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giovedì 11 aprile 2019

Il collasso spirituale nella Chiesa

Pedoflilia, Benedetto XVI rompe il silenzio: "Il collasso iniziò nel '68"

Il Papa emerito pubblica 18 pagine di intervento sullo scandalo della pedofilia nella Chiesa: "Negli anni ‘60 si sia verificato un processo inaudito"

"Ho messo insieme degli appunti con i quali fornire qualche indicazione che potesse essere di aiuto in questo mo­mento difficile". Il Papa emerito torna a parlare, dopo mesi di silenzio rispettoso della condizione (inusuale) di pastore dimissionario della Santa Sede.
E lo fa su un tema scottante, discusso ta tempo, cuore della "crisi della fede e della Chiesa avvertita in tutto il mondo": la pedofilia. Joseph Ratzinger prende carta e penna e verga 18 lunghe pagine di commento "a seguito della diffusione delle sconvolgenti notizie di abusi commessi da chierici su minori". Un intervento importante, reso pubblico solo dopo "contatti" con "il Segretario di Stato e con lo stesso Santo Padre", e che inevitabilmetne farà discutere proprio perché arriva a pochi giorni dalla conclusione della riunione di febbraio di tutte le conferenze episcopali del mondo sulla pedofilia.

Se Benedetto XVI ha deciso di puntualizzare il suo pensiero in merito agli abusi, un motivo deve esserci. Quale sia, non è dato sapere. Si possono però fare delle congetture. Forse il Papa non ha condiviso a pieno le conclusioni della riunione dei vescovi mondiali. O forse intendeva solo mettere un punto fermo per impedire il "collasso morale" della Santa Sede e di tutto l'impianto della "sposa di Cristo".
Ratzinger conosce a fondo i problemi della pedofilia nella Chiesa. Lo sa perché "al momento del deflagrare pubblico della crisi e durante il suo progressivo sviluppo" era "in posizione di responsabilità". E per "contribuire" ad una "ripresa", individua nell'origine di tutti i mali quel '68 che tanto ha rivoluzionato la sfera sessuale dell'intera umanità. Soprattutto occidentale. Un "processo inaudito", scrive il Papa, "di un ordine di grandezza che nella storia è quasi senza precedenti": "Si può affermare - afferma - che nel ventennio 1960-1980 i criteri validi sino a quel momento in tema di sessualità sono venuti meno completamente e ne è risultata un’assenza di norme alla quale nel frattempo ci si è sforzati di rimediare".
Una accusa netta, senza appelli. E vergata da chi in quegli anni veniva additato da alcuni ambienti progressisti della Chiesa come "il passato", come il teologo (eccessivamente) ancorato alla Tradizione di "Santa romana Chiesa".

La rivoluzione sessuale del '68

Ratzinger analizza la situazione in Germania, che è quella che conosce meglio, ma è all'intero mondo occidentale che pensa quando critica l'introduzione "dei bambini e della giuventù alla natura della sessualità". Condanna i "film" pubblicizzati dai ministri tedeschi per mostrare "tutto quello che sino a quel momento non poteva essere mostrato pubblicamente, rap­ porti sessuali inclusi". L'apertura pubblica alla "pornografia" e la "completa libertà sessuale" propugnata dalla "Rivoluzione del 1968" portarono all'abolizione di ogni "norma". Senza considerare che sempre nel '68 venne "diagnositicata" la pedofilia "come permessa e conveniente". "Mi sono sempre chiesto - scrive Benedetto - come in questa situazione i giovani potessero andare verso il sacerdozio e accet­tarlo con tutte le sue conseguenze. Il diffuso collasso delle vocazioni sa­cerdotali in quegli anni e l’enorme numero di dimissioni dallo stato cle­ricale furono una conseguenza di tutti questi processi".

Il collasso della teologia morale della Chiesa

Di pari passo con i sessantottini arrivò anche il "collasso della teologia morale cattolica" che rese "inerme la Chiesa di fronte a quei processi nella società". Ratzinger punta il dito contro chi affermò che "la morale dovesse essere de­finita solo in base agli scopi dell’agire umano". Tradotto: l'ingresso del relativismo nella riflessione cattolica sulla vita (niente è buono o cattivo in assoluto, ma dipende da "valutazioni relative") . Ed è proprio quando viene messa "radicalmente in discussione l'autorità delle Chiesa in campo morale" che iniziano i problemi degli abusi sessuali.

I club omosessuali

Per Benedetto XVI tutte queste premesse occorrono per arrivare a toccare il tasto dolente nel cuore della Chiesa. "In diversi seminari - scrive il Papa emerito - si formarono club omosessuali che agivano più o meno apertamente e che chiaramente trasformarono il clima" nelle scuole sacerdotali. La "Santa Sede sapeva di questi problemi", sebbene "senza esserne informata nel dettaglio", ma non riuscì a frenare la deriva progressista. Ratzinger parla di vescovi eletti nonostante avessero un "atteggiamento cri­tico o negativo nei confronti della tradizione vigente". Critica i prelati che "rifiutano la tradizione cattolica" in nome di "un nuovo rapporto con il mondo" e una "moderna cattolicità". E poi lamenta di come in alcuni seminari "studenti sorpresi a leggere i miei libri venivano ritenuti non idonei al sacerdozio". È così che, negli anni Ottanta, la pedofilia inizia a diventare "una questione scottante".

Il garantismo

I vescovi, soprattutto negli Usa, che si trovarono a far fronte agli abusi dei preti chiesero aiuto a Roma. Il Vaticano indicò nella sola "sospensione temporanea del ministero sacerdotale" la via della "purificazione" e del "chiarimento". Il fatto è che la deriva "conciliare" e contro la "tradizione" ormai intrapresa aveva sdiganato anche il "garantismo". "Dovevano essere garantiti soprattutto i diritti degli accusati - scrive Ratzinger - e questo fino al punto da escludere di fatto una condanna. Come contrappeso alla possibilità spesso insufficiente di difendersi da parte di teologi accusati, il loro diritto alla difesa venne talmente esteso nel senso del garantismo che le condanne divennero quasi impossibili".

L'accusa di Benedetto

La pedofilia, secondo Benedetto XVI, ha potuto "raggiungere una dimensione del genere" a causa dell'assenza di Dio nella "società occidentale". Una società "nella quale Dio nella sfera pubblica è assente e per la quale non ha più nulla da dire". Con la "morte di Dio", relegato ad un "fatto privato di una minoranza", non si è però conquistata la libertà, come si credeva, ma si è perso "il senso che offre orientamento". Tanto da rendere "ovvio" quel che è "male e che distrugge l'uomo": la pedofilia. "Teorizzata ancora non tempo fa - scrive il Papa emerito - come del tutto giusta, essa si è diffusa sempre più. E ora, scossi e scandalizzati, riconosciamo che sui nostri bambini e giovani si commet­tono cose che rischiano di distruggerli. Che questo potesse diffondersi anche nella Chiesa e tra i sacerdoti deve scuoterci e scandalizzarci in misura particolare".

Il testamento di Ratzinger

A leggere attentamente l'intero testo scritto dal Papa emerito viene quasi da pensare che possa essere una sorta di testamento di uno dei più grandi teologi del nostro tempo. Benedetto è stato in grado di coniugare Tradizione e rinnovamento senza cedere al progressismo cattolico. Non è forse riuscito a impedire che prendesse piede, anche a causa delle resistenze interne del Vaticano. Ma da pastore (sebbene dimissionario) non poteva esimersi dall'indicare una strada per il "rinnovamento" della Chiesa. Ecco il perché di questo inatteso e fondamentale scritto.
Ratzinger invita i cattolici "a riconoscere Dio come fondamento della nostra vita e non accantonarlo come fosse una parola vuota qualsiasi". È l'unico modo per evitare di cadere nel baratro su cui l'Occidente balla in bilico da molto tempo. Occorre smetterla di "declassare" l’Eucaristia "a gesto cerimoniale" perché "non abbiamo bisogno di un’altra Chiesa inventata da noi". Una "nuova" Chiesa non rappresenterebbe alcuna "speranza", ma la trasformerebbe - come oggi appare - solo in "una specie di apparato politico".
Benedetto XVI ricorda che "sì, il peccato e il male ci sono", ma "anche oggi c’è pure una Chiesa santa che è indistruttibile". È ai "martiri" odierni che occorre aggrapparsi, nonostante i molti casi di abusi, per non cadere nella "proposta del diavolo" di un cattolicesimo "fatto da noi". La via che indica è quella di una Fede che riscopra l'identità cattolica e che condanni l'evoluzione dei costumi occidentali del '68. Senza "se" e senza progressismi.

Joseph Ratzinger sugli abusi sessuali nella Chiesa: “Il motivo ultimo sta nell’assenza di Dio”



[Gli “appunti” che seguono, scritti dal papa emerito Benedetto XVI nello scorso inverno, escono sul mensile tedesco “Klerusblatt” e in esclusiva per l’Italia su "AciStampa" e il “Corriere della Sera” dell’11 aprile 2019, a cui si rimanda per la loro lettura integrale].
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Dal 21 al 24 febbraio 2019, su invito di Papa Francesco, si sono riuniti in Vaticano i presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo per riflettere insieme sulla crisi della fede e della Chiesa avvertita in tutto il mondo a seguito della diffusione delle sconvolgenti notizie di abusi commessi da chierici su minori. La mole e la gravità delle informazioni su tali episodi hanno profondamente scosso sacerdoti e laici e non pochi di loro hanno determinato la messa in discussione della fede della Chiesa come tale. Si doveva dare un segnale forte e si doveva provare a ripartire per rendere di nuovo credibile la Chiesa come luce delle genti e come forza che aiuta nella lotta contro le potenze distruttrici.
Avendo io stesso operato, al momento del deflagrare pubblico della crisi e durante il suo progressivo sviluppo, in posizione di responsabilità come pastore nella Chiesa, non potevo non chiedermi – pur non avendo più da Emerito alcuna diretta responsabilità – come a partire da uno sguardo retrospettivo, potessi contribuire a questa ripresa. E così, nel lasso di tempo che va dall’annuncio dell’incontro dei presidenti delle conferenze episcopali al suo vero e proprio inizio, ho messo insieme degli appunti con i quali fornire qualche indicazione che potesse essere di aiuto in questo mo­mento difficile. A seguito di contatti con il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e con lo stesso Santo Padre, ritengo giusto pubblicare su “Klerusblatt” il testo così concepito.
Il mio lavoro è suddiviso in tre parti. In un primo punto tento molto breve­mente di delineare in generale il contesto sociale della questione, in mancanza del quale il problema risulta incomprensibile. Cerco di mostrare come negli anni ‘60 si sia verificato un processo inaudito, di un ordine di grandezza che nella storia è quasi senza precedenti. Si può affermare che nel ventennio 1960-1980 i criteri validi sino a quel momento in tema di sessualità sono venuti meno completamente e ne è risultata un’assenza di norme alla quale nel frattempo ci si è sforzati di rimediare.
In un secondo punto provo ad accennare alle conseguenze di questa si­tuazione nella formazione e nella vita dei sacerdoti.
Infine, in una terza parte, svilupperò alcune prospettive per una giusta ri­sposta da parte della Chiesa.

Vai al testo completo:
> Papa Ratzinger: la Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali
Il testo originale in tedesco:
> Benedikt im Wortlaut: Die Kirche und der Skandal des sexuellen Mißbrauchs


Settimo Cielo di Sandro Magister 11 apr


http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/04/11/joseph-ratzinger-sugli-abusi-sessuali-nella-chiesa-%E2%80%9Cin-ultima-analisi-il-motivo-sta-nell%E2%80%99assenza-di-dio%E2%80%9D/

RVC, E IL SILENZIO DELLA CHIESA. MENO MALE CHE PARLA BENEDETTO XVI, FORTE E CHIARO…


Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, sempre più attenti e attivi, per grazia di Dio e volontà della Nazione. Romana Vulneratus Curia ci ha mandato di prima mattina una riflessione molto interessante, perché oltre alle pessime notizie che arrivano da Strasburgo, dalla Triptorellina e dalla Svizzera, oltre che dal silenzio abituale dei vescovi e dei giornali a libro paga degli stessi, RVC fa cenno a un piccolo saggio che Benedetto XVI ha composto dopo il vertice delle Conferenze Episcopali sugli abusi, tenutosi a fine febbraio in Vaticano. Del saggio speriamo di offrirvi qualche parte almeno nella nostra traduzione nell’immediato futuro. Ma intanto leggiamo RVC:
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“Caro Tosatti, ieri son successi più fatti significativi che dovrebbero preoccupare un cattolico.
1°- La Corte Europea ha deciso di imporre la maternità surrogata ( utero in affitto).
2° – E’ partita (grazie a La Stampa) la difesa della Triptorelina ( il farmaco gender che blocca la pubertà ).
3°- In Svizzera una giovane donna italiana depressa ha ricevuto assistenza per il suicidio assistito(eutanasia ).
Ebbene, a lamentarsene e cercar di svegliare le coscienze è solo il quotidiano La Verità. Il Papa o la Cei restano indifferenti. Prego vedere l’Osservatore (che si preoccupa del dialogo con la Libia ) e Avvenire, che parla di sentenza ambigua (ambigua?), e si interessa (guarda caso! Che novità…) piuttosto di migranti.
Ma stavolta è il Corriere ad avermi sorpreso. Con un interessantissimo articolo in prima pagina, Massimo Franco fa spiegare al papa emerito Benedetto XVI cosa sta succedendo nella chiesa (e lo fa con la scusa di analizzare diciotto pagine di appunti di Ratzinger sugli scandali sessuali nella Chiesa pubblicate su un mensile tedesco ).
Ma in realtà, con abilità, Massimo Franco, fa spiegare a Benedetto XVI che Bergoglio non riesce a combinare nulla, pur ringraziandolo per quel che ha fatto. Benedetto denuncia di fatto il collasso spirituale nella Chiesa – che non si arresta; e l’assenza di Dio nella società occidentale. Ma questa assenza di Dio è (soprattutto) dovuta alla riduzione della Santa Messa a un “gesto cerimoniale”, e da questo deriva il calo drammatico dei fedeli alla messa, e  di conseguenza la fine del nutrimento spirituale necessario all’uomo.
Ma la parte più interessante, che equivale ad una accusa, una denuncia al suo successore, Benedetto la espone dichiarando che non esiste “una Chiesa migliore creata da noi stessi”, raccomandando pertanto non tanto “un’altra Chiesa inventata da noi” quanto “un rinnovamento nella fede”.
Straordinario, no, in questi tempi sentire queste affermazioni da parte di un Papa (emerito).Nella conclusione di questo scritto, Benedetto (ci dice sempre Massimo Franco sul Corriere) rivendica la necessità di “contrapporre alle menzogne e mezze verità del diavolo, tutta la Verità: sì, il peccato e il male nella Chiesa ci sono. Ma anche oggi c’è pure la Chiesa santa che è indistruttibile. La Chiesa di oggi è come non mai una chiesa di martiri …”.
E con estrema ironia, che non verrà colta da nessuno, conclude ringraziando Bergoglio “per tutto quello che fa”. Deutsche Diplomatie? (Diplomazia tedesca?). Che posso aggiungere caro Tosatti?
11 Aprile 2019 Pubblicato da  7 Commenti --

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