ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 29 dicembre 2011

Il negazionismo

QUANDO ALBERTO MAGGI NEGO' LA RESURREZIONE DI LAZZARO. SCEMPIAGGINI VS MAGISTERO

Pontifex.RomaPadre, con il dovuto rispetto che si deve ad un uomo di Chiesa, mi perdoni. Premetto che io non sono nessuno, mentre padre Alberto Maggi è fine teologo, biblista e sobillatore di popolo ma ... leggiamo insieme: Incontro di approfondimento biblico “L’ultima beatitudine”, con Alberto Maggi (dal 27 al 28 gennaio 2007). Dice Alberto Maggi: "...Al che ci si chiede: ma ha fatto loro un favore Gesù allora? Se noi lo crediamo, se con la morte si entra in una condizione di vita che non ci sono parole per definirne la pienezza, la felicità, la gioia...se con la morte si entra in una dimensione di vita che è di una pienezza incredibile, ma Gesù ha fatto loro un favore o ha fatto loro un dispetto risuscitandoli?" [Innanzi tutto è bene ricordare che prima della Passione del Signore i giusti che morivano non accedevano alla beatitudine, ma andavano nel seno di Abramo]. Continua l'aspirante Martin Lutero: "E una volta risuscitati come sarà stata la vita di queste persone sotto l’incubo di sapere che prima o poi sarebbero poi dovuti rimorire un’altra volta?" [Se una persona che è morta, ed ha visto Dio, viene da questi risorta, e ricorda l’esperienza, è altamente probabile che abbia appreso un po’ di pazienza e di pacifica uniformità alla volontà di Dio, visto che le avevano i santi prima ancora di vedere Dio dopo la morte]. Continua Alberto Maggi: "Le risurrezioni nei vangeli sono appena 3, un po’ poche. Se Gesù aveva il potere di risuscitare i morti,..." [Sta dicendo quindi che Dio non aveva il potere di farlo!]

Continua Alberto Maggi: "... ma perché non l’ha esercitato un po’ di più?" [Dio non è libero di fare un miracolo solo ad alcuni? Se fa una grazia ad uno la deve fare per forza a tutti? Dice il Signore: "Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?" (Mt 20,15)].
Continua Alberto Maggi: "Ha sprecato le energie miracolose per cambiare 600 litri d’acqua in 600 litri di vino,..." [E' assurdo dire “Sprecato le energie miracolose”... Sappiamo di Chi stiamo parlando? Sappiamo chi Dio è? L'onnipotenza di Dio è ben altro da “energie” che si “sprecano”... le "energie" di Dio, se vogliamo usare un termine così improprio, sono infinite. Dio ha creato dal nulla l’intero universo, non ha problemi a mutare un po’ d’acqua in vino. 600 litri sono tanti per un piccolo uomo, non per Dio].
Continua Alberto Maggi: "... era meglio se risuscitava qualche bambino in più, sarebbe stato qualcosa di straordinario" [Dio sa quello che fa. Rispettiamo il Mistero delle sue scelte].
Continua Alberto Maggi: "Gesù risuscita, o meglio rianima appena 3 persone. La prima è facile, facile, è appena morta, è ancora calda: è la rianimazione della figlia di Giairo (Mc 5, 21-43; Mt 9, 18-26; Lc 8, 40-56). Il secondo è un po’ più complicato perché già lo stavano portando alla tomba: il figlio della vedova di Naim (Lc 7, 11-17). Il terzo è il più difficile di tutti, era quattro giorni e già puzzava, quindi un cadavere già in decomposizione (Gv 11, 1-44). Allora adesso noi leggeremo questo episodio, in pieno rispetto (capisco che non è facile cambiare la mentalità, staccarsi da immagini tradizionali) quindi se uno vuol rimanere nell’idea tradizionale che veramente Gesù ha rianimato un cadavere, ci rimanga" [Secondo Maggi quindi non è vero che Gesù ha rianimato questo cadavere].
Continua Alberto Maggi: "Provi a non accantonare questa proposta di interpretazione che l’evangelista stesso che ci dà..." [Quindi secondo Maggi in 2000 anni di Cristianesimo, di Spirito Santo che guida la Chiesa, di Padri della Chiesa, di Magistero, di Santi, nessuno ha capito il Vangelo e l’Evangelista. Hanno tutti errato rimanendo attaccati alla "visione tradizionale religiosa". Dio ha permesso che tutti errassero per 2000 anni, illuminando finalmente Alberto Maggi dopo 20 secoli].
Continua l'Illuminato: "... E poi, (adesso la metto in maniera umoristica ma per far capire l’incongruenza) se Gesù aveva la capacità di risuscitare i morti" [Pazzesco: quindi Gesù Cristo non è capace di risuscitare i morti]
Continua Alberto Maggi: "... qui al cimitero – almeno non dico tutto il cimitero perché avrebbe creato problemi nel paese, chi voleva la moglie, chi la casa, si sarebbero creati dei problemi - ma almeno quelli della fila di Lazzaro li poteva risuscitare; invece appena Lazzaro..." [Dio non deve niente a nessuno. Vuole fare le grazie ordinarie a tutti. E fa grazie straordinarie solo quando Lui, Sapientissimo, sa che è il caso di farle. Chi è più sapiente di Dio?].
Continua Alberto Maggi: "Allora vediamo questo episodio, leggiamo quello che l’evangelista ci vuol dire..." [Dopo 2000 anni di ignoranza e di cecità, dopo che tutti i Papi e i Santi si sono sbagliati, l’Illuminato Alberto Maggi finalmente ci svela il mistero di cosa voleva veramente dire l’evangelista].
Continua Alberto Maggi "... Gesù, il mandato che ha dato a quanti credono in lui è: risuscitate i morti. Dopo 2000 anni di cristianesimo non si trova un solo caso di un morto risuscitato a parte qualche leggenda che non ha nessun fondamento storico" [Quindi secondo Alberto Maggi il Cattolicesimo si è diffuso solo predicando la “strada stretta” del combattimento ai vizi, strada scomoda, perché la gente odia il peccato e non vede l’ora di osservare i comandamenti; secondo Maggi non si è diffuso grazie alla potenza dei miracoli operati in tutto il mondo ad opera di Cristo, prima, e dei Santi, poi, in ogni secolo. Alberto Maggi nega i miracoli dei Santi, le centinaia di miracoli di tutti i Santi, le migliaia di miracoli narrati nelle vite dei Santi, e testimoniati da gente di ogni rango sociale, e a volte da intere popolazioni, incastonati nella storia vividamente tramite testimonianze, scritti, addirittura monumenti, dipinti, ecc... Invece è vero il contrario: i miracoli sono avvenuti ed hanno reso credibile la nostra fede Cattolica:
Ricordo umilmente a padre Maggi:
“Nondimeno, perché l’ossequio della nostra fede fosse conforme alla ragione, Iddio volle che agli interiori aiuti dello Spirito santo si aggiungessero anche gli argomenti esterni della sua rivelazione: fatti divini, cioè; e in primo luogo i miracoli e le profezie, che manifestando in modo chiarissimo l’onnipotenza di Dio e la sua scienza infinita, sono argomenti certissimi della divina rivelazione, adatti ad ogni intelligenza” (Concilio Vaticano I, sess. III, cap. III: la fede).
"Ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo” (Giuramento di San Pio X)].
"E la loro divina legazione veniva autenticata da Dio con miracoli. "Essi poi se ne andarono a predicare da per tutto, con la cooperazione del Signore che confermava il loro insegnamento con i miracoli, che l’accompagnavano" (Me 16,20)... Da quanto si è detto appare dunque che Gesù Cristo istituì nella chiesa "un vivo, autentico e perenne magistero", che egli stesso rafforzò col suo potere, lo informò dello Spirito di verità e l’autenticò coi miracoli…Pertanto essendo chiaro che Dio vuole assolutamente nella sua chiesa l’unità della fede, e sapendosi quale essa sia e con quale principio deve essere tutelata per divino comando, ci sia permesso d’indirizzare a quanti non persistono nel voler chiudere gli orecchi alla verità, le seguenti parole di Agostino: "Vedendo noi tanta abbondanza di aiuti da parte di Dio, tanto profitto e frutto, dubiteremo di chiuderci nel seno di quella chiesa, la quale, anche per confessione del genere umano, dalla sede apostolica per la successione dei vescovi, nonostante che intorno a lei latrino vanamente gli eretici, già condannati sia dall’opinione popolare, sia dal grave giudizio dei concili, sia dalla grandezza dei miracoli, è giunta all’apice dell’autorità? Il negarle il primato, è proprio o di una somma empietà, o di una precipitosa arroganza" (Leone XIII, Enc. Satis Cognitum).
Carlo Di Pietro (M.S.M.A.) - Articolo di recupero archivio Pontifex.Roma, inviatomi da Alberto

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