ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 26 dicembre 2018

Quando la Provvidenza si degnerà di concederlo

BARONIO A PADRE CAVALCOLI - UNA MEDITAZIONE FINALE



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Ut in omnibus honorificetur Deus

Caro e reverendo padre Cavalcoli, 

la Sua ultima risposta, nella prossimità del Santissimo Natale secundum carnem del Salvatore Nostro Gesù Cristo mi suggerirebbe un commento articolato, per cercare ancora una volta di confutare le Sue tesi. Ma il mio temperamento incline all’indignatio, assieme al sostanziale disincanto che deriva dall’età e dall’esperienza, contraddirebbero allo spirito delle festività presenti. Mi permetto quindi di condividere con Lei questa riflessione personale, che La prego di voler accettare come una confidenza fraterna.

Inciamparono e inciampano

[Rivelazioni sublimi] Conciliabolo diabolico avvenuto all'Inferno dopo la nascita di Gesù: IL Salvatore confuse la superbia di Satana con la sua umiltà


Quello che venne nascosto al demonio nel mistero della nascita del nostro Salvatore, e ciò che avvenne sino alla circoncisione.

500. Per tutti i mortali fu una grande fortuna e felicità la venuta nel mondo del Verbo eterno fatto uomo, mandato da Dio Padre, perché egli venne per dar vita e luce a tutti noi che vivevamo nelle tenebre e nell'ombra della morte. Se i reprobi e gli increduli inciamparono e inciampano in questa pietra angolare, cercando la loro rovina dove potevano e dovevano trovare la risurrezione alla vita eterna, ciò non fu colpa di questa pietra, ma di chi la rese pietra di scandalo inciampando in essa. Solo per l'inferno fu terribile la nascita del bambino Gesù, l'invincibile che con potenza veniva a spogliare del suo tirannico impero colui che, facendosi forte della menzogna, custodiva il suo castello con indisturbato, ma ingiusto possesso da così lungo tempo. Per detronizzare il principe del mondo e delle tenebre, fu giusto che gli venisse nascosto il mistero di questa venuta del Verbo, poiché non solo era indegno per la sua malizia di conoscere i misteri della Sapienza infinita, ma anche conveniva che la divina provvidenza facesse in modo che l'astuzia perversa di questo nemico lo accecasse e ottenebrasse, perché egli con essa aveva introdotto nel mondo l'inganno e la cecità della colpa, rovesciando tutto il genere umano di Adamo nella sua caduta.

Jorge Morozko?

IL BABBO NATALE "RUSSO"


L'alter ego "russo" Mòroz Nonno Gelo, la versione slava di Babbo Natale (San Nicola) e il Generale Inverno. Ovvero come il folclore e le tradizioni culturali russe si intrecciano con la storiografia moderna e contemporanea 
di Claudio Martinotti Doria  


Nonno Gelo, la versione slava di Babbo Natale (San Nicola) e il Generale Inverno.
Ovvero come il folclore e le tradizioni culturali russe si intrecciano con la storiografia moderna e contemporanea. 
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Sulle origini di Babbo Natale (Santa Claus – San Nicola) sorvolo, in quanto è facilissimo per chiunque documentarsi in Internet accedendo a decine di migliaia di pagine che ne descrivono le origini e gli sviluppi fin nei dettagli più infinitesimali.
Preferisco dedicarmi al suo alter ego slavo, soprattutto russo, Nonno Gelo, che si differenzia in molteplici aspetti, e ritengo sia più interessante dal punto di vista culturale e storiografico.
Iniziamo dal costume: si veste di blu, azzurro o bianco, raramente di rosso (“contaminazione” piuttosto recente, per emulazione forzata con l’omologo occidentale), generalmente ornato con raffigurazioni di fiocchi di neve visti al microscopio e ingigantiti e con vari e sofisticati stilemi ricamati di evocazione bizantina.

Quello che saranno capaci di fare!

“ECCLESIA DEI” LIQUIDATA? VOCI CREDIBILI. SPERIAMO DI NO.


Avevamo deciso di non scrivere per un paio di giorni, sotto l’egida e con la complicità di un malanno di stagione, ma una notizia ci obbliga a violare la nostra pigrizia e il giusto riposo, o il riposo del giusto, se preferite. Il blog messainlatino sostiene che è imminente lo scioglimento della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, che nel giro di qualche settimana, o al massimo un paio di mesi, dovrebbe scomparire e confluire – perdendo la sua identità specifica, e tutte le sue caratteristiche, nella Congregazione per la Dottrina della Fede. Ne faceva già parte; ma con una sua autonomia, e  con compiti ben definiti, che coprivano non solo l’onere dei contatti con la Fraternità Sacerdotale San Pio X, cioè i lefebvriani, ma anche quello di tutela del mondo – sempre più ampio, a dispetto della Cei e dei vescovi ideologizzati liturgicamente, e – diciamocelo –  tutt’altro che aperti, dialoganti, misericordiosi, ecc. ecc..

Quello che non sono stati capaci di fare.

Bonino, lacrime di coccodrillo. E’ finita la politica dei burosauri

Lacrime di coccodrillo. Psicodramma nazionale di fine anno, tra neo-media, vecchi merletti e un giovane premier che ci piace sempre di più. La Bonino piange, stregata dai sondaggi e dalla perdita delle secolari rendite di posizione, minaccia. Sbraita e detta le condizioni per una probabile prossima entrata in qualsiasi governo purchè sia di incompetenti (sono gli stessi che le hanno permesso di essere eletta nel Veneto Fascistissimo, qualche giravolta fa) e riporta in lacrime al suo Capital-Capitano tutto lo squallore che è costretta a sopportare.

Once upon a time

C’era una volta l’Inghilterra cristiana

Quasi il 40 per cento dei millenials che vivono nel Regno Unito non è in grado di dire chi è il bambino di Betlemme che nasce a Natale. È quanto scrive Lifesitenews citando un’indagine recente. La ricerca, riportata dal Christian Post e condotta da OnePoll, ha rivelato che circa il 38 per cento dei cittadini britannici di età compresa tra 21 e 28 anni non conosce l’identità del bambino nel presepe. Una percentuale analoga,  circa il 37 per cento, non sa dire chi siano Maria e Giuseppe e meno del 10 per cento è in grado di dire quali sono i doni fatti dai magi. Come se non bastasse, è risultato che molti pensano che Babbo Natale abbia un qualche ruolo nella vicenda del bambino che nasce a Betlemme (https://www.lifesitenews.com/blogs/2-in-5-uk-millennials-cant-identify-baby-in-bethlehem-christmas-story)

Nella nostra Chiesa sempre più incidentata

QUALCHE CHIARIMENTO AFFINCHÉ IL NOSTRO NATALE SIA MENO POVERO E MENO IDEOLOGICO: IN VERITÀ, A BETLEMME ERA SOLO TUTTO ESAURITO, GESÙ CRISTO NON È NATO DA DUE IMMIGRANTI …
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Tra il 25 e il 26 dicembre dovremo sorbirci i resoconti giornalistici stillanti correttezza politica che c’informeranno in quante gloriose cattedrali e basiliche, durante la Santa Messa della Notte di Natale, è stato fatto riferimento ad un Gesù povero e profugo. E più la cattedrale o la basilica sarà prestigiosa, più l’omileta avrà alzato il tiro …
.Puer natus est, alleluja !
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non c’era un posto, a Bethlehem …

Dedicheremo l’omelia al Vangelo di questa Santa Notte al legame che unisce l’incarnazione del Verbo di Dio fatto uomo al mistero della Santissima Eucaristia [vedere testo della Liturgia della Parola, Lc 2, 1-14, QUI].
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Nei giorni precedenti questo Santo Natale, ed in quelli che seguiranno, il divino mistero di questa nascita è stato definito in tanti modi dal mondo sempre più mondano e laicista, solo qualche esempio: il Natale indicato come «festa della pace», «festa della solidarietà», «festa dell’amore tra i popoli e dell’accoglienza delle diversità», ovviamente «festa dei poveri» e «festa degli immigranti». Sia chiaro: io non sono turbato né dai poveri né dagli immigranti, credo anzi sia nostro dovere umano e cristiano aiutare i poveri ad uscire dal loro stato di povertà, ed ai veri profughi che fuggono da guerre e carestie ad avere una patria: «Ero straniero e mi avete accolto» [cf. Mt 25, 31-46].

Missa non est

Se il parroco è solo un direttore di filiale

Le “messe” senza prete in una condiziona di disagio, ma non di impossibilità, diventeranno la morte del sacerdozio e peggioreranno la situazione. E’ il sacrificio per Dio ad essere fecondo, a generare vocazioni, ad attirare grazie. Ed è questo che non vogliamo capire. A questo si aggiunge l'umiliazione della figura del parroco. Il parroco “padre” è stato sostituito dal parroco “direttore di filiale”, amministratore, gestore.




Tra le risposte dei nostri lettori alla nuova campagna #salviamolamessa è arrivata anche una lunga lettera di un diacono dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, che spezza una lancia in favore delle celebrazioni della Parola domenicali, sostitutive della S. Messa; ovviamente in alcune precise situazioni. E’ una lettera che merita un’ampia risposta.