ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 30 luglio 2012

Eppur si muove..!?


Comunione e Liberazione come l’Azione Cattolica?
C’è chi sostiene che è lì che Julián Carrón, il prete spagnolo che ha le redini del movimento fondato da don Luigi Giussani, sta portando Cl. Dopo anni in cui la sostanziale non accettazione delle distinzioni conciliari tra fede e impegno politico era prassi in Cl, oggi qualcosa sembra cambiare.

Un mutamento di rotta che porterebbe quell’esperienza di cristianesimo – “integralismo” lo definì il giornale ufficiale della chiesa francese, la Croix, il giorno successivo alla morte di Giussani – verso i lidi un tempo “maledetti” della cosiddetta scelta religiosa. Una scelta che portò negli anni Sessanta i cattolici ad abbandonare il collateralismo politico con il partito della Dc nel nome di un libero impegno dei laici e anche, di fatto, nel nome di una fuga dei cattolici nelle sagrestie che Cl non ha mai amato.
C’è chi dice che nei prossimi mesi Carrón sia pronto a ufficializzare il passo indietro. E’ così? Giancarlo Cesana, leader storico di Cl e già capo del defunto Movimento popolare, dice di “no”. “Questa cosa non la vedo”. Ma una recente lettera di Carrón a Repubblica è stata letta da molti come una sorta di scomunica dello stesso Carrón a Roberto Formigoni, e a un certo modo di intendere la fede in politica… Dice Cesana: “Le parole che Carrón ha riservato ai politici – nella lettera condanna coloro che indentificano il movimento “con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita” non cristiani, ndr – sono semplicemente le parole di uno che ha la consapevolezza dei limiti che anche i politici vicini o che appartengono a Cl hanno. Niente di più. In questo senso più che la lettera inviata a Repubblica credo occorra leggere un’intervista che Carrón ha fatto al Corriere dove dice che l’esperienza cristiana ha a che fare con tutto, è insomma esperienza integrale, niente può essere lasciato fuori perché questa è la sua vera natura”.
Già, eppure la base non pare tranquilla. Da oltre tre mesi Antonio Simone è in carcere senza ancora una condanna. Gli organi ufficiali di Cl non ne parlano, seppure Simone non sia uno qualunque. Con Formigoni salì nel 1973 sul palco del Palalido di Milano per aprire la strada al Movimento popolare e fa parte del gruppo di responsabili di Cl della Lombardia.
Non parlarne, far finta che in qualche modo non esista, non è un arretramento? Risponde per tutti un vescovo nato e cresciuto in Cl, Luigi Negri. Dice: “Non so cosa significhi esattamente non parlarne. Io ne parlo. Tanto che gli ho scritto una lettera pubblicata su Tempi in cui, poche ore dopo che aveva ventilato l’ipotesi del suicidio, gli ho detto testuale di stare dalla sua parte, che ‘le vicende possono essere complesse, contraddittorie, e si possono manifestare attorno a noi atteggiamenti ingiustificabili, ma sappi che, nel profondo di ogni fatica e di ogni ingiustizia, c’è un appello personale di Gesù Cristo ad amarlo e a seguirlo incondizionatamente’”.
Parole accorate che hanno sollevato un popolo: più di 4 mila persone hanno firmato la lettera, un atteggiamento in qualche modo diverso da quello più prudente della leadership ciellina. Sul tema è intervenuto anche l’ex presidente della regione Piero Bassetti (ha sostenuto Pisapia alle recenti amministrative) che ha difeso anche Formigoni dando dello “stronzo” a chi ne chiede le dimissioni.
Sostegni non secondari che probabilmente sono serviti anche a convincere gli organizzatori del Meeting di fine agosto a non avere paura e cioè a invitare Formigoni “nonostante tutto”. Comunque sia, che si tratti di semplice prudenza o più propriamente di una scelta verso un arretramento dalle battaglie di sempre, un dato certo c’è: il dibattito interno è accorato. E la chiusura avvenuta in queste ore della rivista 30Giorni – mai riconosciuta come ufficiale da Cl seppure condotta da diversi ciellini vicini a Giulio Androtti, il principe della commistione tra fede e politica – altro non suona se non come un segno dei tempi.
Pubblicato sul Foglio venerdì 27 luglio 2012
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Palazzo Apostolico – Diario Vaticano di Paolo Rodari

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