Domenica delle Palme
Quale la Domenica delle Palme tale è la via di Gesù nel mondo: dalla gloria al crucifige. Ed è perciò tale la via della Chiesa, rifiutata dal mondo mentre essa è in corsa affannata per portare gli uomini alla salvezza che è il Signore Gesù.

La Chiesa non è un’associazione di persone unite da filosofie egalitarie o da umanitari principi filantropici, ma è la presenza nel mondo di Cristo Risorto buon samaritano, è il Corpo Mistico di Lui intenta a raccogliere buoni e cattivi per purificare gli uni e gli altri trasfondendo in essi il Sangue di Gesù e con esso la vita eterna.
Gesù ha costituito la Chiesa e poi l’ha inviata perché fosse per tutti vessillo e ancora di salvezza, inviata a cercare i perduti e stando essa stessa con Gesù sulla croce dire a ciascuno di noi quale ladrone morente pentito: “Oggi sarai con me in paradiso”.
“Oggi sarai con me in paradiso”, parola ri-creatrice di Dio che quella vita sciupata e perduta riforma e restituisce.
Solennemente acclamato il giorno delle Palme, questa stessa gente che lo acclama cederà fra poco alle sobillazioni dei potenti e degli influenti del mondo e chiederà la condanna a morte di Gesù sull’orrendo patibolo della croce.
La Via Crucis dello Sposo è Via Crucis della Sposa, perché il mondo odia la Verità, non sopporta la Luce l’orrido del peccato che abita il cuore dell’uomo, non tollera il candido fulgore della Bellezza.
La Chiesa, calunniata, incompresa, ripagata con l’ingratitudine dalle nostre società e dalle persone che nei secoli ha beneficati, tradita come Gesù dai figli e dagli amici per la misera somma di trenta denari.
Di Giuda sempre disposti a vendere il Signore il mondo pullula e non si preoccupano essi che così vendono se stessi e perdono la propria dignità e la propria anima.
I tanti che abbandonano la Chiesa perché incontrano in essa scandali, veri o presunti, che dicono di non tollerare, sono gli stessi che compiono i medesimi delitti dei quali non risparmiano biasimi agli altri e alla Chiesa stessa.
La vita della Chiesa non può essere diversa da quella di Gesù.
Ha ragione chi si è da poco lamentato del danno fatto alla scuola cattolica italiana e con essa alla cultura in generale, dall’acredine del pervicace laicismo dai risorgimentali in poi. Furono essi un tempo figli della Chiesa.
Questa malversazione ideologica continua pure oggi ed è quasi giunta a completare il diabolico disegno di distruggere i secolari valori cristiani con la diffusa totale laicizzazione della società e delle coscienze, con il relativismo presentato come libertà, rispetto delle persone di orientamento diverso e di nuove culture.
A me pare che la gran parte dei cattolici stenti a intenderlo, eccessivamente occupata a seguire per facile irenismo le ideologie che favoriscono una superficiale valutazione degli umanissimi sacri principi del Vangelo.
Si viene in tal modo a relativizzare senza accorgersene il Vangelo e in suo nome si invoca dialogo, accoglienza indiscriminata, integrazione.
di Giuliano Di Renzo

Come potrà Dio perdonarvi? - Danilo Quinto - 04.04.2020

Il vescovo di Albenga-Imperia, mons. Guglielmo Borghetti, con un suo decreto datato 29 marzo 2020, dal titolo “Disposizioni diocesane per le celebrazioni della Settimana Santa 2020”, rivolto ai sacerdoti della Diocesi, ribadendo il divieto per i fedeli di partecipare alle Sante Messe e a tutte le celebrazioni della Settimana Santa, ha disposto che “I parroci debbano informare i fedeli degli orari delle celebrazioni del vescovo (scritto in neretto, n.d.r.) nella Cattedrale di Albenga per poter dar modo, a chi lo desidera, di unirsi spiritualmente”. Ha aggiunto: “Invito a evitare la trasmissione di celebrazioni parrocchiali poco idonee sotto l’aspetto tecnico. TV2000 ed altre emittenti cattoliche offrono le celebrazioni del Santo Padre, ad esse è bene rinviare”.

Noi sappiamo che di questi tempi i vescovi non pensano tanto alla loro fede e a quella del “popolo di Dio” che gli è stato affidato – se mai ci hanno pensato nel passato – perchè sono in tutt’altre faccende affaccendati.

Sono uomini e come tutti gli uomini, o la maggior parte degli uomini, temono, com’è giusto che sia - anche se per loro, in verità, la morte dovrebbe essere il momento più bello della loro vita, considerato che con la morte la loro anima incontrerebbe Gesù, ma forse è proprio questa la paura più grande - che il Covid-19 li fulmini all’istante, gli faccia mancare l’aria che respirano o li costringa a rimanere per qualche giorno o qualche settimana con un casco in testa in terapia sub-intensiva, rimanendo con gli occhi aperti la notte, non solo perchè il respiratore fa rumore, ma per la paura di morire.

Se poi quella terapia sub-intensiva non basta più, temono di essere trasferiti in quella intensiva, dove al 90% si muore, sedati, senza il conforto dei sacramenti, senza contatto con i familiari, per poi essere disinfettati, avvolti in materiale isolante e posti in due bare, anch’esse fatte di materiale isolante, in attesa di essere cremati, perchè i posti nei cimiteri dicono che non bastano più e i corpi cremati si possono riporre anche in una comoda scatolina.

Abbiamo pietà di questo vostro timore, come abbiamo pietà per noi stessi, perchè pensiamo che questo castigo di Dio – sappiamo di non essere d’accordo con voi su questo punto, cari vescovi, ma noi la pensiamo proprio così – possa solo aumentare di giorno in giorno, di ora in ora, proprio grazie ai vostri comportamenti, alle vostre inammissibili scelte, di cui ci sentiamo anche noi responsabili, in quanto peccatori.

Questo timore – che non è una giustificazione del vostro comportamento e del vostro dire – vi ha fatto prima decidere di non rispondere a Dio nel solo modo che Dio vorrebbe si rispondesse (processioni pubbliche, che chiedano perdono e Misericordia, pentimento, penitenza, conversione, rifiuto di contiunuare a non ubbidire ai Suoi comandamenti); poi, vi ha indotto, per supposte, ingiustificabili, ragioni “sanitarie” d’imporre la distribuzione sacrilega della Santa Eucaristia sulla mano; successivamente di chiudere le chiese, d’impedire la partecipazione dei fedeli alle Sante Messe, di non celebrare i funerali, sottomettendovi a disposizioni dell’autorità civile – alle quali, peraltro, nessuna norma v’imponeva di sottoporvi – ignorando dolosamente l’insegnamento di Nostro Signore: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.

Ora, cari vescovi e caro vescovo Borghetti, non dite ai vostri parroci di celebrare quotidianamente il maggior numero di Sante Messe possibile, perchè Dio mitighi il castigo che ha inflitto a quest’umanità perversa, ma disponete che loro informino i fedeli delle Sante Messe che voi celebrate, invitandoli alla comunione spirituale, decretate che i fedeli si sintonizzino su Tv2000 per ascoltare le Sante Messe celebrate a Santa Marta - fa sempre bene ascoltare, una volta di più da quel pulpito, che la Santa Vergine Maria non è la Mediatrice e la Corredentrice del genere umano o che davanti alla Croce si sentiva “ingannata da Dio” o che Giuda era un “povero uomo pentito” – e gli suggerite di “evitare la trasmissione di celebrazioni parrocchiali poco idonee sotto l’aspetto tecnico”. In altre parole, volete impedire che i vostri sacerdoti dicano la Santa Messa dando la possibilità ai loro fedeli di vederla e di ascoltarla “in streaming” – come si dice – utilizzando un canale dei social.

Perchè fate questo, cari vescovi, caro vescovo Borghetti? Perchè vi occupate di questioni di carattere tecnico, come voi dite? Perchè volete privare persone che hanno fede, che sono chiuse nelle loro case, dell’unico modo possibile che loro hanno, nella situazione che voi avete determinato, di partecipare – anche se solo attraverso internet – alle Sante Messe celebrate dai loro parroci, che sono anche i loro confessori, in molti casi i loro padri spirituali, che hanno dato la Prima Comunione ai loro figli?

Perchè? Perchè? Perché? Perchè avete perso la fede e volete far ricadere questa vostra perdita sul vostro gregge? Non sapete di dare scandalo con il vostro comportamento? Non sapete di doverne rispondere a Dio? Come potrà Dio perdonarvi? Ve lo chiedete nell’intimo delle vostre coscienze, quando siete soli con i vostri pensieri, con le vostre angosce, con le vostre paure?

Noi possiamo solo pregare per voi. Per la vostra conversione.
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