benedetto XVI ha dato origine, insieme al suo Predecessore, al nuovo Compendio del Catechismo, per anni ha supplicato che tutte le diocesi del mondo e tutte le famiglie, ne facessero uso, ma ahinoi sono molti che gli hanno remato contro. Come all’inizio del secolo scorso il grande San Pio X ebbe la felice intuizione di compilare quel Catechismo che porta a memoria il suo nome (7), e di cui parla  Simma dal momento che quello nuovo non era stato ancora redatto mentre scriveva questo libro del 1968, questo Compendio della nostra generazione reca davvero la firma e il nome di Benedetto XVI. Nuovo non significa affatto che quello antico sia perduto o annullato, ma semplicemente arricchito, come ha spiegato lo stesso Pontefice il quale loda chi mantiene ancora, o ha mantenuto vivo il ricorso al Catechismo antecedente.
Ed è sempre di Benedetto XVI per l’Anno della Fede, l’accorato appello di intraprendere questa autentica riforma interiore di adesione alla vera Fede, facendo ricorso al Catechismo della Chiesa. Maria Simma è una fervente cattolica  più che del “post” proprio “del” Concilio, delle sue corrette intenzioni ed interpretazioni. Se vogliamo possiamo dire che la sua esperienza mistica ci conferma il grado della autentica Riforma in quell’essere davvero obbedienti alle richieste del Pontefice.
Quando Maria Simma dice: “Le anime del purgatorio dicono che il rito latino deve restare vicino a quello nella lingua materna, il latino, affinché anche i fedeli che parlano altre lingue possano partecipare con raccoglimento alla celebrazione festiva, così desidera anche il Papa“, essa dice una grandissima verità poiché Giovanni XXIII non abolì mai la lingua latina dalla Messa (8), e lo stesso Benedetto XVI nella Sacramentum Caritatis lo ricorda e riporta la supplica a tutti i sacerdoti di riportare il latino almeno alla Consacrazione e alle grandi Messe di popolo. L’11 novembre 2012 ha firmato un MP “Latina Lingua” con il quale ha instituito la Pontificia Accademia Latinitatis per la difesa e il ritorno del latino nei seminari, nella liturgia ma anche nella società laica (9). Bisogna chiedersi, piuttosto perché, sotto questo pontificato attuale, anche il Papa, Francesco, ha voluto eliminare la Consacrazione in latino da tutte le sue Messe pubbliche, tranne quando celebra alcune in san Pietro…
Non sono quindi “solo” le Anime del Purgatorio che ci dicono gli errori che abbiamo compiuto, ma esse non fanno altro che confermare uno stato disagiato che da anni tutti subiamo per colpa di chi non obbedisce alle Norme vigenti. E’ vero che alcuni errori ed ambiguità sono state taciute dai Pontefici stessi, o meglio sono stati tollerati, basti pensare alla differenza di celebrazione della Messa tra gli ultimi due Papi per capire lo stato di confusione e di stranezze alle quali eravamo stati abituati nel pontificato precedente, ma a noi interessano i Documenti ufficiali, le Norme da applicare e non ciò che i Papi ritengono tollerabile per un certo periodo di passaggio…. “Si tollera ciò che deve essere poi corretto, ma ciò che si tollera non diventa mai la normativa della Chiesa (card. J. Ratzinger, nello spirito della liturgia).
E’ vero che lo stesso Paolo VI, seguito poi da Giovanni Paolo II, fu costretto (bontà sua fu sua volontà) a cedere dando ad alcuni gruppi e conferenze episcopali l’indulto a ricevere la comunione alla mano, ma resta indiscutibile che la Norma è l’altra quella che egli stesso ricorda nell’Enc. Mysterium Fidei: “Né si deve dimenticare che anticamente i fedeli, sia che si trovassero sotto la violenza della persecuzione, sia che per amore di vita monastica dimorassero nella solitudine, solevano cibarsi anche ogni giorno dell’Eucaristia, prendendo la santa Comunione anche con le proprie mani, quando era assente il sacerdote o il diacono. Non diciamo però questo perché si cambi il modo di custodire l’Eucaristia o di ricevere la santa Comunione stabilito in seguito dalle leggi ecclesiastiche e oggi vigenti, ma solo per congratularci della fede della Chiesa che rimane sempre la stessa“. (10)
Maria Simma, come Papa Benedetto è “conciliare“, non conciliarista, c’è una bella differenza! Essere conciliari significa accogliere l’insegnamento legittimo e non distorto dei Documenti di un Concilio avendo come interpretazione la medesima Tradizione della Chiesa, conciliaristi invece lo dice il termine stesso, significa accettare tutti i cambiamenti anche quelli sbagliati, diventare sincretisti con l’errore.
Maria ci spiega questo con un racconto:
  • Mi fu rimproverato di essere contro le chiese moderne; non è vero. Io non sono per nulla contraria a queste costruzioni moderne, quando esse non impediscono il raccoglimento. Però, quando queste chiese hanno delle statue e dei quadri che incutono paura, poiché sono brutti e ripugnanti, esse sono certamente un’opera diabolica e non divina! Questo si deve dire. Ciò che io vidi, per esempio, nella chiesa del santo Rosario a Vienna-lletzensdorf, è una beffa e una vergogna, un orrore nella casa del Signore. Chiesi chi avesse fatto il progetto di quella chiesa, e seppi che era stato un fra-massone. La Chiesa ne porta le impronte… A Lienz, nel Tirolo, vidi invece una chiesa moderna e ne fui rallegrata. Mi chiesi: “Perché non si potrebbe fare sempre così?” Il Tabernacolo è al suo posto, al centro, dove deve stare il Santissimo. Lateralmente ci sono i banchi dove ci si può fermare per l’adorazione e per comunicarsi. Chi vuole ricevere la Comunione in ginocchio lo può fare; oppure in piedi ma sempre preferibilmente alla bocca: al centro c’è uno spazio vuoto per questo. C’è pure una bella statua della Madonna. In questa chiesa vengono anche delle persone che abitano lontano, poiché molte non vanno più nella chiesa parrocchiale che è stata rovinata, poiché dei moderni iconoclasti hanno gettato via tutto ciò che dava all’ambiente l’impronta sacra. In due chiese cattoliche non trovai più l’acqua­santiera. Ne chiesi la ragione: “Perché qui non c’è più la pila dell’acqua santa se siamo in una chiesa cattolica?” Mi si rispose che il cappellano aveva detto che questa era solo una stupida moda. A ciò risposi: “Egli ritroverà questa stupida moda in purgatorio.
E vale la pena di meditare quest’altro passo di Maria Simma:
  • In molti luoghi anche la confessione è stata messa fuori uso. La confessione è un sacramento istituito da Cristo e non dalla Chiesa, come molti credono. Cristo infatti disse: “Ricevete lo Spirito Santo: saranno rimessi i peccati a chi li rimetterete, e saranno ritenuti a chi li riterre­te” (Giov. 20, 23). Quindi i peccati devono essere confessati, altrimenti come può il sacerdote decidere se si devono rimettere o no? Una persona mi chiese un giorno: “Ma Cristo non disse che si deve andare a dire i peccati in confessionale”. Al che io risposi: “No, questo Cristo non lo disse. Se lei preferisce può confessarsi davanti alla gente, in modo che il sacerdote possa darle l’assoluzione fuori dal confessionale. Ma lei li deve accusare i suoi peccati”. Con varie scuse si cerca di sostituire la confessione particolare con una penitenza fatta di meditazione. In queste parrocchie le confessioni diminuiscono notevolmente. Roma e anche i vescovi austriaci hanno dichiarato con grande chiarezza che in una confessione comunitaria non è possibile assolvere una persona che ha dei peccati mortali. Quindi la confessione comunitaria non potrà mai sostituire la confessione personale. Così pure si cerca di non permettere di confessarsi ai comunicandi, che per la prima volta ricevono il Signore. Ciò non è permesso. Il Papa ha già dichiarato due volte che la confessione deve precedere la prima Comunione. Purtroppo molti sacerdoti non seguono più il Papa, e ciò si dovrà amaramente scontare. Le anime del purgatorio ci esortano continuamente a pregare per il Santo Padre….”
Se per “spirito del Concilio” si vuole intendere tutta la devastazione portata nelle Chiese e nella dottrina allora sì, Maria Simma come anche Papa Benedetto XVI e tanti di noi, era contro questo spirito malvagio e ingannatore, ma se per “spirito” si intende “Spirito Santo”, terza Persona della Santissima Trinità e guida corretta contenuta nelle Norme ancora vigenti, allora anche noi siamo con Maria e possiamo dire a questi innovatori da strapazzo: se Dio vi perdonerà ritroverete queste stupide mode nel Purgatorio, ma se non vi convertirete e persisterete nelle vostre opere malvagie e devastatrici allora vi ritroverete nel monito di Cristo: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Mt.25,31).
6 La Simma e quel che è rimasto dell’Austria cattolica.
Per comprendere un pò l’attuale situazione della Chiesa in Austria guidata oggi (ci perdoni Papa Benedetto) dalla disastrosa pastorale del suo “alunno” Pastore il domenicano cardinale Christoph Schönbornè necessario approfondire in secondo tempo la deriva teologica di questo cardinale.
Maria Simma non parla mai dell’attuale situazione, né segnala di riferimenti diretti ai suoi pastori, ma senza dubbio tutto quanto abbiamo letto fin qui rientra anche come monito alla Chiesa in Austria che negli ultimi anni sembra davvero aver intrapreso una caduta rovinosa verso il disastro religioso. Non abbiamo riferimenti diretti di Maria Simma al primate d’Austria, e naturalmente neppure il primate d’Austria sembra abbia nulla da ridire su Simma, infatti non esiste al momento alcun comunicato, pro o contro che fosse, sulla sua opera di misericordia. Potremmo aggiungere tante ipotesi, ma resterebbero ipotesi senza prove, dunque non ci sembra utile aggiungere dell’altro, a meno che il primate d’Austria non si decida a dire qualcosa a partire dalla situazione disastrosa in cui verte la Chiesa nella quale è stato messo alla guida.
7 – Conclusioni: Maria Simma è credibile o no? I suoi messaggi sono dottrinali o no?
Fermo restando che l’ultima parola resta alla Chiesa e ferma restando l’attuale situazione drammatica della Chiesa, non certo imputabile a Maria Simma, accompagnati dalla Dottrina della Chiesa e dai Santi, possiamo senza dubbio avanzare un giudizio positivo sull’opera di misericordia di Simma nonché l’ortodossia dei suoi messaggi, che è l’aspetto che più ci interessa.
Per rispondere a queste domande ci sembra utile partire dall’unico punto oscuro che abbiamo trovato come critica e condanna. A farlo rilevare è padre Livio Fonzaga il quale avrebbe riscontrato in un libro (11) una grave eresia attribuita a Simma, laddove dice:
“Le anime mi hanno riferito che quando un’anima si separa dal corpo in uno stato di inimicizia dal Signore egli le concede modo e tempo di redimersi non soltanto negli ultimi istanti della vita terrena, ma addirittura quando questa è già terminataPer ben tre giorni l’anima ha tempo di pentirsirivedendo tutta la propria vita. (…) Mi è stato inoltre rivelato che alle anime che non ne vogliono sapere di riconciliarsi con Dio, Gesù si mostra crocefisso [sempre in questi presunti tre giorni -nota] dimostrando il più concretamente possibile quanto egli ha fatto e sofferto per tutti noi esseri umani compresi coloro che lo rinnegano…”
Senza alcun dubbio, una affermazione del genere è eretica senza se e senza ma! Non c’è appello, ne alcun dubbio che una affermazione del genere non è cattolica e non appartiene all’insegnamento della Chiesa.
Cosa pensare dunque? Leggendo attentamente i due testi principali, confessiamo però di non aver trovato alcuna affermazione simile a questa da parte di Simma, piuttosto ci ha colpito questo fatto che forse potrebbe far comprendere che Maria possa essere stata fraintesa, leggiamo:
  • “Un anima mi fece questo racconto: “Non avendo osservato le leggi della circolazione, sono rimasta uccisa sul colpo, a Vienna, mentre ero in motocicletta”. Le chiesi: “Eri pronta per entrare nell’eternità?” “Non ero pronta – soggiunse -. Ma Dio dà a chiunque non pecchi contro di Lui con insolenza e presunzione due o tre minuti per potersi pentire. E solo chi rifiuta è dannato“. L’anima proseguì con il suo commento interessante ed istruttivo: “Quando uno muore in un incidente, le persone dicono che era la sua ora. È falso: ciò si può dire soltanto quando una persona muore senza sua colpa. Ma secondo i disegni di Dio, io avrei potuto vivere ancora trent’anni; allora sarebbe trascorso tutto il tempo della mia vita”. Perciò l’uomo non ha il diritto di esporre la sua vita ad un pericolo di morte, salvo in caso di necessità…”
Dunque, ora è più chiaro: un conto è parlare di “due o tre minuti” altra cosa è affermare “tre giorni dopo constatata la morte”, anche se è vero che il concetto di tempo è per l’altro mondo assai relativo e non misurabile al nostro tempo effettivo, è possibile, perciò, che o Simma non si sia spiegata bene, oppure chi ha riportato la frase criticata possa aver trascritto diversamente dalle intenzioni di Maria stessa. E’ quanto, per altro abbiamo verificato noi stessi scrivendo all’autore del libro, come abbiamo spiegato in nota.
Se pensiamo che anche per la medicina i minuti che succedono dopo “l’ultimo respiro” sono fondamentali per capire se la persona è davvero deceduta, e di come si parla spesso anche in teologia di uno “stato in cui l’anima non ha completamente lasciato il corpo”, non ci si può meravigliare se in questo stato in cui l’anima sta lasciando il corpo per sempre, la Misericordia di Dio “attende una risposta…. ma con ciò non potrebbe mai intendersi che vi sia, dopo la morte, la possibilità di cambiare le scelte fatte in vita, o una sorta di anticamera di tre giorni nella quale fare la scelta per l’eternità. Ci sono racconti di Santi in cui, assistendo dei moribondi, li vedevano morire, salvo poi riprendersi per pochi secondi, per confessare un peccato mortale e riceverne l’assoluzione, e vederli morire felici.
Il punto non sono i tre giorni, i cinque o fossero solo due minuti, ma sarebbe semplicemente una ingiustizia. Nessuno è più buono di DioSe l’Anima potesse convertirsi dopo la morte, infatti, a nulla sarebbe valso lo stesso Sacrificio di Cristo, ossia, non sarebbe stato necessario quanto patì se per salvarci bastava sostare, da morti, due o tre giorni in una sorta di anticamera per decidere se convertirsi, per decidere se andare all’inferno o al Paradiso….
Parlare dunque di tre giorni, in funzione ad un tempo per scegliere, dopo morti, ci sembra molto  forzato e non va bene. Lo stesso Buon Ladrone, per poter ricevere quella indulgenza speciale del perdono totale, dovette dimostrare dalla sua di croce di essersi convertito a Cristo, non riconoscerlo semplicemente quale “giusto”, ma professare proprio una vera conversione: “Signore, ricordati di me quando sarai nel tuo regno…”, è questa professione di fede che gli salverà la vita eterna facendogli guadagnare, dal Costato di Cristo, perfino il direttissimo per il Paradiso.
Dicevamo per l’appunto di aver scritto all’autore di quel libro il quale ci ha risposto assicurandoci che la trascrizione della frase fu fedele, Simma parlava solo tedesco e lui con l’aiuto di un interprete, ha riportato la frase. Ora, senza mettere in dubbio la trascrizione dell’autore del libro, riteniamo tuttavia non di poco conto che tale persona non è un cattolico.Senza entrare in merito a questo tema, francamente non possiamo sottovalutare il fatto che l’unica frase in dubbio, circa l’ortodossia dei fatti riportati da Maria Simma, guarda il caso sta solo in un libro scritto da un non cattolico il quale non accetta neppure la dottrina cattolica sul Purgatorio, ritenendo per altro che l’Inferno sia vuoto o che si svuoterebbe!
  • STATE ATTENTI… questo Marino Parodi ha preconfezionato (a pagamento) anche un presunto “Testamento di Maria Simma” NON COMPRATELO! Innanzi tutto è ingannevole perchè Maria non ha rilasciato alcun Testamento; secondo non è cattolico e tutti i suoi discorsi, usando la Simma, vertono verso un sincretismo religioso, è lui ad interpretare cosa intenderebbe la Simma quando, basta che ascoltiate questo video originale, per avere un vero Testamento dalla viva voce e video della Simma.
Chiarita dunque la problematica suscitata da una interpretazione non corretta della frase,  resta importante il fatto che in nessun altro testo la si legge e perciò questo ci autorizza a pensare ad una inesattezza dell’autore del libro nell’interpretare il pensiero della Simma in quell’unica nota stonata, dal momento che ci ritroviamo di fronte a due persone che non parlavano semplicemente lingue diverse, ma anche una dottrina diversa.
Suggeriamo a conclusione, per chi fosse interessato all’argomento, di leggere i due libri indicati alla nota 4 e nel caso di ulteriori dubbi di confrontarli con la Dottrina della Chiesa attraverso il metodo usato dai Santi: ciò che è buono si tiene, ciò che è dubbio si mette da parte, ciò che non è contenuto nella dottrina lo si scarta.
Consigliamo anche un bel passo che mettiamo in Nota perchè merita di essere letto a parte. Si tratta dell’esperienza di Vittorio Messori che ci piace condividere integrandola nell’articolo, senza trarre alcuna conclusione, ma per meditare e trattenere ciò che è condivisibile (12).
Nel n. 205 del Compendio leggiamo: “Con la morte, separazione dell’anima e del corpo, il corpo cade nella corruzione, mentre l’anima, che è immortale, va incontro al giudizio di Dio…” del resto dice san Paolo: “Certa è questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con lui” (2 Tm 2, 11), è naturale che il problema di fondo è che dopo la morte non c’è più alcun “appello”. In verità dopo la morte l’anima che muore in grazia di Dio ma ancora in uno stato imperfetto, sperimenta l’amore di Dio con tale intensità che sente l’imperiosa necessità di amarlo con tutte le sue forze, ma non può perché è “malata”a causa delle conseguenze dei suoi peccati veniali  e ha bisogno di purificarsi perché, come dice la Scrittura ” vidi un nuovo cielo e una nuova terra, … e nulla di impuro né chi commetta abominazioni o falsità, vi entrerà (Apc. 21) “, mentre per l’uomo che muore nello stato di grave peccato mortale, non per sua volontà ma per ignoranza, è senza dubbio palese che la giustizia di Dio agirà di conseguenza permettendo a quell’anima una comprensione indispensabile che, non per suo dolo, non aveva, ma ciò avverrà solo in punto di morte, non dopo. Così come è invece chiara nella Scrittura stessa l’immediata condanna a chi rifiuta Dio e lo combatte ben sapendo di essersi messo al servizio dell’Avversario, infatti Gesù dice che ci sono peccati che non saranno perdonati né in questo mondo né nell’altro, lasciando intendere che altri invece saranno perdonati: “La bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo mondo, né in quello futuro” (Mt 12, 32).
  • “Con la morte, la scelta di vita fatta dall’uomo diventa definitiva”( Benedetto XVI, Enc. Spe salvi, 30-XI-2007, 45 ). Non avrà più la possibilità di pentirsi. Subito dopo la morte andrà in paradiso, all’inferno o in purgatorio. Per questo, c’è ciò che la Chiesa chiama il giudizio particolare (cfr. Catechismo, 1021-1022)
  • “Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo” (Catechismo n. 1030).
La morte è una delle realtà più sicure dell’umana esistenza. San Giovanni Bosco, il grande educatore della gioventù, diceva ai giovani queste parole latine: “Homo, humus; fama, fumus; finis, cinis”, che vogliono dire: “L’uomo è terra; la fama è fumo, la fine è cenere”. Per questo la Chiesa, il mercoledì delle ceneri ci dice: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.
Volesse il cielo che il pensiero della morte ci aiutasse a vivere la vita con serietà, e all’autentica sequela di Gesù Cristo, Colui che ha vinto la morte e ci ha salvati.
Per ringraziare davvero Maria Simma per questa vita donata all’espiazione, vogliamo farlo ricordandoci dei nostri Defunti attraverso la pratica delle vere indulgenze insegnate dalla Chiesa e perseguendo una vita coerente all’eternità beata che vogliamo veramente raggiungere.
Preghiamo per Maria Simma e tutte queste Anime predilette, e chiediamo loro di aiutarci nel cammino della Vera Fede, ringraziando il Buon Dio per questi immensi Doni che ci richiamano al Paradiso, e non certo per curiosare oltre la soglia della Morte!
Laudetur Jesus Christus
___________________
NOTE
1) Comunicato Stampa della Congregazione per la Dottrina della Fede – 29 novembre 1996:http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19961129_ryden-comunicato_it.html
2) Ratzinger risponde al Cardinale Siri a riguardo dell’Opera della Valtorta: “Avendo poi alcuni ritenuta lecita la stampa e la diffusione dell’Opera in oggetto, dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre su l’Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’ Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.” (cardinale Joseph Ratzinger Prefetto) – Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. Prot. N. 144/58. Roma 31 gennaio 1985.
3) Documento della CdF sulle Apparizioni e i Messaggi sovrannaturali 14.12.2011:
4) I libri che abbiamo usato per l’articolo sono prettamente due:
a. Le anime del purgatorio mi hanno detto… di Maria Simma. Lo ritengo molto affidabile, del 1975, con diverse ristampe, specialmente quella in cui l’Editore chiarisce ed afferma la credibilità del testo e dove viene espressa la Dottrina in termini molto ortodossi: cliccare qui.
b. P. Angel Peña – OLTRE LA MORTE – Traduzione di Sergio Pagliaroli – Edizioni Villadiseriane Nihil obstat padre Fortunato Pablo priore provinciale agostiniano dell’Osservanza – Imprimatur Mons. Emiliano Cisneros vescovo di Chota (Perù) Promosso dal Centro divulgazione cattolica Benedettine di Senigallia – perché questo testo dimostra l’attendibilità e l’ortodossia delle rivelazioni fatte da Simma. Se pertanto dovessero risultare, altrove, diverse le affermazioni della Simma, e non in linea con il Magistero della Chiesa, è naturale che si dovrà rifiutare e rigettare tutto ciò che non corrisponde alla sana Dottrina e trattenere solo “ciò che è buono”.
5) Un inciso, sulla attendibilità di Maria Simma. Fonti bene informate assicurano di un rapporto di conoscenza e di cordiale stima tra l’allora card. Ratzinger e la Simma (che ad esempio fecero visita insieme alla Sindone nella sua penultima esposizione a Torino). Le fonti sono due la b. della Nota 4 sopra, e questa da un sito che ritengo attendibile nell’esposizione dottrinale:
6) Rapporto sulla Fede di Vittorio Messori – cap. X – la risposta  su quell’altra responsabilità, continua così: Quale?
“Lo scritturismo di origine protestante che è penetrato anche nella teologia cattolica. Per cui si afferma che non sarebbero sufficienti e sufficientemente chiari i testi della Scrittura su quello stato che la Tradizione ha chiamato ” purgatorio ” (forse il termine è tardivo, ma la realtà appare subito creduta dai cristiani). Ma questo scritturismo, ho già avuto occasione di dirlo, ha poco a che fare con il concetto cattolico di Scrittura, che va letta nella Chiesa e con la sua fede. lo dico che se il purgatorio non esistesse, bisognerebbe inventarlo”.
  • E per qual motivo?
  • “Perché poche cose sono così spontanee, umane, universalmente diffuse – in ogni tempo, in ogni cultura – della preghiera per i propri cari defunti”.
  • Calvino, il riformatore di Ginevra, fece frustare una donna sorpresa a pregare sulla tomba del figlio e dunque, secondo lui, colpevole di “superstizione”.
  • “La Riforma in teoria non ammette purgatorio, dunque non ammette preghiera per i defunti. In realtà, almeno i luterani tedeschi nella pratica vi sono ritornati e trovano anche delle argomentazioni teologiche degne di attenzione per darle un fondamento. Pregare per i propri cari è un moto troppo spontaneo per soffocarlo; è una testimonianza bellissima di solidarietà, di amore, di aiuto che va al di là delle barriere della morte. Dal mio ricordo o dalla mia dimenticanza dipende un poco della felicità e dell’infelicità di chi mi fu caro ed è passato ora all’altra sponda ma non cessa di avere bisogno del mio amore”.
– suggeriamo la meditazione profonda di questo libro  che trovate anche in rete –
7) Udienza del Mercoledì Benedetto XVI per la festa di San Pio X 18-8-2010:
8) il sito Vaticano ha postato solo la versione in latino:
per la versione italiana cliccate qui:
10) Paolo VI Lettera Enciclica Mysterium Fidei:
11) libro “Il testamento di Maria Simma” del 1999 di Marino Parodi (con questo signore abbiamo avuto, nel 2012 uno scambio di battute che ci confermano i nostri sospetti spiegati nell’articolo).
12) dal testo di V. Messori: Perchè credo. Capitolo primo. Qui di seguito il passaggio dove parla di Maria Simma.
  • Hai avuto altre esperienze di questo tipo?
  • Non personalmente. Ma, molti anni dopo, andai nel Voralberg, nell’Austria occidentale, in un paesino di montagna, per incontrare nel suo misero chalet Maria Simma. Era un’umile contadina, consacratasi come eremita alla Madonna perché, malaticcia, era stata respinta dai monasteri di clausura dove desiderava entrare; era una vecchina che sopravviveva lavorando il suo orto (non accettava alcuna offerta) e che aveva il carisma di parlare con i trapassati. Dopo molte ostilità e diffidenze – com’è logico e anche giusto – alla fine il suo vescovo si era arreso e aveva dovuto riconoscere l’enigma di quella montanara apparentemente insignificante e scelta invece per una missione sconcertante. In effetti, erano innumerevoli i casi in cui trapassati a lei sconosciuti, che le si presentavano, rivelavano particolari che facevano impallidire i parenti quando ne erano informati (spesso i morti fornivano l’indirizzo cui rivolgersi) visto che solo gli intimi potevano conoscere quelle vicende. Scopo di quei contatti era ottenere penitenze e suffragi per uscire dal purgatorio o lanciare avvertimenti ai loro cari superstiti perché cambiassero vita. Non a caso, il suo parroco raccolse le testimonianze di questa Maria Simma e le pubblicò in un libro che divenne un best-seller internazionale, dandogli un titolo significativo: «Fateci uscire da qui!». In una vita intera di ricerca e di incontri, ho avuto tempo e modo per imbattermi in diversi casi simili.