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giovedì 22 marzo 2012

Il marchio della bestia


Il dispositivo cibernetico e la fine della politica – 4 – il Complesso Militare Industriale

I media ci informano di un nuovo brevetto della Nokia, che Repubblica descrive così:
Nokia brevetta il tattoo vibrante il telefonino arriva sulla pelle”
“Il tatuaggio potrebbe essere inserito in qualunque zona del corpo, anche sulle unghie. E oltre a segnalare avvisi dal telefono, potrebbe diventare una sorta di“impronta magnetica” personale, che potrebbe sostituire le password e chissà forse in futuro anche i documenti.”
James Canton, che dirige l’Institute for Global Futures, commenta:
“Se consideriamo le applicazioni di nanobiologia e di biologia sintetica, la possibilità di avere un apparecchio locale pienamente funzionante attaccato al corpo diventa altamente probabile. Con questa convergenza, si inizia a vedere una nuova piattaforma tecnologica, che potrebbe rendere gli attuali telefoni cellulari una faccenda del tutto minore”.

Avete detto Nokia?
Attualmente, le  Nokia Siemens Networks stanno installando tre “Military Next Generation (Mil NGN) solutions“, qualunque cosa siano, per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. “Difesa”, presumibilmente del suolo degli Stati Uniti, va intesa in un senso, come dire, un po’ ampio, visto che le “soluzioni” saranno installate, per ora, in Germania, Corea del Sud e Giappone.
Bob Fennelly, che dirige l’apposito team del governo statunitense che opera a tempo pieno presso la Nokia Siemens Networks, dichiara:
“Le organizzazioni che sono entrate a far parte delle Nokia Siemens Networks sin dalla sua costituzione hanno alle spalle una storia di decenni di sostegno al governo degli Stati Uniti con soluzioni ad alta efficacia per le sue esigenze nel campo delle telecomunicazioni amministrative in tutto il mondo”.
Duemila anni fa, un vecchio signore barbuto ebbe una strana visione, di una creatura che aveva due corna, ma “parlava come un drago”:
“Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.
Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.
Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.
Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero unmarchio sulla mano destra e sulla fronte;
e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.”
(Apocalisse 13,13-17)
Non è certo una citazione originale: da sempre, il Marchio della Bestia preoccupa il mondo evangelico, in particolare quello statunitense, dove la carica eversiva del Libro delle Rivelazioni non è mai stata sedata da un clero istituzionale. E il “marchio della Bestia”, con grande divertimento degli anticomplottisti, è stato associato in passato, attraverso calcoli penosamente letterali, agli oggetti più bizzarri.
Eppure a volte questi lampi di intuizione ci spiegano di più di molti ragionamenti, se sappiamo distaccarci dalla lettera.
(Continua…)

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