ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 9 gennaio 2019

La petición del Papa

“Grazie Francesco”. Da “todos los masones del mundo”

https://adoracionyliberacion.files.wordpress.com/2019/01/captura-de-pantalla-2019-01-09-a-las-9.12.52.png(immagine aggiunta)
«Todos los masones del mundo se unen a la petición del Papa por “la fraternidad entre personas de diversas religiones”».
È davvero pieno di entusiasmo e riconoscenza il messaggio che i massoni spagnoli hanno inviato a Francesco: «Tutti i massoni del mondo si uniscono alla richiesta del papa per “la fraternità tra persone di diverse religioni”».
Il testo è stato rilanciato in un tweet della Gran Logia de España, nel quale si sottolinea l’identità di vedute rispetto a quanto sostenuto da Francesco nel messaggio di Natale.

«Nel suo messaggio natalizio dalla loggia centrale del Vaticano – scrivono infatti i massoni del Grande Oriente Español – Papa Francesco ha chiesto il trionfo della fratellanza universale tra tutti gli esseri umani: “Il mio augurio di buon Natale è un augurio di fraternità. Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura. Fraternità tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro. Fraternità tra persone di diverse religioni. Gesù è venuto a rivelare il volto di Dio a tutti coloro che lo cercano. E il volto di Dio si è manifestato in un volto umano concreto. Non è apparso in un angelo, ma in un uomo, nato in un tempo e in un luogo. E così, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l’amore, l’accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture…, ma tutti fratelli in umanità! Allora le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza. Come per un artista che vuole fare un mosaico: è meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!”».
Nel mettere in evidenza con enfasi l’importanza dei concetti espressi da Francesco, la Gran Loggia di Spagna rileva: «Le parole del Papa mostrano la lontananza attuale della Chiesa dal contenuto di Humanum genus (1884), l’ultima grande condanna cattolica della massoneria».
Nell’enciclica Humanus genus in effetti il papa Leone XIII condannò senza mezzi termini la massoneria, stigmatizzando «il grand’errore moderno dell’indifferentismo religioso e della parità di tutti i culti», un atteggiamento che il pontefice dell’epoca definì «via opportunissima per annientare le religioni tutte, e segnatamente la cattolica che, unica vera, non può senz’enorme ingiustizia esser messa in un fascio con le altre».
Secondo i massoni spagnoli, il modo in cui il papa attuale condanna il fondamentalismo religioso e chiede fraternità e tolleranza avvicina la  Chiesa alla massoneria accomunandole nell’impegno per la fratellanza universale, al di là delle differenze in campo politico, culturale, nazionale e religioso.
L’attestato di stima nei confronti del papa da parte della massoneria fa notizia, ma non stupisce. Dopo Paolo VI, Jorge Mario Bergoglio (che dal 1999 è socio onorario del Rotary Club) è decisamente il papa più apprezzato dalla massoneria internazionale.
Mentre Giovanni Paolo II e Benedetto XVI furono duramente osteggiati dai massoni, il pontefice argentino ha ricevuto ripetuti elogi (https://www.marcotosatti.com/2017/04/09/lamore-straordinario-della-massoneria-per-il-pontefice-uno-studio-documenta-una-storica-prima-volta/) dalla massoneria, sia in Europa sia nelle Americhe. E certamente nuovi elogi arriveranno, dato che il papa si appresta a partecipare ad Abu Dahbi, all’inizio del prossimo febbraio, su invito dello sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, all’Incontro interreligioso internazionale sulla fratellanza umana, tema da sempre caro alla massoneria.
Pure dai massoni italiani nel corso del tempo sono arrivate espressioni di stima e simpatia nei confronti di Francesco. Anni fa, per esempio, Gustavo Raffi, all’epoca gran maestro del Grande Oriente d’Italia, disse a migliaia di fratelli riuniti a convegno: «Basterà volgere lo sguardo dentro quelle mura che separano l’Italia dal Vaticano per capire che qualcosa sta cambiando. Osserviamo con attenzione e rispetto come questo papa stia accelerando i tempi di un cambiamento epocale entro l’orizzonte di strutture tradizionalmente restie ad accogliere i fermenti di innovazione. E di riflesso il suo influsso si riverbera ben oltre i confini delle sagrestie».
Per chi volesse leggere l’Humanus genus di Leone XIII, enciclica del 20 aprile 1884 sulla «condanna del relativismo filosofico e morale della massoneria», ecco qui il testo: http://w2.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus.html. Che si conclude, occorre ricordarlo, con una quadruplice, intensa invocazione: alla Vergine Maria perché, «contro le empie sette… dimostri la potenza sua», a «San Michele, principe dell’angelica milizia, debellatore del nemico infernale», a «San Giuseppe, sposo della Vergine Santissima, Celeste e salutare patrono della cattolica Chiesa», e ai «grandi Apostoli Pietro e Paolo, propagatori e difensori invitti della fede cristiana».
Aldo Maria Valli
https://www.aldomariavalli.it/2019/01/09/grazie-francesco-da-todos-los-masones-del-mundo/

Il complotto della Massoneria contro la Chiesa Cattolica. Un'Istruzione rivela il piano segreto


PURTROPPO E' TUTTO TRAGICAMENTE VERO.
TUTTO DOCUMENTATO.
TUTTO (O QUASI) AVVENUTO...

[...]

"Cosa fu esattamente la Carboneria, e qual è l’importanza del suo ruolo nella storia della Rivoluzione Italiana? Come nel caso degli Illuminati di Baviera, siamo informati sulle attività cospiratorie della Carboneria, e in particolare del livello più elevato di essa, l’Alta Vendita, in quanto il 20 maggio 1846, poco prima della morte, Gregorio XVI consegnò a Jacques Crétineau-Joly, lo storico della Controrivoluzione vandeana e della Compagnia di Gesù, tutti i documenti (sequestrati negli anni dalla Polizia pontificia) necessari per scrivere una Storia delle società segrete; lo storico francese non la scrisse mai, ma pubblicò la celebre opera L’Eglise romaine en face de la Révolution. I documenti dell’alta Vendita sono stati successivamente riprodotti da mons. Delassus nell’altrettanto nota opera Il problema dell’ora presente, e in particolare le Istruzioni e la corrispondenza[1]. L’alta Vendita era composta da 40 membri che si nascondevano dietro pseudonimi, ed era diretta fin dal 3 aprile 1824 da un aristocratico italiano, “Nubius”, che, grazie alla sua posizione, aveva accesso presso alti prelati in Vaticano e aveva posto suoi agenti nelle Cancellerie europee.

Qual’era lo scopo dell’Alta Vendita? I suoi capi avevano tracciato un piano ancora più audace di quelli perpetrati per la Rivoluzione Francese. Dovendo agire in Italia, vale a dire contro il cuore stesso del nemico, il Papato, essi avevano compreso che qui le ghigliottine non servivano (lo stesso Napoleone aveva fallito con tutti i suoi eserciti); così essi prepararono e perpetrarono il grande piano: «Giungere con piccoli mezzi ben graduati, benché mai definiti, al trionfo dell’idea rivoluzionaria per mezzo del Papa»[2].

Troviamo infatti scritto nell’Istruzione permanente data ai membri della setta nel 1817: «Il nostro scopo finale è quello di Voltaire e della Rivoluzione francese: l’annientamento per sempre del cattolicesimo ed ancora dell’idea cristiana, che se resta in piedi sulle rovine di Roma ne avrebbe perpetuazione»[3]. Ma per ottenere ciò, prosegue lo scritto, occorre non attaccare frontalmente la Chiesa, in quanto in tal maniera essa ha sempre vinto, anche contro i suoi peggiori e più forti nemici; occorre invece conquistare il Papa e la Gerarchia, ma non nel senso di un Papa “settario”, in quanto ciò è ridicolo, o di un Papa corrotto come Alessandro VI, in quanto anche questi «non ha mai errato in materia religiosa»; occorre invece un Papa complice, come Clemente XIV, che per paura si diede mani e piedi ai Borboni e ai philosophes. Si trattava insomma di corrompere ideologicamente i giovani sacerdoti, perché un giorno alcuni di loro sarebbero divenuti vescovi, e poi, un giorno, fra questi vescovi sarebbe uscito un Papa! E il Papa, nella Chiesa, può tutto. Anche provocarne la distruzione, secondo i loro piani. Troviamo infatti scritto nell’Istruzione:

«Il lavoro al quale noi ci accingiamo non è l’opera di un giorno, né di un mese, né di un anno. Può durare molti anni, forse un secolo: ma nelle nostre file, il soldato muore, ma la guerra continua (…) Quello che noi dobbiamo cercare ed aspettare come gli ebrei aspettano il Messia, si è un Papa secondo i nostri bisogni (…) Con questo solo noi andremo più sicuramente all’assalto della Chiesa, che non con gli opuscoletti dei nostri fratelli di Francia e coll’oro stesso dell’Inghilterra. E volete sapere il perché? Perché con questo solo, per stritolare lo scoglio sopra cui Dio ha fabbricato la sua Chiesa, noi non abbiamo più bisogno dell’aceto di Annibale, né della polvere da cannone e nemmeno delle nostre braccia. Noi abbiano il dito mignolo del successore di Pietro ingaggiato nel complotto, e questo dito mignolo val per questa crociata tutti gli Urbani II e tutti i San Bernardi della Cristianità»[4].

Da queste impressionanti parole non può non ricavarsi il legame con l’opera – fondamentale per tutta la storia del Risorgimento italiano – di Vincenzo Gioberti, Il Primato morale e civile degli Italiani, edito a Bruxelles nel 1843, con cui l’ambiguo prete prepara quel movimento neoguelfo destinato ad attrarre i cattolici moderati e liberali verso la Rivoluzione Italiana, e destinato, soprattutto, a creare le condizioni per l’elezione del Papa desiderato…[5].

Come si può notare, la Carboneria e l’Alta Vendita, hanno come scopo supremo quello di portare la Rivoluzione in Italia per distruggere il nemico per eccellenza della Massoneria e della Rivoluzione, ma non attaccandolo dall’esterno (es.: persecuzioni pagane, eresie medievali, guerre protestanti, e, soprattutto, Rivoluzione Francese e Napoleone), ma dall’interno, come un tumore che eroda la Chiesa stessa avvelenandola[6]. Da questo momento iniziò quindi la regolare e metodica penetrazione delle file massoniche nel clero cattolico. E in tal maniera, si potrebbe dire, iniziò la “Questione Romana”, vale a dire la guerra alla Chiesa Cattolica[7], scopo portante della Rivoluzione Italiana.

Superfluo notare come tale piano sia pienamente riuscito in questi 150 anni, fino ad arrivare a infettare le più alte gerarchie ecclesiastiche. I frutti di tale tumore infernale nella Chiesa – nella sua parte umana ovviamente – li possiamo verificare quotidianamente e in maniera ogni giorno più devastante [...]"

Fonte:

Estratto da una conferenza del prof. Massimo Viglione dal titolo "Massoneria e spiritismo nel Risorgimento italiano". Il testo integrale è reperibile qui: www.riscossacristiana.it/unaltra-storia-…

Note:

[1] J. Crétineau-Joly, L’Eglise Romaine en face de la Révolution, Paris, Cercle de la reinessance française, 1976 (rist.); H. Delassus, Il problema dell’ora presente. Antagonismo fra due civiltà. Parte Prima: Guerra alla civiltà cristiana, (I ed. 1904), Roma, Desclée e C., 1907, rist. anast. Piacenza, Cristianità, 1977. Riprendo le prossime notizie da R. de Mattei, Pio IX, Casal Monferrato, Piemme, 2000 pp 23-25.

[2] J. Crétineau-Joly, II, p. 129; H. Delassus, I, p. 595.

[3] R.F. Esposito, La Massoneria e l’Italia dal 1800 ai giorni nostri, Ed. Paoline, Roma 1979, pp. 57-58.

[4] J. Crétineau-Joly, II, pp. 82-83; H. Delassus, I, pp. 585-586.

[5] Scrive l’anticlericale Giuseppe Montanelli a riguardo: «È un libro che farà epoca (…) Quelli che lo addebitano di anticaglia pontificia non hanno inteso che il Papa di Gioberti è tal cosa la quale, quando esistesse, saremmo tutti papalini». Cit. in R. de Mattei, cit., p. 26.

[6] «Fare il prete patriota», ordina il massone Vindice (cfr. H. Delassus, I, p. 244): ecco spiegati Gavazzi, Gioberti, Ventura, Spola, Tazzoli, Bassi, e tanti altri che giunsero a correre appresso a Mazzini dimenticandosi della fede e dei giuramenti della loro gioventù.

[7] Che il voler ostinatamente ridurre l’odio anticattolico della Massoneria a semplice “anticlericalismo” sia cosa del tutto fuorviante, lo dimostra, più di ogni altro ragionamento, la seguente disposizione data a tutte le logge dal Gran Maestro dell’Oriente d’Italia Ludovico Frapolli nel 1867, in occasione della crisi di Mentana seguita al fallito assalto di Garibaldi contro Pio IX: «La Massoneria non ha da occuparsi del potere temporale de’ Papi – poco le vale che vi sia un principe di più o di meno – combatte il Pontefice e non il Papa-Re – questo abbandona al braccio secolare: spetta alla Nazione perennemente tradita il provvedere. Il massone va più in là: lavora a distruggere le credenze assurde che hanno mai sempre appoggiato la tirannia…». In D. Massè, Il caso di coscienza del Risorgimento italiano, Alba, 1946, p. 308.

***

AD INTEGRAZIONE


Quella che segue non è tutta l'Istruzione, ma le parti più pertinenti alla nostra discussione. Dice questo documento:

«Il nostro fine ultimo è quello di Voltaire e dei rivoluzionari francesi: la distruzione finale del cattolicesimo e dell'idea cristiana [...].

Il Papa, chiunque sarà, non verrà mai alle società segrete. Sta alle società segrete compiere il primo passo verso la Chiesa, con lo scopo di conquistare entrambi. Il compito che stiamo per intraprendere non è il lavoro di un giorno, o di un mese, o di un anno; può durare molti anni, forse un secolo; ma nelle nostre file il soldato muore e la lotta prosegue. Noi non intendiamo guadagnare i Papi alla nostra causa, farne dei neofiti, dei nostri principî, dei propagatori delle nostre idee. Sarebbe un sogno ridicolo, e, in qualsiasi modo si svolgano gli avvenimenti, se per esempio dei Cardinali o dei prelati siano entrati, di loro spontanea volontà o di sorpresa, a parte dei nostri segreti, questo non è nient'affatto un incentivo per desiderare la loro elevazione alla Sede di Pietro. Quella esaltazione ci rovinerebbe. L'ambizione li avrebbe condotti all'apostasia, i bisogni del potere li costringerebbero a sacrificarci. Quello che noi dobbiamo domandare, quello che dobbiamo cercare e aspettare, come gli ebrei aspettano il Messia, è un Papa secondo le nostre necessità [...].

Con quello marceremo più sicuramente all'assalto della Chiesa che con gli opuscoli dei nostri Fratelli in Francia e anche con l'oro dell'Inghilterra. Volete saperne la ragione? È questa: per distruggere la pietra sulla quale Dio ha costruito la Sua Chiesa, noi non abbiamo bisogno di aceto annibaliano, o di polvere da sparo, né delle nostre stesse braccia. Noi abbiamo il dito mignolo del successore di Pietro impegnato nella congiura e questo dito vale per una simile crociata tutti gli Urbani II e tutti i San Bernardo della cristianità. Senza dubbio raggiungeremo questo fine supremo dei nostri sforzi. Ma quando? Come? L'ignoto non è stato ancora rivelato. Ciononostante, niente deve dissuaderci dal piano tracciato; al contrario, tutto deve tenderci: l'opera è appena abbozzata, ma fin da oggi dobbiamo lavorarci con lo stesso ardore come se il successo dovesse coronarla domani. Desideriamo che questa istruzione rimanga segreta per i soli iniziati, e che venga detto ai soli ufficiali del consiglio della suprema Vendita (Loggia) che dovrebbero instillarla nei loro Fratelli, in forma di istruzione o di memorandum [...].

Or dunque, per assicurarci un Papa fornito delle qualità richieste, si tratta di formare a questo Papa una generazione degna del regno che desideriamo. Lasciamo da parte le persone anziane e quelli di età matura; andiamo alla gioventù, e se è possibile, anche ai bambini [...].


Escogiterete per voi stessi, senza grandi sforzi, una reputazione di buoni cattolici e di puri patrioti. Questa reputazione permetterà l'accesso delle nostre dottrine negli ambienti del giovane clero, così come nei conventi. Per forza di cose, nel giro di alcuni anni, questo giovane clero avrà occupato tutte le cariche; esso governerà, amministrerà, giudicherà, formerà il consiglio del sommo gerarca, sarà chiamato a scegliere il Pontefice che deve regnare. E questo Pontefice, come la maggior parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente imbevuto più o meno dei principî italiani umanitari (leggi "rivoluzionari") che abbiamo incominciato a mettere in circolazione.È un piccolo grano di senape nera che stiamo affidando alla terra; ma la luce del sole della giustizia lo farà crescere sino al potere più elevato, e un giorno vedremo che ricco raccolto produrrà questo piccolo seme. Nel percorso che stiamo tracciando ai nostri Fratelli si devono vincere grandi ostacoli e superare molteplici difficoltà. Si trionferà con l'esperienza e con la perspicacia. Ma il fine è così bello che vale la pena di spiegare tutte le vele al vento per raggiungerlo. Volete rinnovare radicalmente l'Italia? Cercate il Papa di cui abbiamo appena disegnato il profilo. Desiderate stabilire il regno degli eletti sul trono della prostituta di Babilonia? Lasciate il clero marciare sotto il Suo stendardo, mentre crede di marciare sotto la bandiera delle Chiavi Apostoliche. Vuoi distruggere l'ultimo vestigio dei tiranni e degli oppressori? Piazzate le vostre trappole (le reti) come Simon Pietro; gettatele nelle sacrestie, nei seminari e nei conventi piuttosto che in fondo al mare: e se non avete fretta, vi promettiamo una pesca più miracolosa della sua. Il pescatore di pesci divenne pescatore di uomini; voi porrete dei nostri amici attorno alla Cattedra Apostolica. Avrete predicato una rivoluzione in tiara e cappa, camminando con la croce e la bandiera, una rivoluzione che non avrà bisogno se non che di essere un po' spronata per mettere il fuoco ai quattro lati del mondo»

(Mons. H. Delassus, The Anti-Christian Conspiracy («La cospirazione anticristiana»), Desclée de Brouver, Roma 1910, vol. III, pagg. 1035-1092. Il testo completo dell'Istruzione Permanente dell’Alta Vendita è stato pubblicato in Mons. G. E. Dillon, Grand Orient Freemasonry Unmasked («Il Grand'Oriente della Massoneria smascherato»), pagg. 51-56.)

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