ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 26 ottobre 2020

Mentre tutto chiude

VIA ALLA QUADRIENNALE

Chiusi in casa, ma potremo uscire per mostre gay friendly

Mentre il Governo ci chiude in casa con un lockdown mascherato e Franceschini spranga con finto dolore cinema e teatri, apre i battenti la Quadriennale di Arte contemporanea di Roma finanziata con soldi pubblici. Ispirata al FUORI, il blasfemo Fronte rivoluzionario omosessualista degli anni '70, sarà una delle poche attrattive concesse nell'autunno romano. Dai Beni Culturali un milione di euro per una rassegna che i curatori legano al concetto di essere fuori per non essere eterosessuali. E dove l'arte è sempre uno strumento in mano alla Sinistra per imporre con i soldi pubblici una visione del mondo e dell'uomo ormai neutra all'insegna della gay culture e del queer. 

                              Un frame del video di presentazione

domenica 25 ottobre 2020

La coesistenza pacifica col male..

Fatima e la rivoluzione comunista di ottobre   

Roberto De Mattei -- PARTE 1

Regina dell'Amore - Web TV https://www.youtube.com/watch?v=zk4NFMuGji8&t=210s

E' ingenuo pensare che le cose accadono casualmente

Questo virus è un business mondiale – 

Stefano Scoglio

E' tutto casuale?

“Il piano di Papa Francesco per distruggere i cristiani”: Conversazione con Don Curzio Nitoglia

L’ enciclica ‘Fratelli tutti’, le opinioni sulle unioni civili, la politica delle frontiere aperte. Negli ultimi tempi Papa Francesco provoca grandi discussioni all’interno del mondo cristiano e dell’opinione pubblica in generale. Che cosa si nasconde dietro l’ideologia di Papa Bergoglio? Forse un piano per la distruzione del mondo cristiano e della Chiesa cattolica? E chi tira le fila di tale piano? Ospite di questa puntata della Conversazione, Don Curzio Nitoglia. Nota: alcune brevi parti sono state tagliate perché, a causa della connessione, l’audio era corrotto.

Video-intervista a cura di Metapolitics


UNIONI CIVILI: UNDICI DOMANDE AL PAPA DALL’ABATE FARIA.


Carissimi Stilumcuriali, il nostro Abate Faria ha osservato in silenzio il can can creato dalla frase famosa contenuto nel docufilm Francesco. Poi, dopo lunga meditazione, ci ha inviato questo articolo, che sottoponiamo alla vostra attenzione e a quella di chi di dovere, se mai ci arriverà….

§§§

Caro Tosatti,

com’era fin troppo facile immaginare il fiume delle polemiche innescate da alcune frasi del Papa contenute nel documentario “Francesco” del regista russo  Evgeny Afineevsky  presentato al Festival del Cinema di Roma, non solo non accenna a diminuire ma si ingrossa di ora in ora. Il che se per un verso, ripetiamo, era ampiamente prevedibile vista l’oggettiva rilevanza della posta in gioco, d’altro canto stupisce come proprio di fronte ad una accesissima polemica che fin da subito ha visto in campo letture e interpretazioni anche aspramente contrapposte, la Santa Sede non abbia (ancora) sentito il dovere di fare chiarezza. Quando il gregge è scosso da una tempesta improvvisa – e che tale sia stato l’effetto delle frasi del Papa e del clamore suscitato solo un cieco potrebbe non accorgersene – è preciso compito dei pastori e dei loro collaboratori fare di tutto perché sia preservata la pace e la serenità delle pecore ad essi affidate. A meno che i pastori ritengano tutto sommato un problema di poco conto se il gregge, o anche solo una parte di esso, soffre nell’assistere a simili spettacoli come se non fosse già sufficiente il carico quotidiano di dolori e difficoltà; oppure – ma questo ovviamente nessuna persona sana di mente può anche lontanamente immaginarlo – che anche a fronte di un problema oggettivo del e per il gregge, i pastori valutino che il prezzo da pagare sia comunque accettabile in vista di un qualcosa da essi ritenuto più importante (e fermo restando che nel qual caso ci piacerebbe sapere cosa, esattamente).

E’ vero, più passa il tempo e più i contorni della vicenda iniziano a farsi più chiari, come peraltro è già stato appurato da più parti. Ma anche così restano molteplici dubbi e interrogativi rispetto ai quali, insistiamo, è quanto mai opportuno e doveroso che la Santa Sede faccia chiarezza. Di certo non aiuta nè il coro di quanti a vario titolo si sono affrettati, nelle ore immediatamente successive allo tsunami, a gettare acqua sul fuoco all’insegna del “tranquilli-non-è-cambiato-nulla” (a livello dottrinale, ndr), nè tanto meno la nutrita schiera di chi si è spinto oltre dicendo “ma-quella-frase-il-papa-non-l’ha-mai-detta”. L’elenco che segue non pretende certo di essere esaustivo, ma le domande in esso contenute ci sembrano coprire quantomeno gli aspetti fondamentali della questione.

Abate Faria

11 DOMANDE SULLA VICENDA DEL DOCUMENTARIO “FRANCESCO” E SUE IMPLICAZIONI

 

  1. La Santa Sede conferma che la frase, riferita a persone omosessuali, “quello che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile. In questo modo sono protetti legalmente” , contenuta nel documentario “Francesco” del regista russo Evgeny Afineevsky sia stata effettivamente pronunciata da Papa Francesco? Se sì quando, e in quale occasione? 
  1. Se è vero che: a. la frase di cui sopra sia stata in origine contenuta in un’intervista rilasciata il 31 maggio 2019 da Papa Francesco alla giornalista messicana Valentina Alazraki; b. successivamente la succitata frase sia stata rimossa dalla versione definitiva. Si chiede inoltre, qualora la risposta al punto b) sia affermativa, chi ha deciso il taglio e perchè, e se la Santa Sede era informata e d’accordo; 
  1. Se il Vaticano ha collaborato, e in caso affermativo in che misura, con quali contributi e in quali tempi, con il registaEvgeny Afineevsky per la preparazione del documentario “Francesco”; 
  1. Se la Santa Sede è a conoscenza di come e quando il regista Evgeny Afineevsky sia entrato in possesso del frammento con la frase “quello che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile. In questo modo sono protetti legalmente” , poi confluita nel documentario “Francesco”; 
  1. Se il Pontefice e altri suoi collaboratori abbiano visionato in anteprima il documentario “Francesco”, e quando; 
  1. Se, in caso il documentario “Francesco” sia stato visionato in anteprima, il Pontefice e i suoi collaboratori non abbiano ritenuto opportuno che non uscisse nella versione in cui è stato presentato al Festival del Cinema di Roma; 
  1. Se la Santa Sede ritenga casuale che il documentario sia stato presentato nel mentre sono in corso il Sinodo tedesco e le indagini relative all’affaire Becciu; 
  1. Se il Papa fosse al corrente del fatto che Andrea Rubera – che compare nel documentario “Francesco” e con il quale Egli parlò telefonicamente a seguito di una lettera recapitatagli dallo stesso Rubera – insieme a Dario De Gregorio ha avuto 3 bambini ricorrendo alla pratica della “gestazione per altri” meglio nota come “utero in affitto”; 
  1. Se, alla luce del n. 2357 del Catechismo della Chiesa Cattolica, il Papa ritiene che i succitati Andrea Rubera e Dario De Gregorio, che il documentario in questione sembra raccontare interessati a che i loro figli abbiano un’educazione cattolica, possano assolvere a tale compito qualora vivano la loro unione anche carnalmente; 
  1. Se il Papa fosse al corrente del fatto che nel corso della trasmissione “Fuori Onda” del 31/01/2016 il succitato De Gregori disse testualmente: “la madre non esiste, la madre è un concetto antropologico, non c’è” (in riferimento ai succitati bambini, ndr), e come mai il Papa non abbia ritenuto di sottolineare ai signori Andrea Rubera e Dario De Gregori l’importanza per un bambino di crescere con un padre e una madre; 
  1. Come valuta il Papa la legge 20 maggio 2016, n.76 che regolamenta in Italia le unioni civili (cosiddetta legge Cirinnà) alla luce della visione cattolica della famiglia? La trova coerente con l’esigenza da Lui espressa nel corso dell’intervista alla giornalista Valentina Alazraki di proteggere legalmente gli omosessuali? La Chiesa italiana e/o la Santa Sede ebbe un ruolo attivo nel processo che portò all’approvazione della suddetta legge?
Marco Tosatti

25 Ottobre 2020 Pubblicato da  30 Commenti

Francamente ce lo aspettavamo

Quando un Papa lavora per il Padrone sbagliato


Francamente ce lo aspettavamo. Un Papa che puntualmente dice e fa esattamente il contrario di ciò che il Magistero Perenne della Chiesa ha sempre insegnato, non può lasciare sorpresi nell'udire le sue nuove recenti affermazioni: “anche i gay” - riportiamo in sintesi le esternazioni di Bergoglio - “hanno diritto ad una famiglia... Quello che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile...”.

Fischia il vento/ urla la bufera..

FISCHIA EL PAMPERO, URLA LA BUFERA/CUORE ROTTO EPPUR BISOGNA STAR

https://www.ioacquaesapone.it/drive/Image/big/1323085192Fotolia_27806950_L.jpg(immagine aggiunta)

Mercoledì 21 ottobre è stata una giornata nera per molti cattolici. Le affermazioni di Jorge Mario Bergoglio su omosessuali, famiglia, unioni civili; la trascrizione di un’affermazione intercettata del cardinale Becciu sul fatto che il Papa sapeva e approvava il versamento di bonifici a Cecilia Marogna; l’elogio plurimo di Francesco che Pedro Sanchez ha fatto al Congreso de los Diputados nel dibattito sulla mozione di censura presentata da Vox. E oggi c’è l’udienza in Vaticano…

Ormai è chiaro

ITALIA PARALIZZATA

Lockdown, un'ideologia ormai impermeabile a fatti e numeri


Bussate e vi sarà aperto!??

COSA RESTA DEL DOCUFILM

Quel papa con le élite che non si china sulle famiglie

La sconfortante immagine che ci consegna il docufilm "Francesco" è quella di un pastore attento ai capricci dei falsi discriminati gay, ma che dimentica le famiglie che soffrono sotto i colpi di stati sempre più feroci che favoriscono divorzio, aborto, eutanasia, educazione gender. Ciò che addolora, è che avremmo voluto vedere il Papa chinarsi su quelle famiglie e non sulle elite omosessualiste falsamente perseguitate.