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martedì 29 ottobre 2019

“Maria 2.0”

Abbattere la Madonna dal suo piedistallo con “Maria 2.0”




Trasformare la Madonna in una Maria femminista col relativo potere


C’è un movimento femminista che sta guadagnando terreno in Germania e che vuole modernizzare la Madonna. Il movimento si chiama “Maria 2.0”, ed è formato da un gruppo di donne cattoliche che protestano contro la struttura maschile della Chiesa.

Il nome - Maria 2.0 - vuole significare una nuova, aggiornata Maria.
Secondo le fondatrici di questo movimento, Maria 1.0 è l’ideale di una donna silenziosa e servile, con la quale esse non vogliono avere a che fare. Propongono invece di creare una propria versione di Maria, uguale a loro, oppressa dagli uomini e sostenitrice dei “diritti delle donne”.


Una delle dirigenti di Maria 2.0, Barbara Stratmann, spiega che “2.0 significa un nuovo inizio: tutto deve ricominciare da zero. Non siamo più così”. (1) In altre parole, “Noi non siamo più come la Beata Vergine. Siamo donne moderne e potenti”.

Queste donne non vogliono più imitare la Madonna nella sua umiltà. Al contrario, scelgono di portare Maria al loro livello e pretendono che Ella sia come loro: femministe arroganti che rifiutano di sottomettersi all’autorità e alla dottrina della Chiesa.

Il movimento è iniziato quest’anno (2019) a Monaco di Baviera con l’appello per una settimana di protesta a maggio contro le autorità ecclesiastiche e con una petizione che sarà inviata a Papa Francesco, con la quale si chiede il celibato volontario (non si specifica per chi, ma presumo che riguardi i preti e a suo tempo le pretesse); una nuova morale sessuale in linea con la “realtà”; e tra le altre cose l’ordinazione delle donne.
Le donne che hanno partecipano a questa protesta si sono rifiutate di entrare in qualsiasi chiesa, per dieci giorni, e di prestare qualsiasi servizio nelle loro parrocchie.




Donne “in sciopero” contro la Chiesa e che prestano i loro servizi all’esterno

Questo rifiuto di entrare nelle chiese dovrebbe rappresentare il loro convincimento che le donne sono al di fuori della struttura della Chiesa, non in grado di prendere decisioni o di ricoprire posizioni di autorità. Così, queste donne (e anche alcuni uomini che le sostengono) hanno deciso che avevano il diritto di rifiutare l’obbligo di assistere alla Messa domenicale, senza mostrare il minimo segno di colpa per il commettere pubblicamente un peccato mortale.
Senza vergogna, esse sono rimaste fuori dalle chiese, celebrando delle funzioni in stile protestante nei cortili delle chiese, con inni, preghiere e prediche delle aspiranti sacerdotesse.




Quando sarò più grande sarò Papa


La petizione, che ha raccolto finora 34.300 firme, contiene le seguenti scioccanti dichiarazioni:

“Gli uomini della nostra Chiesa amano cantare le lodi alle donne. Paradossalmente, gli uomini sono gli unici a determinare la nostra partecipazione nella nostra Chiesa. Al momento, solo una donna è tollerata tra di loro: Maria, sul suo piedistallo. Lei sta lì, ridotta al silenzio. Vogliamo togliere Maria dal suo piedistallo e portarla in mezzo a noi, come una sorella che guarda nella nostra direzione”.

Per queste donne, Maria, così come è stata descritta per circa 2.000 anni nella Chiesa cattolica, non è più l’ideale femminile; per esse diventa la loro sorella moderna e un mezzo per esprimere le loro idee femministe radicali.

“Maria, non tacere”

Il loro appello è: “Maria, non tacere”. E per esprimere questi detestabili insulti contro la Madonna, le protestatarie hanno dipinto delle immagini della Beata Vergine con un nastro adesivo che le copre la bocca. Pretendendo che la Regina del Cielo e della Terra sia stata messa a tacere e ignorata dalla Chiesa, Lei che ha umilmente abbracciato il silenzio come mezzo per crescere in grazia e perfezione e che si è sottomessa amorevolmente alla Chiesa.




La Madonna, messa a tacere come tutte le donne, dev’essere liberata e potenziata.

Ribellandosi contro l’umiltà di Maria, queste donne chiedono a gran voce di essere pretesse. Jaqueline Straub, una giovane donna sposata e teologa, spiega perché vuole diventare pretessa in un’intervista concessa ad un canale di notizie tedesco.

Essa afferma che: “Prima di tutto le donne devono ricevere gli stessi diritti. Il celibato obbligatorio deve diventare una scelta. L’intera discussione nel dibattito sugli abusi [crisi degli abusi sessuali] deve essere spiegata radicalmente. Ci deve essere una nuova morale sessuale. E ci deve essere un nuovo linguaggio nella Chiesa, perché la maggior parte delle persone che vanno in chiesa la domenica non capiscono quello che viene detto”.




Baciamo la nostra Chiesa da sveglie


La signora Straub crede che la maggior parte delle persone siano pronte per un cambiamento nella Chiesa, ed esprime la ridicola affermazione che Gesù l’avrebbe sostenuta nel suo impegno per diventare pretessa, perché “anche i primi cristiani sapevano che la parità di diritti era evidente da sé”.
Per la signora Straub, la questione è se questo movimento si fermerà in Germania o diventerà un grido internazionale per tutte le donne nella Chiesa cattolica.

Sfortunatamente, questo movimento è sostenuto e promosso dal sito ufficiale della Chiesa cattolica tedesca, Katholisch.de.
La Chiesa in Germania è pronta per questo movimento, poiché i Vescovi discutono da molti anni, senza vergogna, la questione delle donne diaconesse.

Mons. Franz-Josef Bode, Vescovo di Osnaburge e vice presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, sostiene in pieno il movimento. Egli ha dichiarato: “Trovo che il movimento sia buono, come segno per creare maggiore partecipazione delle donne nella Chiesa cattolica”.
Egli auspica che si creino delle donne diaconesse, e nella Conferenza Episcopale è un forte sostenitore del “Maria 2.0” (2).

Anche Mons. Peter Kohlgraf, Vescovo di Magonza, sostiene il movimento, considerandolo come un mezzo per entrare in dialogo con le protestatarie. Sebbene ritenga che l’ordinazione di pretesse non sia una possibilità attuale a causa del persistente insegnamento della Chiesa, egli spera che un concilio della Chiesa prenderà in considerazione tale possibilità. Questa “via del Sinodo”, com’egli la definisce, fa riferimento al prossimo Sinodo amazzonico come mezzo per legittimare le ordinazioni femminili (3).




Il sito ufficiale della Chiesa cattolica tedesca promuove il movimento


Anche il Cardinale Rainer Woelki, Arcivescovo di Berlino, auspica un risultato simile. Egli è pronto a discutere la questione delle donne prete in modo più approfondito ed è disposto a sostenere una nuova direzione per il futuro (4) .

Questi sono solo alcuni esempi di Prelati che offrono il loro sostegno a “Maria 2.0”. Ci sono anche molti altri Vescovi che desiderano “rimanere in dialogo” con queste donne femministe che vogliono abbattere Maria dal suo piedistallo.

La reazione delle fedeli cattoliche

Le fedeli cattoliche hanno risposto a questo movimento con un un contro-movimento, chiamato “Maria 1.0”.

Nel loro sito affermano che “La nostra Maria Madre di Dio non ha bisogno di aggiornamenti! Soprattutto non vogliamo strumentalizzarla per perseguire i nostri personali interessi. Noi siamo donne cattoliche che onorano La Madre di Dio e che guardano a Lei come modello. Crediamo che nel mondo intero ci siano molte donne che la pensano in questo modo”.

Questa è la giusta risposta alle bestemmie delle femministe, anche se credo che sarebbe meglio non entrare nell’arena lasciando ai progressisti la loro terminologia. Invece di “Maria 1.0”, perché non la Madonna, Regina dell’Universo, che proclama pienamente la sua regalità e autorità?



Le fedeli cattoliche difendono la Madonna Regina del Cielo e della Terra


La Madonna non è una donna ordinaria – Ella non è una di queste femministe che aspirano a diventare pretesse. Ella non si considera uguale agli Apostoli.

Secondo Maria di Agreda, la Madonna, Regina del Cielo e della Terra, si è umiliata davanti a tutti gli Apostoli ancor prima della sua morte:
Con il permesso di San Pietro, [Maria] lasciò la poltrona e, inginocchiata davanti all’Apostolo, gli disse: ‘Mio signore, ti prego, come pastore universale e capo della Santa Chiesa, di darmi la tua benedizione nel tuo e nel suo nome. Scusa la tua schiava per la piccolezza del servizio che ho reso nella mia vita’ … Poi si prostrò e baciò i piedi di San Pietro come Vicario di Cristo, suscitando con le sue abbondanti lacrime non meno ammirazione delle lacrime dell’Apostolo e di tutti gli astanti. 
Dopo San Pietro andò da San Giovanni e, inginocchiata ai suoi piedi, disse: ‘Perdonami, figlio e maestro mio, per non aver adempiuto verso di te i doveri di una Madre come avrei dovuto e come il Signore mi aveva comandato…’. Dammi la tua benedizione perché io entri nella visione e nella compagnia di Colui che mi ha creato’”. 
(City of God, Washington, New Jersey: Ami Press, 1990, vol. 4, pp. 623-624).

Questa è la vera Vergine Maria, che con la sua umiltà e obbedienza è stata innalzata al di sopra di tutte le altre creature. “Maria 2.0” non è altro che una scusa per le femministe per tirare giù la Madonna dal suo piedistallo in modo che possano onorare se stesse - tutte ugualmente “potenti” e audaci - al contrario di Lei.
Noi dovremmo combattere questo movimento malvagio che usa la nostra Santa Madre come mezzo per minare le dottrine della nostra Santa Fede.

Chiediamo alla Madonna di umiliare queste donne rivoltanti e offensive.


NOTE

1 - Andrea Lieblang - Frauen in der katholische Kirche: Die Zeit der schweigenden Frauchen ist vorbei Deutschlandfunk. 10 maggio 2019. Consultato il 28 agosto 2019.
2 - Bischof Bode unterstützt "Maria 2.0", Katholisch.de. 11 maggio 2019. Consultato il 27 agosto 2019.
3 - Bischof Kohlgraf: Maria 2.0 soll "synodalen Weg" mitgestalten, Katholisch.de. 16 agosto 2019. Consultato il 29 agosto 2019.
4 - Koch: Bin bereit, auch theologisch neue Schritte zu gehen, Katholisch.de. 16 agosto 2019. Consultato il 27 agosto 2019.

di Elizabeth A. Lozowski

Pubblicato sul sito Tradition in action



http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV3231_Lozowski_Abbattere_Maria_dal_suo_piedistallo.html

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