Forse a Gerusalemme, nel giorno dell’ingresso trionfale di Gesù, la folla che lo osannava esultante deve essere stata molto simile a quel gruppo di suore che, in Duomo a Napoli, ha reso omaggio calorosamente a Papa Francesco. Tuttavia quello che poteva essere semplicemente il gesto della fede è stato equivocato banalmente da certo personaggio televisivo che ha dimostrato solo la sua profonda immaturità.
Roma. E’ giunta fino a Roma l’eco della particolare accoglienza che circa seicentocinquanta fedeli della diocesi cilena di Osorno hanno riservato al loro nuovo vescovo, mons. Juan Barros, nominato dal Papa lo scorso gennaio. Urla, lanci di oggetti, sventolio di bandiere dalle raffigurazioni ivi impresse non meglio identificate, strattonamenti ai paramenti del novello pastore, evidentemente scioccato. Tutto motivato, spiega chi ha messo in piedi la protesta: quel vescovo ha coperto diversi abusi sessuali commessi anni fa da padre Fernando Karadima, che nel 2011 fu dichiarato colpevole dalla congregazione per la Dottrina della fede e mandato a ritirarsi in quasi eremitica solitudine e preghiera. Forse, sostiene qualcuno, ha pure assistito mentre Karadima abusava di diversi minori. Contro la scelta di Francesco s’è levata perfino la voce di uno dei più autorevoli componenti della commissione pontificia per la Protezione dei minori, Peter Saunders: “Siamo tutti molto disturbati da quanto sta accadendo in Cile.


