ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 11 settembre 2018

In attesa che altri bubboni esplodano

SI ALLARGA IL FRONTE USA
"Serve un sinodo dei vescovi dedicato agli abusi"

Dopo Chaput e altri prelati si allarga il fronte dei vescovi che chiedono al Papa di rinviare il sinodo dei giovani e convocare un'assise dedicata agli abusi del clero. Così il vescovo Strickland: "Questa crisi deve essere affrontata”. Ancora senza risposta la richiesta di udienza al Papa del presidente dei vescovi statunitensi. 




Il silenzio del Pontefice alle questioni – drammatiche – poste dalla testimonianza dell’arcivescovo Viganò non è il solo elemento straordinario, e inquietante, di questa vicenda. Che i pretoriani web e stampa di papa Bergoglio vorrebbero derubricare a un fatto locale, che riguarda solo la Chiesa americana; ma che invece è un ciclone che investe tutta la Chiesa dall’Australia al Cile e all’Honduras; per non parlare del Belgio, o della Gran Bretagna. In attesa che altri bubboni esplodano, e altre evidenze vengano alla luce.

La tentazione dei vertici vaticani sembra quella di procedere come se nulla fosse, se ci fossero cose più importanti (il clima, i migranti, diceva il card. Cupich qualche giorno fa) di stabilire se il capo della Chiesa cattolica ha volontariamente e coscientemente riabilitato un cardinale predatore omosessuale e l’ha reso di fatto il suo principale referente per le nomine e le promozioni nella Chiesa USA. È una questione drammatica; e come tale viene vissuta negli Stati Uniti, soprattutto, ma non solo. È qualche cosa che riguarda la credibilità personale di Jorge Mario Bergoglio, già incrinata dalle sventurate dichiarazioni sugli abusi cileni (recuperate in extremis) e dall’appoggio dato a cardinale Maradiaga, al centro di scandali finanziari e di gestione della diocesi, con le dimissioni del suo braccio destro per questioni di omosessualità nel seminario. Ed è qualche cosa che riguarda la credibilità della Chiesa, e della figura del Vicario di Cristo.

“Business as usual”: il termine è stato usato dal vescovo statunitense Joseph Strickland. “Appoggio l’arcivescovo Chaput, il vescovo Edward Burns e altri vescovi che hanno chiesto che il Sinodo sui Giovani sia cancellato e sostituito da un Sinodo Straordinario dei vescovi che affronti la crisi degli abusi nella Chiesa. Questa crisi deve essere affrontata!!! NO al business as usual!”.

Il 28 luglio il cardinale McCarrick non era più cardinale. In seguito all’inchiesta della magistratura americana. Il 26 agosto è esplosa su La Verità, Infovaticana, Lifesitenews, National Catholic Register e Stilum Curiae la testimonianza dell’arcivescovo Viganò. Nel frattempo il Grand Jury di Pennsylvania aveva reso pubblico un rapporto devastante, che chiamava in causa in maniera diretta l’attuale arcivescovo di Washington, card. Wuerl, quello che avrebbe dovuto sorvegliare McCarrick. Wuerl mente, ha dichiarato il Procuratore generale Shapiro.  Una petizione per chiedere che Wuerl – che è già di due anni oltre il termine – lasci il suo incarico ha ottenuto migliaia di firme. In questi giorni altri otto stati hanno iniziato, o annunciato che presto inizieranno altre inchieste sugli abusi nella Chiesa cattolica. In questo quadro, l’idea di un Sinodo dei Giovani – proprio mentre i giovani sono stati le vittime principali di pastori perversi – come se niente fosse appare surreale. 

A fronte di questo quadro drammatico, di cui forse non ricordiamo qualche elemento, abbiamo il Pontefice che sceglie il silenzio, e afferma: “Non dirò una parola”. Non solo, però. Nell’assenza di qualsiasi provvedimento o iniziativa da parte di Roma, che non sia la campagna denigratoria scatenata contro Viganò e chi gli dà fiducia da parte dei giornalisti legati in maniera più o meno diretta a Santa Marta, resta ancora senza risposta la richiesta di udienza che il presidente della Conferenza dei vescovi USA, Daniel Di Nardo, ha presentato a Roma per un’udienza con il papa. Udienza a cui si è offerto di accompagnarlo il cardinale di Boston, Sean O’Malley. Ma il Pontefice ha trovato il tempo di vedere sia Wuerl che il cardinale di Chicago Cupich, entrambi legati a McCarrick. Perché non vuole vedere Di Nardo? Azzardiamo una supposizione. Perché Di Nardo gli chiederebbe che la Santa Sede apra un’inchiesta su McCarrick e la sua rete di amicizie. E forse chiederebbe anche – come stanno già facendo vescovi e laici – che il dossier McCarrick venisse reso pubblico. E questo, forse, il Pontefice non lo vuole proprio….

Marco Tosatti

 http://www.lanuovabq.it/it/serve-un-sinodo-dei-vescovi-dedicato-agli-abusi

IL CARD. WUERL PROIBISCE A UN GIORNALISTA SCOMODO DI ENTRARE IN CHIESA. LA FOTO SULLA LISTA “WANTED”.

Un giornalista e autore statunitense, George Neumayr, è stato messo dal cardinale Donald Wuerl sulla lista della sicurezza del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione, a Washington. Neumayr è molto critico del cardinale Wuerl, amico e protettore dell’ex cardinale Theodore McCarrick, e pesantemente coinvolto nel Rapporto del Grand Jury di Pennsylvania, accusato di avere coperto, spostato anche pagato (per il loro silenzio) dei preti abusatori. Il cardinale Wuerl fa parte del gruppo di vescovi e cardinal consigliati da McCarrick al Pontefice regnante, che ha ricevuto nei giorni scorsi la  vista di Wuerl, mentre ancora non è chiaro quando riceverà in un’udienza chiesta da molto tempo i vertici della Conferenza episcopale Usa. Wuerl ha finito il suo tempo come arcivescovo diocesano tre anni fa; non è chiaro perché il Pontefice, che non ha perso tempo per accettare le dimissioni di vescovi certamente non discussi (pensiamo ad Aguer  in Argentina, o mons. Léonard a Bruxelles, per dirne solo due) continui a mantenere Wuerl al suo posto. La petizione per rimuoverlo ha totalizzato migliaia di firme, ormai anche preti e diaconi chiedono apertamente la sua partenza. Ma Roma non ci sente.
Scrive sul suo profilo Facebook Neumayr: “Ho una domanda per papa Francesco: quando lei ha detto che vuole una Chiesa ‘trasparente’ e ‘pastorale’ i cui membri zelanti ‘dovrebbero fare casino nelle diocesi’ era questo che aveva in mente? Un cardinale che mette un giornalista, e leale figlio della Chiesa sulla lista ‘Wanted’ della sua basilica? Come può vedere, sono bloccato dall’entrare nel Santuario di Wuerl. Ha dato istruzioni alla sua Sicurezza di accompagnarmi dagli agenti di polizia. Ehi, questo non è molto accogliente! Santo Padre, mi dà il permesso di ricevere i sacramenti nella basilica senza che la polizia mi molesti?”.

Lo stesso Neumayr, autore del libro “The Political Pope” in un’intervista a Maike Hickson,pubblicata da LifeSiteNews afferma di aver ricevuto conferma da fonti vicine al card. Wuerl che “il card. Wuerl aveva una conoscenza diretta delle predazioni di McCarrick sui seminaristi”.
Non solo: Neumayr rivela che Wuerl permette attualmente a padre Betasso un sacerdote condannato nel 2011 per aver palpato un giovane di diciotto anni quando era seduto in una vasca di idromassaggio in un country club, di organizzare ritiri nella sua arcidiocesi. “Wuerl ora si sta nascondendo dietro legalismi menzogneri nel negare qualsiasi responsabilità nel proteggere il suo gregge da padre ‘Idromassaggio’”, dice Neumayr, e aggiunge: “So da fonti sicure che persone importanti della Cancelleria sono state messe sull’avviso del problema di questo ‘padre Idromassaggio’, e non è stato fatto nulla per rimuoverlo dall’arcidiocesi”.
Maike Hickson ricorda a Neumayr che egli stesso ha citato Richard Sipe (autore di uno studio sugli abusi nella Chiesa) riguardo alla presunta omosessualità di Donald Wuerl.
“Guardate la deposizione di Tim Bendig. Era un seminarista di Pittsburgh che ha fatto causa all’arcidiocesi e nel corso della deposizione ha ripetuto le voci che ha sentito dai seminaristi sull’omosessualità di Donald Wuerl, e specificamente che Wuerl aveva un boyfriend nel seminario. Questo mi è stato detto da parecchie persone coinvolte nella deposizione. E m è stato anche detto da quelle fonti che l’uso da parte di Bendig di queste voci ha giocato un ruolo nella composizione della causa. La causa non ha mai raggiunto il tribunale perché Bendig ha raggiunto un accordo con l’arcidiocesi nel 1993, e ha promesso il silenzio”.
In questo quadro, in cui ogni giorno si aggiungono nuovi dettagli (brutti, in genere) sulla cricca McCarrick e i suoi affiliati e pupilli, promossi dal Pontefice, appare sempre più inverosimile il rifiuto di rispondere a due questioni così semplici. La prima: quando papa Bergoglio ha saputo chi realmente era e che cosa aveva fatto McCarrick? E perché, dopo averlo saputo, gli ha dato un ruolo così preminente, di vero king maker, nella Chiesa statunitense? 
Marco Tosatti
Congratulazioni a Farrell dal C9: ci vuole un bel coraggio! Ma non si vergognano?

"Ha espresso la sua soddisfazione per la buona riuscita del IX Incontro Mondiale delle Famiglie a Dublino, congratulandosi pure con Sua Eminenza il Cardinale Kevin J. Farrell e con il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, che insieme con l’Arcivescovo Diarmuid Martin, hanno organizzato l’evento."

Questo è uno stralcio del Dichiarazione di oggi del C9 comunicata della sala stampa vaticana (QUI). 
L'organizzatore del Meeting delle Famiglie (vedere sopra per il successo di pubblico...) dove l'argomento principale dei giornali è stata l'omosessualità dei preti e lo sdoganamento LGBT.

Lo stesso che ha convissuto sette anni nello stesso appartamento con il predatore seriale omosessuale MCCarrick, dicendo che non si era accorto di nulla.

Lo stesso che faceva l'autista, quando si recava a Roma, al predatore omosessuale seriale Maciel, dicendo che non si era accorto di nulla.

Lo stesso che la CDF sembra avere un voluminoso dossier.

Bene, è lo stesso e non un omonimo a cui fanno le congratulazioni.
Congratulazioni fatte da un C9 in cui alcuni  sono sotto inchiesta pure loro per aver coperto pederasti.
Vergogna!
L

Adesso Papa Francesco stravolge il Consiglio dei cardinali

Papa Francesco cambierà almeno tre dei cardinali membri del C9. Intanto cresce l'attesa per la risposta del Vaticano al "dossier Viganò: dovrebbero arrivare novità già in giornata


Il C9, il minidirettorio di cardinali creato da papa Francesco per riformare nel profondo la Curia di Roma, cambierà composizione.
Questa è la prima novità emersa durante la prima riunione svoltasi ieri. Noi de IlGiornale.itavevamo parlato di un rimpasto già in tempi non sospetti. L'approvazione della nuova Costituzione Apostolica, che rappresenta il prossimo grande passo in programma, necessita, del resto, della presenza di canonisti.
Tre dovrebbero essere i porporati "costretti" a subire il turn over. Vedremo tra poco di chi si tratta.
La Santa Sede è quasi pronta a rispondere alle accuse mosse da monsignor Carlo Maria Viganò: ecco la seconda decisione resa nota poche ore fa. Ad annunciarlo è stato lo stesso consiglio dei cardinali, che ha espresso la sua "piena solidarietà" al pontefice argentino. Persino Steve Bannon, dopo il presidente Donald Trump, si è affrettato a prendere le parti dell'ex arcivescovo di Buenos Aires: "Non possiamo avere memo, lettere e accuse. Il Papa proviene da una catena ininterrotta, è il Vicario di Cristo sulla Terra. Non ti siedi lì e dici 'Penso che dovresti dimetterti'". L'Alt-right, forse contro più di qualche previsione, ha optato per non sposare la causa dell'ex nunzio apostolico. Ma Bannon ha anche dichiarato di lavorare alla creazione di un tribunale indipendente "per scavare negli scandali nel braccio americano della Chiesa cattolica".
Si vocifera che in Vaticano stiano valutando se comminare o no delle sanzioni a Viganò. A dirlo, in maniera piuttosto allarmata, sono siti e ambienti tradizionalisti. Nel frattempo, attraverso questo pezzo pubblicato da Vatican Insider, sembra emergere che Benedetto XVIavesse richiesto, non imposto e/o sanzionato, al cardinal McCarrick di tenere un "basso profilo" già nel 2007. Un dettaglio che contribuirerebbe a provare la presenza d'incongruenze temporali all'interno del memoriale con cui Viganò ha accusato Bergoglio.
Veniamo, infine, ai porporati che dovrebbero essere sostituiti all'interno del C9: George Pell, prefetto per la Segreteria per l'Economia si trova in Australia, dove si sta difendendo da accuse di abusi e coperture; Il cardinale cileno Errázuriz è stato citato dalle vittime del macroscandalo cileno; il cardinale Kinshasa Laurent Monsengwo Pasinya ha invece settantanove anni e si starebbe preparando, per un fatto unicamente anagrafico, ad abbandonare il suo scranno all'interno del Consiglio dei cardinali.
Sono attese novità in giornata. Sia su su queste "sostituzioni" sia sulla risposta ufficiale della Santa Sede al cosiddetto "dossier Viganò".

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