ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 27 giugno 2018

A San Giovanni Rotondo continuano a fare fessi i fedeli.

O’ MUNACIELLO E’ PIETRELCINA


O’ munaciello ‘e Pietrelcina:
L’ultima beffa a Padre Pio!

Durante tutto l’anno, gli artisti di san Gregorio Armenio, la celebre stradina del centro storico della città partenopea, ultimo baluardo della tradizione del presepio napoletano, si affannano a ricercare nuovi personaggi da inserire nelle rappresentazioni moderniste del presepio napoletano, che oramai è un bazar di personaggi bislacchi e che nulla hanno a che vedere con la rappresentazione sacra originale. Quest’anno però sono stati preceduti dal convento dei francescani di S. Giovanni Rotondo che, forse a corto di denaro per pagare il tempio massonico edificato nella cittadina garganica, hanno pensato di forgiare un nuovo “munaciello”, per cercare di rimpinguare le casse esauste della struttura che occupano.
Il “munaciello”, per i non cultori extracampani, è una figura tipica del presepio napoletano, circondato da  miti, leggende e da superstizioni, ma un presepio napoletano che si rispetti, non può essere privo di questo “pastore”, caratterizzato da un saio e cappuccio nero, marrone, o bianco-nero, e da una testa enorme, sproporzionata rispetto al resto del corpo. Il “pastore”, come sempre, era realizzato con i tipici materiali tradizionali del ‘700: corpo di fil di ferro e stoppa, mani e piedi di legno, testa in terracotta con occhi di vetro, colori ad olio e abiti in tela sottile appositamente prodotta dalla real seteria di San Leucio di Caserta. Ma i nostri neo-presepari modernisti, si sono evoluti e, ai classici materiali, alcuni dei quali non più reperibili ai giorni nostri, hanno preferito maschere in terracotta e silicone, barba con peli di Yak tibetano, lasciando però gli altri materiali, [ … legno della val Gardena, in Trentino, terracotta rossa raffinata, colori però acrilici … orrore!], anche se in formato ad “altezza naturale” lasciando al momento la dimensione classica di 33 centimetri [.. forse dava troppo sospetti per la colleganza con la conventicola del grande oriente?]. Di occhi di vetro [oggi prodotti da artigiani tedeschi] non c’è stato bisogno, poiché il “munaciello” modernista ha occhi chiusi dormienti. Il “munaciello” è stato addirittura composto in un centro d’arte, il Gems Studio di Londra, che a giudicare dai risultati, effettivamente nulla ha da invidiare al sommo Giuseppe Sammartino ed ad altri celebri scultori presepiali del ‘700. A darne notizia, il mensile Valle di Suessola titola, nel numero di Giugno: “Non è il corpo incorrotto di padre Pio” e pubblica una serie di “interessanti” foto che mostrano la grande competenza raggiunta dagli artisti inglesi … probabilmente diretti da qualche preseparo napoletano. Il mensile chiede addirittura l’intervento della magistratura per far luce sul “papocchio”! Nel frattempo che la magistratura si allerti e si pronunci sull’affare, coloro che vogliono ammirare questo “miracolo” d’arte moderna “vintage”,  si sbrighino a recarsi alla chiesa, pardon … al “tempio massonico-museo” di San Giovanni Rotondo, per convincersene e lasciare anche qualche obolo per i “fraticelli” osservanti la regola della francescana povertà.
Ecco quanto riporta il mensile: Non è il corpo incorrotto di padre Pio. A San Giovanni Rotondo continuano a fare fessi i fedeli.
A sinistra delle foto: È un pupazzo di legno fatto realizzare da un artigiano della Val Gardena nel Trentino Alto Adige. A destra: non sono i peli della barba di padre Pio, ma sono i peli di un bue tibetano. Si chiede un intervento della magistratura per porre fine a questa “sporca attività” [… rubare il mestiere agli artisti di San Gregorio.. ndr.].
Nel riquadro delle foto: “Pronta in due settimane – Le varie fasi del lavoro degli artisti del Gems Studio di Londra, per arrivare alla maschera che copre il volto di Padre Pio. Da sinistra: la scultura in argilla realizzata come modello; la maschera di siliconeutimi ritocchi di colore. Qui a sinistra, il lavoro concluso prima di essere spedito in Italia.
[Con l’autorizzazione del direttore, che ringraziamo per la disponibilità]