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sabato 13 aprile 2019

Consonanze

Arciv. Chaput: I nuovi “inquisitori laici” cercano di imporre una nuova ortodossia che rifiuta le verità umane fondamentali

Come non vedere in questo intervento di mons. Charles Chaput, arcivescovo di Philadelphia, una chiara consonanza con la testimonianza data qualche giorno fa dal papa Emerito Benedetto XVI. Egli dice che i cristiani non sono chiamati ad essere testimoni passivi dei tempi. Ha ricordato ai cattolici che ogni persona è al tempo stesso soggetto e autore del suo posto nella storia.
Vi propongo la sintesi della relazione di Chaput fatta dal Catholic News Agency nella mia traduzione.
Charles J. Chaput, arcivescovo di Philadelphia  (CNS photo/Matthew Barrick, Knights of Columbus)
Charles J. Chaput, arcivescovo di Philadelphia (CNS photo/Matthew Barrick, Knights of Columbus)
 La cultura un tempo cristiana dell’Occidente ha dimenticato le sue radici, ha detto venerdì l’arcivescovo Charles Chaput, avvertendo che i principi fondamentali della dignità umana e della libertà sono ora a rischio.

Il leader dell’arcidiocesi di Philadelphia ha detto ad un incontro di sacerdoti, seminaristi e laici, tenutosi il 12 aprile al Seminario del Cuore Immacolato di Maria a Winona, Minnesota, USA, che è sacra responsabilità della Chiesa essere attrice della storia, ricondurre la società sulla via verso Dio.

Dobbiamo capire che, sempre più spesso, i principi morali fondamentali della Dichiarazione d’Indipendenza – cose di cui i Fondatori potrebbero dire: “Riteniamo che queste verità sono evidenti” – non sono affatto evidenti o permanenti per molti dei nostri leader intellettuali e politici”, ha detto Chaput, durante la cerimonia di ricevimento del Premio del Cuore Immacolato di Maria nel 2019 in occasione della cena annuale dei Vescovi e del Rettore del seminario.

“I diritti naturali che la maggior parte di noi americani diamo per scontati non significano nulla se non esiste una natura umana permanente – una natura che molti di coloro che cercano di governarci, o già ci governano, già rifiutano. E questo ha delle conseguenze“.

L’arcivescovo ha notato una crescente ostilità pubblica ai valori della legge naturale e ha detto che “gli inquisitori laici” cercano di imporre una nuova ortodossia che rifiuta le verità umane fondamentali.

“Il sesso è la loro arma scelta”, ha detto Chaput, “una specie di coltello dell’esercito svizzero [fatto] di confusione di genere(Gender, ndr), licenza sessuale e feroce moralizzazione contro tutto ciò che allude alla classica moralità cristiana, purezza, modestia, fertilità e fedeltà a vita basata sulla complementarietà sessuale di donne e uomini”.

“Per dirla in un altro modo: I veri nemici della libertà umana, della grandezza, dell’immaginazione, dell’arte, della speranza, della cultura e della coscienza sono quelli che attaccano il credo religioso, non i credenti”.

Chaput ha detto che la società americana rifiuta sempre più spesso la fede in Dio che una volta era il suo tratto distintivo, chiamando la fede la fonte perduta della “decenza e vitalità” americana.

“La mancanza di fede – che sia deliberata e ideologica, o frutto di indolenza e pragmatismo – è la religione di Stato del mondo moderno. Il frutto di questa ortodossia è la fame e la distruzione dello spirito umano, e una società senza uno scopo superiore”.

“Qualunque sia stata una volta la nostra nazione, oggi rischia di diventare sempre più certamente una nuova Roma con tutti i difetti disumani che ciò implica”, ha detto.

L’arcivescovo ha detto che i cristiani non sono chiamati ad essere testimoni passivi dei tempi. Ha ricordato ai cattolici che ogni persona è al tempo stesso soggetto e autore del suo posto nella storia.

I cristiani, ha detto, hanno il dovere di rifare la società a immagine di Cristo in ferma contraddizione con la cultura dominante, ricordando che le azioni di ciascuno hanno delle conseguenze.
“Nella misura in cui cerchiamo di inserirci in una cultura sempre più ostile verso ciò che i cattolici hanno sempre creduto – che è quello che facciamo da decenni ormai – ripudiamo con le nostre azioni ciò che sosteniamo di ritenere sacro con le nostre parole”, ha detto Chaput.

“Nessuna persona, e nessuna Chiesa, può sopravvivere a lungo con lealtà divise”.

Chaput ha detto all’uditorio che i cattolici hanno il dovere di “servire la verità dicendo la verità nel modo più gioioso e persuasivo possibile”.

“La nostra fede ha cambiato il corso della storia e ha dato senso a un’intera civiltà. E in Cristo risorto, Dio ci chiama ora, proprio ora, a cominciare da quelli di noi qui presenti stasera, a fare lo stesso”.

L’arcivescovo ha detto che è attraverso la fede in Dio che la società ha apprezzato la dignità della natura umana e la libertà dell’anima umana. Se i cattolici americani non conoscono più la loro fede, o il loro privilegio della discepolanza, o la loro chiamata alla missione, allora “non abbiamo nessuno da incolpare se non noi stessi”, ha detto.

“Il problema della vita cattolica americana non è la mancanza di denaro o di risorse o di personale o di influenza sociale”, ha detto Chaput.

“Il problema centrale nella costruzione di una cultura cristiana è la nostra mancanza di fede e la codardia che produce. Dobbiamo ammetterlo. E poi dobbiamo sottometterci a un cammino di pentimento e di cambiamento, e di testimonianza disinteressata agli altri”.

“La vostra diocesi, il vostro meraviglioso seminario, e ciascuna delle vostre vite, deve essere un motore di quel rinnovamento. Questo è il nostro scopo. Questa è la nostra vocazione. Per questo Dio ci ha fatto e ci ha messo qui”.

Card. Woelki: “La Chiesa non può essere costretta a cambiare la sua dottrina se il cambiamento contraddice lo spirito del Vangelo”

Il cardinale tedesco Rainer Maria Woelki sta contestando i suoi confratelli tedeschi (ma anche coloro che sono in Vaticano e che condividono la stessa posizione) su pretese aperture al mondo che consisterebbero nel liberalizzare il celibato, riconsiderare l’omosessualità, ordinare le donne, accettare il sesso al di fuori del matrimonio.
Ecco un articolo di David Oldroyd-Bolt, pubblicato sul Catholic Herald, nella mia traduzione.
Card. Rainer Maria Woelki, arcivescovo metropolita di Colonia (Germania)
Card. Rainer Maria Woelki, arcivescovo metropolita di Colonia (Germania)
“La Chiesa non può essere costretta a cambiare la sua dottrina se il cambiamento contraddice lo spirito del Vangelo”, ha detto il cardinale Woelki.
In un articolo per Die Tagespost, che probabilmente sarà visto come una severa contestazione di quei prelati che suggeriscono che il dogma dovrebbe essere modificato per riflettere gli attuali costumi sociali, il cardinale aggiunge:
“Tutti coloro che all’interno e all’esterno della Chiesa che spingono con tanta veemenza per i cambiamenti (liberalizzare il celibato, riconsiderare l’omosessualità, ordinare le donne, accettare il sesso al di fuori del matrimonio) non hanno risposto a una domanda: Perché i cristiani protestanti in Germania non stanno prosperando? Loro hanno [già] attuato tutto ciò che viene richiesto [ora nella Chiesa cattolica, ndr]. Eppure non sono in una posizione migliore, vista la loro pratica di fede, la scarsità di reclute per il ministero pastorale e il numero di persone che lasciano le loro chiese. Questo non indica forse che i veri problemi si trovano altrove, e che tutto il cristianesimo deve confrontarsi con una crisi di fede e di comprensione, piuttosto che adattarsi a una ‘nuova realtà di vita’ che si presenta come irresistibile?”
Prevenendo coloro che lo accuserebbero di essere un reazionario che reagisce automaticamente [ rifiutandolo] di fronte al cambiamento sociale, il cardinale Woelki scrive: “Non fraintendetemi: Non sto proponendo un tradizionalismo irriflessivo, o una nostalgia per i presunti bei tempi andati. Né voglio che facciamo fronte comune, come un piccolo gregge pio che si trincera. Al contrario, voglio crescita e rivitalizzazione; voglio la fede qui e ora”.
Richiamando direttamente l’insegnamento del Papa emerito, il cardinale Woelki suggerisce che “Papa Benedetto XVI ha raccomandato la desecolarizzazione (Entweltlichung) come via per la Chiesa. Questo importante concetto è stato troppo rapidamente messo da parte, ma dovrebbe essere riconsiderato più profondamente. Non significa ritirarsi dal mondo, credo, ma piuttosto ricordare il carattere unico del messaggio cristiano di salvezza. Solo se la Chiesa punta oltre questo mondo e testimonia che il Figlio di Dio ha redento il mondo, continuerà a conquistare gli uomini e a condurli alla salvezza”.
“Per dirla in maniera esplicita: Ci troviamo di fronte a un’alternativa profonda: la desecolarizzazione della Chiesa, o la scristianizzazione del mondo – quella parte del mondo, almeno, in cui viviamo noi tedeschi”.
L’articolo del cardinale Woelki sarà quasi sicuramente interpretato come una sfida non solo alla Chiesa tedesca ma anche alla gerarchia vaticana per riaffermare in termini inequivocabili l’insegnamento ortodosso in materia sessuale e sociale.
Il cardinale ha guidato un gruppo di sette vescovi che si sono appellati al Vaticano nell’aprile dello scorso anno, dopo che i vescovi tedeschi hanno approvato la proposta di permettere ai protestanti sposati con i cattolici di ricevere la comunione in determinate circostanze. Poi, in un discorso pronunciato al Corpus Christi, il cardinale Woelki si è spinto oltre e ha sfidato apertamente i riformatori: “C’è stata molta discussione sull’Eucaristia nelle ultime settimane. Qualcuno ha detto: ‘Di che cosa si tratta? Questa è un’assurdità’, altri addirittura hanno detto: ‘Questo è uno spettacolo di Punch e Judy’ (quello dei burattini, ndr). Io dico – si tratta di vita e morte….. Questo è fondamentale! Ed è per questo che dobbiamo combattere e cercare la strada giusta. Non in un modo qualsiasi, ma la via del Signore”.

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