ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 30 novembre 2012

Pro nobis aut sicut nos?

MEDJUOGRJE, LA VERGINE MARIA PREGA COME NOI PECCATORI?

Pontifex.RomaIn un messaggio dato alla presunta veggente Vicka di Medjugorje, quella che impone le mani e benedice i fedeli (e non può farlo, basta leggere il Benedizionale della Chiesa cattolica per scoprire la verità), la Gospa disse: "Quando ero sulla terra, io pregavo costantemente il Rosario". Tutti noi cattolici conosciamo storia e significato del Santo Rosario (per un breve approfondimento consiglio di leggere: IL SANTO ROSARIO COME NASCE? COS'È? PERCHÉ SI CHIAMA COSÌ? CHE TESTIMONIANZE ABBIAMO DELLA SUA POTENZA?). La nostra fede, quella cattolico cristiana, è semplice, è comprensibile, non è ambigua, è talmente chiara che può essere "minata" solo da sfrenate elucubrazioni teologiche di qualche dottore pieno di sé che vuol innovare a tutti i costi, sbagliando. Un uomo [donna] semplice, leggendo un messaggio del genere è ovviamente portato a pensareche la Vergine Immacolata preghi realmente il Rosario, dicendo addirittura: "et dimítte nobis débita nostra [...] et ne nos indúcas in tentatiónem; sed líbera nos a malo".
Ma come può la Vergine domandare a Dio di "rimettere anche i Suoi debiti", di "non indurre anche Lei in tentazione" e di "liberare anche Lei dal male"?

Si potrebbe approfondire citando dottrina e morale sul «senso del Pater», quindi anche fornire possibili spiegazioni all'accaduto, ma la nostra fede è semplice, quindi gli approfondimenti teologici li lasciamo ai dottori della Curia [il "Cattolico medio" è tenuto a conoscere bene e ad applicare concretamente il Catechismo]; ciò che a noi interessa, nell'attuale contesto di analfabetizzazione religiosa, è la percezione che l'uomo semplice ha dopo aver letto un messaggio del genere: si immagina visivamente una Vergine che fa preghiere come un comune peccatore!
Voglio solamente ricordare che la preghiera del Pater è già stata insegnata da Gesù ai discepoli (cf Mt 7,9-13; Lc 11,1-4). Pronunciate da Gesù, alcune parti del Pater potrebbero apparire in contrasto con il dogma della impeccabilità, tuttavia appare evidente che il Maestro, in questo caso, insegna ai discepoli come pregare e, rompendo la tradizione ebraica antica, avvicina il fedele a Dio Padre proprio attraverso la preghiera del Pater. E' molto confortante. Gesù in questo caso è il Docente!
Come spesso accade, i messaggi della Gospa vengono ritrattati, modificati,  giustificati, commentati e così via .. questo sempre dopo che qualcuno fa notare l'inesattezza teologica del messaggio o la ambiguità!
Anche in questo caso, dopo aver letto il messaggio "Quando ero sulla terra, io pregavo costantemente il Rosario", è dovuta intervenire suor Emmanuel che ha fatto notare a Vicka che un messaggio del genere è una bestemmia, lo ha fatto dicendo alla "veggente": "non è possibile, come poteva la Madonna dire: Salve me stessa, quanto sono grande ecc". Suor Emmanuel faceva riferimento ai contenuti della preghiera Salve Regina: "Salve, Regina, Mater misericordiae ..." e dell'Ave Maria: "Ave Maria, gratia plena ...".
Ma ecco che la Gospa, alla domanda di suor Emmanuel, ha detto: "Quando ero sulla terra, avevo costantemente fissi gli occhi del mio Cuore sulla vita di mio Figlio Gesù, è questa la preghiera del Rosario".
Adesso è tutto chiaro! Ma fino a quando?
Dalle cronache ufficiali di Medjugorje si apprende che il 25 giugno 1981, dopo momenti di terrore e panico dovuti alla presunta apparizione (in casi di apparizioni riconosciute non c'è mai stata paura nei veggenti), gli indovini si avvicinarono alla Signora (Gospa) e, si legge, «immediatamente caddero in ginocchio ed iniziarono a recitare il Padre Nostro, l'Ave Maria ed il Gloria al Padre e la Madonna pregava insieme a loro, ad eccezione dell'Ave Maria».
Il semplice è ancora indotto a pensare che la Vergine Maria [l'Immacolata, l'Assunta] preghi come un peccatore. L'uomo non teologo [il semplice] è indotto a pensare che anche la Vergine può aver bisogno di essere "liberata dal male" e "non indotta in tentazione". Ripeto, il discorso che sto facendo è di focalizzazione visiva di un'immagine astratta, di percezione collettiva di una azione narrata .. non è analisi teologica, tuttavia il danno è enorme!
Il 30 giugno 1981 due ragazze proposero ai ragazzi di andare con la macchina a fare una passeggiata; in realtà il loro obiettivo era quello di andare lontano dal luogo delle apparizioni e di trattenerli fino a quando non sarebbe trascorso l'orario delle apparizioni. Tuttavia, sebbene i ragazzi fossero lontani da Podbrdo, all'ora solita delle apparizioni, come avvertendo una spinta interiore, chiesero di scendere dall'auto. Scesero e pregarono e la Vergine dalla Collina delle apparizioni, lontano molti chilometri, venne ad incontrarli e recitò con loro sette Padre Nostro.
Di momenti in cui la Gospa prega con e come i peccatori, ve ne sono molti! Ma facciamo un passo indietro.
L'8 dicembre 1981, ella apparve ai "veggenti" «molto preoccupata». «Ella si inginocchiò, aprì le mani, le rivolse verso il cielo e cominciò a pregare: «Figlio mio beneamato, se tu vuoi, perdona questi gravi e numerosi peccati con i quali l'umanità ti offende». Quando ebbe finito la sua preghiera personale, ella recitò il Padre Nostro e il Gloria con i ragazzi, poi disse loro che ella pregava così tutti i giorni [sic] ai piedi della croce…» (S. Kraljevic, Les apparitions de Medjugorje, Ed. Fayard, 1984, pag. 85).
Questa volta non è più un dettaglio, non potrebbe nemmeno essere una svista in quanto abbiamo notato almeno una dozzina di volte delle testimonianze dei "veggenti" che affermano che la "Vergine" ha l'abitudine di recitare il Pater con loro.
Ci fa notare il sacerdote e teologo don Luigi Villa, recentemente scomparso, che l'Immacolata direbbe dunque al Padre, come noi tutti: «Perdona a noi i nostri debiti... Non indurci in tentazione, ma liberaci dal male?».
Ciò è almeno sorprendente, afferma il teologo.
Tanto più che a Lourdes, Ella teneva ostensibilmente le labbra chiuse durante tutte le Ave e i Pater, che Bernardette recitava da sola. La Vergine inchinandosi pronunciava solamente il Gloria Patri, l'unica preghiera del Rosario che Ella possa effettivamente pronunciare senza incongruenze o ambiguità. (cf. Mons. F. Trochu, Sainte Bernardette Soubirous, Ed. Émmanuel Vitte, 1954, pag. 84).
Carlo Di Pietro (Ha scritto e pubblicato clicca qui)
Fonti:

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