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domenica 15 gennaio 2012

Un tradizionista


“Braveheart? Era un vero eroe cattolico”

Braveheart, eroe cattolico?
BRAVEHEART, EROE CATTOLICO?

William Wallace, il condottiero scozzese che ispirò il film di Mel Gibson, fu prima di tutto un fedele della Chiesa di Roma. Lo sostiene un sito tradizionalista

MAURO PIANTAROMA

Non indossava il kilt, ma il saio. Un po’ guerriero, un po’ monaco maarmato soprattutto di una «fervida fede cattolica»: questo era il veroWilliam Wallacel’eroe nazionale scozzese reso celebre da Braveheart, il kolossal interpretato da Mel Gibson nel 1995. A sostenerlo è il sito tradizionalista Pontifex.roma.it che riprende studi e ricerche condotte in Scozia dall’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà, una realtà nata per diffondere il pensiero dell’intellettuale cattolico brasiliano, Plinio Corrêa de Oliveira.



Dunque, secondo il sito cattolico, il film di Gibson ha il merito di aver fatto conoscere al mondo la storia del condottiero scozzese che guidò i suoi connazionali alla ribellione contro l’occupazione inglese, ma ha trascurato di sottolineare un tratto fondamentale della personalità di Braveheart: la sua fede cattolica, appunto.


Nato nel 1270, fin da piccolo il nobile Wallace riceve una formazione religiosa. La sua carriera sarebbe stata quellaecclesiastica: viene educato dagli Agostiniani, dai Benedettini e oltre alla madrelingua, il gaelico, parla correttamente l’inglese, il francese, il tedesco e il latino.


Poi alcuni episodi di violenza gli fanno abbandonare la vita religiosa. Una pattuglia inglese uccide a sangue freddo il padre e il fratello maggiore, colpevoli di rifiutare il giuramento a Edoardo I d’Inghilterra e di sostenere invece la causa  del sovrano scozzese John Balliol. William uccide a sua volta alcuni soldati inglesi e si dà alla macchia: nasce qui l’uomo che guiderà, con l’appoggio del vescovo di Glasgow,  la rivolta contro l’invasore.

Lo fermerà il tradimento di uno dei suoi amici nobili. «Il 22 agosto 1305  - scrive Pontifex - Wallace fu processato a Westminster Hall, Londra, e condannato a morte. Sul patibolo, egli si confessò con l’arcivescovo di Canterbury e chiese, come ultimo desiderio, di poter pregare il SalterioMorì sventrato mentre recitava i Salmi penitenziali». «Un sacerdote inglese, presente all’esecuzione, affermerà più tardi di aver visto la sua anima accolta in Cielo da unaschiera di angeli. Fatto o leggenda, questa visione di Braveheart portato in Cielo dagli angeli sarà un tema ricorrente nei sermoni per molti anni». Un tema ricorrente. Un po’ come l’urlo selvaggio («Libertà!») lanciato dal cattolico – tormentato pure lui – Mel Gibson nel celebre film.   

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