ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 9 novembre 2011

Quando i Papi erano Pastori

Vi Meraviglierete  
I - Anni turbolenti
Vi meraviglierete. O, almeno, cercherò di meravigliarvi, facendovi vedere come una serie di luoghi comuni che date per scontati siano fasulli. Lo spunto è l'enciclica "Mirari Vos", spesso deprecata, forse anche perché chi lo fa sa poco o niente dei motivi che spinsero papa Gregorio XVI a scriverla nel 1832. E magari non ne conosce neanche il vero contenuto. Questo è quanto vedremo insieme nei prossimi giorni.
Lo stupore è componente essenziale della conoscenza. Provate a prendere sul serio ciò che dico, sentitevene sfidati, verificate, così come ho fatto io. Mettetevi in discussione. Meravigliatevi.

Le idee della Rivoluzione Francese sono state esportate in tutta Europa da Napoleone. Lo scopo primo di Napoleone, muovendosi contro il resto dell'Europa, è saccheggiarla. La Rivoluzione ha prosciugato i forzieri dello stato francese. L'unica maniera per evitare una completa bancarotta è impossessarsi dei beni degli altri paesi. "Siamo perduti se non entrate al più presto nel paese nemico dove prendere mezzi di sussistenza ed effetti di ogni genere", manda a dire ai generali francesi il Comitato di Salute Pubblica nel 1994.
 Cosa di meglio che siano gli stessi popoli invasi ad aiutare la spoliazione? Il diffondere le idee rivoluzionarie diviene una maniera per assicurarsi una quinta colonna compiaciente. I beni ecclesiastici saranno svenduti sottoprezzo ai borghesi che diventeranno i più interessati sostenitori della "Rivoluzione".
Sono loro che, dopo la caduta di Napoleone, ormai potentissimi e immanicati ovunque, lottano perché quanto da loro acquistato non ritorni agli antichi proprietari.
 Dove non hanno il potere tramano per ottenerlo. E' il caso della Carboneria italiana, loro strumento, che susciterà decine di insurrezioni grandi e piccole negli stati componenti un'Italia che rimane ancora cattolica.
 Quando Gregorio XVI sale al soglio papale, nel 1831, siamo nel pieno di un sommovimento di cui ora a stento ci possiamo rendere conto.
 La Prussia discrimina pesantemente i cattolici. In Polonia è il regime russo che li reprime. Spagna e Portogallo perseguitano sanguinosamente la Chiesa. In Italia è morto Pio VIII, stroncato - si dice - per le preoccupazioni derivanti dalle rivoluzioni in Belgio e Francia. La Francia stessa e l'Austria si confrontano in Italia, appoggiandosi a sovrani e mestatori locali. I cardinali sono avvertiti di fare in fretta ad eleggere un nuovo Papa perché sta per divampare l'insurrezione. Infatti immediatamente scoppiano i moti di Modena, presto estesi alle regioni vicine, che solo le truppe austriache saranno in grado di fermare.
 Per il ristabilimento dell'ordine i poteri forti dell'Europa (Austria, Russia, Francia, Prussia e Inghilterra) fanno scontare al Papa il loro prezzo. Queste potenze - delle quali tre non cattoliche e tutte autoritarie - cercano di imporre allo Stato pontificio una riforma in senso liberale tramite un Memorandum. Il Papa accetta qualche imposizione, ma si rifiuta di concedere tutti i poteri ai laici come richiesto. Negli anni seguenti i territori pontifici saranno occupati spesso da guarnigioni di uno o dell'altra di queste nazioni e scossi da continue rivolte alimentate dall'esterno.
In questo panorama dove i complotti si succedono alle rivoluzioni giunge il caso del giornale L'Avenir, pubblicato in Francia dall'abbè Lamennais, che assume alcune posizioni liberiste su fede e politica. Su tutto questo Gregorio XVI scrive nel 1832 la sua prima enclica, quella Mirari Vos che esamineremo nei prossimi post.


Vi Meraviglierete II - L'enciclica
Può meravigliarvi. Sono le prime parole dell'enciclica Mirari Vos, da cui il suo titolo.
Abbiamo già visto le circostanze in cui è stata redatta. Non è lunga, ma per vostra comodità eccone un riassunto in italiano corrente. Dove fosse poco chiaro e per esempi fate riferimento, come è ovvio, al testo originale.
Mirari Vos
Può meravigliarvi che ancora non abbia scritto encicliche, ma avete visto che razza di attacchi e insolenze abbiamo dovuto sopportare. Siamo stati indulgenti e questo anzichè ammansire ha reso sfrenati i ribelli. Adesso però che l'ordine è stato ristabilito possiamo darci da fare, nonostante i tempi rimangano durissimi. Vedete anche voi: disonesti e sfrontati vanno contro tutto ciò che è sacro, ogni diritto, ogni disciplina. Viene attaccata Roma, la sua autorità; si muove guerra apertamente contro la Fede cattolica, la si vuole assoggettare; si insegnano falsità, si corrompe la gioventù. Nel demolire la Religione la conseguenza è che tutta la società va a rotoli perché ne si minano le basi. La causa di ciò sono in particolare quelle Società che raccolgono il peggio del peggio dei nemici della Chiesa (la Massoneria).
Ma non basta lamentarsi, bisogna battersi perché non l'abbiano vinta. Come Papa spetta a me dare la sveglia e unire nella lotta. Se resteremo uniti nella tradizione non riusciranno a separarci e farci fuori. Questo avviene se i vescovi rimangono uniti a me, se i sacerdoti seguono i loro vescovi. Pensare di poter buttare via quanto la Chiesa ha detto finora per adeguarla alla mentalità corrente vuol dire pensare che la Chiesa sia cosa umana, mentre è divina. Se si tratta di calibrare meglio le cose al limite è il Papa che può farlo, non certo il singolo per suo capriccio.
Per esempio contro il celibato clericale non hanno parlato solo i filosofi, ma anche ecclesiastici senza pudore. Voi, invece, difendete quanto dicono i Canoni.
Nel matrimonio non deve essere introdotto niente che sia contrario alla sua santità o indissolubilità. Essendo sacro, solo seguendo le prescrizioni della Chiesa è possibile conservarlo forte, valido e giusto. Se il matrimonio è fatto solo per assecondare i bollori e senza disciplina e benedizione del Cielo sapete bene che fine fa.
Un'altra sorgente di mali è l'indifferentismo, cioè dire che qualsiasi religione vada bene, basta essere onesti. Non esiste! Come pure non basta essere battezzati se non si è uniti con la Chiesa. Dall'indifferentismo nasce l'idea sbagliata che la libertà di coscienza si debba sempre ammettere e garantire. "Ma qual morte peggiore può darsi all’anima della libertà dell’errore?" esclamava Sant’Agostino. Se si lasciano libere idee sbagliate tutto quanto va in rovina.
Proprio per mettere in circolazione ogni sorta di errore si vorrebbe la libertà di stampa, la licenza di pubblicare ogni cosa. Inondare il pubblico di ogni genere di menzogna, sostenendo che in mezzo ci sono anche opere meritorie...un po' come sostenere che si può fare circolare liberamente del veleno solo perché da qualche parte c'è un antidoto.
La Chiesa invece sostiene che i libri cattivi andrebbero eliminati, anche se c'è qualcuno che gliene nega il diritto.
Alcuni di questi scritti contestano l'autorità dei governi e incitano alla rivolta. State attenti. S.Paolo ammonisce che non vi è potere se non da Dio. Quelli che vogliono le rivoluzioni contro i regnanti vanno contro sia il diritto umano che divino. I primi Cristiani, pur perseguitati, erano comunque fedeli all'Impero, salvo riconoscere il Signore. Avrebbero potuto ribellarsi, scelsero invece il martirio.
Di fronte a questi esempi sono da condannare quelli che, desiderando una libertà senza freni, vogliono sotto la bandiera di questa libertà rendere schiavi i popoli. Non per altro si sono mossi questi pensatori moderni, compiaciuti di essere liberi da tutti e quindi disposti a fare qualsiasi cosa per raggiungere i propri fini.
Non sono diversi quelli che non vorrebbero ci fossero rapporti tra il potere civile e quello religioso. I sostenitori della libertà assoluta temono quella concordia tra Chiesa e Stato che ai due governi ha sempre fatto bene.
A questi si unirono certe associazioni che, anche con l'aiuto di gente di altre religioni, suscitano rivolte e negano l'autorità sostenendo di agire per pietà e attaccamento alla religione, ma con fine ultimo la rivoluzione.
Vi scrivo queste cose, triste ma confidante in Dio, per spronarvi a lottare. Abbiate fiducia in Dio. Ai filosofi e ai teologi dite di fare attenzione a confidare solo nella loro intelligenza. Non basta la sola ragione della nostra debole mente per capire i misteri della Fede.
Per il resto i governanti assecondino queste cose per il bene della Chiesa e dello Stato. L'autorità è conferita loro non solo per governare le cose terrene ma per sostenere la Chiesa. Riflettano su cosa è meglio per ambedue, ponendo la Fede innanzi tutto.
Perché ciò accada preghiamo la Santissima Vergine Maria, la ragione tutta della Nostra speranza; S.Paolo e S.Pietro, perché siate saldi. Confidiamo che Cristo ci consolerà.
Questa l'enciclica. Nei prossimi post ne vedremo, uno per uno, i punti "caldi".


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