ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 17 aprile 2012

Anglicani sempre più in “fuga” verso Roma

Williams e il Papa nel 2010  

WILLIAMS E IL PAPA NEL 2010

Decine di pastori e centinaia di fedeli tornano nella Chiesa cattolica. Un fenomeno dovuto alle aperture su donne-vescovi e sacerdoti gay

GIACOMO GALEAZZICITTÀ DEL VATICANO
Ormai più che un’erosione è un esodo. Ogni mese decine di pastori e centinaia di fedeli e a luglio, con l’introduzione dell’episcopato rosa, la fuga appare destinata ad aumentare ulteriormente. Già ora è in continua crescita il fenomeno dei sacerdoti e fedeli anglicani che tornano con Roma in seguito all’accordo raggiunto con la Congregazione per la Dottrina della Fede e che vengono riordinati sacerdoti cattolici. Questo trend inarrestabile costituisce uno dei motivi che hanno indotto alle dimissioni il primate Rowan Williams.


Secondo alcuni sondaggi, praticamente metà del gregge della Chiesa d’Inghilterra è favorevole ad un ricongiungimento con i «fratelli separati» cattolici. E il «contagio» si sta estendendo dagli anglicani ai luterani. Parecchi gruppi dell’America Settentrionale e della Scandinavia hanno chiesto alla Santa Sede di essere ricevuti nella Chiesa cattolica e quindi l’istituzione di un apposito Ordinariato per loro, sul modello di quello (intitolato a Nostra Signora di Walsingham) predisposto per gli ex anglicani. Un cammino di ritorno nella Chiesa cattolica che riguarda un crescente numero di chierici e laici in tutto il mondo. Nella Comunione anglicana non sono state finora individuate modalità efficaci per arrestare un trend che ha indebolito la leadership dell’arcivescovo uscente di Canterbury Rowan Williams che venti giorni fa ha annunciato che abbandonerà il suo ruolo alla fine dell’anno. Una decisione arrivata dopo dieci anni di servizio e dopo aver accettato la posizione di Master of Magdalene College a Cambridge. Il primate è il «primus inter pares» della Comunione anglicana mondiale, presiede il Consiglio consultivo anglicano(Acc) e l’Assemblea dei primati.


Intanto crescono senza sosta le conversioni al cattolicesimo favorite dall’istituzione, il 15 gennaio, dell’Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham. Varie decine di  gruppi, sparsi nel territorio dell’intera Gran Bretagna, stanno entrando nella Chiesa cattolica. Dopo un cammino di preparazione all’ingresso ufficiale nella Chiesa cattolica, i convertiti vengono accolti ricevendo il sacramento della Cresima. La costituzione apostolica «Anglicanorum coetibus», pubblicata nel novembre 2009, ha aperto la strada all’ingresso di comunità anglicane nella Chiesa cattolica attraverso l’istituzione di ordinariati personali, con caratteristiche simili a quelle di una diocesi non territoriale, una nuova struttura canonica. In questo modo, è possibile riconoscere il primato del Papa, mantenendo elementi propri della loro tradizione liturgica e spirituale. Finora l’abbandono dei fedeli anglicani per passare alla Chiesa cattolica nell’apposito ordinariato voluto da Benedetto XVI, ha riguardato vescovi, preti e fedeli desiderosi anche di poter tornare all’antica liturgia della messa in latino.


A luglio la Chiesa anglicana d’Inghilterra autorizzerà l’ordinazione di vescovi appartenenti al gentil sesso, approvando però anche alcune misure che vanno incontro all’ala tradizionalista contraria alla svolta. Nel 1994, quando ha dato via libera all’ordinazione sacerdotale delle donne, la Chiesa anglicana ha perso circa 500 membri del clero passati alla chiesa cattolica. Nel luglio 2010 il Sinodo anglicano di York ha approvato l'ordinazione di donne vescovo, decisione che si sta imponendo a poco a poco in tutta la Comunione Anglicana, contro il parere delle comunità tradizionaliste.


La Comunione Anglicana è composta da 38 province indipendenti, una delle quali è l'Inghilterra. Varie province hanno già donne vescovo. Alla fine per la consacrazione vescovile delle donne l’emorragia potrebbe essere ancora più vasta. La Chiesa cattolica si oppone alla strada che il prossimo luglio porterà all’introduzione della legislazione che conduce all’ordinazione delle donne all’episcopato. La posizione nel merito della Chiesa cattolica è rimasta immutata dai tempi di Paolo VI. Il sì all’episcopato rosa per la Santa Sede equivale a uno strappo alla tradizione apostolica mantenuta da tutte le Chiese del primo millennio, ed è perciò un ulteriore ostacolo per la riconciliazione tra la Chiesa cattolica e la Chiesa d’Inghilterra. Perciò l’apertura dell’episcopato all’altra metà del cielo avrà conseguenze negative per il dialogo con il Vaticano. E causerà un’ulteriore distacco di chierici e laici a vantaggio di Roma.


L’iter sembra chiaro: il prossimo luglio le donne vescovi, poi l’ordinazione di sacerdoti dichiaratamente gay. E’ la strada che il mondo anglicano ha deciso di percorrere incurante delle comunità sempre più numerose che proprio a motivo di questa svolta «liberal» scelgono la diaspora, ovvero il ritorno alla «casa madre» cattolica. La Santa Sede, in numerosi incontri, aveva avvertito del fatto che la decisione di consacrare donne vescovo avrebbe compromesso ildialogo ecumenico con la Chiesa cattolica. Tutte le Chiese del primo millennio, cattolica, orientali e ortodosse, affermano che solo gli uomini possono essere ordinati. Queste Chiese vedono l’ordinazione delle donne come un abbandono illegittimo della tradizione autentica. Con le donne vescovo la Comunione Anglicana abbandonerebbe quella che Roma considera la tradizione essenziale della Chiesa fin dalle origini. Due questioni, infatti, sono al centro delle tensioni dentro la Comunione anglicana e nei suoi rapporti con la Chiesa Cattolica: l’ordinazione delle donne e l’omosessualità.

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