ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 9 gennaio 2019

Abusivi..sciò!

Il Vaticano allontana i barboni. Ma il Papa chiede di far sbarcare i migranti


La gendarmeria Vaticana allontana sistematicamente barboni, clochard e senza tetto italiani che bivaccano in Piazza San Pietro e in un sottopasso attraversato ogni giorno da migliaia di pellegrini. La prassi è talmente consolidata che non fa neppure notizia. Eppure, nonostante gli sgombri quotidiani, Bergoglio s'immischia negli affari di stato altrui, chiedendo ai capi "stranieri" di far sbarcare i clandestini africani delle Ong. Poi la Chiesa si lamenta per il precipitare delle offerte, il crollo delle udienze, lo svuotamente delle chiese e il calo di popolarità del papa più amato dai non credenti.


Effettivamente, negli scorsi mesi si era parlato molto del tema. Nel settembre 2017 il Vaticano aveva messo mano alla «pulizia» di piazza San Pietro con l’allontanamento dei troppi clochard della zona, per restituire decoro in un’area dove ogni giorno migliaia di pellegrini e di turisti si affollano per entrare in basilica o per visitare i Musei Vaticani. «È una questione di sicurezza e di buon senso», aveva commentato il direttore della sala stampa vaticane Greg Burke. Una decisione presa qualche tempo dopo la foto che aveva fatto il giro del web di un senzatetto che orinava a pochi passi dal colonnato del Bernini.
Gianni Toffali
 http://www.affaritaliani.it/cronache/il-vaticano-allontana-i-barboni-580854.html?ref=ig

UN CASO DI ABUSIVISMO: CHE CI FA ANCORA AVVENIRE NELLE CHIESE?

Ormai il delirio politico di ‘Avvenire’ su immigrazione e dintorni lo rende improponibile nelle chiese cattoliche. In questo momento ‘Avvenire’ ha in testa solo l’abbattimento o almeno l’umiliazione di Matteo Salvini. Con protervia l’ex-giornale cattolico divide i fedeli, bastonando continuamente i critici. E’ ancora eticamente accettabile che sia venduto tra le navate?
Lo vendano nelle superstiti sedi del PdOppure a casa della Boldrini, della Kyenge, di Gianfranco Miccicché (quest’ultimo, vecchio politicante con trascorsi molto discussi, è il coordinatore di Forza Italia in Sicilia ed è autore del paragone blasfemo tra decreto Salvini e leggi razziali del 1938), tanto per citare tre giganti del pensiero politico contemporaneo. Anche presso il club (se esiste) di Balotelli. Nelle sedi municipali di Palermo, di Napoli e altre o in quelle delle regioni ‘rosse’. Oppure al centro di smistamento degli scafisti, pure in qualcuna delle coop ‘bianche’ che tanto hanno lucrato sulle pelle dei migranti in questi ultimi anni. Insomma lo vendano dove vogliono, anche negli episcopi ad esempio di Palermo e Noto, ma non più nelle chiese.
A che titolo oggi  ‘Avvenire’ continua a essere venduto nelle chiese (sempre meno, comunque)? E’ un quotidiano ex-cattolico, un organo di quella sorta di armata Brancaleone sinistramente rumorosa che aspira a rovesciare il governo nato dopo le elezioni del 4 marzo. Sono dei pulcinella di livello infimo che perseguono la delegittimazione - attraverso il disprezzo e la disobbedienza coltivata a piene mani – soprattutto del ministro dell’Interno Matteo Salvini e del suo partito, la Lega. Sindaci e governatori ‘rossi’, affiancati da vescovi e preti catto-fluidi non si sa se più ingenui, insipienti o cinici, hanno deciso di sferrare un nuovo attacco - di violenza inaudita - contro il ‘padre’ di una legge dello Stato (firmata persino da Mattarella, uno che - se appena può - trova il cavillo per rifiutare ciò che non gli piace) su una materia molto complessa e dall’approccio legittimamente diversificato come l’accoglienza dei migranti. E’ una materia che è di indubbia pertinenza dello Stato e dei suoi organi politici e amministrativi.
Che una parte (quella catto-fluida) dell’arcipelago cattolico sia furiosamente mobilitata per l’obiezione di coscienza e per la disobbedienza a tale legge rivela a qual punto di degrado si sia giunti all’interno (vertici compresi) della Chiesa italiana. Mai viste cose simili in questi ultimi anni su altri temi, quelli sì connotati naturalmente dalla possibilità di obiezione di coscienza (vita, famiglia, gender). Anzi, in tali casi, quelli che oggi si stracciano le vesti si sono sempre schierati contro la possibilità dell’obiezione (che in diversi casi vorrebbero togliere – vedi legge 194 - laddove al momento è prevista).
Ci sono vescovi come Corrado Lorefice di Palermo (uno dalla formidabile armatura intellettuale) che ha definito la legge sulla sicurezza e sull’immigrazione come “dis-umano decreto” (tradizionale discorso ai politici per il nuovo anno). Invece Antonio Staglianò, il vescovo-rapper di Noto, su Repubblica giustifica l’obiezione di coscienza di alcuni sindaci perché le norme sarebbero lesive della Costituzione. E, a proposito di Salvini, osserva: " Chi vuole insegnare al Papa come dire il rosario farebbe bene a riconoscere, da credente, che tutti gli esseri umani sono creati a immagine e somiglianza di Dio, per cui ognuno e' mio fratello, originariamente in Cristo, perché Cristo e'  l'immagine in cui tutti sono stati creati. Lo sanno questo i cattolici convenzionali?" (da notare l’irruzione nella toponomastica ecclesiale di non bene definiti ‘cattolici convenzionali’, che devono essere parenti dei ‘cattolici ipocriti’ sempre fustigati da papa Francesco).
Erano solo due esempi di prese di posizione episcopali. Ce ne sono altre, anche se non così tante, considerato che i vescovi italiani sono ben oltre duecento.
Una menzione particolare merita però un prete, il torinese don Fredo Olivero (figura storica della Migrantes piemontese e ora rettore della chiesa di San Rocco a Torino), che in occasione di una manifestazione a piazza Castello ha sostenuto che “tutta la Chiesa si deve schierare dalla parte della nave su cui sono intrappolate 49 persone. E' ora che la nostra Chiesa sia meno piena di razzisti".
Tali prese di posizione sono frutto di ingenuità, insipienza o malafede. L’articolo della legge più contestato, il 13, non priva certo i richiedenti asilo (in attesa di giudizio e cui non è dunque ancora riconosciuta una protezione internazionale) di assistenza sanitaria, vitto e alloggio. Impedisce invece la loro iscrizione a quell’anagrafe da cui consegue normalmente l’inserimento nelle liste per le case popolari e gli asili pubblici.
Intanto negli scorsi mesi il numero delle partenze di migranti verso l’Italia è crollato a poche migliaia, grazie alla politica salviniana dei ‘porti chiusi’. Crollato dunque il numero degli arrivi e crollato il numero dei morti in mare (ogni morto però pesa e di questo le corresponsabilità politiche vanno addebitate al sinistro fronte per l’accoglienza e alle sue propaggini catto-fluide).
Avvenire però insiste nella sua linea politica, ponendosi sempre come obiettivo di delegittimare e abbattere Matteo Salvini, cui non si perdona di aver rovinato un business fin qui molto redditizio. Ecco allora l’appoggio sbracato a quei sindaci che hanno annunciato un’obiezione di coscienza al decreto in questione, con un rimando immediato alla situazione di 49 migranti su due navi ong, ora davanti a Malta, che hanno violato le norme internazionali vigenti per creare il ‘caso’ politico e ricattare in primo luogo l’Italia, facendosi scudo di donne e bambini – un po’ come accadeva nelle manifestazioni degli ultra-sinistri e dei simpatizzanti dei terroristi palestinesi. Un ricatto vergognoso da parte delle organizzazioni criminali e di chi, anche politicamente, le sostiene.
Titoli di prima pagina degli ultimi giorni di Avvenire (quasi tutti di apertura):
. giovedì 3 gennaio 2019. Apertura a caratteri di scatola: “Obiezione umanitaria”. A pagina 5, a tutta pagina: “Accoglienza, battaglia dei sindaci”. Poi: “Il sindaco di Palermo, Orlando: ‘Atto istituzionale, non disobbedienza”.
. venerdì 4 gennaio 2019. Apertura: “Duello sindaci-Salvini – Conte apre al dialogo”. Da notare il giubilo avveniristico per le differenze emerse a livello di governo. Da notare anche il trattamento strumentalmente molto benevolo verso il ‘premier’ Conte, già coccolato da Avvenire’ e da ‘Famiglia cristiana’ e ricevuto recentemente in lunga udienza particolare da papa Francesco.
. sabato 5 gennaio 2019. Titolo in forte evidenza: “Governo diviso sulle navi di OngDi Maio: accogliere. No di Salvini”. Nell’occhiello: “Palermo, Lorefice sostiene Orlando”. A pagina 4, titolo a tutta pagina: “Navi dei migranti, governo diviso”. A pagina 5, titolo in evidenza: “No a decreti disumani”. Sommario: L’arcivescovo di Palermo Lorefice: Gesù il primo profugo”.
. domenica 6 gennaio 2019. Apertura: “Accogliere fa forti”. A pagina 5, a tutta pagina: “Navi migranti, governo su due sponde”. Titolo (fondo basso): “Non ci si può tirare indietro e sentirsi a posto”. Sommario: “Sono dure le parole del presidente della Migrantes Di Tora. Anche il vescovo di Mazara del Vallo Mogavero si schiera contro ‘certi andazzi e modi di pensare’ “.
E oggi, 7 gennaio 2019,  ad Avvenire e a certi vescovi e preti dà manforte dalla prima pagina di Repubblica nientepopodimeno che il greppiante Alberto Melloni con una sentenza definitiva, da nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede: “Ignorare quelle 49 persone (ostaggi della propaganda) nel mare nostrum non vorrebbe dire aiutarne di più, bensì negare il Vangelo”.
E' vero (e l'abbiamo scritto più volte) che Avvenire contiene anche articoli e inchieste pregevoli su temi sensibili e vicini alla realtà umana quotidiana. Purtroppo però la linea politica editoriale è quella tracciata, così penosa per un cattolico che voglia essere tale e non un lacchè della peggiore politica italiana.
A questo punto, considerata la faziosità sempre più sfrontata di Avvenireche produce dissennatamente una netta spaccatura nel mondo ecclesiale, non resta che una soluzione: Avvenire, non avendo più titoli per rappresentare la comunità cattolica italiana, non sia più venduto nelle chiese. A meno che dentro le navate non si porti un’intera edicola (tutto compreso…), sfrattando però il Padrone di casa.  E i cattolici allora andranno con Lui. Altrove.  

UN CASO DI ABUSIVISMO: CHE CI  FA ANCORA AVVENIRE NELLE CHIESE? – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 7 gennaio 2019
https://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/836-un-caso-di-abusivismo-che-ci-fa-ancora-avvenire-nelle-chiese.html

Opposizione indecente

di Gianfranco La Grassa
Purtroppo, non passa giorno che le opposizioni trovino argomenti polemici che li qualificano come ipocriti, falsificatori, apparentemente privi di capacità di ragionare, che in realtà nasconde a date masse di imbecilli la loro furfanteria per non usare termini ancora più pesanti. Perché dico purtroppo? Perché ho ben poca voglia di essere un sostenitore di queste forze che attualmente governano. Ed infatti non risparmierò comunque le riserve critiche che ho nei loro confronti. Purtroppo, appunto, gli oppositori sono dei farabutti di strepitosa “luminosità” ed uno è costretto a prendere posizioni, che poi lo fanno sembrare sostenitore di chi non conquista per nulla il suo favore. Siamo in preda alle menzogne di delinquenziali sostenitori degli scafisti e di 7 su 9 ONG nate dal 2014, quando si è avuto il massimo flusso disorganizzato di migranti (paganti migliaia di dollari ed euro). Questi miserabili affermano che è una mostruosità disumana lasciare 18 giorni senza sbarco 49 migranti su due navi delle ONG di cui sopra. Non sono 18 giorni bensì più di due anni che i terremotati di Amatrice (e degli altri luoghi devastati da quel sisma) non ricevono il dovuto aiuto per rimettersi in piedi nella loro vita familiare e di lavoro. Hanno casette prefabbricate (malissimo) che ormai si stanno sfacendo; il freddo invernale entra da mille fessure e si hanno precipitazioni che il tetto non blocca del tutto. Ogni poco si guasta qualcosa per cui in molti restano senza luce o senza gas, ecc. Questo – per gli “umani accoglienti” – non è uno scandalo, non c’è alcun Papa che perori la loro causa denunciando l’insensibilità dei governanti (in specie quelli di prima).
E non finisce qui perché c’è un problema su cui ha centomila volte ragione Salvini. Non è il numero dei fermati in mezzo al mare che fa testo. E’ una semplice questione di principio; quando cedi su 1 ne arriveranno poi 100 e poi 1000. Ed è ora di finirla con le torture cui sarebbero sottoposti costoro se fossero riportati in Libia. Mascalzoni mentitori. Due anni fa, le statistiche (oggi bellamente taciute) dissero chi erano i 6-700.000 immigrati arrivati qui in 4-5 anni, di fatto dopo la politica del caos obamiana del 2011 con la “primavera araba” – contrabbandata come rivolta di masse popolari per la democrazia, che quei popoli nemmeno sanno cosa sia – con il massacro di Gheddafi in Libia mediante complicità di Francia e Inghilterra e infine con il tentativo di far lo stesso nei confronti di Assad servendosi dell’Isis, finanziata da Arabia Saudita e Qatar, che dietro avevano i soliti Usa obamiani. Qui intervennero i russi, salvando Assad, e la massiccia emigrazione che si ebbe nei primi anni anche in Siria si è di fatto molto ma molto assottigliata. Bene. Dei 6-700000 arrivati in Italia solo il 7% fuggiva da reali guerre; e questi giovani, robusti e ben in carne (perché li abbiamo ben visti sui barconi o sugli scafi delle ONG) sono dei vigliacchi esattamente come quei giovani ricchi italiani che pagavano soldi nel ’43-’45 per andare in Svizzera e fuggire lo scontro decisivo che si stava svolgendo in quegli anni soprattutto nel nord Italia. In ogni caso, il 93% sono “migranti economici”; quindi non fuggono da alcuna persecuzione e sono solo illusi dai delinquenti che trafficano in esseri umani e poi fanno la predica di umanità a chi sta sempre peggio per la massa di questi arrivi.
Essendo questa la situazione, critico il nostro governo perché si lamenta dello scarso aiuto che dà la UE. D’accordo, i vertici europei sono ipocriti a predicare accoglienza e poi a cercare di sfuggire a quanto sostengono. Tuttavia, i migranti economici (e per conto mio anche i giovani e robusti vigliacchi, che con i soldi che pagano sono esattamente come quegli italiani che andavano in Svizzera) non devono semplicemente venire perché sono appunto i figli dei ceti meno disagiati. Devono restare nei loro paesi e semmai vanno aiutati (nel limite del possibile e delle nostre risorse) “laggiù”. Basta balle, schifosi delle ONG, veri rifiuti umani, profittatori delle illusioni di ceti tutto sommato non miseri all’estremo, ma a cui si fa balenare la “bella vita” che potrebbero conquistare qui, dove abbiamo invece noi milioni di poveri da aiutare. I migranti che arrivano non sono certo quelli cui io davo la massima solidarietà: i “dannati della Terra” (di cui parlava Frantz Fanon). Quelli non pensavano di venire qui, quelli lottavano e morivano nella lotta contro il criminale colonialismo dei ceti dominanti europei, che erano allora come sono ora; allora detti di “destra”, oggi della più lurida e infame “sinistra”. Quindi addosso a questi schifosi finti “accoglienti”, addosso ai pretacci di una Chiesa che si sta riempiendo di vergogna dietro i “coloriti” discorsi di un gesuita, addosso ai gruppi dominanti della UE, messa in piedi per opera di venduti “padri dell’Europa”, finanziati a tutto spiano dalla CIA (come organo degli Stati Uniti, il paese predominante più feroce del pianeta e che predica una inesistente “democrazia”, che viene subito messa in discussione quando il popolo comincia a capire qualcosa).
Addosso a questi vermi; bisogna cercare di risorgere, altrimenti la fine più laida e miserevole è assicurata.
https://scenarieconomici.it/opposizione-indecente/

EAN CLAUDE MBEDE – IMMIGRAZIONE

JEAN CLAUDE MBEDE L’IMMIGRAZIONE VISTA DA CHI E’ RIUSCITO AD INSERIRSI IN ITALIA

CRESCERE INFORMANDOSI, intervista JEAN CLAUDE MBEDE, giornalista del Camerum, in Italia dal 2008, primo rifugiato iscritto all’ordine dei giornalisti in Italia. Un’intervista che inizia provando a comprendere il vero significato del termine rifugiato con le relative difficoltà e pregiudizi superati per riuscire ad integrarsi. Poi, passiamo ad affrontare il tema dell’immigrazione, in senso più stretto, e con l’aiuto di Mbede proviamo a realizzare un identikit della persona che decide di emigrare. Visto il periodo che stiamo attraversando un po’ in tutto l’occidente, anche il rischio che tra gli immigrati onesti si possa infiltrare qualche terrorista è un argomento che affrontiamo. Particolarmente significativo è il tema, che sviluppiamo nel corso dell’intervista, legato al ruolo dei media nel riportare tutte le varie questioni che riguardano gli immigrati. Proviamo, infine, a chiedere a Mbede di fare uno scambio di ruoli per fornire un’idea di come si potrebbe riuscire a gestire al meglio il fenomeno dell’immigrazione.

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