ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 6 ottobre 2019

La Chiesa di Greta

Il rosario contro la Chiesa di Greta: "Tesi eretiche al sinodo amazzonico"

L'iniziativa del fronte tradizionalista per denunciare le "eresie" che si discuteranno nel sinodo per l'Amazzonia. I manifestanti: "I riti degli sciamani non hanno nulla a che fare con la Chiesa".

"Dire che la Chiesa deve imparare dagli sciamani o assimiliare i loro riti sacri è totalmente eretico". Non ha dubbi Alessandro, uno dei partecipanti all'iniziativa di preghiera organizzata a Roma da un gruppo di laici alla vigilia dell'apertura dei lavori del sinodo sull'Amazzonia.
L'assemblea dei vescovi voluta dal Papa per discutere di "Nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale" è l'ennesimo motivo di scontro con l'ala conservatrice. Cardinali, monsignori, ma anche tanti fedeli che contestano il documento di lavoro preparatorio. "Contiene dichiarazioni inaccettabili dal punto di vista della dottrina e della fede che i nostri padri ci hanno trasmesso", spiega Aldo Maria Valli, vaticanista, che incontriamo in piazza.

Le questioni dibattute sono tante, e vanno dal "radicalismo ecologista", alla proposta di inglobare i riti delle popolazioni indigene, passando per la possibilità di conferire l'ordinazione sacerdotale agli anziani sposati e "ministeri ufficiali" alle donne. "Abbiamo visto anche ieri una cerimonia sconcertante nei giardini vaticani, all'insegna del paganesimo, situazioni che non hanno nulla di cattolico", denuncia il giornalista. La preoccupazione è che si vada a scalfire la dottrina, questa volta in nome dell'ecologismo. Tra le opzioni che si discuteranno, infatti, c'è anche quella di evangelizzare le popolazioni locali con l'ordinazione dei cosiddetti "viri probati", anziani indigeni "rispettati dalla comunità", che potrebbero amministrare i sacramenti pur avendo già "una famiglia costituita e stabile". Affermazioni che, secondo i critici del documento, potrebbero portare verso l'abolizione del celibato per i sacerdoti.
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Dure critiche in questo senso sono state espresse nei giorni scorsi da cardinali conservatori come Gherard Mueller, Raymond Leo Burke e Walter Brandmueller, ma anche da porporati sinora allineati al pontificato di Francesco. È il caso del canadese Marc Ouellet: "Per avere un viso amazzonico, la Chiesa non ha bisogno di un sacerdozio uxorato", ha detto in una recente conferenza stampa. Le trecento persone arrivate da tutta Italia per sgranare il rosario all'ombra di San Pietro si oppongono al "tentativo di modernizzare la Chiesa reinterpretando le sacre scritture". Mentre i cattolici tradizionalisti chiedono chiarezza sui "valori non negoziabili", come vita e famiglia, e denunciano un senso di "smarrimento", dall'altro lato c'è chi preme per le riforme. Il Papa è "assediato" da una parte dalla conferenza episcopale tedesca che lavora per l'abolizione del celibato e l'introduzione del diaconato femminile e dai conservatori, che invece gli chiedono di tenere la barra dritta, minacciando addirittura lo scisma, come nel caso dei vescovi americani.
A tenere banco c'è la questione dell'ecologia, al centro del pontificato di Bergoglio. "Bisogna ricordare però che la creazione è stata fatta per l'uomo e quindi, prima di tutto c'è da difendere la vita umana", spiega un altro manifestante che contesta il dogmatismo di movimenti come quello di Greta Thunberg. Secondo Valli ultimamente "l'ecologismo ha preso il posto del Vangelo". "Ma non tutti i cattolici – avverte - sono disposti ad essere a farsi manipolare in questo modo". Lo slancio verde di parte della Curia romana non convince neppure il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, preoccupato che in nome dell'ambientalismo l'Amazzonia venga posta sotto un protettorato transnazionale. Michael Czerny, neo cardinale e segretario speciale del Sinodo ha ribattuto come: "La migliore risposta della Chiesa è l'ascolto degli indigeni, cosa che, forse, gli altri non fanno".
Ma dall'altra parte dell'Oceano i fedeli promettono battaglia per arginare quella che chiamano "deriva modernista". "I nemici della Chiesa consapevoli o meno che siano – avverte Valli - sono proprio al suo interno e ai suoi vertici, e questo ci preoccupa molto".
Elena Barlozzari Alessandra Benignetti 

O Maria, ci affidiamo a te!

Cari amici di Duc in altum, ci siamo trovati in tanti oggi a Roma, in preghiera per la Chiesa. Abbiamo proclamato il Credo e recitato il Santo Rosario, e ci siamo affidati a Maria.
Ecco l’Atto di affidamento che abbiamo recitato tutti insieme.
O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, ci affidiamo a te e confidiamo in te.
Ti offriamo le nostre vite con il passato, il presente e il futuro. Tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo: facci tutti tuoi.
Madre di misericordia, proteggi e difendi la Santa Chiesa dal relativismo, dall’eresia, dall’apostasia, dallo gnosticismo e da ogni attacco e insidia del demonio.
Che ognuno di noi bruci di amore per te e sia testimone della fede con la vita.
Regina della pace, ti consegniamo l’Italia, l’Europa e il mondo intero. Custodisci la nostra patria: sia pura la fede, siano buoni i costumi, siano ordinate le famiglie.
O Madre cara, ti supplichiamo, prega per noi: si compia la volontà del Padre, regni Cristo e attraverso lo Spirito Santo trionfi con noi il tuo Cuore Immacolato.
Roma, 5 ottobre 2019

CHIESA IN PASSIONE: CENTINAIA DI PERSONE HANNO PREGATO DAVANTI A SAN PIETRO.

6 Ottobre 2019 Pubblicato da  1 Commento --


Marco Tosatti

Ieri come molti di voi sanno si è svolta nel pomeriggio a Roma, a Largo Giovanni XXIII (al fondo di via della Conciliazione, vista su San Pietro) la preghiera per La Chiesa che vive la Passione. Non c’eravamo, perché molti mesi fa avevamo preso un impegno per parlare con i partecipanti del Pellegrinaggio regionale del Coordinamento Toscano Benedetto XVI in un luogo davvero speciale, il Santuario mariano di Montenero, sopra Livorno. E anche da lì si è pregato, in unione spirituale, con le persone a Roma.
Che erano molte; tanto più se si considera che questa è stata un’iniziativa di pochi laici e qualche sacerdote, e che non aveva dietro nessuna forma di organizzazione e “sponsorizzazione” se non il passa parola e gli avvisi che potevano dare blog come Stilum Curiae. All’inizio – ci dicono testimoni attendibili – i partecipanti erano circa cinquecento, che sono poi cresciuti di numero con il passare del tempo. Vi offriamo alcune immagini della preghiera, e due resoconti. Il primo è di Franca Giansoldati, de “Il Messaggero”, che leggete qui sotto.
“Città del Vaticano – «Salviamo la Chiesa dal baratro». Davanti a via della Conciliazione, qualche ora prima della messa per il concistoro, nello slargo vicino al lungotevere, si sono ritrovati a pregare circa 500 persone provenienti da tutta Italia. Una proteta garbata e  mite, portata avanti con il rosario in mano e le statue della Madonna di Fatima in prima fila. Moltissime le persone in ginocchio sul selciato.
I manifestanti si sono dati appuntamento da diverse zone d’Italia per contestare la svolta aperturista che è stata impressa dall’attuale pontificato. Ce l’avevano con la tentazione luterana ma pure con le idee della Bonino (così recitava un volantino) che a loro dire si stanno diffondendo ovunque, e minacciando il fronte della vita.
Si pregava contro ogni tipo di modernismo, contro il Sinodo sull’Amazzonia che verrà inaugurato domani. Ce l’avevano contro lo spirito interreligioso. Una signora proveniente da Salerno e arrivata con il marito spiega: «Siamo frastornati, vogliono fare della nostra religione un miscuglio con le altre religioni, una sorta di insalata religiosa dove non si capiscono più i contorni. Questo non è quello che vogliamo dalla Chiesa di Cristo». Una questione identitaria? A questo punto risponde il marito: «penso che la Chiesa sia in pericolo»”.
Ci sembra – anche tenendo conto della posizione assolutamente pro-Francesco di chi scrve, un articolo equilibrato. Ben diverso da certi articoli deliranti in cui si parla di “spallata” tradizionalista! Bisogna ricordare che il documento di preparazione di questo Sinodo ha creato perplessità e disagio in molti cardinali, vescovi e preti, come ben sapete, e che persino un “bergogliano” di ferro come il card. Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi ha espresso dubbi. Quindi attribuire a chi sa quali disegni preoccupazioni e disagio di molti semplici fedeli testimonia solo del pregiudizio ideologico o di interessi in chi esprime questi giudizi.
Fra l’altro vogliamo solo citare en passant la sbalorditiva cerimonia che si è svolta ieril’altro nei giardini del Vaticano, di cui avrete certamente visto fotografie in molti siti, e per cui vi rimandiamo a questo link. Un cerimoniale sciamanico, e secondo alcuni il Pontefice si è reso conto del ridicolo della situazione, rinunciando a pronunciare il saluto previsto, e limitandosi alla recita del Padre Nostro.

Il secondo è il resoconto del Giornale.

Buona lettura!

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