ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 27 giugno 2013

Religio gauchorum

CHE RELIGIONE E’ QUESTA? (3° PUNTATA). Fermo restando, ovviamente, l’indefettibilità (perennità) della Chiesa in quanto tale…

Io vorrei che tutti abbiano la fede. Gesù Come regalo per la mia prima Comunione ti chiedo: fa che ritorni la fede (la nostra Monica nel tema per la sua Prima Comunione, 2006).

Il dopo-Vaticano II ha rappresentato la vittoria del protestantesimo all’interno del cattolicesimo (l’insospettabile Henry De Lubac, capostipite della “nuova teologia” onorato da S.S. Giovanni Paolo II della porpora cardinalizia, Il Sabato12-18 luglio 1980).

In molte cose [di fede, ndr] concordano con me; in alcune con me non concordano; ma per quelle poche cose in cui non convengono con me, a nulla serve loro essere con me d’accordo in molte (chi è questo fondamentalista? Come direbbero oggi. Etc. etc. . E’ Sant’Agostino, in Commento al salmo 54. Visto che oggi lo lodano tanto… ne traggano le conseguenze. Ad esempio, nei discorsi sull’ecumenismo).

Mese del Sacro Cuore 2013, Anno della Fede
Nell’anno quarantennale dello storico libro-denuncia della situazione interna
di mons. Graber, dimenticato Arcivescovo e direttore di una rivista fatimita,
Sant’Atanasio e la Chiesa del nostro tempo



L' "edificante" fotografia, che correda l'intervista, 
di una S.Messa concelebrata dal card. Martini.
Era proprio solido, l'abbagliante splendore 
di come talvolta acconsentiva a celebrare a Milano!
La nota rivista Famiglia cristiana, nel suo numero del 17 marzo c.a., pubblicava – senza alcuna presa di distanza – un’intervista a un amico e collaboratore del defunto card. Carlo Maria Martini S.J. (che il Signore lo perdoni e riposi in pace), un sacerdote gesuita presentato come interprete fedele del pensiero martiniano (e addirittura, non si capisce bene chi dei due e forse entrambi, tra i «testimoni» del nostro tempo).
Nel contesto di un’esaltazione più conforme al pensiero della sétta laicista che alla fede cattolica (guarda caso, sia la copertina che l’editoriale recavano lo stesso titolo de la Repubblica, giornale illuministico-massonico che si autodefinì “la punta più avanzata del laicismo italiano”: Il nuovo Papa/Una nuova Chiesa, Il nuovo Pontefice per una nuova Chiesa) e del condensato dei luoghi comuni del progressismo ecclesiale. Tra un’avversione verso il Papa vecchio ormai dissimulata solo in parte («Negli ultimi anni sono sorte paure e atteggiamenti conservatori, in parte da ascrivere anche a Benedetto XVI, uomo comunque molto intelligente e moralmente inappuntabile», dice indisturbato il testimone) e tentativi faziosi di appropriarsi del Papa nuovo (manovre per usarlo, strumentalmente, che c’erano state già all’interno del precedente Conclave: come emerge da una lettura attenta del famoso Diario del Conclave, il regista occulto della cui uscita era stato indicato, da un noto esponente progressista, in papa Ratzinger). In nome della centralità dei poveri e della credibilità della Chiesa, l’intervistato va a parare dove segue:

«Martini ha sempre consigliato il riconoscimento degli errori commessi in passato dalla Chiesa [ancora non basta!?, Ndr], specie in materia di matrimonio e di sessualità. Ammirava molto Giovanni Paolo II per come, su altre materie, ebbe l’umiltà per chiedere perdono. Il cardinale ha sempre cercato di valorizzare l’aiuto che le scienze umane possono dare alla morale e auspicava, in particolare, che i temi affrontati dall’enciclica Humanae vitae fossero sottoposti a un ripensamento» (pag. 52).

E così la sbandierata «umiltà» ha già ceduto il passo al chiaro arrogarsi qualcosa cui neppure la Chiesa ha diritto: rimettere in discussione dei punti direttamente pertinenti alla fede e alla morale, perché il mondo lo vuole. Che aspettarsi da parole d’ordine accattivanti ma affrancate dalla Verità rivelata, nell’allergia alle norme e alla sana Dottrina – profetizzata dalla Sacra Scrittura – che sta andando di moda nel mondo cattolico “nuovo corso”? E questa roba viene offerta in tutte le chiese parrocchiali! Che fa Roma? Che fanno i non martiniani? Che religione è questa, che ammette e persino favorisce questi veleni?

*          *          *

…Fermo restando, beninteso (indignazione sì eccome, scoraggiamento no giammai), l’indefettibilità della Chiesa; di cui, nonostante tutto, continuano ad emergere testimonianze. Anche sorprendenti. Qualche esempio che ci è capitato recentemente sotto gli occhi.

«Ci troviamo oggi ad affrontare la più grave crisi storica che l’umanità abbia mai conosciuto. Non credo che la comunità Cristiana nel suo complesso se ne renda pienamente conto. Ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi è lo scontro finale tra la Chiesa e l’anti-Chiesa, tra il Vangelo e l’anti-Vangelo, tra Cristo e l’anti-Cristo» (card. Karol Wojtyla, che sarà papa Giovanni Paolo II, Congresso Eucaristico Internazionale di Filadelfia, 1976).

«Beatissimo Padre, […] La situazione della Chiesa in Cina: mi pare che tutti i guai provengano proprio dal desiderio di successo, successo immediato, facile, a ogni costo, mentre il segreto della vittoria sta nell’accettare i fallimenti del momento immediato. […] Beatissimo Padre, il popolo cristiano in Cina gioisce nel notare un ritorno alla chiarezza e fermezza perdute da un po’ di tempo. I cristiani non han paura di soffrire per la fede [ahinoi, venerata Eminenza, così è molto più tra la Sua nobile gente che tra quella nostrana, che pure aveva ricevuto di più, così devastata dai due cancri dell’opportunismo e dell’individualismo; comunque è buono per loro avere testimonianze di come la realtà non si identifichi con il pezzetto che al momento sta sotto il loro naso, ndr]; avevano paura a non riconoscere più qual è la nostra Chiesa. La Virgo Potens ci porterà alla vittoria. Con devozione filiale» (card. Joseph Zen Ze-kiun, lettera del novembre 2011 a S.S. Benedetto XVI; grassetto nostro).

«E racconta di essere stato fermato da una giornalista che gli ha domandato se il nuovo Papa porterà grandi cambiamenti. Il cardinale [provocatoriamente, nel senso costruttivo, come si capisce bene dal senso complessivo del seguito, ndr] ha risposto di sì: “Lei mi è sembrata sorpresa, ma almeno ho attirato la sua attenzione! Così sono andato avanti chiarendo che la Chiesa è in un periodo di grande cambiamento; letteralmente, un cambiamento del cuore umano [è questo che dev’essere nuovo!, Ndr], che Gesù chiama penitenza e conversione. Il compito del vescovo di Roma [e Sommo Pontefice della Chiesa Universale: su cui ha, per Diritto divino, il Primato non soltanto di amore ma anche di vera giurisdizione, ndrè [innanzitutto, ndrdi conservare la fede, la verità che Dio ci ha rivelato [quindi non è qui che bisogna pretendere il cambiamento, ndr], specialmente [dopo il Vecchio Testamento, ndr] attraverso suo Figlio, Gesù, fedelmente trasmessa dalla Sua Chiesa in questi duemila anni, e [su questa base permanente, ndrdi rinnovare l’invito di Gesù [più che un mero invito: se non vi convertite perirete tutti, ha detto il Signore Gesù, ndra convertire il cuore”» (card. Timothy Dolan, lettera da Roma ai suoi fedeli, 9 marzo 2013).

«Tutti i cristiani hanno il dovere di trasmettere la fede con coraggio» (e invece non di rado «siamo tiepidi» e il coraggio lo mettiamo piuttosto nell’«immischiarci nelle nostre piccole cose […] nell’andare avanti egoisticamente». «Trovare Gesù fuori della Chiesa non è possibile […] Avanti, portando il nome di Gesù nel seno della Santa Madre Chiesa, come diceva Sant’Ignazio, gerarchica e cattolica. Così sia» (dal resoconto - uno di Radio Vaticana e l’altro di un popolare vaticanista - di due omelie del Pontefice regnante, l’una a maggio e l’altra ad aprile.

Una postilla. Ci rallegriamo di queste parole, in cui si riconosce il Pastore cheinsegna e confessa [proclama] la Verità rivelata, richiamando le anime; e ben volentieri le valorizziamo [a differenza dei tanti laudatori, che le fanno passare sotto un assordante silenzio]. Ci rallegriamo di queste e di altre parole forti del Santo Padre: dai ripetuti sproni alla gioventù cattolica ad andare controcorrente ai frequenti richiami contro le chiacchierenella Chiesa, i pettegolezzi, e anche contro la “devozione alla dea lamentela”, incanalamenti tutt’altro che costruttivi dei malcontenti [sapendo distinguere ciò da quello che intendeva una santa come Caterina da Siena, autrice di famose invettive contro ecclesiastici, nel suo lapidario Maledetto tu che tacesti! Del resto, opere di misericordia sono ancheinsegnare agli ignoranti e ammonire i peccatori: il che vale prima di tutto per i peccati contro la fede!]. Dal frequente additare «il principe di questo mondo» [Satana] alla ripetuta denunzia della mondanizzazione nella Chiesa, della mentalità mondana nella Chiesa [inclusa la messa in guardia dalla falsa pace del mondo, in cui sono assopiti anche tanti che ben dovrebbero essere di Cristo].

Nel contempo preghiamo per la Sua coerenza, almeno intellettuale e dottrinale, perché le cose dette [e fatte] siano sempre conformi a questi principi, lodevolmente richiamati e proclamati: chi non prega Cristo prega il demonio, chi non confessa Cristo confessa il demonio [insomma, o il regno di Cristo o il regno di Satana], non si può trovare Gesù fuori della Chiesa (gerarchica e cattolica)… grazie, Padre Santo! E dunque? …. Quando, ad esempio, L’abbiamo sentito attaccare quelli che tendono a «sfumare» la Resurrezione di Cristo, «parlano di una resurrezione spirituale», il pensiero ci è corso al Suo primo Angelus in cui aveva elogiato - chiaramente senza tenore magisteriale, ma purtroppo con grande visibilità - la teologia del card. Kasper, che è proprio tra gli autori che hanno fatto questo! Ci siamo chiesti: tale affermazione sarà stata una correzione volontaria della precedente, con cui è oggettivamente in contrasto? Sarà stata, comunque, una vittoria della grazia di stato? Speriamo, nella consueta prudente vigilanza che per noi non è una novità, e preghiamo per questo: perché con un Suo predecessore dica, appunto umilmente: Georgium Marium reicite, Franciscum, Summum Pontificem, recipite; intanto che, soprattutto, facciamo la parte nostra. Nella memore consapevolezza che spesso un popolo ha i capi [governanti e sacerdoti] che si merita).


www.cattolicitradizionalistimarche.org

1 commento:

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