ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 23 settembre 2011

Papisti & anti

Monna Barbara vuole il Papa Re come nel Medioevo. Brava

Scomunica, che bella parola. Profuma di Medioevo, di cattedrali romaniche e fondi oro, di donne, cavalieri, armi, amori, di crociate e di corazze, di Guido, Lapo ed io, codici miniati, cacce col falco. Monna Barbara Spinelli l’ha pronunciata in un articolo su Repubblica e non in un contesto rievocativo, folcloristico come quei cortei in costume, sempre un po’ patetici, organizzati dalle pro loco. Sulla prima pagina del primo giornale d’Italia ha supplicato la chiesa di riesumare il glorioso istituto per davvero: una richiesta molto seria, avente il nobile fine di ristabilire l’ordine politico e sociale. Stupefacente resurrezione del temporalismo!
De Maistre non avrebbe potuto esprimere idea migliore! Era ora che si ammettesse l’inanità degli organi cosiddetti democratici e l’urgenza di rivolgersi a chi da duemila anni conosce gli uomini nella loro interezza di spirito e materia. Purtroppo però Monna Barbara, che immaginavo atea e che oggi scopro devotissima alla sede petrina, si è fatta prendere dal tipico entusiasmo dei neofiti. Il Papa Re potrebbe certo risolvere molti problemi incancreniti (magari riuscirebbe perfino ad abolire le province, doppioni delle diocesi) ma la scomunica, da sola, non basta. Capisco quanto possa eccitare l’idea di scomunicare mezzo mondo, così come di tagliare a tutti “lo capo a tondo” secondo l’immagine prodotta da Cecco Angiolieri in una taverna appunto medievale. Ma il codice di diritto canonico parla chiaro: soggetti a scomunica sono solo gli apostati, gli eretici, gli scismastici, i profanatori di ostie, “chi usa violenza fisica contro il Romano Pontefice”, i vescovi che consacrano vescovi senza mandato papale, i confessori che violano il segreto, coloro che procurano aborti. Punto e basta.
Scomunicati o scomunicandi sono pertanto Vito Mancuso, apostata e guarda caso collaboratore di Repubblica; Ermanno Olmi, eretico in quanto negatore del peccato originale e riguarda caso spesso intervistato e sempre lodato da Repubblica; Emma Bonino, parecchi medici, qualche satanista… Espellere costoro dal consorzio umano sarebbe cosa buona e giusta ma non ridurrebbe di molto lo spread. Che poi la scomunica non è nemmeno così risolutiva dal punto di vista sociale, il massimo che possa capitare è vedersi rifiutare l’eucaristia, non penso che la vicepresidente del Senato sia terrorizzata dalla prospettiva.
Probabilmente Monna Barbara assieme al ritorno dell’istituto sogna il ritorno dell’istituzione: è ora di finirla con questi Papi deboli che scrivono libri su Gesù Cristo, ce ne vogliono del genere di Clemente V a cui piaceva dettare ultimatum: “Se, nel termine di 30 giorni, i Ferraresi non saranno lasciati liberi, il doge, i suoi consiglieri, tutti i Veneziani e tutti gli abitanti del dominio veneziano siano scomunicati e anche coloro che porteranno a Venezia vettovaglie o mercanzie d’ogni sorta o che compreranno qualcosa dai Veneziani. Il doge e i consiglieri, i Veneziani tutti, se non obbediranno entro 30 giorni, siano servi di coloro che li cattureranno e i loro possedimenti siano di coloro che li occuperanno”. Bei tempi, bei codici canonici, quanta nostalgia.
Gregorio II scomunicò gli iconoclasti, basterebbe seguire il suo esempio e ci saremmo liberati di Renzo Piano e Massimiliano Fuksas. Gregorio VII umiliò l’imperatore a Canossa, funzionasse ancora vedremmo Obama oppure Hu Jintao in ginocchio a Castel Gandolfo.  Che bello, ascoltando il Sanctus cantato in gregoriano, leggere Monna Barbara che auspica un’Italia dove si applichi finalmente la legge divina: “I politici non saranno mai autorevoli, se ignorano la quintessenza della decenza umana che è il Decalogo”.
Troppo giusto, per risollevare le sorti della nazione bisogna allontanare dal Palazzo tutti gli indecenti: gli atei Napolitano, Fini, Brunetta, Galan, i pagani Bossi e Calderoli, i fornicatori Berlusconi e Bocchino, il sodomita Vendola, l’autorizzatore di aperture domenicali dei negozi Formigoni…  Qualcuno afferma che Barbara Spinelli ce l’avesse esclusivamente contro il presidente del Consiglio ma questo qualcuno non conosce nemmeno i dieci comandamenti.

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