ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 31 luglio 2013

Angeli & diavoli

FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA: UN ORDINE DI ANGELI FRAMMISTI A QUALCHE DEMONIO


di Francesco Colafemmina

Ho un debito. Un debito verso i Frati Francescani dell'Immacolata. Non voglio estinguerlo perché così forse smetterei di essergli grato. Voglio però testimoniare. Testimoniare l'affetto e la devozione che ho per questo ordine di angeli, frammisti a qualche demonio.

Firenze - Ognissanti. E' il primo dell'anno, qualche anno fa... Io e la mia futura moglie entriamo in questa splendida chiesa per la Santa Messa. In fondo, in piedi, dinanzi agli ultimi banchi, un mite frate vestito d'azzurro. Gli chiedo di confessarmi. Quanta serenità, quanto candore, quanto conforto in quella confessione. Pochi anni dopo scoprirò che quel mite frate altri non era che p. Serafino Lanzetta, osteggiato dai vanesi demoni di cui sopra per la sua sincera opera di analisi e lettura del Concilio. 

Firenze - Ognissanti. Un imprecisato giorno del 2011. Delizioso colloquio con una suora di colore che nella bussola della chiesa dona medaglie miracolose. Non scorderò mai la serenità e la gioia che emergevano dalla sua voce. Presi due medagliette. E lei mi disse che era importante pregare per i nostri preti. Oggi mi rendo conto che sarebbe stato utile pregare perché qualche demonio fuoriuscisse dall'ordine.

Avellino - Un imprecisato giorno di qualche anno fa. Mangio una pizza con amici. A tavola, di fronte a me, c'è Mons. Vito Angelo Todisco, il Visitatore apostolico dei FFI. Ricordo ancora come li paraculava i frati. "Eh, se vai a Friggento li senti che gridano dall'altra stanza quelli che si fustigano... eh... te ne devi scappare...". All'epoca, a dire il vero, sentendo parlare questo sacerdote con cappellino e abiti civili, non capii se vi fosse di base una presa per i fondelli o una ammirazione estrema, ammirazione per cose che "noi umani" non potremmo mai riuscire a fare... Oggi comprendo che c'era solo una grande voglia di paraculare i Frati e le loro mortificazioni.

Battipaglia - 2009. Invitato ad una messa del Cardinal Castrillon Hoyos. Ci andammo io e Manuel Grillo, il mio amico editore, con l'intento di consegnare l'Appello al Papa sull'arte sacra al Cardinale perché lo facesse avere al Pontefice (cosa che poi accadde). Il servizio di quella messa pontificale era curato dai FFI. Finita la messa mi vien voglia di salutare queste operose formiche, questi frati umili ma non di un'umiltà studiata, posticcia, intellettuale. No, umili perché sono silenziosi, lavorano tutti allo stesso modo, con la stessa dedizione, per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria! A un certo punto, poco prima che partissero con l'autobus alla volta di Frigento, uno di loro, un po' calvo e con una barbetta da frate, punta il dito verso me: "Tu sei Francesco Colafemmina!". Era padre Paolo Siano, il cacciamassoni...

E chissà che questa volta non ci siano proprio dei massoni dietro l'intera vicenda... Ma non vorrei apparire complottista o naif. 

C'è però una questione di stile al fondo della vicenda. Io non ho conosciuto FFI che si siano messi in mostra o in posa, che abbiano postato ripetutamente su vari profili facebook istituzionali le loro foto con il Papa - quello nuovo si intende -, alla consolle, col cappellino della GMG, con i ragazzi della GMG, etc. etc. Ebbene, se invece così è accaduto per qualcuno di essi, considerato fra gli artefici delle trame occulte che hanno portato al sovvertimento dell'ordine, io chiedo a costui: perché? Perché invece di proteggere e santificare l'ordine nel silenzio e in sordina, avete fatto questo? Perché mentre il vostro padre fondatore viene scalzato dalla sua creazione di amore e devozione per Cristo e la Santa Vergine, ve ne andate sorridenti per le vie di Rio? 

Mondanità spirituale. E' questo il male.
Il male di cui parla Papa Francesco!

"Noi intendiamo con essa ciò che praticamente si presenta come un distaccamento dall'altra mondanità, ma il cui ideale morale, vedi spirituale, sarebbe in luogo della gloria del Signore, quella dell'uomo e il suo perfezionamento. Una attitudine radicalmente antropocentrica, ecco la mondanità dello spirito." Così diceva De Lubac.

Ecco, io voglio dire grazie ai Francescani dell'Immacolata per i doni spirituali che mi hanno offerto. Per la loro semplicità, la loro dedizione, l'aver dimostrato che è possibile vivere nel mondo di oggi così confuso e tentatore, la libertà della vita totalmente consegnata a Nostro Signore. Non è un caso se in essi vidi una limpida alternativa alla corruzione di altri Frati, quei Cappuccini di San Pio che erano diventati sommo esempio di mondanità, mondanità tout cour. E a loro donai i proventi del mio libro su San Pio. Anzi proprio ai "comunicatori" dei FFI, quelli che per mimesi mondana forse hanno tradito ed oggi non versano neppure una lacrima dinanzi all'intrusione del nemico.

A questo punto vorrei dire ai tanti frati che mi leggono: obbedite, sì. Ma non arrendetevi. L'invidia, la superbia, la vanità, distruggono opere di anni in pochi minuti. Voi avete la forza di ricostruire, una forza che vi deriva dal Signore. Perciò testimoniate, siate più scaltri nella testimonianza. Fate vedere anche a coloro che oggi vi vogliono in catene, che nessuna colpa è in voi. Combattete lucidamente una battaglia che non è ideologica, che non riguarda il vecchio o il nuovo rito, il Concilio o il post-Concilio, ma la fede in Nostro Signore e la sequela di Cristo.

Che Dio vi benedica, care suore e cari frati. Angeli vestiti del manto di Maria, scacciate i demoni che si sono insinuati fra di voi! Non abbiate paura! Chi vi combatte vi sa obbedienti ed umili. Tenta così di distruggervi usando la vostra mitezza. Ma se c'è unità non c'è superbia. Se si è insieme nessuno emerge. E testimoniare che rispetto ad altre congregazioni religiose, rispetto ad altri sacerdoti vescovi e persino cardinali voi siete senza macchia non è un'infrazione all'obbedienza ma un dovere, direi un obbligo morale! In questi tempi di persecuzione non vale arrendersi. Difendete dunque l'aura soprannaturale che avvolge il vostro Ordine in spirito di carità e verità! Non lasciate avvolgere dal fango e dalle capziose strumentalizzazioni tutto il bene che avete fatto e che ancora farete nel futuro. Che Dio vi benedica tutti, che benedica persino i demoni che si sono installati fra di voi. La superbia li perderà.

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