ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 30 luglio 2013

Divide et impera


Commissariati i Frati Francescani dell'Immacolata


I buoni, semplici ed umilissimi Frati Francescani dell'Immacolata sono stati commissariati. Confesso di esser letteralmente “caduto dalle nuvole” nel leggere questa incredibile notizia. Come i “Legionari di Cristo”... padre Mannelli, per altro ancora in vita, trattato come il famigerato Macel, di cui, comunque,  si attese la dipartita prima di intervenire.
si veda la notizia riportata dal vaticanista Sandro Magister
di Marco Bongi

I Vescovi carioca ballano la samba a Copa Cabana? e che c'è di strano... sentono "cum Ecclesia".  

Il Prefetto della Dottrina della Fede nega la Verginità di Maria? Suvvia... non fate troppo i pignoli!

Papa Francesco afferma che non è di sua competenza giudicare l'omosessualità?  Ma parlava solo da “dottore privato” dopo le fatiche del “carnevale” di Rio... Non sapete proprio apprezzare le esternazioni a braccio del povero Vescovo di Roma! 

Ed allora? Cosa avranno mai commesso i poveri Frati Francescani per meritarsi tale rigorosa sanzione? Saranno forse pedofili?

Macchè... Ce ne sono tanti, come quel cardinale scozzese, che se ne stanno tranquilli a casa loro e che, al limite, vengono caldamente invitati soltanto a “saltare” un conclave. 

Avranno riciclato il denaro sporco della camorra? Non sembra... visto che conducono una vita così povera ed austera. 

Avranno magari, che so, osato convertire un ebreo o peggio, si saranno rifiutati di comunicare Vladimir Luxuria? Qui effettivamente le colpe incomincerebbero ad essere davvero rilevanti... 

Pare però che il loro crimine sia molto, molto, ma molto più grave...   
Addirittura..., mi tremano i polsi solo a pensarlo..., si dice che prediligano celebrare la S. Messa Tridentina!!! 
Passi se, per spirito ecumenico verso i satanisti, avessero episodicamente frequentato qualche messa nera, o praticato, che so, qualche rito massonico con compasso e grembiulino.
Tutto ciò sarebbe forse da moderare ma, in fin dei conti, nessuno si dovrebbe permettere di contrastare certe “sensibilità” maturate nella comunità fraterna. 
Ma la Messa di S. Pio V no. Questo no... è davvero troppo!

Ci sarebbe però un modo per seguire il Magistero di Papa Francesco. 
O buoni frati... uscite dalle vostre Chiese e conventi... lanciatevi verso le “periferie” esistenziali... lasciate al Commissario i chiostri e le navate... 
Celebrate il S. Sacrificio della Messa per le strade e nelle piazze di questo nostro povero paese ammalato. Seguirete così indiscutibilmente l'invito, più volte ripetuto, del S. Padre, dimostrerete di sentire “cum Ecclesia”  e sicuramente convertirete molte anime che non ne possono più di certi uomini di Chiesa. Riparate la Chiesa come fece il Poverello a San Damiano... 

Abbiamo tanto bisogno del vostro zelo e del vostro coraggio.  
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV556_Bongi_Commissariati_FFII.html

Nell'Aggiornamento di qualche ora fa avevo ribadito quanto già detto ieri alle prime avvisaglie dell'incresciosa questione: dovremmo conoscere meglio la situazione interna ai FI, i reali motivi della divisione, chi l'ha prodotta e perché. Tanto più che da fonte diretta avevo notizia di problemi che non riguardavano il Rito, anche se sapevamo tutti dell'esistenza di una frangia dissidente per questo motivo. Esprimevo tuttavia anch'io, insieme a tanti, il timore -con quel che è accaduto a proposito del divieto di celebrarlo-, che i problemi reali fossero sottaciuti ad extra e cavalcati offrendo il destro per boicottare il Rito e la Tradizione, certamente molto sentita da chi lo celebra e da molti FI che conosco. Senza contare le numerose vocazioni scaturite proprio da questa scelta.

Ebbene, apprendo da fonte certa e diretta la conferma che il problema non è mai stato il Rito in sé. Tutto è sorto a causa della gestione dispotica dell'Istituto da parte del fondatore, dalla forte personalità, che praticamente se lo è cucito addosso anche nel corso del tempo.

Alcuni religiosi e religiose dell'Ordine si sono lamentati non tanto per la Messa Tridentina che in molti/e amano e apprezzano, quanto per il fatto che certe 'regole' siano state loro calate addosso come ferrea imposizione. Non sono dunque in discussione i valori della Tradizione; ma i tempi e i modi della loro acquisizione, a causa di un loro calare dall'alto senza una adeguata preparazione e gradualità. E le difficoltà espresse non erano tanto riferite alla Santa messa, quanto - ad esempio - all'Ufficio tutto in latino, notoriamente gravoso e da assimilare con la dovuta preparazione, ed altro ancora, che non la Tradizione non ha nulla a che vedere ma che non sto qui ad elencare perché, ora che conosco maggiori dettagli, mi preme innanzitutto ripristinare con la dovuta premura una maggiore chiarezza sull'accaduto e conseguentemente sul nostro corretto modo di inquadrarlo. Soprattutto in riferimento ai timori espressi in tutto il mondo come prima reazione a quello che ci è apparso un inspiegabile divieto di celebrazione dell'Antico Rito, dalle possibili negative ripercussioni da molti temute. In realtà invece si tratta di una verifica che i valori vissuti siano veramente assimilati e condivisi. Anzi è proprio a questo che dovremmo prestare la massima attenzione: che si facciano le giuste distinzioni e non si colga l'occasione per svalutare la Tradizione e ciò che essa rappresenta nella e per la Chiesa. 

L'intervento della Santa Sede, dunque, può permettere di distinguere i valori della Tradizione da un suo uso improprio che non appartiene a chi la ama e la vive nella verità e nella fedeltà, senza fondamentalismi.

Anzi, dovremo pregare molto per quei giovani che hanno fatto una scelta così seria e importante e si vedono messa in discussione la realtà che per loro ha rappresentato l'antidoto a tanto piattume e banalizzazione, ma che ora appare in una luce diversa. Ed è ancor più doloroso registrare l'accaduto soprattutto per loro, che speriamo non abbiano difficoltà e siano aiutati a ri-orientarsi.
Il quadro della situazione appare quindi diverso, anche se più grave e pesante nei confronti delle responsabilità di una personalità - mi dicono - molto forte ed auto-imponentesi come quella di padre Manelli. A questo penserà chi di dovere. Noi ripartiamo da qui.

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