ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 28 aprile 2018

Per dire certe verità

LA CONGIURA MONDIALE


Più grande è la menzogna, più arduo smascherarla. Chi sono padroni nascosti dell'umanità: la domanda tormentosa è se esista una regia globale occulta che decide per noi? e se qualcuno falsificasse la fede religiosa e la Chiesa? 
di Francesco Lamendola    

Per dire certe verità, è necessario servirsi della veste letteraria del romanzo? Forse sì, almeno quando si tratta di verità talmente sgradevoli, talmente politicamente scorrette, e nello stesso tempo, talmente ardue da dimostrare e da documentare con i normali criteri scientifici, che una forma di comunicazione di tipo saggistico probabilmente non raggiungerebbe la maggior parte dei potenziali lettori, per non parlare delle beghe giudiziarie che potrebbe scatenare. Perché, quando si fanno i nomi e i cognomi, il potere diventa feroce, e lascia cadere la maschera del pluralismo e della tolleranza. Abbiamo visto tutti la reazione della ex presidente della Camera, Laura Boldrini, di fronte al giornale La gazzetta di Lucca: ha chiesto 250.000 euro di multa per punirlo di aver scritto un articolo assai critico nei confronti delle sue linee politiche (tralasciando il dettaglio che una figura istituzionale come il Presidente della Camera o del Senato non dovrebbe avere una sua linea politica, ma porsi semplicemente quale arbitro e garante della libertà delle istituzioni democratiche, cominciando da quella di cui è presidente). 

Tuttavia, se si tratta di un romanzo, di un'opera di fantasia, si possono dire molte cose che, altrimenti, non si potrebbero dire, perché si verrebbe immediatamente attaccati, o sul piano giudiziario, con diffide e querele, o sul piano professionale, con la delegittimazione e il discredito riservato a quanti non possono dimostrare interamente la verità e l'esattezza del loro assunto. Ma le prove del fatto che Enrico Mattei è stato assassinato; le prove del fatto che Albino Luciani non è morto di morte naturale; le prove del fatto che i servizi segreti americani, e quelli israeliani, non furono estranei al rapimento e all'uccisione di Ado Moro, e, più in generale, alle drammatiche vicende e agli attentati clamorosi degli anni di piombo, sappiamo bene quanto sia difficile portarle; o, per dir meglio, sappiamo che non arriveranno mai. Questo non impedisce di formulare delle ragionevoli ipotesi e di avanzare delle ricostruzioni di scenari verosimili, anche se scioccanti, come quelli che abbiamo suggerito. 
Ora, la domanda tormentosa che alcuni si fanno, specialmente negli ultimi anni, specialmente studiando le vicende della storia più recente, ma anche quelle dell'economia, della finanza, della cultura, nonché della semplice cronaca, è se molti fatti apparentemente lontanissimi fra loro, e di diversa risonanza e significato, non siano, in realtà, legati da un denominatore comune, da un filo rosso che parte da una radice comune, da un'unica matrice; se non esista, cioè, una regia globale occulta, decisa da pochissimi soggetti, detentori di quasi tutta la ricchezza finanziaria mondiale, i quali si pongono, di fatto, come i padroni nascosti dell'umanità e ne decidono i destini, orchestrando, con la loro disponibilità illimitata di denaro, le linee maestre della politica e dell'economia di ciascuna nazione, facendo in modo da far apparire come spontanei e naturali dei processi e degli eventi che nascono, invece, da una meticolosa preparazione e che sono stati imposti da una sorta di agenda mondiale. In altre parole, una super-dittatura in grado di controllare tutto, governi, istituzioni, ricerca scientifica, indirizzi culturali, al fine di tenere l'umanità il più possibile immersa in uno stato di inconsapevolezza, di passività, di abbrutimento psicologico e morale, per poterla più facilmente manipolare e sfruttare, senza che se ne renda conto. Se un tale governo occulto esiste; se esiste una tale strategia globale, nella forma che abbiamo delineato, allora è evidente che sarà cosa difficilissima provarne l'esistenza, perché essa dispone di quasi tutti gli strumenti per controllare, ingannare e addormentare l'opinione pubblica: e questa difficoltà finisce per essere il fattore decisivo sul quale essa conta per seguitare pressoché indisturbata le sue sporche manovre. Credere che possa esistere una simile congiura mondiale, in un mondo caratterizzato da una informazione sempre più capillare e sempre più istantanea, riesce effettivamente difficile: come si può impedire, ad esempio, che la gente venga a conoscenza di un determinato fatto, quando è altamente probabile che, in qualunque istante e in qualsiasi punto del globo terracqueo, quando un fatto accade, vi sia nelle vicinanze qualche potenziale testimone, ossia qualche persona che si trova lì per caso, ma che, avendo un telefonino, è capace, all'occorrenza, di riprendere ciò che vede accadere, di mettere in linea il filmato e, così, di diffonderlo in tutto il mondo? Eppure, se si riflette, non si tratta di una difficoltà insormontabile per i padroni occulti del mondo. Infatti, essi non si preoccupano più, come un tempo - giacché questa sinarchia esiste da molti anni, addirittura da secoli, anche se è andata sempre più acquistando forza e perfezionando i suoi mezzi e le sue tecniche di controllo e d'intervento - di bloccare la circolazione delle notizie, quanto piuttosto d'inquinarla, di confonderla, di renderla incomprensibile. Mescolare verità e menzogna; diffondere a bella posta fake news per poi poter sostenere che nulla è meritevole di essere creduto, o, addirittura, per invocare provvedimenti legislativi contro la libertà d'informazione; gonfiare al massimo notizie insignificanti e minimizzare notizie di fatti gravissimi; suggerire, pur senza dirlo esplicitamente, ciò che si desidera far credere al pubblico: sono solo alcune delle tecniche mediante le quali è possibile neutralizzare il rischio che le persone, venendo a conoscenza di certi fatti, possano coglierne il reale valore e trarne tutte le necessarie deduzioni. Erano le vecchie, rozze dittature che censuravano le notizie sgradite al regime; ora, nel totalitarismo pseudo democratico che impera, non c'è bisogno di censura, perché si può lasciare che la verità sia conosciuta, basta solo agire sulla sua percezione, e fare in modo che essa non sia riconosciuta, ma che, al contrario, le menzogne siano credute verità, e il gioco è fatto. L'attacco alle Twin Towers del 2001; la guerra preventiva contro l'Iraq nel 2003; le intromissioni dei servizi segreti russi nell'elezione del presidente Trump del 2016, e l'affaire Skripal con la conseguente crisi diplomatica fra Gran Bretagna e Russia; il presunto attacco con il gas nervino contro i civili a Duma, in Siria, nell'aprile 2018: sono tutti tasselli di uno stesso mosaico, sono tutte informazioni volutamente distorte o false che i mass media di tutto il mondo hanno gettato in pasto all'opinione pubblica, prendendo diligentemente l'imbeccata dalla élitefinanziaria mondiale, responsabile della loro costruzione. Essa ha già sperimentato più volte, in passato, la facilità e la redditività di manipolare le notizie per provocare opportune oscillazioni nei listini di borsa: è così che soggetti come George Soros hanno realizzato le loro immense fortune, depredando la società civile del lavoro e dei risparmi di tante persone ignare, e perfino di popoli interi. Dopo aver visto e sperimentato come è facile provocare, attraverso notizie manipolate, una crisi finanziaria o una brusca variazione nelle quotazioni di borsa, l'élite è passata alla fase successiva: manipolare tutte le notizie di rilevante interesse economico, politico, scientifico e cultuale, in modo da assicurarsi un controllo totale su di una umanità inconsapevole della propria sottomissione. Si possono "inventare" malattie, come l'Aids (come mai non se parla più, dopo che se ne è parlato in termini così angosciosi e quassi ossessivi per alcuni anni?) o bloccare innovazioni tecnologiche (il motore elettrico, che danneggerebbe gli interessi delle corporations petrolifere): si può fare praticamente tutto. E più è grossa una menzogna, più è facile farla passare per verità: se a dirla è la tv, la maggior parte della gente finisce per crederci. Ciascuno pensa: se fosse una menzogna, qualcuno lo scoprirebbe, qualcuno lo direbbe. Ma se tutte le televisioni sono controllate dagli uomini della élite?
Scrive Sigismondo Panvini in Geometria del male (Vicenza, Il punto d'incontro, 2008, pp. 122-28):
William Cowper, un anziano sottufficiale dei Servizi Segreti della Marina statunitense, nel suo libro "Behold a pale horse" (Light Technology, 1991 parla del pensiero e della strategia adottati dal Comitato politico del Gruppo Bilderberg, basandosi su un documento programmatico del maggio 1979 in possesso dei Servizi d'Informazione della Marina statunitense e da lui ritrovato nel 1986, dal titolo quanto mai significativo, "Armi silenziose per delle guerre tranquille", un vero manuale per soggiogare il mondo intero attraverso il controllo dell'economia. [...] La speculazione finanziaria, il traffico di armi, di organi umani, di materiale tossico e radioattivo, la prostituzione, il commercio delle sostanze stupefacenti [...] sono divenute il principale canale d'impiego finanziario di grandi banche mondiali e perfino di governi: essi ebbero  addirittura il compito di riciclare e ripulire gli immensi profitti che da tali attività derivavano. Tale progetto è vivo ancor oggi?  Nel 1954 venne creato dagli stessi finanzieri di sempre e dai medesimo potentati massonici, il Bilderberg Group, i cui progetti vanno al di là dell'ambito puramente economico, fino a un orizzonte "globale" del potere. L'America è attualmente governata in modo occulto  dal Liberal Eastern Establishment, costituito da alcuni dei più ricchi finanzieri americani (Rockefeller, Rtschild, Andrwa, Hammer e molti altri), coadiuvato da dirigenti liberali dei media, da capi dell'esercito e da esponenti di primo piano della cultura e della scienza. [...]

Più grande è la menzogna, più arduo smascherarla

di  Francesco Lamendola

 continua su:



Quelli che si misero la divisa dei liberatori in nome della democrazia sono gli aguzzini di un bambino di venti mesi. A Dresda liberarono 138.000 persone col fosforo, e poco dopo allo stesso modo i 50.000 di Chemnitz. I piloti della Raf avevano già l’ordine di mirare ai centri storici partendo dalla piazza del mercato, notoriamente affollato dalle donne a dai bambini, mentre specialità americana era mitragliare a bassa quota le colonne dei fuggiaschi, anche queste formate da donne, vecchi e bambini. In Italia hanno liberato le inermi cittadine medievali italiane radendole al suolo, con la rabbia invidiosa dei miserabili che odiano la storia altrui. In nome della democrazia fu bruciata Hiroshima coi suoi abitanti e il giorno dopo Nagasaki. Little boy e Fat man scrisse la iena ridens sugli ordigni. Anche in questo si è espresso al meglio il pragmatismo anglosassone.
Era il fuoco liberatorio della democrazia contro i misfatti della tirannia. Poi a Norimberga la democrazia si è messa in testa la parrucca della Giustizia per gli altri, e più tardi il cappuccio del boia per impiccare Saddam colpevole di avere troppo petrolio. Anche Assad è colpevole di stare in un posto strategicamente allettante, e la Giustizia democratica anglosassone ne brucia i bambini con rabbiosa insistenza, e distrugge anche i centri chemioterapici, perché non può rassegnarsi al fatto che tanta gente resista ancora al massacro collettivo. Altrove i bambini in esubero democratico vengono aiutati ad essere abortiti da Save the Children. Ma siccome la distruzione ad ampio spettro, in ogni caso umanitaria, non basta ad installare la democrazia moderna intesa come sottomissione uniforme di una massa addomesticata, è stato necessario anche produrre consenso preventivo sostituendo nei cervelli il microchip del pensiero collettivo alla intelligenza delle cose e al senso comune.
Per questo la nuova massa democratica è capace di pensare come normale che un bambino sia fatto morire di fame per il suo bene, che ai genitori sia impedito di metterlo in salvo perché costretti dalle forze di polizia a rimanere prigionieri con lui dentro un ospedale trasformato all’occasione in carcere di massima sicurezza. E può trovare normale che sia stato uno travestito da giudice a decretare la pena capitale contro un infante colpevole solo di essere nato da un uomo e una donna, per di più cattolici, e dunque non prodotto in laboratorio per la soddisfazione di due omosessuali, e in ogni caso di essere diventato un individuo inutile perché antieconomico.
Il precedente da seguire l’aveva già creato suo malgrado Terri Schiavo, nella terra della dichiarazione di tutti i diritti. Con il cervello forgiato negli anni dal pluralismo delle idee uguali per tutti, il suddito di sua Maestà britannica e della Unione Europea che ha consacrato la Democrazia in ogni pagina dei suoi mastodontici e caotici “Trattati”, incapace ormai di formulare in proprio il pensiero più elementare, può pensare tranquillamente che chi fa morire volontariamente un altro essere indifeso non sia un omicida. Che impedire la libertà di movimento a chi non è detenuto in carcere non sia sequestro di persona. Che questi fatti perseguibili penalmente dalla Svezia al Burundi da chiunque siano commessi, possano essere ordinati uno che chiamano “giudice”.
Il quadro surreale del manipolo di subumani inebriati dalla possibilità di stritolare tra le proprie mani la vita altrui, e assistito dal proprio governo e da tanti propri simili, riproduce sinistramente lo quello spettacolo degli umani sbranati dalle fiere nel circo che lo Stato offriva a sue spese per il sollazzo del popolo.
Una volta bambini reali vennero soffocati nella torre di Londra. C’era di mezzo la sete gelida del potere e l’episodio è ricordato ancora come un ripugnante misfatto. Così non appare l’uccisione programmata di questo bimbo indifeso a tante anime belle con o senza talare, né alla famiglia reale imbalsamata nei rotocalchi, o a tanti sacerdoti del fuoco sacro di Bruxelles. E in virtù dei cervelli artificiali creati dalla democrazia liberatoria e libertaria, nessuno dei comprensivi spettatori sentirà mai neppure di essere diventato complice degli esecutori diretti di questo orrendo delitto. Nessuno, carnefice o spettatore, si laverà mai le mani come lady Macbeth, e tanto meno si suiciderà per l’insostenibile peso della coscienza schiacciata dal rimorso dell’orrore commesso. La naturale inespressività di politici e di intellettuali impegnati democraticamente non verrà scomposta.
Nessuno di costoro pare in grado di comprendere che ormai le belve idiote di Liverpool, come i loro precursori, minacciano tutti da vicino perché ogni suddito del sistema potrà essere democraticamente abbandonato in balia del proprio simile. Ogni norma di civile convivenza è saltata. Il precedente è ora alla portata di tutti i giudici, immancabilmente democratici. Ma chi lo intende sa quale sia il nemico da combattere con tutte le forze, quale la sua maschera oscena da strappare, quale il lessico contraffatto da smascherare per continuare a vivere umanamente.
– di Patrizia Fermani