ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 19 giugno 2016

I santi non sono “grandi”, gli basta essere santi.

L’allegro integrismo del card. Biffi, apostolo del sorriso e della verità

Un libro ricorda l’ex vescovo di Bologna. Principe della chiesa e critico letterario, denunciò il politicamente corretto e la fede intossicata dal troppo dialogo

Cardinale Giacomo Biffi Foto LaPresse
Giacomo Biffi fu apostolo del sorriso, della polemica pugnace e beffarda, di una verità fortemente sentita, creduta, ragionata, mai esposta con malevolenza ed esclusivismo. Secondo Romano Guardini, che ne ha scritto a proposito di Pascal e della sua scelta finale del silenzio, non esistono “grandi cristiani”. I santi non sono “grandi”, gli basta essere santi, che non è notoriamente poca roba. E l’intelligenza cristiana delle cose è un essere contenuti nel più piccolo, un loyoliano contineri a minimo, che non prevede, appunto grandezze. Tuttavia le qualità intellettuali e le virtù pubbliche di personalità del mondo cristiano, che giganteggiano nel loro tempo, possono essere definite grandi. Nel caso di Giacomo Biffi questo è per me sicuro.

Una chiesa più povera di dottrina

Chiesa di Bologna: in marcia verso la povertà!
 Svolta "misericordiosa" anche a Bologna; la priorità va a: dialogo con l'islam, lotta all'omofobia, celebrazione della CGIL e accoglienza a immigrati e carcerati.
 Il plauso del "Manifesto - quotidiano comunista": dalla nuova pastorale sembrano scomparsi divorzio, aborto, droga e valori non negoziabili.

Il nuovo arcivescovo di Bologna, insediatosi nel dicembre 2015, procede con decisione a rendere la Chiesa felsinea più povera:

Er mejo "fico" der bigoncio

Papa Bergoglio: “Gesù fa un pò lo scemo…” e altre inaudite espressioni

(di Antonio Socci su www.antoniosocci.com) E’ clamoroso – per un papa – confondere il diavolo (dalla doppia faccia) con Gesù. E’ successo giovedì quando Bergoglio ha evocato erroneamente un capitello della cattedrale di Vézelay: uno “scambio di persone” emblematico di questo pontificato, anche se dovuto probabilmente a qualche ghost writer superficiale.
E’ invece farina del suo sacco il confonderli (Gesù e il diavolo) addirittura per prospettare che Giuda si sia salvato (senza essersi pentito) dando ad intendere così che nemmeno lui è finito all’inferno… Non si sa se questo papa creda all’inferno, ma – a sentire lui – se c’è sembra che ci vadano solo quelli che sono contrari all’immigrazione di massa, quelli che usano condizionatori o bicchieri di plastica e i cristiani che seguono il Vangelo alla lettera.

Le foglie del fico

   Una Chiesa sempre più divisa


La Chiesa della Misericordia continua a colpire. Ricordate i Francescani dell’Immacolata di Padre Stefano Manelli?Ordine fiorente, centinaia di frati e di suore, benvoluto da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI. Alcuni anni orsono è iniziata l’opera di demolizione, canonica e mediatica. Su Manelli si è detto di tutto, ogni accusa è stata rilanciata da giornalisti compiacenti legati alla Curia, ma sino ad ora non si è visto nulla di concreto.

Orlando..Sardinia, Italy

Se il mostro è un prete contrario alle unioni gayUn sacerdote sardo critica nell'omelia la legge sulle unioni civili, condanna gli atti omosessuali citando San Paolo. E così scoppia il caso, con una petizione online indirizzata al Papa per chiederne la rimozione. È ormai questo il modo per intimidire i preti e ridurre al silenzio qualsiasi forma di dissenso. Senza neanche bisogno della legge Scalfarotto.

Stai a vedere che il vero responsabile della strage di Orlando è un prete della diocesi di Cagliari. È il sospetto che viene leggendo l’ampio servizio che il sito del Corriere della Sera ha dedicato a don Massimiliano Pusceddu, definito «prete anti-gay», e ora addirittura oggetto di una petizione indirizzata al Papa, in cui se ne chiede la rimozione, e che – dice il Corriere – ha già raccolto migliaia di firme.

«Non era infatti quella la stagione dei fichi...»

Lo strano caso del fico di Betania
Cosa si cela dietro il sorprendente episodio del fico di Betania? La ripugnanza divina verso tutto ciò che ha apparenza ipocrita e nessuna consistenza di vera carità verso Dio e il prossimo. Gesù elimina ciò che non dà frutti per la Vita eterna, e andando verso Gerusalemme si dispone ad essere il vero Frutto che, sul legno sterile della croce, dà la Vita agli uomini.

Nostro Signore Gesù Cristo è il Maestro perfetto, il sommo Docente, l’Insegnante sapientissimo e insuperabile della Parola di Dio. Nei tre anni di vita pubblica non cessò mai di predicare nelle sinagoghe, di annunciare il Regno dei cieli in parabole, opere e miracoli strepitosi.
Non perdeva neanche un’occasione per rafforzare la fede, la speranza e la carità nei suoi Discepoli che spesso rimanevano sorpresi, e qualche volta anche sconcertati, per la novità della dottrina e per la potenza taumaturgica che promanava dalla sua Persona.

I loro frutti..


GIOVANNI XXIII, PAOLO VI,
GIOVANNI PAOLO II, FRANCESCO I
E LA MODERNITÀ



Ripreso da SI SI NO NO, anno XLII, n. 10, del 31 maggio 2016

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L'immagine sottostante è nostra





1°) Giovanni XXIII nel Discorso di apertura del Concilio (11 ottobre 1962) disse: “feriscono talora l’ orecchio suggestioni di persone […]  che nei tempi moderni non vedono che prevaricazione e rovina; vanno dicendo che la nostra età, in confronto con quelle passate, è andata peggiorando. […]. A Noi sembra di dover dissentire da codesti profeti di sventura (1),  che annunziano sempre eventi infausti […]. Sempre la Chiesa si è opposta agli errori, spesso li ha condannati con la massima severità. Ora, tuttavia, la sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia piuttosto che della severità. […]. Non già che manchino dottrine fallaci […], ma oramai sembra che gli uomini di oggi siano propensi a condannarle da se stessi ” (Enchiridion Vaticanum, Documenti. Il Concilio Vaticano II, EDB, Bologna, IX ed., 1971, p. [39] e p. [47]).

Insensato, oltre che banale

Il papa e i matrimoni superficiali«Allora è 

meglio prima convivere»

Francesco ammorbidisce nel testo scritto la frase sull’entità delle nozze nulle

Luigi Accattoli  


No ai matrimoni facili, mondani, riparatori: cioè quando lei è incinta e si fa tutto in fretta. Chi si sposa dev’essere consapevole di un impegno che è «per tutta la vita». Meglio un buon matrimonio dopo una convivenza che un matrimonio improvvisato. Tanti matrimoni sono nulli per mancanza di consapevolezza. L’ha detto il Papa giovedì aprendo il convegno annuale della Diocesi di Roma.
I CULTORI DELLE REGOLE
Ce ne sarebbe già abbastanza per far saltare sulla sedia i cultori delle regole, sempre numerosi nella Chiesa. Ma c’è di più: svolgendo la sua argomentazione Francesco, che rispondeva a braccio alla domanda di un convegnista, ha detto che a motivo dell’impreparazione degli sposi «una grande maggioranza dei nostri matrimoni sacramentali sono nulli»; ma il giorno dopo — aveva parlato in serata, dopo le 20 — il testo pubblicato dalla Sala Stampa era meno tranciante: «Una parte dei nostri matrimoni sacramentali sono nulli».